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Nel Quattrocento, per esempio, [...] Francia [...] in In-ghilterra i bambini, maschi e femmine, [...] e i nove anni di età, considerati [...] affrontare il mondo degli adulti, lasciavano la [...] essere collocati in casa [...]. [...] per un periodo compreso tra [...] a svolgere i lavori dome-stici [...] umili. Attraverso questo tirocinio il «padrone» [...] esperienza pratica, la [...] cul-tura, i suoi valori. Si trattava, dunque, di [...] educa-zione per apprendistato. I bambini «apprendevano» frequentando [...] solo tra le mura domestiche. Ma anche nelle botteghe [...]. /// [...] /// Ma nel [...] tutti (o quasi) a scuola Dopo il [...] cambia. Si [...] una rivoluzione lenta ma profon-da, [...] gli storici trovano dif-ficile da spiegare. Tra le mani-festazioni visibili di [...] mutamento [...] della frequenza scolastica. Più bambini, invece di [...] per ap-prendimento pratico [...] estranee o a bottega, [...] me-diante studio a scuola. Tra le ragioni non [...] solo quella di assicurare ai [...] figli [...] basata sul sapere. Ma anche il bisogno, pura-mente [...] di [...] e [...] più vicini, per più tempo. Nasce nel [...] la famiglia baluardo Nel Settecento [...] famiglia ini-zia a creare una separazione netta rispetto alla [...] esterna. [...] versi nasce la famiglia moderna. Uno dei tratti caratteristici [...] trasformazione è [...] da parte dei genito-ri, [...] più imparziale nei confronti dei figli. Anche se restano le [...]. Comun-que la riorganizzazione della [...] Philippe [...] ri-sponde [...] nuova di difendersi dalla [...] esterna. [...] e la salute dei [...] problemi prioritari della fa-miglia. La loro promozione [...]. Ecco [...] la nuova famiglia di [...] La [...] parte di queste tra-sformazioni della natura del-la [...] le classi sociali più elevate. [...] dalla famiglia medievale alla [...] rimasta circoscritta ai nobili, ai borghesi, ai [...] agricoltori più facoltosi. Ancora [...] la gran parte dei [...] gran parte dei genitori viveva in modo [...] dalle famiglie medievali. I bambini non re-stavano [...] casa, accan-to ai genitori. [...] esterno nelle classi umili [...] del matrimoni. Molti giova-ni, allontanati dalle [...] adolescenziale, restano a casa dei «padroni» pratica-mente [...]. Alla fine [...] la scuola [...]. [...] a casa fin quando non [...] un lavoro e si sposano per formare una nuova [...]. Nasce la famiglia di [...]. Quella che conosciamo noi. Negli ultimi sei anni [...] molto la tendenza dei giovani a rimanere [...] mamma e papà. I dati, diffusi dal [...] parlano chiaro e dicono anche che non [...] fra il nord dove trovare un lavoro [...] e il sud dove è molto difficoltoso. Sette anni fa solo [...] cento degli italiani di età compresa fra [...] i 34 anni viveva fra le mura [...]. [...] scorso questa percentuale è salita [...] 58,5. Sono quindi quasi sei [...] giovani che non vogliono o che non [...] famiglia di origine. E su questi i [...] mamma e papà sono i maschi , [...] per cento contro il 50,7 delle donne. Naturalmente [...] della permanenza a casa anche [...] la maggiore età la pesante situazione [...] giovanile. La mancanza di lavoro [...] per cento dei giovani fra i [...] anni e il 26,1 [...] quelli fra i [...]. Sempre secondo i dati [...] raddoppia le possibilità di ottenne un impiego [...] chi ha solo la licenza media. Roberto [...] Tutti a casa Dal 1990 [...] 1996, dice il rapporto annuale [...] presentato mer-coledì a Roma, sono [...] dal [...] 29 anni che vivono coi [...] dal 30 al [...] le giovani donne. Anche per la fascia [...] successiva, quella tra i 30 [...] i 34 anni, si registra un in-cremento analogo: vivono [...] il [...] uomini [...] donne, a fronte, rispettivamente, [...]. Avvicinandoci al Duemila i [...] sempre più mammoni, conservatori, parassiti? [...] genitori, oggi [...] che a loro tempo [...] di casa» a [...] da [...] senza una li-ra, ancora [...] priorità, quasi un diktat sociale, a fronte [...] restava con mamma e papà era o [...] un pavido? Marzio Barbagli, bolognese, è uno [...]. Profes-sore, i ragazzi e le [...] italiani di oggi si meritano [...] dei figli [...] dalla [...] ventennio comune a tutti i [...] occidentali, Stati Uniti com-presi. [...] ha ricominciato ad innalzarsi [...] da metà degli anni Set-tanta, [...] di tenden-za, dopo che era [...] dagli anni [...]