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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 4036633643.

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No, questo non si [...]. Io mi auguro che [...] Lega [...] dica: [...] nostra è solo [...] politica, di propa-ganda, di [...]. Ecco, se ci dicesse [...] sarebbe niente da eccepire. Se invece [...] una contrapposizione con la legalità [...] stato allora bisogna oppor-si. Oltretutto Bossi ha parlato [...] della [...] co-stituito da diversi partiti, [...] lui. Sento un sapore autoritario, [...]. E per di più [...] in Italia e per di più alla [...]. Su questo non [...] dubbio. Preoccupazioni, da que-sto punto [...] ne ho. Pe-rò io sono per [...] veleni che il leghismo getta [...]. Sono veleni che entrano [...] possono fare gran-di danni. Su cosa punta la Lega? Solo su una cosa: la paura. E la paura, in [...] grandi cambiamenti, è molto pericolo-sa». [...] «Degli immigrati, dei meridio-nali, [...] dei cambiamenti nelle politiche eco-nomiche. [...] su queste paure che agisce Bossi. La Lega ha ab-bandonato [...] cambiamento dalle quali era na-ta: la lotta [...] del-lo Stato, contro le burocrazie, le pastoie, [...]. Adesso la Lega punta [...]. E il ve-leno, quando [...] produrre anche episodi come [...] al campanile di san Mar-co». Allora [...] un rischio eversivo (come dice Mancino), oppure ha ragione [...] a dire che gli allarmi [...] presidente del Senato [...] «Rischio eversivo è una definizione [...] io non ho usato. Io sono preoccupato per [...] una forza politica nazionale che mi sembrano [...]. Mi ha preoccupato per esempio [...] modo co-me la Lega si è com-portata dopo [...] a Venezia: sembra-va di sentire [...] nuo-vo la storia degli an-ni [...] sui compagni che sbagliano. E poi mi chiedo: [...] un leader politico nazionale dica le cose [...] Bossi sui magistrati, sulla chiesa, sulle istituzioni [...] Come potrei non preoccuparmi di fronte a [...] «Beh, ci vuole una [...] termini di riforme, di soluzione dei problemi [...] che sono al-la base del malumore del [...] ci vuole una risposta [...]. Voglio dire che bi-sogna dare [...] aperta alle idee della Lega. Senza tatticismi, senza opportunismi, [...]. Caldarola, su [...] ha pro-posto un patto [...] Polo [...] Ulivo per escludere la Lega dal governo [...]. [...] «Ho visto le reazioni un [...] maleducate del Polo alla propo-sta di Caldarola. ///
[...] ///
O la mia memoria [...] deve esserci stato un di-scorso di Fini, [...] fa, nel quale il capo di An [...] identica proposta. Disse più o meno così: [...] tante cose possiamo essere divisi ma su una dobbiamo [...] uniti e cioè sulla difesa [...] nazionale contro il secessionismo della [...]. E al-lora? Io non [...] si-glare accordi formali. Ognuno deve fare per [...] parte: il Polo, [...]. Però fran-camente non capisco [...] si è indignato per la proposta [...]. A meno che non [...] calcoli poli-tici. Ha indicato [...] peri tedeschi. Dì la verità: una bella [...]. Magari ce le siamo [...]. [...] del [...] nessuno può [...] è molto diversa da quella [...]. [...] un paese che ha avuto [...] performance econo-mica che non ha precedenti nella storia nazionale. Inflazione, defi-cit, tasso di [...] positivi. E poi ora, finalmente, [...] ripresa. E questo vuol dire [...] lenta-mente, potremmo sentire dei be-nefici anche sul [...]. Insomma, tutto dice che [...] tanto tempo si è ri-messo in marcia. ///
[...] ///
Questi risultati un anno fa [...] me erano più una [...] che una certezza». È [...] di battaglia? «Sì, [...]. Ma non solo quella. Abbiamo avviato grandi riforme. Pubblica amministrazio-ne, scuola, cultura, [...]. E poi nella crisi [...] che [...] può godere anche di [...] in-ternazionale». Però [...] ha portato anche qualche magagna. Ne cito due: [...]. ///
[...] ///
