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Destra e sinistra? Analitici [...] Deboli e forti? Scien-tisti e umanisti? Razionalisti e [...] Materialisti [...] idealisti? Macché, quelle [...] adottate per i filosofi [...] logore. [...] bene non reg-gono. Vincolate come sono a [...] di scuola, a etichette ideologiche. Urge una distinzione diversa tra [...] e tra filosofie. Anche per-ché il sovrapporsi [...] il diffon-dersi mediatico [...] filosofico oltre i recinti [...] della [...] di consumo, ubi-quo negli [...]. Intendiamoci, an-che questo è [...] preconizzato del resto (e incorag-giato) dalle filosofie [...] come quelle di [...] in America, di Vattimo [...] Ita-lia, [...] persino dalla scetticismo [...] di un Carlo Augusto Via-no [...] filosofia vede da molti anni ormai un [...] do-gmatico e inclassificabile di reso-conti storici [...] mondo. E allora un modo per [...] chiarezza, nel magma odierno della [...] più perspicuo di quelli elencati [...] capace di radiografare tempe-ramento e indole dei vari sistemi [...] pensiero. Quale? [...] simpatici e antipatici. Non è una boutade, avete [...] e antipatici! I secondi invece sono quelli [...] si muovono con la lama inflessibile [...] tra i concetti, ragge-lando [...] logiche. Il «tanto peggio per [...] Hegel, che per tanti aspetti era pure [...] que-sto rovesciamento, a questa torsio-ne mentale francamente [...] a [...] bene, per-ché non si [...] sensibile», ma vuole [...] a [...]. Cominciamo dai «simpatici». Simpatici erano sicuramente alcuni [...] Talete, [...] Eraclito. Cercavano nel fluire degli [...] razionale che fosse al contempo vitale, di-namico, [...] stati [...] e il flusso della [...]. [...] del tutto era in [...] speri-mentata, sebbene già il «Nous», la mente, [...] mostras-sero un nucleo logico minaccioso e inarriva-bile. Ma è Parmenide a [...] mito e dei colori cangianti in un [...] altolà: la via del [...] dunque [...] è sbarrata ai mortali [...]. Perché [...] «nulla» che logica-mente ne deriverebbe [...] follia, come del resto [...] allievo di [...]. E in [...] contraddizione che esclude e [...] dal [...]. Del resto lo stesso Platone [...] fatto, [...] spaccando [...] nelle sue ete-rogeneità e cercando [...] il tutto [...] non senza [...] ragiona-menti dialettici tra scogli di [...] logiche escludentisi a vicenda. Dunque, Platone e Aristotele. /// [...] /// Perché pronti alla sfida [...] delle aporie in vista della certezza logica. Ma non per questo [...]. Come quando il primo [...] Eros è la molla della vita. Anche di [...] per [...] che è la ginnastica filosofica. O come quan-do lo [...] amorevol-mente a capire il gioco delle passio-ni [...] cerca di prescrivere la «medietà» delle pas-sioni [...] lasciato a se medesimo divenga, contro la [...] o un dio. Certo [...] o [...] batte [...] logica del conosce-re, sia pur [...] dal legame del dialogo, o da quello delle passioni [...] e addestrate alla contem-plazione. Ma è tempo di [...] filosofi simpa-tici. Certo gli epicurei lo [...] non coerenti, ma [...] quello del «piacere» e [...] trasfor-mare in saggezza in «sintonia» non [...]. [...] gli stoici, simpatici. Perché come Seneca parlavano [...] in vista, lo spiega bene [...] della «cura del sé» [...] tempio puro e [...]. Antipatici per il senso [...]. Ma di conio filosofico [...] rivolti alle passioni. Andiamo molto [...] tra [...]. E dirigiamoci verso un antipatico [...] Spinoza. La [...] «Etica more geometrico [...] era antipaticissima, come pure il [...] «Amor dei [...]. Tutto in lui, anche [...] passio-ni, veniva raccordato alla necessità degli «attributi», [...] numerica [...] poten-za della Sostanza. [...] della na-tura naturata non [...] alla fine, nella necessità sempi-terna della natura [...]