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Ma era un vento [...]. Verrà da Mercurio, pensò, [...] sparato da qualche parte del cielo buio. Un pianeta [...] e rovente, sotto vuoto, [...] neve tiepida e nera, e il mare [...] i pesci schizzano tra i sassi secchi. Anche i pensieri non [...] nella testa, si scioglievano sopra il fuoco [...] e si appiccicavano [...] con [...]. Gli sembrava di pensare [...] non pensava niente. E continuava a guidare, [...] le mani, ormai gonfie e infelici, sudate [...]. Nevio si accese una [...] ancora di più lo stereo. Si sentiva come il [...] canzone che Bru-ce Springsteen gli urlava in [...] sotto al cruscotto, spaventato e malinconico. Sentiva la voce a [...] che lo scuoteva, fraterna, come gli accadeva [...] Maurizio, cui il vino certe sere staccava [...] fondo della spavalderia, gli si [...] giava, sbracandosi [...] come su una poltrona [...]. E Nevio sentiva sul [...] lacrime bollenti, e la fronte sudata per [...] o un odio sempre più attizzato. Nevio si guardava le [...] volante, e gli parevano troppo sole. Eppure quante notti [...] aveva passato cosi, a correre [...] suo [...] verso la chiazza nera laggiù [...] Fiumicino? Lui e la voce ; di Bruce Springsteen: [...] parti; / and [...] / [...] the [...] " [...]. Nevio quando accendeva Bruce Springsteen [...] e il cuore [...] gli si calmava. Gli sembrava che anche [...] fosse un accordo perfetto di quella sinfonia [...] il mondo, e la voce dura e [...] non erano che la vendetta della consapevolezza [...] della speranza. Una risata furente che [...] la sentiva pompare il suo sangue, faticosamente, [...] veleno nero e papposo. /// [...] /// La musica di Bruce [...] della fratellanza contro il belato [...] e lo mordeva e [...] notte. Una complicità nel disprezzo [...] che lo rinforzava -lui e Maurizio e Adele, [...] ragazza -come fanno i bastioni di un [...] i quali la speranza, che mai vola [...] che scorticarsi le ali. Quella sera però non [...]. Sarà stato per via [...] non soffiava, ma,i suoi pensieri raschiavano [...] con [...] e ci sarebbe voluta [...] fare ordine in quel mare di : [...] era la [...] mente. Il pensiero delle torture [...] infliggere ad Adele lo angosciava e lo [...] colpa. Si erano trattenuti insieme [...] il dovuto, quella sera. Prima di lasciarsi, lei [...] si era stropicciata forte gli occhi, fino [...] diceva che suo padre si accorgeva dallo [...] aveva fatto [...] e la picchiava. Non erano andati di [...] di rientro, venti minuti al massimo, ma [...] Adele in uno stato di ansia per [...] poteva [...]. Lei era bella, teneva [...] indietro che le ricadevano sulla camicetta chiara. E il mascara che [...] ciglia le faceva battere di continuo le [...] modo che a Nevio piaceva molto. Adele non lo aveva [...] perché temeva che il padre potesse [...] in un : atteggiamento [...] aveva camminato accostata come mai era successo [...] le mogli e i mariti innamorati. Per terra, appena illuminate [...] dai fanali nascosti dietro ai baracconi, [...] ancora qualche foglia marcia [...] delle verdure vendute durante il giorno. Nonostante fossero passati gli [...] saliva un odore forte di grasso, e [...] a vampate, di urina. Sennò quello mi mena. Aveva il fiatone, camminava [...] la paura respirava male. Nevio cercava di [...] «Certo che glielo dico. Perché dovrebbe CARTA [...] Onofri, scrittore, ha 39 anni. È nato a Roma, [...] insegna lettere in un istituto tecnico. È autore del romanzo «Luce [...] (con II quale ha vinto il premio [...] «Giuseppe Berto») e del libro di racconti e [...] indiane degli Stati Uniti [...] di riserva» (entrambi editi [...] Theoria). Per [...] del 1995 è prevista [...] «Colpa di nessuno», edito da Theoria. Da tre anni è [...]. /// [...] /// [...] e [...]. E invece lo sapeva [...] padre di Adele non voleva che [...] figlia avesse a che [...] come lui, senza mai un lavoro serio, [...] amici che si ritrovava. MA NEVIO non aveva [...] tempo a finire di parlare, che il [...] Adele era sbucato da dietro un chiosco e [...] aveva steso [...] figlia in terra. Era una bestia di [...] non puzzava di vino puzzava di sudore, [...] quella valvola per sfogare le sue rabbie [...] spaventi. La ragazza era caduta [...] era rotolata fra [...] dimenticata dagli spazzini. Aveva ricevuto tanti complimenti [...] per quella camicetta, che adesso le si [...] un fianco, proprio sotto un seno. Le si vedeva il [...]. [...] aveva urlato qualcosa, che [...] Nevio [...] aveva capito. Gli si era anche [...] che si stava sbagliando, che non aveva [...] tanto, ma quello aveva fatto un salto [...]. Poi aveva sollevato Adele [...] e aveva ripreso a [...]. Ma lei già non [...] come assente. E a capo chino [...] il punto in cui la camicetta, cadendo, [...]