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La recita continua Romanzo di Giorgio e Nicola [...] molto tempo, a New York Isacco [...] di morire [...] sorte dà figli Beniamino lavora [...] banca Samuele fa [...] è proprio [...] ora [...] sue giovanili [...] fuga a [...] le prime interpretazioni Anche [...] un modo per [...] destino? 0 [...] uno [...] il pesante trucco il padre [...] stentato a riconoscere ii secondo figlio. [...] abbracciò al termine dello spettacolo [...] di nuovo pianse [...] per la commozione. Andarono tutti ai ristorante italiano, [...] mangiare spaghetti e [...] vino. Samuele, accaldato, discusse con I [...]. [...] gli circondò II collo [...]. [...] si riempi di fumo, [...] del vocio degli ospiti. La , giovane attrice andò [...] «edere vicino al vecchio [...] sorrise; «È [...] più bravo che lo abbia [...] conosciuto». Fumava e guardava Isacco [...] luccicanti e un sorriso perso. La giovane non capi. Samuele le parlò in Italiano, [...]. Uscirono nella notte. La citi» sapeva di [...] detersivi. Passeggiarono nelle strade di [...]. Samuele recitava In italiano. Chissà perchè si mise [...] versi di Dante. Tornarono [...] di Beniamino, e come « [...] una partita sospesa, si misero [...] giocare a scacchi, [...] fuso orario mi uccide», disse Samuele sbadigliando. SI addormentò su una poltrona. Beniamino stese un braccio [...] vi appoggiò la testa. I figli che dormono: Isacco II [...] a lungo. [...] gentile concessione della Casa [...] Marietti Impaginazione e disegni di Ramo [...] gli sussurrò una voce, [...] occhi chiusi. /// [...] /// Isacco non è più [...]. Ai [...] io, mio [...] e il rabbino [...] Schwarz non bastammo per dire [...]. Mancavano [...] due ebrei per il numero [...] dalia legge. Negli ultimi anni, dopo II [...] a New York, si era messo a [...] rate, fra [...] per arrotondare la pensione [...] vivere. Lo trovò la vecchia Ema Gran, [...] che [...] le dia il triplo, [...] da pranzo, diritto, su una sedia senza [...]. Davanti a lui [...] un mucchio di banconote [...] per lena, spaziate da un estremo gesto [...] una pila di romanzi: I ultima contabilità [...] fra incasso e invenduto. [...] Rachele era [...] per una fastidiosa forma [...] lei che tante voile aveva [...] la morte, in fondo non osava [...] in taccia. Qualcosa deve averle suggerito [...] arrivare. Riusci à scappare in [...]. Fu il medico del quartiere, [...] da Ema, a [...] su un divano. Che riposi in pace». Avrei voluto che rispondesse. Per questo, dopo 1 [...] un vecchio di scrivere la [...] vita, queste pagine, Speravo [...] 11, fra i mille avvenimenti che costellano [...] anni. Per-, chi so che [...] compiere il prodigio, [...]. [...] fin dalle prime volte [...] rivolgendosi a noi figli, aveva cercato di [...] lui, nostro padre, aveva compreso si può [...] giovinezza che per lui i tempi non [...] che guerre, epidemie, un lungo volo dell'angelo [...] il mondo avrebbe impedito la [...] missione. Ho immaginato una estrema armonia Isacco credeva di [...] sprecato le parole. Pensava che i nostri [...] la cecità [...]. Non era così. Quanto a me, fin [...] mi sentii colpito dai suoi [...] e dalle sue ammonizioni. Paura ed esaltazione furono [...] mia infanzia; paura per me: che il [...] che io dovessi uscire dal mondo senza [...] mio compito. Mi venivano vampate di [...] al pensiero [...] il tutto potesse finire [...] che io mi trovassi [...] «fatto compiuto» della mia fine essendo ancora [...] al mondo di ciò che era la [...] esistenza. Ma provavo anche esaltazione [...] che aspettavo da) futuro, nella certezza di [...] cui in qualche modo sarei stato artefice. Per quanto risalga con [...] nel tempo, non riesco più a trovare [...] cui il mio petto fosse vuoto di [...] sentimento. /// [...] /// Ne vidi le leggi, [...]