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Creonte vuole che i corpi [...] Edipo, rimangano insepolti. Antigone, loro sorella, disub-bidisce [...] in un antro. E la tremenda tragedia [...]. Padre Sergio Non ubbidire [...] Che meraviglioso personag-gio è questo [...] racconto di [...] è [...] nato nobile [...] ha un orgoglio smisurato [...] è [...]. È un cadetto innamorato [...] finchè il sovrano cerca di [...] sposare una principessa che [...] propria amante. Così il giovane diventa Padre Sergio [...] si fa eremita. Diventa un «santo», è venerato, [...] cade su una [...] banana: si fa tentare [...]. Così il [...] con-quista finalmente [...] raggiunge [...] Siberia, [...] maestro e in [...] ano-nimato sente la voce [...]. [...] Quando un eroe disubbidisce Il [...] roman-tico di Heinrich Von Kleist, appena portato [...] Marco Bellocchio, rac-conta del giovane principe Friedrich, [...] brandeburghese, che cade in stato di [...] dopo [...] raccolto un guanto della [...] Natalia. Al ri-sveglio, tra postumi [...] euforia amo-rosa e guerresca, vince la bat-taglia [...] di-subbidendo però agli ordini del re. Siamo in tempi meno [...] tebani. Il re lo condanna [...] Creonte con Antigone, però solo per finta. E [...] ub-bidisce [...] in nome della ragion di [...]. È diven-tato così un «eroe [...] e, dopo [...] ubbidito, anziché la morte trova [...]. Holden Se un ragazzo fugge Non [...] più Dio, e non [...] più neppure un re per Holden [...] di Salinger, che fugge dopo [...] stato espulso dal-la scuola di [...]. Holden vaga per New York [...] ragioni di tutto: dove vanno le anatre [...] del [...] Park ghiaccia? Il vero [...] non trova risposta è perché il destino [...] di leucemia il fratellino Allie. [...] uno [...] genitori lo mandano da uno [...]. Thelma Ubbidire a sé [...] Lei e Louise, le due bellissime del [...] Scott, alte come [...] Johnson, vestite mozzafiato, [...] alla fi-ne suicide, sono [...] personaggio femminile nato con Nora, la protagonista [...] Casa [...] bam-bola di Ibsen. Nora, ricatta-ta perché ha [...] un debito, resta disgustata quando, venuto alla [...] si accorge che a [...] il marito, in-teressa solo [...] nome della famiglia. Rifiuta la ragion borghese [...] abbandona coniuge e figli. Ce [...] a finire solo con la [...]. Quei ventenni infatti non [...]. Mi domandai il perchè [...] vi-vevano tutti fuori dalla famiglia e non [...] loro coetanei italiani, una mamma premurosa che [...]. /// [...] /// [...] è noto, che in Italia, [...] stato spende assai poco [...] agli anziani, la supplenza [...] genere dalle donne di casa, moglie [...]. La famiglia, dunque, è [...] particolarmente importante e presente nella vita [...]. E [...] chi sostiene -recentemente lo [...] nel suo ultimo libro [...] eccessivo non fa-vorisca lo sviluppo [...] e del principio di [...]. For-se che la nostra [...] di una iniezione di individualismo? Ci [...] Gianfranco Pasquino, politologo, gran [...] anglo-sassone, non ha dubbi [...] di qualche dose in [...] da propinare alla nostra società. Prima di tutto però [...] «Nella [...] società, come in tutte quelle meridionali, dalla Spagna [...] Gre-cia, [...] non abita. Lo troviamo altrove, nella [...] di alcuni paesi nordici. I film di Bergman, [...] lo descrivono stupendamente. [...] si caratterizza soprattut-to -e il [...] regista lo spiega in mo-do straordinario -per una capacità [...] stare soli. Di vivere la propria [...]. E [...] Non sono forse gli States [...] Pasquino invita a fare [...] «in America convi-vono un elemento di liberalismo [...] di pesante conformismo. La tendenza verso le mode [...] assai forte e questo è [...] contrario [...]. Co-munque, [...] alto di individualismo «sono [...] stata la riforma protestan-te, mentre nelle società [...] nostra, prevale il senso [...]. Tutti insieme, tutti pecca-tori». Del resto questa tendenza [...] Pasquino -anche [...] cul-tura che ha fortemente segnato [...] illiberale, che esalta il ruolo delle masse e certamente [...] quello del singolo. E illiberale è anche [...] più volte ha caratterizzato la [...]. Abbiamo, insomma, parecchie ta-re, [...] perché «po-trebbe essere proprio la sinistra -ter-mina Pasquino [...] qualche sana iniezione di [...]