. [...] è lunga, quindi. Ma a lei piace [...] o psico-logico, che è incluso nella parola [...] «Preferisco [...] altre spiega-zioni. Per esempio il tasso di [...] che dagli anni [...]. Poi, consideriamo lo stato [...] venticinque anni i matrimoni sono [...] diminuiti. E [...] nasce la differenza tra [...] e altri paesi, quelli [...] non legalizzate sono assai più [...] e costituiscono uno degli [...]. Ho fatto una ricerca [...] Bologna [...] ho ac-certato che un quarto della popola-zione [...]. È una città molto secolarizzata. Altro-ve, il costume porta [...] sconsigliare questa scelta, decisa-mente o in parte. Però bisogna os-servare bene, [...] nelle cit-tà universitarie, per esempio, ci so-no [...] ragazzi vi-vono insieme, anche se a [...] mantengono [...]. Sul fe-nomeno incidono difficoltà [...] casa per decenni è stato impossibile, ora, [...] degli affitti, è costoso. Le nostre banche concedono [...]. [...] che forse non desiderano [...] pro-pria, forse lo [...] ma trovano le porte [...] tradizione sono figli: di quella [...] «Si è creduto a [...] tra generazioni, nonni, geni-tori, nipoti, caratterizzasse in [...] pre-industriali e agri-cole. In realtà non è [...] in Inghilterra o negli Stati Uniti. Lì, chi si sposava [...] di residenza [...] insomma metteva su casa [...]. Da noi in-vece, soprattutto [...] Italia» costituita dai contadi-ni sparsi nelle campagne, [...] centrali -Toscana, Emilia Romagna, Marche, [...] si sposava [...]. [...] e [...] campagne si va an-cora, [...] genitori del ma-rito. Oggi, di questa tradizione [...] segni. Per spiegare la differenza [...] gli anglosassoni spesso porto questo esempio: io [...] che studia Ingegneria e vi-ve con me; [...] David [...] ha un figlio e [...] fi-nita la scuola superiore, se ne sono [...] andato [...] alla Brown University, dove [...] lei si è ben guardata dal tornare [...]. Sta-re coi genitori dopo i [...] da [...]. [...] secolo in Italia la [...] si è praticamente raddoppiata. E va elevandosi in [...] di anno in anno. Non è possibile che esista [...] specie di orologio bio-logico, interiore, che dice ai ra-gazzi [...] con calma, restare molto a lungo adolescenti, tanto [...]. /// [...] /// Non credo che abbiano [...]. [...] il fenome-no del «restare [...] detto, non è solo italiano, è di [...] ricca, occidentale del piane-ta». Maria Serena [...] Parla lo storico Marzio Barbagli: «I [...] di oggi sono mammoni? Non direi. Se restano coi genitori [...] per forza, raramente, mi sembra, per amore» Italia, [...] sempre più vecchia La definiscono la società [...]. O quella dello sboom [...]. Significa, semplicemente, che nella [...] il numero dei giovani e cresce il [...]. Questa seconda transizione demografica, [...] e rende felici altri, sovverte il rapporto [...] della popolazione. Fino a qualche decennio [...] di età inferiore ai 25 anni, e [...] età inferiore ai 15 anni, costituivano di [...] gruppi [...] più numerosi della popolazione. Mentre gli anziani, di [...] 65 anni, costituivano il picco acuminato di [...] perfetta che era la struttura della popolazione [...]. Oggi la piramide si [...] una botte: gli anziani hanno acquisito un [...] a quello dei giovani. E domani la piramide sarà [...] rovesciata: le fasce [...] giovanile saranno le meno numerose, [...] quelle anziane aumenteranno vistosamente. Se cambia il peso [...] nella società, cambia anche il loro ruolo [...]. A cosa è dovuta [...] demografica che, in Italia più che altrove, [...] invecchiare la società? Beh, uno dei fattori [...] progressivo aumento [...] media di vita. Un aumento persino spettacolare, [...] appena un secolo fa. Quando si moriva, in [...] anni. O anche a [...] fa, quando la vita [...] poco i 50 anni. Oggi la vita media [...] anni. Il peso relativo degli [...] perché, per fortuna, è decisamente aumentato il [...]. Tuttavia, questa seconda transizione [...] dal basso tasso di natalità. Il più basso del [...]. In appena [...] tra il 1960 e [...] numero di figli per donna in Italia [...] passando da oltre 2,4 a poco più [...]