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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 4103450757.

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[...] genera e arricchisce continuamente la [...] identità sociale. Non vo-glio dire che [...] «comunità umana oltre i confi-ni» nascano solo [...]. Forse sono radicati nel [...] persona umana, nel Dna costitutivo della specie. Il grande scienziato credeva [...] amore universale posta nel cuore stesso [...]. E ci credeva Ernesto Balducci, [...] lo cita nel suo libro [...] 1990), con il seguente commento: «Si tratta del capovolgimento puro e semplice [...] di cui siamo figli. Il nuovo uma-nesimo nasce [...] di questa transizione». Questo nuovo umanesimo, che [...] (mettendo nel conto che ogni appellativo è [...] con nessuna ideologia e non è esaurito [...] politico né etica reli-giosa. Sebbene certi programmi politici [...] si ispi-rino a tale umanesimo e tentino [...]. È un processo storico [...] si è sviluppa-to lungo tutto il secolo [...] dalla fine della guerra. Varie generazioni vi hanno [...] stanno contribuen-do con le loro esperienze di [...] le loro lotte. Da tale pro-cesso sgorga una [...] socia-le tenuta insieme da una memo-ria unitaria. Il termine «memoria unitaria» [...] pensare a un monolite, quasi a un [...] della memoria. Significa piuttosto un insieme [...] di memoria che si ri-conoscono tutti in [...] di umanizzazione sociale. Le mille e mille memo-rie [...] non sono separate e disgregate ma formano una identità: [...] appunto [...] sociale. Ogni più piccolo frammento [...] questa visione unitaria, ha un suo valore, [...] a un personaggio famoso o a un [...] porta-ta, quale ad esempio il movi-mento operaio, [...] meno nota. E ogni frammento deve [...] senza gerarchie [...]. Questa memoria unitaria [...] sociale è forse pro-prio [...] in piedi a contrastare la marcia trionfale [...] globale. Il quale infatti ha [...] una strategia di oblio, tesa a disgregare [...] memoria. Perché il liberi-smo ha [...] sul vuoto una nuova [...] di [...] senza identità e memoria. Ogni frammento deve rico-noscersi [...] nes-suno «possiede» la memoria complessiva. E riconoscendosi come frammento [...] gli altri e al contempo sentirsi valorizzato. Ognuno de-ve fare la [...] questa creazione e vivificazione della memoria. La Comunità [...] una delle comunità cristiane di [...] sorta nel 68 dopo quindici anni di esperienza nella [...] ha avvertito da sempre [...] di contribuire a questa me-moria [...] sociale. Il primo e più [...] di vita, coerenza di scelte, continuità di [...]. Ma [...] anche il contributo di [...] briciola si perda. Per que-sto sta tentando [...] Archivio storico che raccolga e valorizzi questi [...] di storia propria e delle comuni-tà di [...]. Allo stesso scopo, ultimamente ha [...] il libro [...] i confini [...] di ricerca [...] Firenze, 1995. Il processo di umanizzazione [...] anche le re-ligioni, inclusa la Chiesa cattoli-ca. E come poteva essere [...] pensa alla centrali-tà che ha la socialità [...] Vange-lo? È vero che il Vangelo non è un [...] so-ciale. È molto di più: è [...] Dio bi-blico che [...] con il povero, non per [...] ma per [...] il protagonismo nella storia, che [...] la vitti-ma delle ingiustizie, il condan-nato a morte a [...] delle sue scelte contro il potere e il pecca-to, [...] protagonista di una nuova [...] liberata dal do-minio. [...] sociale, sul ver-sante religioso e [...] alla real-tà ecclesiale. [...] vero che ha subito [...] subisce [...] la stessa strategia di [...] sono stati e sono sottopo-sti gli altri [...]. Lo scontro interno alla Chiesa [...]. Ed è risultato tre-mendo [...]. Perché il pro-cesso di [...] è configurato [...] ec-clesiale come «rivoluzione co-pernicana [...] Chiesa». Così [...] definita un grande teologo [...] pone al centro non più la gerarchia [...] di Dio». Non che i ministeri [...]. Solo che riacquistano la [...] servizio in una Chiesa vissuta co-me «comunità [...] sul protagonismo delle persone a cominciare dagli [...]