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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 4130488151.

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Ma la [...] traspira da ogni [...] sillaba, dal ritmo sincopato di [...] frase. Napoli, si sa, è stata [...] molto tempo la cartolina [...] il Vesuvio, la pizza, il [...]. [...] oleografica che però non [...] ai napoletani. Mi chiamò e mi [...] venivo; gli risposi che ero italiano, di Napoli [...] si mise a ridere. Fu una risata bonaria ma [...] una cosa che non ho mai più dimenticato. Perché esistono dei cliché, [...] mia città. [...] di Napoli [...] non sempre è esemplare. [...] stereotipata che io nel [...] Mistero napoletano ho cercato di smontare, mettendo in [...] diversa, popolata anche da ceti intellettuali, borghesi [...]. Partiamo proprio da [...] dalla città raccontata in "Mistero [...] libro uscito nel [...] e che ha vinto [...] Viareggio [...] dopo; com'era la Napoli [...] dopoguerra?« La Napoli del dopoguerra era la Napoli [...] Guerra Fredda. Finita la guerra, ci [...] di disegnare un proprio futuro, di fare [...]. Ma per Napoli queste [...] state libere. Un porto sequestrato, nuclearizza-to, il [...] degli alleati insediato a Pozzuoli, il [...] tutto ciò contribuì a creare [...] situazione che ha impedito [...] FRANCESCA [...] si guarda con [...] a tutto ciò che [...] di [...] di tracciare un programma di [...] con la stessa libertà delle altre città. Napoli è stata una [...] fini particolari, quelli appunto della Guerra Fredda: [...] americana aveva bisogno di una base logistica [...] fu il porto di Napoli impedendo di [...] il rilancio economico della [...]. Napoli, insomma, non era [...] stessa. Questa forma di sequestro [...] anche lo sviluppo sociale, quello urbanistico, tutti [...] città». [...] «La Napoli del dopoguerra è [...] Napoli ovviamente diversa da quella di oggi. In quel libro parto [...] concludere ai giorni nostri, alla caduta del [...] Berlino quando anche per la storia di Napoli [...] ciclo. Prima questa era una [...] poi i napoletani tornano ad essere padroni [...] non c'è più una necessità di forza [...] impedire le libere scelte della città. Si apre un nuovo [...] i napoletani saranno capaci di tessere grandi [...] rimarranno invischiati nel sottosviluppo al quale sono [...] tanti eventi. Improvvisamente, dopo i fatti [...] Berlino, [...] orologi si rimettono in marcia e [...] è [...] di questo cambiamento, [...] che al vertice [...] napoletana interpretava questo nuovo [...]. Insomma, [...] Napoli ha trovato un [...] uno scorcio di piazza [...]. Diciamo che è stata [...] quella che ha [...] del nuovo corso per Napoli [...] uomo, visto anche il plebiscito di voti [...] ha sicuramente interpretato molto bene [...] napoleta-no». Da un po' di [...] parte c'è una una nuova vitalità che [...] Napoli [...] che segna, forse, la [...] di buona [...] d'Italia. La città è [...] sono cambiati anche i napoletani?« Sì, è vero: è cambiata Napoli e sono cambiati i [...] abitanti; c'è stata una svolta che è stata recepita [...] tutti, [...] modo passivo la vita sociale [...] propria città. Però, vi sono cose [...] avvertite e vissute, [...] più consapevoli, invece, c'è [...] presa di coscienza di essere diventati cittadini [...] libera, [...] di essere napoletani nonostante [...] che comunque stanno lì, orrendi e non [...] del Muro di Berlino. Poi è sicuramente mutato [...] che subivano in modo un po' fatalistico [...] succedeva alla loro città». La strada da percorrere, [...] tanta. Nei giorni scorsi i [...] nuovamente manifestato sotto Palazzo San Giacomo; questo [...] non c'è rimane uno dei [...] «Proprio così: è il [...]. Questo ci fa capire [...] dei problemi ricade soprattutto sui napoletani, sulle [...] anche, credo, sullo Stato e sul Governo. Inizialmente, quando [...] ha accettato di diventare ministro [...] Lavoro ho avuto un momento di perplessità poi a [...] riflessione più pacata ho capito che il suo ruolo [...] sindaco di Napoli e di Ministro del [...] recupero [...] industriale di Bagnoli è una [...] da [...] erano collegati in quanto la [...] del lavoro a Napoli è una questione nazionale, come [...] mafia non è una questione [...]. Sono tanti i progetti [...] questi tempi a Napoli; ce n'è uno [...] particolarmente interessante? «Qualche giorno fa sono andato [...] Bagnoli con una scolaresca. Questa immensa fabbrica in [...] è uno spettacolo indicibile. Bagnoli offre la misura [...] e di grande complessità che ha Napoli [...] rappresentano una sfida interessante. [...] area dove sta scomparendo [...] questa immensa fabbrica che per Na-poli ha [...] adoperare [...] antica e forse anche [...] di un presidio di democrazia, verrà restituita [...]. Probabilmente, del resto, se [...] stata [...] questa zona sarebbe stata [...] ribaldo dei grandi speculatori che hanno deturpato Napoli [...] scorsi. È una zona di enorme [...] uno spettacolo strepitoso su cui mi riprometto in futuro [...] scrivere [...]. Un altro suo libro, "Il Po [...] racconta", narra invece di [...] terra, quella della Pianura Padana; [...] visto un napoletano [...] è una terra straordinaria; [...] macchina per tutti i 600 chilometri che [...] sino al delta del Po, scoprendo una [...] scorre lungo [...] maestro, che attraversa [...]. È una strada di una [...] inaudita che offre un colpo d'occhio impagabile, facendo persino [...] che a pochi chilometri da lì c'è una delle [...] più densamente abitate». ///
[...] ///
È una strada di una [...] inaudita che offre un colpo d'occhio impagabile, facendo persino [...] che a pochi chilometri da lì c'è una delle [...] più densamente abitate».

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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