Ha fatto bene Burlando [...]. Tuttavia è un ecce-zione [...] regola. Questo governo nel corso [...] trovato di fronte a molte emergenze e [...] fronteggiate tutte, rapidamente e bene». [...] «Fantozzi ha chiarito con Prodi [...] che ha commesso. In questo senso la [...] chiusa». Cosa pensi della polemica [...] di Prodi che ha difeso Andreotti e [...] il giudice Caselli e mezza magistra-tura? «Francamente, [...]. Prodi ha detto una [...] vera per tutti gli italiani. Chi è che non [...] a [...] così? Prodi ha constatato [...]. Ha detto che non [...] notte. Mi pare co-munque che il [...] ci sia già stato. La [...] risposta alla do-manda di un [...] non vo-leva certo essere [...] nel processo. Ci mancherebbe al-tro! Poi [...] stato lo scontro tra Parla-mento [...] sul famoso 513, cioè su quel benedetto [...] che toglie il valore di prova alle [...] in istruttoria, e in questo modo -pare [...] vita ai [...]. [...] 513 alla ripresa del [...] «Io dico questo: partiamo da [...] dalla consapevolezza che [...] mafia esiste ancora, non è [...]. E che quindi un [...] non è un processo qualsiasi. Perciò è legittimo un [...]. Cioè una proce-dura per [...] e una procedura diversa per i processi [...] Scusa, ma qual è la differenza tra un [...] un delit-to mafioso? [...] una differenza co-sì grande [...] modi [...] «La differenza è questa: [...] pentiti di mafia succede che i propri [...] vivi in una vasca di acido muriatico. E che -per questo [...] rischio di un regime di sini-stra. [...] «Sì, la prima parte del [...] ra-gionamento è giusta. La destra è veramente [...]. Questo sto-ria che è [...] con Bossi lo dimostra. Hai visto le quattro [...] ha posto Bossi? Come possono conti-nuare a dire, [...] ha detto La Russa [...] sul referen-dum per la secessione [...] può di-scutere. Io non lo so: [...] più che dicono. La se-cessione è il [...] Sarajevo. La secessione è la storia [...] popo-lazioni che dopo [...] vissuto in-sieme per decenni e [...] si sco-prono una nemica [...]. Come fa il Polo [...] alleanza con Bos-si? Sì, in certe posi-zioni [...] Polo [...] elementi di dispera-zione politica. Io vorrei che non [...] col regime. È da un anno [...] questo gover-no e non [...] abbia dato segni di regime da nessun [...]. Né da quello culturale, [...] po-litico, né da quello [...] del potere. Abbiamo cambiato tutti gli [...] delle aziende di Stato: [...] stata lottizzazione? Sfido chiunque [...] etichette ai [...] dirigen-ti. Franco Tatò, di che [...] Il dottor Cimoli di che partito è? Non [...] Italia ci fosse una tale abitudine [...] politica da confondere un [...] senza cambiare governo per un regime. Se no che doveri dire [...] un regime do-po [...] A proposito [...] ( o an-che della Gran Bretagna). Non è che la [...] dipende dal fatto che la sinistra gli [...] «Noi viviamo in [...] epoca nella quale la [...] il perimetro. ///
[...] ///
Prima il perimetro della [...] vasto. [...] le grandi opzioni ideologiche, le [...] interna-zionali. Gli spazi era-no molto [...] le distanze si vedeva-no subito. Però non è detto [...] il terreno migliore per una democrazia moderna. Anzi, io credo che [...]. Adesso il perime-tro è [...]. Mol-te regole generali le [...] e sinistra. Alcuni valori, alcuni lin-guaggi [...]. La democrazia politi-ca, la [...] il pluralismo economico, i diritti sindacali, [...] alla dignità di tut-ti [...]. In que-sto spazio stretto [...] tra destra e sinistra si possono esaltare. Io sono convinto che [...] sia evitare che ci sia [...] di indistin-zione tra destra [...]. E sono con-vinto che [...] possono esse-re più nette e più for-ti [...] per-ché il perimetro è più stretto e [...] maggiore». Più nette di ieri? Dove: [...] un esempio. In passato dietro le [...] si nasconde-vano programmi spesso simili. Per esempio io credo [...] partito co-munista non avrebbe mai potuto sostenere [...] ser-vizio militare come quella che stiamo fa-cendo [...]. Per-ché? Per il semplice [...] stato accusato di an-timilitarismo, di [...] di intelligenza col nemico [...] cose simili. Mi spiego? Io dico: [...] perime-tro è stretto diamoci battaglia apertamente, affondiamo [...] le differenze tra destra e sinistra, perché [...] non [...] più pericolo e per-ché [...] ha bisogno». Però io il rischio [...] senza più princìpi lo vedo lo stes-so. [...] sugli immigrati e sulle vio-lenze [...] Rimini, si è sentito. Non pensi che a un [...] punto la sini-stra può avvitarsi su se stessa e [...] qualcosa che aspira solo [...] e che perde le sue [...] «Sì,mi [...] il senso di una grande [...] di una grande speranza collettiva. La politica della Lega, [...] è la politica della paura. Noi dobbiamo [...] la politica della spe-ranza. Il [...] il tempo delle ideologie, si [...] a gioco di potere, ce [...]