ANTEPRIMA MULTIMEDIALI ![]()
|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
C'è il sindaco che [...]. /// [...] /// Insomma, quando vi piace, [...] la guardia e se ne andò. Sbattè il fornello della [...] della mano. Gettò la cenere in [...] la pipa nella -tasca della giacca. Uno sbarbatello che si [...] di mandare n chiamare un uomo di [...] me! Ormai aveva sistemato i [...] otto cuori di angeli. Quante camicie, e calzoni [...] pane, porco diavolo, quanti! Mah, era passata! A loro non dava [...] le novemila lire della [...] se la cavavano, lui [...]. Tanto un poco di vino [...] e [...] non mancava. Un pezzo di carne [...] settimana, e qualche libbra di sarde. /// [...] /// Pane? Con un chilo di [...] stavano tranquilli per una settimana. Che appetito potevano avere più [...]. Certo, venti lire al [...] tabacco, quelle si. E non ti piovevano [...] la vecchia non soffriva di [...] sempre con quel capperi, [...] parolaccia, in bocca. Potessi spaccare, tanto fumi, [...] sei altro. Ché non si sente [...] tabacco, stando accanto a te, [...] gli gridava la moglie, [...]. Cambia qualche volta suonata. Sempre la stessa, sempre [...]. Che diavolo vuoi che [...] bia più dalla vita, strega? Quando fumo, non penso. Mi dimentico che sono [...] nella fossa. Non mi piace di [...] il petto davanti agli altri, [...] fai tu, e quelli come te. Snocciola paternostri, tanto ora [...] da fare, e stai zitta. Sempre queste liti, che [...] un tono più velenoso. Forse daranno 1 soldi dell E CA. Già, già! Gridò verso la moglie. E ritorna presto, [...] gli disse la moglie, affacciandosi. Quando fu davanti al [...] di venticinque anni, maestro elementare, gli disse, [...] che mi volete parlare, [...]. [...] sedette, i piedi sot-to la [...] il berretto sulle ginocchia. Mancherebbe altro! [...] Antonio lo squadrava. La strega si è messa [...] figliare figli come una coniglia. /// [...] /// Ne avrebbe fatti venti, [...]. Se anch'io avessi avuto [...] quel bastardo di tuo padre, anch'io avrei [...] agli studi. Anche mio figlio si [...] quella sedia e dare ordini. /// [...] /// Odiava la moglie che [...] di ogni disgrazia. /// [...] /// Una gioia anche per [...] professore. Per anni in America [...] Bravo uomo, vostro padre Ci siamo sempre [...]. /// [...] /// Sapete cosa voglio [...] « [...] mi farà dare ventimila lire [...]. Non sono Giuda, lo. Io ho grande fede [...] Cristo, [...]. Ma abbiamo vinto lo [...] anche alle prossime. Dio prima di tutto. Prima del pane e [...]. Il mio motto sapete [...] con i meglio di te e [...] la spesa. Infatti io, come sapete. Per [...] di Dio. La mia parola è una, [...] una, una. Sbruffano, quando vengono [...] signoria è soltanto nella bontà, [...] giudicò il vecchio. Io rispetto voi che [...] sempre compare [...]. Ora, bisogna trovare una persona [...] lo sappia caricare ogni ventiquattr'ore. Ho pensato a voi. Siete stato un bravissimo [...]. Mi ricordo di quando [...] difficili con la lima. [...] inghiottì [...] boccata di saliva dalla contentezza. [...] da anni che ho lasciato [...] lima, [...]. La gente trova tutto [...]. Con queste fabbriche che sputano [...] disse tutto, [...] alla zeta, [...] due volte certe parole che [...] facevano piacere. Infatti quella de] sindaco [...]. [...] era il [...] di una numerosa famiglia e [...] alle spalle una [...] di parenti. Tutti questi parenti e [...] rossi fino alle unghie e che sapevano [...] e parlare per le strade come nessuno, [...] essere così sfacciati e irriconoscenti da [...] la lotta a viso [...] per tu, ora che dava, per un [...] uno stipendio al vecchio. I due figli, infatti, [...] Torino al paese, per la campagna elettorale, certe [...] dovettero tenere nel gozzo. Non certo per paura [...] il sindaco che era un pupazzo nelle [...] ma per quel [...] del padre. E lo sente, perché [...] le mani ». Guardava, puliva; poi, scesa [...] ne ritornava a casa soddisfatto. [...] invece, ci andava verso le [...] del pomeriggio. In quel piccolo ambiente [...] si trovava meglio che al focolare. Spesso metteva la testa fuori [...] e dava una occhiata in [...]. Come gli pareva, no [...] quegli sfaccendati che per causa del cattivo [...] al muro e chiacchieravano vuotamente, c [...] stato un miracolo che [...] pensato a me. Quando ci saranno le [...] confermato ad ogni costo ». E [...] già faceva propaganda per il [...]