. Il socialismo può legarsi [...] liberalismo. /// [...] /// Franco Ferrarotti è ancora [...] Pasquino sulla necessità di quelle iniezioni di [...]. [...] e politicamente [...] se [...] la modernità come [...] personale». A [...] Pasquino, però, Ferrarotti non [...] defi-cit di individualismo nasca «dalla mancata riforma [...] evidenziare il fatto che «la [...] prodotto [...] della quale siamo quasi [...]. Del resto -osserva il professore [...] Manzoni -«uno [...] non se lo può dare», [...] infatti, «nasce quando un [...] tutto intero riesce a [...] una espe-rienza storica di [...]. In Italia purtroppo questo non [...] mai avvenuto. Il Risorgimento non è [...] per le sue caratteristiche verticistiche, un momento [...]. E la Resi-stenza? «Probabilmente [...] è avvicinata di più, ma purtrop-po, ha [...] Nord, dove [...] anche Salò, e una [...] Centro. Mezza Italia ne è [...]. È stata una grande pagina, [...] settoria-le». Ferrarotti accoglie con fastidio [...] Italia [...] troppa fa-miglia: «Guardi che [...] Italia [...] fami-glie sono costrette a supplire alla ca-renza [...]. Il familismo non è [...] nel nostro Dna, è un modo per [...] situazioni a cui dovrebbe pensare lo stato, [...]. Siccome non lo fa [...] fa a sufficienza ci pensa il nucleo [...]. E la sini-stra che [...] per modificare questa situazione, per [...] individuo e società? «I [...] società non sono antite-tici sono assolutamente coniugabili. I problemi [...] non si ri-solvono mai in [...] orizzonte pura-mente individuale. Occorre andare [...]. [...] meccanismi, insomma, che [...] non controlla. Quanto alla sinistra credo [...] un vero riformismo. Troppo spesso ha oscillato [...] a parole, vedi [...] e un riformismo spicciolo [...] restare inchiodato al piccolo [...]. Di questo nuovo riformismo [...] il bisogno, ma per il [...]. Anche Mauro Mancia, psicoanali-sta, [...] positivo alla parola individualismo: «Esso non coincide, [...] pensare, con egoismo. Proporre la propria identità [...] di negativo». Per Man-cia, come per Pasquino [...] a che fare con la capacità di [...] «Quanto più la persona rie-sce a separarsi dalla [...] co-struire la propria identità, tanto più è [...]. [...] di separarsi è la [...] molte patologie e disagi. [...] difficoltà si manife-sta nel separarsi [...] mamma. Ma il [...] star soli, [...] una identità è importante in [...] i momenti della vita: da quella di coppia sino [...] estremo, la morte. /// [...] /// Come integrare la propria identità [...] Mauro Mancia -questa è [...] molto difficile. In questo mo-mento preciso [...] può diventare fonte di egoismi. Si può ve-rificare che [...] venga paranoica-mente vissuto come nemico. Vedi ad esempio il [...] stato che assume, in questa visione, il [...]. Se [...] ha il soprav-vento [...] da sè viene visto come [...] padre cattivo che si porta via una parte di [...]. Il sen-timento leghista ha [...] con questi vissuti. Ne è una espressione estrema». Naturalmente il processo integrativo viene [...] individuale e [...] gruppo so-no entrambe ben definite. Un indivi-duo ben identificato si [...] bene con un gruppo che ha, ad esempio, una [...]. [...] parola al filosofo. A Salva-tore Veca, che [...] può avere anche un [...]. [...] vuol dire semplicemente mag-giore [...] maggiore padronanza di se stessi, mi-nore schiavitù [...]. Convinzione profonda di avere [...] guidare la propria vita. Insom-ma, in una parola, [...]. Un simile atteggiamento, sostiene Veca, [...] che giovare alla socie-tà. La società italiana ha quindi [...] di maggiori dosi di individuali-smo? «Quello che da noi [...] è [...] forte -risponde Veca -è [...] della responsabilità individua-le che richiede [...] comune lealtà ci-vile. In passato in Italia [...] innumerevoli lealtà particolari: il fa-milismo, il cattolicesimo, [...]. Queste lealtà particolari sono [...] utili. Hanno co-stituito la via [...] lealtà civile che mancava. Hanno avuto un ruolo [...]. E ce la faremo a [...] una lealtà civile che poi si-gnifica responsabilità individuale e [...] costituisce [...] positiva dell termine «individualismo»? Veca [...] moderatamente ottimista, «anche perchè la strade delle lealtà [...]