. [...] rilevante era [...] era [...] cosmico, metafisi-camente introspettivo. In prece-denza solo [...] e opposta «anti-patia» di Cartesio [...] che pensiero ed estensione erano [...]. [...] innata nella mente come idea, [...] che ciò [...] mortale non era che simulacro [...] e nemmeno tanto certo poi, quanto ad esistere realmente. Non [...] altro esempio di antipatia [...] quella di Cartesio (salvo quella di Kant [...] a raccordare mondi con-trapposti sulla base di [...] ritrovate nelle sequenza meccaniche del corpo e [...]. Invano il più giovane Pascal [...] emotiva [...] persino in geometria. Unico spiraglio, uni-co raccordo [...] Cartesio [...] mondi, la «glandola pineale». Dove le [...] spinte da-gli umori facevano [...] chiamato «ani-ma». E veniamo adesso a [...] David Hume, il miscredente scozzese. Frantuma, con meto-do [...] il principio di cau-sa, [...] un contratto origina-rio per il bene della [...] anima e sostanze. E tutto unifica sulla base [...] capacità probabilistica [...]. Infine, teorizza, manco [...] apposta, la [...]. E affetti e sensazioni, [...] è un «fascio», il coesivo che rende [...] spiega le loro transazioni. /// [...] /// [...] Kant Immanuel, il certosino della Ragion pura. Temperamento simpatico, conversatore, buongu-staio, [...] e nozioni disparate. Ma antipatico in filosofia. Come altro spiegare sennò [...] di concetti e giudi-zi sintetici a priori, [...] sensibilità da accordare con i pri-mi. Di principi [...] in etica, come il famoso [...] della ragion pra-tica, «Dio, anima, [...]. E come spie-gare sennò [...] con cui Kant perlustra le famose antinomie [...] etc. Nella famosa «Critica del [...]. Ma anche [...] la legge della sensibi-lità [...] per via fantastica, con quella della ragione. Altrimenti niente risonanza di [...] la quale è poi per Kant «forma [...] scopo». E prova-te voi a [...]. Anti-patico, lo abbiamo detto, [...]. Parte da giovane da [...] politici. /// [...] /// Dalla polis greca idealizzata [...] e lo stato macchina [...]. Ma poi, maturando, [...] tutto in un ciclo più [...] e assolu-to: [...] mosso, articolato. Hegel [...] di Aristotele: [...] della coscienza», [...]. Ma con leggi dialettiche. [...] è contraccolpo [...] il quale ben per questo [...] si muove, si modifica. Portando [...] den-tro di sé. [...] si contrare in Hegel nei [...] in un viaggio silenzioso. /// [...] /// E siamo ripiombati nella [...] ribellione del [...] e Nietzsche. [...] del «sensibile», e delle [...] vitali che vi si associano [...] pungolo di altre due filosofie nemiche: quelle di [...] e di [...]. /// [...] /// Eppure incapace di espellere [...] vita» dal-la certezza «eidetica», delle [...] logiche scoperte [...] che [...] le cose e che però [...]. /// [...] /// Perché [...] è della stessa pasta [...]. Cioè integralmente storico, [...] (da sempre) tra le pieghe [...] linguaggio e rivelato [...]. [...] simpatica di quella [...] non per caso paradigma cospicuo [...]. Ma, in conclusione, è [...] o antipatici in filo-sofia? È questione di [...] scelta razionale? La risposta è quasi im-possibile. Perché chi sceglie [...] dovrà poi [...] razioci-nando questa scelta, se [...] universali. Diventando così un [...]. Mentre chi sceglie la «ratio», [...] farne una passione, se vuole [...] coerente. Contaminando quella «ratio» di [...] di [...] immediati e [...] per-suasivi verso gli altri. Talché [...] diviene a [...] volta un [...] simpatico. E allora, dopo [...] ben distinto tra «simpatici» e [...] ciascuno [...] come può. E filosofeggi, se vuole, [...]