. Ma alla fine dei [...] sindaco venne sbattuto via dai compagni. Un mese dopo che [...] si fu insediato su quella bella sedia [...] i suoi calzoni sporchi, la prima cosa [...] fu di prendere le chiavi [...] a compare Antonio e [...] un padre di [...] e scattò [...]. Dal mese prossimo ci sarà [...] altro a badare [...]. Voi, tra [...] non avete bisogno, di [...]. Siete solo, e tutti [...]. /// [...] /// Si mise a caricare [...]. Gli tremavano le mani [...] gli cadeva in terra. /// [...] /// Il vecchio cercò di [...] ma non gli riuscì e la gettò [...] rabbia. La pipa si ruppe. /// [...] /// Lo tremila lire se [...] un padre di famiglia. Disegno di Ernesto [...] e anche a Torino, [...]. Quel tasto non gli [...]. Toccava il berretto sulle [...] nervosismo. Non parlo, non fiato, [...] la politica è una sporca puttana. Specialmente in queste [...] di elezioni comunali le [...] delicate, perché ci sono amici da una [...] e perciò non parlo. Dovete però compatire, signor [...]. Sono giovani, girano, sentono [...] come tutti i giovani, si montano la [...] di [...] prendere il mondo a [...]. Stava a gambe strette, [...] per quel discorso, giacché si sentiva dalla [...] davanti a quel bravo figliolo che si [...] bontà, di [...] fare un lavoretto. Io e vostro padre [...] voluti bene, diamine E" che la politica [...] puttana, [...] la parola Una troia [...] questo paese, poi. Non dico che i [...] due strambi che lavorano a Torino, gli [...] obbedienti a me, più buoni, ma quei [...] com'è vero D:o; ora, non dico che [...] bocca chiusa. Ma lo «o io [...] gli facevo ogni sera. Ma la gente coloriva, aggiungeva, [...] male e vossignoria. Voi, poi! Mi venivano a dire [...] qualche vomero, qualche piccone, o temperare qualche [...]. Ma andate a farla dove [...] voi. A momenti sono sboccato. E cosi, e perché [...] ca. Solo il disturbo di dover [...] una volta al giorno al municipio. Siete disposto? /// [...] /// Si, sì! Come no, che capperi! Ma, [...] prese a tormentare il berretto. /// [...] /// Non è troppo, ma [...] vi piovono dal cielo. Ve ne daremo le [...] io starò su questa sedia, nessuno ve [...]. Ne potete essere [...] sono [...] signor prò. [...] mio dovere verso le persone [...] e perbene come voi. Era pazzo di gioia. Tremila lire al mese! Che bravo figliolo, una pasta [...] era! Che bisogno avete del [...] gli dissero i due maledetti guastamestieri. Ancora non mi sono [...] non me la voglio vendere come voi [...]. Eppoi, eppoi, quello è [...] mi fa comodo, che mi distrae. [...] benedetto Iddio! [...] come un innamorato. Va a fare [...] con [...] va. /// [...] /// Da quando [...] caricava [...] comunale era più tranquillo Brontolava [...] la moglie, non stava sempre tra i [...]. Quella piccola occupazione gli [...]. Aveva preso dal fondo [...] un orologio americano, che voleva lasciare ai [...] e se [...] infilato nella tasca della [...] una catena platinata. Ogni giorno andava dove [...] per controllare [...] affinché nessuno avesse a [...] servizio pubblico Preciso, scrupoloso E preciso era [...] orologio e quello comunale, che. Apri-va la porta del [...] la scala a pioli malferma ed entrava [...]. Ne ammirava a lungo [...]. Scattava: la corda di [...] e il suono metallico della campana gli [...]. Si sentiva importante e [...] gioia di un bambino. Lo mandò a chiamare [...]. Il nuovo ha da [...] gli disse la guardia, che [...] per il vecchio sindaco. Gli venne la tremarella. Non voglio [...]. I miei figli sono [...]. Andiamo a vedere ». La vecchia gli era [...] e viveva solo. Tanto si trovava davanti [...] da quattro soldi e non davanti ad [...]. Ora era una vergogna, ecco. Che cavolo, allora anche [...] possono sedere su quella sedia. Ma quei bastardi preferiscono [...] Torino, come se li ci fosse il miele. Ma certo che ci [...] quella sedia, a [...] di questo coso [...] barba si fa e la notte lavora [...] il giorno firma scartoffie che nemmeno sa [...] scarabocchi che sembrano la salita di [...]. Leggeva negli occhi di [...] pensieri di [...]. Si alzò, si mosse. Disse, le spalle rivolte [...]. Tra uomini che lavorano [...] di troppe parole. Per voi salire la [...] pericoloso. Loro sono [...]