. [...] di esse sono cadute, altre [...] sono con-sumate: «Le devozioni particolari non sono più utilizzabili [...] questa im-possibilità di [...] potrebbe [...] civile, che diventerà indispensabile per [...] insieme un paese. La ne-cessità di una cosa [...] a [...]. Partendo [...] insom-ma, si arriva inevitabilmente [...] al collante che la tiene insie-me. [...] in un paese che [...] uno sviluppo suffi-ciente della cultura liberale, fa [...]. Fa rima con tante [...]. E, non sembri strano, [...] parola si-nistra. Gabriella Mecucci Individualisti [...] della statua della Libertà [...] Parigi De [...] a sinistra E spunterà [...] Italia quel «soggetto» [...]. La genesi [...] libera nel mondo occidentale, le [...] contraddizioni e i suoi paradossi attuali Ciascuno di noi, [...] nel mare del possibile La «persona libera» è il [...] di una millenaria evoluzione, [...] associata a grandi conflitti sociali, [...] rimane ancora un obiettivo. Si fa presto a [...]. [...] intanto «individuo» signi-fica qualcosa di [...] divisibile, di analogo [...] greco. [...] percettivo e bruto insomma. Che [...] significato iniziale, è divenuto, lungo [...] storia millenaria, un [...]. [...] Cominciamo dal solito Hegel, che, [...] aveva la vista lunga. Annotava: «In Oriente [...] è tutto, [...] è nulla». Voleva dire che nelle [...] era tutta esterna al singolo, non essendo [...] «sole interiore». Anche in quelle [...] però [...] non era granché, per Hegel. Poiché nella comunità orga-nica, [...] la nascita, la faceva da padrone. Si [...] vocali», per [...] con Aristotele. Però almeno [...] alcuni», erano (relativamente) li-beri. Potevano prendere la parola in [...] e «dire la verità» in pub-blico [...] e le attività private, votare, [...] etc. Ma senza eccessi da [...] Pericle in un cele-bre discorso riportato da Tucidide. Resta il fatto che [...] alla Polis. Non a Dio, né [...]. [...] ai quali, ci vollero secoli [...] seco-li. Ci voleva il cristianesimo, [...]. Il cristianesimo che consa-crava [...] dignità della «persona», maschera giuridica [...] Roma. E poi cor-rispettivo [...] immortale. Insomma, tutti eguali di [...] Dio, tutti «sacri» e unici, meritevoli di rispetto. /// [...] /// Da Dio [...] il passo non è [...] i secoli. Basta tra-sformare in «ragione» [...] Dio. Ciò che [...] ad uccidere! [...] la sfera della privatezza [...] innesta sulla retta ragione, sulle idee chiare [...] esperienza e «coscien-za». In verità la primitiva [...] alquanto antipatica: gar-zoni, operai e donne non [...] e volontà. /// [...] /// [...] toccava solo ai gentiluomini, [...] potevano provvedere a se stessi. Ed ecco il paradosso: [...] i diritti spettavano a pochi, sebbene si [...] univer-sali [...]. Gli americani, mal-grado schiavi [...] a pezzi, erano certo più avanzati della [...] proclamare gli uni-versali diritti [...] (inclusivi della [...]. E in Francia ci [...] per far passare, de iure, il suffragio [...] Rousseau. Per arrivare poi a [...] e a una vera affer-mazione del diritto [...] approdare al novecento. Negli Usa ad esempio, [...] 60 i «diritti civili» erano dimi-diati. In Italia ci vorrà [...] per il voto alle donne. E in Sudafrica? Ma torniamo [...] filosofi-co del tema. Questo: [...] è un singolo irripetibile. Ma tutti noi siamo irripetibili [...] vogliamo [...]. /// [...] /// È fatto [...] «identificazioni». Tutte però con-vergenti in [...] che ci fa dire, [...] «Io! Siamo prigionieri due volte, [...]. [...] irripetibile che noi siamo. E degli altri. Del [...] a pensare davvero di [...] «Io». Vengono le vertigi-ni! Espandersi (e anche dominare) [...] e riconoscimento da altri «Io». /// [...] /// Ed ecco allora una delle [...] più complicate della modernità: siamo [...] tutto questo. [...] di star calmi, viviamo [...] tra scelte e mondi (sociali) di-versi. [...] e ci leghiamo, decidiamo [...] ci spo-siamo e divorziamo. /// [...] /// Perché è «il molteplice» [...] moderno, il vero oceano su cui vaga [...]. Sta [...] la vera «differenza», non [...] altro che storie! Ma senza [...] o [...] «in altro». /// [...] /// E magari [...] per aiutare anche gli altri [...] al meglio. Un nome per tutto [...]. /// [...] /// Un nome per tutto [...]. (0) (0) ![]()
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