. /// [...] /// Bruno [...] I filosofi? Simpatici e [...] SERGIO GIVONE «Pensare è gioco di passioni» «La verità [...] maschera, si mostra in fogge particolari. E per questo possiamo [...] perché la viviamo, e riviviamo». [...] e ordinario di Estetica a Fi-renze, è nettamente «simpatico» e «simpatetico» [...]. Vale adi-re: senza passioni, [...] del particolare, non si [...]. Professor Givone, perché le [...] «Perché [...] senso della filosofia è fuori di essa. /// [...] /// Altrimenti [...] pensiero sensato sarebbe [...] tautologia e silenzio. È la vita umana, [...] sue ten-sioni, a sollecitare la [...]. [...] si apre uno spazio, [...] vissuta viene messa in scena. Ecco la simpatia in filosofia: [...] Nessuna differenza, dunque, con letteratura, storia e [...] «La filosofia, sta [...] la differenza, vuole rendere universal-mente [...] il vissuto. È una ricerca che attraversa [...] figure [...]. Questa può essere una indagine [...]. Ma il [...] della filosofia, la [...]. Se invece la verità soppor-ta [...] contraddizione, allora essa aderisce [...]. [...] senso se nonè anche per [...] non [...]. [...] soggettivo senza un [...] «Il tentativo di [...] va te-nuto fermo. /// [...] /// Certo non vale in tale [...] il rigore scientifico, impotente [...]. Ma già dire [...]. È una visione che conduce [...] forza alla contemplazione [...]. Contrappone a [...] immediata delle [...] che [...] condanni al relativismo. Nonè forse vero che solo [...] E che il rigore logico [...] schiaccia invece contro [...] paralizzante [...] Il vero mistico è Parmenide, [...] quei filosofi che cercano la verità nella molteplicità. /// [...] /// E non a congelare il [...] in una tautologia inespri-mibile. /// [...] /// Nella [...] prospettiva esiste ancora [...] «Sì, e [...] un paradosso. La verità è necessariamente [...]. Ma [...] che ne facciamo è in [...] solo nel particolare. /// [...] /// È il titolo di [...] Gennaro Sasso, sto-rico teoretico della filosofia, sta [...] il Mulino. Già, perché per lo [...] del filosofa-re sta agli antipodi [...] corrente: niente storicità, passioni, [...]. Ma rigore di un [...] ha di [...]. /// [...] /// Professor Sasso, perché è [...] passioni e perché la filosofia è necessariamente [...] «Un [...] passa certamente attraverso passioni e angosce. Ma la filosofia è la [...] stessa [...] la [...] logica. Un orizzonte piccolissimo rispetto [...] delle passioni. Inserirvi gli interrogativi relativi [...] destino o al dolore, è fare della [...]. Forzosamente inclusiva delle parti. [...] combattere ciò è inutile. Perché sa-rebbe un riconoscimento implicito [...] Cacciate dalla porta, le passioni [...] «Questa è la realtà della [...] e [...]. [...] è la purezza [...]. /// [...] /// La filosofia non serve [...] o a consolare: è [...]. La filosofia non fa che [...] la [...] necessità logica. Prescinde dai drammi [...] o dalle violente inclusioni in [...] di progetti sociali [...]. Il suo discorso è più [...]. Ne derivano questioni complicate, [...] linguistici. Il filosofare poi non [...] la domanda presuppone [...]. /// [...] /// Che tipo di attività [...] che non si tratta [...] «Rimane lo svolgimento in [...]. Che [...] spesso inadeguate. /// [...] /// [...] è [...] sterile, se si vuole. E che produce, tramite [...]. [...] dunque è la semplice, tautologica [...] «Si, ma non è approdo, né cammino storico. /// [...] /// Con-seguibile nel dire, [...] rigorosamente tale [...]. Non [...] in questo un sistema [...] le-game organico di forme storiche o [...] in Hegel, [...]. Quan-do il linguaggio, di [...] tradisce la logica, il Logo ci mette [...]. Ci avvisa, e ripristina [...]. O cerca di avvicinarci [...]. Ristabilendo il giusto rap-porto [...]. /// [...] /// Ristabilendo il giusto rap-porto [...]. (0) (0) ![]()
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