. La ho sempre [...] angoscia. Io [...] ho una posizio-ne netta. [...] chiaro che noi dobbia-mo essere [...] coi criminali, ma dobbiamo anche essere [...] con quelli che vengono [...] per lavorare. Bisogna stare molto [...]. Bi-« NESSUNO mi prenderà [...] uo-mo! Poi volò via. Fu questa [...] volta che Wendy, la piccola Wendy, [...]. [...] finì ammazzato da un [...] italiano, o da una bomba a mano «Ballerina»: [...] Grappa, alla fine della [...]. Non ci credete? In [...] Grappa, [...] monu-mentale che raccoglie i [...] di migliaia di sol-dati italiani, tedeschi, austriaci, [...] tra [...] miste-rioso, nel settore ungarico: «Soldato Peter Pan», è inciso nel bronzo. ///
[...] ///
È [...] sul quale, ogni tanto, una [...] misteriosa depone un mazzolino di fiori, qualche [...]. A [...] di [...] di più, se ne cava [...]. Ma quel poco è una [...] di [...] e coincidenze sorprendenti. La [...] a Vienna tutti i [...] austroungarici, su Peter Pan ha una cartelletta [...] «Peter Pan, nato nel 1897 a [...] Ungheria. Morto in azione il [...]. È il 1897 quando [...] James Mat-thew Barrie inventa il perso-naggio di Peter Pan, [...] lunghe storie ai figli di una signora [...] obliquamente conquistare. È il 1897 quando viene [...] luce [...]. E nasce, poi, dove? Nel [...]. [...] nel-la più dettagliata delle carte [...] ungheresi. Vano sfogliare gli elenchi [...] nelle città ca-poluogo non [...] nessuno col cognome Pan. I libroni del Bu-reau [...] non risulta in al-cun [...]. E ca-scano dalle nuvole anche [...] mai sentito un [...]. ///
[...] ///
Le due guerre, da [...] portato an-che cambi di toponomastica, rimescolamenti dei [...]. Magari adesso il paesino [...] Pe-ter Pan è, con un altro nome, in Romania, [...] Serbia, dove il cognome Pan («Signore») esi-ste. ///
[...] ///
Peter Pan, quello letterario, [...] alle scaramucce con gli [...] alla guerra con capitan Uncino [...] suoi pirati ed alla strage finale, comincia [...] con la fuga nei [...]. Lì dentro la [...] compa-gna inseparabile è una capra, [...] la quale «gira nei giardini ogni notte, suonando [...]. Il Peter Pan soldato [...] apparizione sul Grappa con-quistando Col Caprile: una [...] in giù la Valsu-gana [...]. [...] ha il Col del Gallo. Ideale, per lanciare i [...]. Sul Grappa sono morti [...] nella prima guer-ra. Il massiccio, tra Brenta [...] Pia-ve, [...] diventato il perno della difesa [...]. Una intuizione, [...] a di-fesa quando ancorai [...] del gene-rale Cadorna: che fior di storici [...] una Ma-donnina del Grappa velenosa-mente, e chissà [...]. Tra novembre e dicembre [...] -nel quale combatte anche [...] di nome Erwin Rommel -sferra micidiali attac-chi [...]. Poco prima di Na-tale [...]. Spinti ai bordi estremi del [...] il gen. Conrad, «sono co-me naufraghi aggrappati [...] una tavoletta. Basta [...] le dita per [...] annegare». Il 15 giugno 1918 [...] che arriva fino al ponte di San Lorenzo, [...] della pianura: «Estremo limite [...] un cippo. Peter Pan, presumi-bilmente, è [...] ad arrivare là sono le [...]. Il giorno stesso, però, [...] a contrat-taccare ed a conservare le posi-zioni. ///
[...] ///
E ad ottobre la [...] vittoriosa. In quei giorni, scrive [...] Heinz von [...] gli austroungarici sono al [...]. Il peso medio di [...]. QUANTI MORTI: tutti ragazzi [...] ce [...] fatta a diventare uomini. Il solo ossario [...] il generale Giardino, ultimo [...] armata italiana, ha voluto raccogliere i corpi [...] Grap-pa» di entrambi gli schiera-menti, conserva 30. Ai piedi del massiccio, [...] di ossari, con tutti i morti da [...]. Ogni tanto, [...]. Si è combattuto anche [...] mondiale. Al-lora, ancora contro i [...] partigiani. Ne sono morti più [...]. Oggi sul Grappa si [...] per escursioni e trekking lungo gal-lerie, trincee, [...]. Ma [...] una nuova guerra in [...] hanno ricoper-to asfalto e tornanti di inni [...] di slogan contro Ro-ma [...] Sud, che dovreb-bero [...] le decine di migliaia [...] sepolti in cima, morti [...]. I pendii, dopo la [...] spogli. Sono campa-nacci di vacche, [...] anche lontani echi di [...] Campanellino, quelli che si [...] a 1. Più su, solo silenzio. So-pra [...] è il regno dei corvi. ///
[...] ///
So-pra [...] è il regno dei corvi.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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