. Nevio la vide andare [...] padre, che continuava a ringhiare chissà quale [...] dialetto burino. Aveva passato almeno due [...] finestra, sperando di rubare [...] luce o [...] dietro le tendine, che [...] via rincuorato, tranquillo che [...] era passata e la ragazza, almeno lei, [...] la nottata. Ma niente, a mezzanotte [...] dovuto andare più inquieto di quando era [...]. /// [...] /// Fece ancora qualche chilometro [...] Portuense, [...] in mezzo ai campi e davanti a [...] cimitero. Siamo soltanto dei ragazzi, [...] nulla che possa interessare una donna, pensava. /// [...] /// [...] sporcata, le ho [...] e non posso [...] in cambio nient'altro che altra [...] e altre botte. Il diploma di [...] grafico che si era [...] prima, nonostante tutte le domande e i [...] spedito, non aveva fruttato lo straccio di [...]. Solo occupazioni giornaliere e [...] principali, delusioni. Mentre queste parole invadevano la [...] di Nevio, più che [...] prodotte, [...] i fari di un camion [...] dietro una curva e lo accecarono, appiccicati al muso [...] macchina. Ci fossero state abitazioni [...] gli abitanti si sarebbero svegliati di soprassalto, [...] lo schianto dei metalli delle due vetture, [...] e rotolarono giù per la scarpata, insieme. Quando Nevio batté col [...] fronte contro quella parete di ferro, perse [...] già come morto. A [...] da quel sonno -chissà [...] -fu un senso di oppressione e di [...] spingeva contro il petto, gli acuti spasmi [...] lo scuotevano per tut-to il corpo, dalle [...] dietro al collo. A tratti gli sembrava [...] nel suo stesso . Tutta la [...] vita adesso era in [...] aveva pensieri, né sogni, solo quel tormento [...]. /// [...] /// DI NUOVO [...] fu come se uria [...] lo investisse, fragorosa: vide le sue mani [...] rottami della [...] vettura, in un buco [...] era il finestrino, e si tirò su, [...] spasmodico e Dio sa quanto doloroso. [...] sentiva il sangue pompare dentro [...] collo e [...] su per la trachea [...] il respiro. Tossi, e [...] usci saliva rossa. La notte era tornata [...] era fatta fresca. Nevio guardò nel camion [...]. Allora il ragazzo si [...] la scarpata, convogliando tutte le forze di [...] dispor-re. E nei salire si incitava, [...] esaltava come mai aveva fatto in vita [...] «Accidenti che forza! E [...] intanto saliva, e nel salire [...] animo e forza. Arrivato in cima, poteva [...] tutta la valle, lag-giù, dove [...] casa [...] e dove si poteva [...] balconcino della casa di Adele. Gridando furiosamente alle sue gambe [...] si trascinò [...] tra fitte [...]. Passò i campi notturni, [...] e si sorprese a scoprire che il [...] sé una luce insospettabile. Non si era mai [...] quale deserto fosse circondata la città. [...] nera eppure piena di una [...] interna. Il intorno a lui, [...] i primi palazzi allineati laggiù, e palpitanti, [...] gigantesca nella bocca mostruosa della notte. Camminò per le strade [...] prima vita, in [...] lenta in cui i [...] borbottare mimetizzati nella penombra, e [...] di un cane si [...] libera e diventa padrone del cielo intero, [...] dei primi netturbini, dei baristi intenti ad [...] dei giornalai e dei gatti solitari sono [...] tutte uguali, rassicuranti. Camminò per due ore, [...] sorretto e quasi spinto dal pensiero di Adele. Arrivato trafelato a casa, [...] la ringhiera delle scale, e trovò la [...] ancora in vestaglia e insonnolita: «Nevio, ma [...] cacciato? SICURAMENTE per la gioia [...]. Non gli importava di [...] di imbattersi ancora in [...] del padre di Adele. Si sentiva forte, adesso! Sali le [...] a quattro a quattro, [...] Adele [...] cima alla rampa, e non aveva più [...] pugni presi la sera prima, e aveva [...] sorpresa e di gioia che da anni [...]. Su un pianerottolo incontrò il [...] amico Maurizio, che cercò di [...] «Nevio! Ma Nevio neanche gli [...] felice. In un ultimo sforzo [...] Adele, e mentre stava quasi per [...] a sé, sentì una [...] nuca, come un cane che gli si [...] da dietro. Poi venne una luce [...] il silenzio ancora, di nuovo il buio. Nevio era morto. Erano riusciti a [...] fuori dalle lamiere con [...] quando era già mattina ormai inoltrata. Un signore col carretto [...] il, [...] aveva visto la scena [...] scarpata, con le ruote che ancora fumavano, [...] la polizia. Quando lo avevano tirato [...] vivo. Il suo amico Maurizio, [...] per tutta la notte e si era [...] non appena ne aveva [...] aveva raccolto fra le sue braccia: «Nevio. Nevio, come stai?», gli [...]. E lui gli aveva risposto, [...] un sorriso: «Cazzo, chi [...] stato mai così felice?». /// [...] /// E lui gli aveva risposto, [...] un sorriso: «Cazzo, chi [...] stato mai così felice?». (0) (0) ![]()
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