. Il peso relativo dei [...] perché diminuisce il loro numero assoluto. Un fenomeno in crescita [...] paese: dopo [...] «fuori» ritornano da mamma [...] E i ragazzi boomerang rientrano al nido [...] Non trovano lavoro o [...] spesso hanno scarsa autonomia psicologica. Siamo di fronte a [...] Sono sempre più numerosi i casi [...] da casa e [...] di vita da single, [...] in gruppo, dopo avere studiato o lavorato [...] ritornano nella casa dei genitori. Sono i cosiddetti boome-rang [...] della seconda metà degli anni Ottanta con [...] dalla parte dei genitori, un fenomeno nuovo [...] come gli Usa e la Francia: il [...] famigliare [...] quando or-mai i genitori [...] dato via libera ai figli. Oggi questo fenomeno tocca [...] dove, per una serie di motivi diversi, [...] numero dei giovani adul-ti che tornano indietro. I motivi sono legati [...] di rapporti [...] (il matri-monio è sempre [...] e sempre meno un obbligo), ai pro-blemi [...] aspetti di ordine psicologico. Fino a qualche decennio [...] lasciava la casa per fon-dare una nuova [...] ma-trimonio sanciva ufficialmente la raggiunta [...] psicologica, con il suo [...] di assunzione di ruoli e di respon-sabilità [...] per uomini e donne. Oggi non sono soltanto [...] allargare il numero dei boomerang [...] ma anche le unioni [...] di vivere insieme qualche anno sino al [...] una crisi o la semplice stanchezza porta [...] conforto della famiglia [...]. Il fenomeno però è [...] legato al problema della disoccupazione o sottooccupazione [...] qualche volta è possibile vivere in coppia [...] scarse risorse di entrambi, ciò non è [...] un single deve mantenere, da so-lo, un [...] i servizi, ecc. Un terzo motivo, che [...] aggiungersi ai due precedenti, è quello di [...] psicologica: in genere un forte legame con [...] da cui è difficile staccarsi o verso [...] auto-matico il ritorno non appena ci si [...] del mon-do esterno. I boomerang [...] devono essere considerati in [...] sociale e familiare oppure fan-no parte di [...] delle nuove famiglie? Sono il pro-dotto di [...] in-dicano una nuova condizione [...] oggi, molto meno omogenea [...] vista del-le sue caratteristiche rispetto ad un [...] Dalla [...] che si fornisce a queste domande di-pende [...] atteggiamento che si ha di fronte a [...] e in parte anche la serenità psicologica [...] propri familiari. Malgrado le figure di [...] ancora presenti nella nostra società e forse [...] percentuale pre-valente, si fanno però sempre più [...] vari motivi, tra cui appunto la disoccupazione [...] forme di lavoro, dei ruoli di adulti [...] un minore investimento di respon-sabilità e di [...] avere un partner senza vincoli e impegni; [...] un partner ma non dei figli; si [...] figli ma non un partner; si può [...] può diventare terzi genitori (cioè vivere con [...] un altro); ci si può [...] precocemente (almeno [...] si possono coltivare hob-bies [...] un tempo non venivano ammessi che in [...]. In pratica, molti adulti [...] non sentono più come propri, o del [...] ruoli che in successio-ne temporale la società [...] loro, via via che essi procedevano [...] -quelli di marito o [...] genitore, non-no -ma possono vivere alcuni anni [...] immersi nel ruolo di adulto e poi [...] ruolo quasi adolescenziale ri-fiutando responsabilità, coltivan-do atteggiamenti [...] nuova unione, rivivendo gli aspetti iniziali della [...] avanzata: insomma, [...] delle libertà e spe-rimentando [...] un tem-po sarebbero stati considerati re-gressivi o [...]. Le nuove figure di [...] trasformazione della nostra società con cui biso-gnerà [...] per il futuro. Anticipati dai film inglesi, [...] cine-matografia di Nanni Moretti, al centro di [...] o di film minimalisti come Hello Denise, [...] di oggi sembrano esseri scrollati di dosso [...] senza essere ancora in possesso di un [...]. Per certi aspetti sembrano [...] altri so-no invece più dipendenti. È pos-sibile che negli [...] si presenti come una età me-no omogenea, [...] una società in cui [...] è sospinto sempre più [...] le libertà individuali sono au-mentate, ci saranno [...] che molti adulti «par-ziali», adolescenti di ritorno [...] eppure la so-cietà non potrà [...] ad essere spettatrice di [...] non pro-porre progetti, a non avere aspet-tative [...] le regole e le aspettative sociali a [...] un significato alle età della vita. Nei periodi di grandi [...] sociale e del significato del lavoro, qual [...] non si intravvede un progetto né esistono [...] è possibile: il lavo-ro è diventato per [...] di aleatorio che sembra far sempre meno [...] sociali. /// [...] /// Nei periodi di grandi [...] sociale e del significato del lavoro, qual [...] non si intravvede un progetto né esistono [...] è possibile: il lavo-ro è diventato per [...] di aleatorio che sembra far sempre meno [...] sociali. (0) (0) ![]()
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