. Questo in fondo significa [...]. TALE «rivoluzione coperni-cana», rivelata [...] Conci-lio [...] poi da esso spinta in [...] fu [...] intreccio perverso, composto da massoneria piduista, servizi [...] Gladio, [...] mafia: quel medesimo intreccio che in Italia, [...] comunista, tentò di bloccare il processo democratico [...] tutti i mezzi compreso il terrore. A un certo punto, [...] poco prima della strage di piaz-za Fontana, [...] fu invasa da una delle prime squadre [...] di spranghe, catene e bastoni, cacciarono le [...] che a quel tempo costituiva-no la comunità [...] la parrocchia. E una magistratura compiacente [...] fascista e perseguì le vittime del-la provocazione [...] quasi mille perso-ne della Comunità [...] totalmente innocenti, che dopo [...] infatti pienamente assolte. Fu questo uno dei primi [...] di uso de-pistante del processo. La genesi delle altre [...] base italiane trova costantemente sul suo cammino [...] la repressione [...] e insieme il maci-gno [...] cui abbiamo parlato sopra. Le squadre neofasciste al Nord [...] mafia a Sud costituiscono la ma-novalanza di [...] violente analoghe a quelle avvenute nella chiesa [...] massoneria pidui-sta, servizi segreti, politici cor-rotti. Centinaia di comunità so-no [...]. Le co-munità di base [...] Italia e nel mondo, perché doveva essere [...] di [...] di comunità», distrutto [...] medesimo di «Chiesa povera [...]. È per questo che [...] Italia si crea il terrore attraverso la violenza [...] America latina le giunte militari massacrano a decine [...] i laici impegnati nel creare comunità di [...]. Ed ora tutto questo [...]. O meglio disar-ticolato. ///
[...] ///
Ro-mero con le comunità [...] Le due cose devono es-sere tenute separate [...] senza con-nessione. Non parliamo poi di [...] don Loren-zo Milani. Per carità, sono cose [...]. Guai ad acco-stare fra [...] guai a [...] come parti, «diverse» ma [...] di un uni-co processo storico di umaniz-zazione [...]. Davvero, la memoria è [...] più solidi, se non [...] rimasti in piedi per [...] diversa rispetto al nuovo dominio mondiale del [...]. ///
[...] ///
Una immagine davvero curiosa [...] Paesi Bassi. Due poliziotti in sella alle [...] stanno scortando il sorprendente corteo [...] quattro ele-fanti indiani attraverso le vie del centro di Rotterdam, ieri mattina. Gli elefanti hanno partecipato [...] programma di intrattenimento per i bambini [...] pediatrico cittadino [...]. Dalla Prima non scherzavano [...] vite, non erano animate da alcun intento [...]. A che cosa serve [...] milio-ni di telespettatori il [...] Silvia» per il non avvenuto stupro della so-rella? Fa [...] qualcuno? Aggiunge dati ad un problema di [...] riflettere? No, fa pena. Fa pena e basta. Aumenta e forse tiene [...] generale. [...] una ragazza di [...] per riavere indietro almeno un [...] della [...] subito ricamato la leggenda. Erano brave ragazze, si [...] vivevano vite semplici e impegnate, in piccoli [...]. [...] La frase «senza grilli [...] è stata ripetuta più volte. E se «i grilli» [...] Sarebbero state meno da compiangere? Meno innocenti? [...] A che cosa serve [...] valore aggiunto di una sorta di santità [...] Silvia, [...] corso [...] televisiva cui [...] sottoposta, senza troppo rispetto [...] condizioni [...]. Un sorriso leg-germente fisso, [...]. Le domande dirette sul [...] concor-dato di [...]. Silvia ha risposto, [...]. [...] da grande» e «ti piace [...] a scuola» [...]. Viene naturale [...] a chi giova, visto [...] fra gli interrogativi banali. [...] Silvia, ai [...] amici? [...] solita divinità cui si [...] tutto, dal bambino molestato alla ragazza scampata [...] moglie del disoccupato suicida al giovane mi-liardario [...] televisivo ridotto a numero. [...] per [...]. ///
[...] ///
[...] per [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(286)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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