. Non avrei fatto un [...] con loro e senza il loro consenso, [...] sindaco. Assassini siete, tutti assassini. [...] le chiavi, [...] e fatti un nuovo compare. Non aveva la forza [...]. Ma vorrei che tu [...]. Mi tagli la vita. Che faccio, [...] avete ottant'anni. Eppoi non si tratta [...]. Si tratta che avete [...]. Abbiamo molti nemici, i [...] stanno all'erta e son pronti a [...] in galera, se facciamo [...] sbaglio Avete ottant'anni e se cascate dalla [...] colpa è mia A ottant'anni non si [...]. Ma ragio-na, [...] ragiona. Non mi sento vecchio, [...]. Scattò [...] e, l'indice proteso verso il [...] urlò: . [...] girò: [...] E se [...] per la strada, non mi [...]. /// [...] /// Non ti voglio vedere mai [...] mal più nemmeno in sogno. Era bianco in [...] dalla rabbia; gli tremavano le [...]. Era vecchio, dunque. No, per lo corna [...] era ancora vecchio. Era capace di spezzare [...] un giovane, era. Ma cosa poteva fare, [...] Come [...] occupato il suo tempo? Arrivò a casa. Ora non [...] nemmeno la vecchia con cui [...]. Non gli riusciva di [...]. Uscì, andò dai figli [...] la grande parte vigliacca che gli aveva [...]. Era una sventura» più della [...] della vecchia. Una sventura che se [...] tomba, lo avvertiva, lo avvertiva. E quei due cani maledetti [...] maledetti di Torino avevano dato [...] loro consenso. Loro, loro avevano detto [...] lo [...] ciabattino non avrebbe [...]. [...] cercarono di [...]. /// [...] /// Aveva un terribile peso [...] stomaco. Non gli riusciva di [...] dormire. Quasi quasi andava a [...] dell'inferno. Ma non ti preoccupare, [...] puzzolente. Vedremo come funzionerà il [...]. Per un mese [...] funzionò bene come sempre. Ma poi niente più. Mezz'ora di ritardo, e [...] suonava per niente. [...] la semina, una mattina [...] se che suonò le quattro, [...] le due. I contadini saltarono dai [...] ne andarono in campagna a lavorare. Successe un putiferio vero [...]. Più di venti si [...] . Il sindaco si strinse [...]. Fece una forte lavata di [...] allo spazzino quella sera [...]. Lo minacciò che gli [...] la scopa di mano. Lo [...] zino a [...] volta se la scaricò sul [...] che ormai si occupava, con grande piacere, a caricare [...]. Da quella sera, per [...] ritornò normale; ma poi si ripetè per [...] seguito che [...] suonasse le sei, mentre [...]. Nuove protesto davanti alla [...]. /// [...] /// Lo [...] zino [...] col figlio, a casa, e [...] prese a schiaffi e a calci e lo mandò [...]. Il ragazzo era pieno [...] sapeva di fare il suo dovere. Girovagò tutta la sera [...] ma faceva assai freddo. Verso le dieci andò nello [...] per dormire. Si rannicchiò muso e [...] cantuccio [...] nonostante il freddo e [...] addormentò. Ma verso le due [...] destato da un rumore. /// [...] /// Si diceva che nel [...] gli spettri. Cominciò a tremare, a battere [...] dent L Qualcuno saliva la scala, con una candelina [...]. Il ragazzo guardava come [...]. Si rincantucciò, si strinse [...]. Gli passò la paura e [...] venne una incredibile rabbia. Stette fermo, per vedere [...] barbagianni. [...] brontolava con se stesso. Soddisfatto rise, [...] ti farà perdere la sedia, [...] del diavolo. [...] rimase di legno. [...] si affrettò a scendere [...] perse [...] a stramazzò, facendo il [...] che si spezzano. Nemmeno un gemito si [...] e la candela si spense. [...] scesa la scala a tentoni, [...] dal municipio e se ne andò a casa. Sì coricò nel suo [...] a nessuno di niente; ma fu agitato [...] resto della notte e ansioso di sapere [...] accaduto al vecchio. Il vecchio era in [...] sangue, secco come un legno, sul pavimento. Il primo ad [...] fu la guardia. Gridò dallo spavento, corse gente; [...] ci fu un gran [...] il perché e il percome [...] morte in quel luogo Si [...] che era lui a muovere le rotelle [...] e che al buio era [...] si era ammazzalo. /// [...] /// Gridò dallo spavento, corse gente; [...] ci fu un gran [...] il perché e il percome [...] morte in quel luogo Si [...] che era lui a muovere le rotelle [...] e che al buio era [...] si era ammazzalo. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Filtro S.M.O.G+ disabilitato. Indici dal corpus autorizzato |
visualizza mappa Entità, Analitici e Records di catalogo del corpus selezionato/autorizzato (+MAP) |
Interfaccia kSQL
passa a modalità Interfaccia kSQL