. Non sapevo come esprimermi, [...] un tutt'uno, ma ogni cosa è una [...] miei compagni di scuola, suscitando la loro [...]. Ma come ho già [...] gioia e ammirazione, [...] suprema mi faceva tremare. Adesso [...] adolescente -il mìo timore [...]. Temevo, sì, che da [...] la mirabile costruzione fosse destinata a crollare, [...] nube dì polvere; che la mente -il [...] stessa cosa per me [...] al domani potesse essere [...] lucidità. Ma soprattutto tremavo letteralmente [...] che la bellezza dei tutto [...] svanire in una miriade di eventi banali, insensati. La perdita di significato [...] insensato di que-sta unica possibilità mi terrorizzava. Ma con il terrore [...] anche la passività. In quegli anni presi [...] ogni sorta di giochi interpretativi che più [...] condotto a diventare un attore. Soltanto che allora, strumento delle [...] interpretazioni non era il mio corpo, ma giocattoli futili: [...] chiavi [...] incastrate insieme. Passavo ore, giornate intere [...] a trovare la soluzione giusta, ma a [...] fondo ogni possibile aspetto [...] del problema. Avevo lo stesso atteggiamento [...] libri che leggevo, ai quadri che andavo [...] musei: un caparbio accanimento a scoprire ogni [...] quelle opere d'arte per poi [...] come imprigionato, privo della [...] originale, non prevista e non prevedibile. Ebbi una prova precìsa della [...] condizione una mattina [...] andando a scuola. Nel marciapiede, vicino a [...] delle aperture di solito coperte con una [...] che servivano a scaricare la legna da [...] carbone nei magazzini sottostanti. Quella mattina tirava un [...] e la polvere di carbone e di [...] al grande carro da trasporto mi Tini [...]. Continuai la mia strada [...] con le mani. Ad un tratto la [...] da sotto i piedi, sentii di precipitare [...] persi I» coscienza. Mi risvegliai in un [...] dove respiravo a fatica. Presi a urlare con [...] chiedendo aiuto, farneticando forse di diavoli, angeli [...] mia mente di ragazzo undicenne seppe trovare [...] terrore. Per circa dieci minuti [...] -nessuno mi [...]. Gesticolavo, urtavo, nero di [...] capelli, ma la mìa voce moriva nella [...] quel magazzino. Non agivo; gridavo, annaspavo, [...] di [...] uscire da quella condizione, [...]. Finalmente arrivò il proprietario, [...] alto, che mi prese fra le braccia [...] aperta. Quanto più mi resi [...] passività tanto più lacerante mi parve il [...] Isacco a compiere il destino a cui eravamo [...]. A poco a poco [...] mi si insinuarono nella carne. Isacco non sospettava nulla, nessuno [...] delle [...] angosciose veglie. Infine non potei più [...]. Decìsi di fuggire lui, [...]. /// [...] /// [...] i miei frequenti cambiamenti [...] le [...] ribellioni e le [...] disperazioni furono prese per capricci [...] adolescente. Quando minacciavo i miei [...] di casa, essi mi accarezzavano teneramente oppure [...]. Nessuno sospettava che quella [...] attuata nei riguardi di [...] che io rifiutavo perché [...] carica, per me, di responsabilità che non [...] accettato. Ma dove fuggire, dove nascondermi [...] me stesso, dal destino [...] da un sogno? I tempi [...] aiutarono a trovare una soluzione provvisoria, non una risposta [...] domande. Nel paese scoppiò una rivolta. I confini, fino ad [...] che il mondo dovesse per sempre essere [...] come una mela spaccata) improvvisamente rimasero incustoditi. Appena ne ebbi notizia, [...] lontano. Mio fratello prese la [...]. Nostro padre, con mia [...] aiutò. Allentò la briglia ferrea [...] e ci lasciò andare, magari per perderci [...] destino misero, uguale a quello di gran [...]. Ma in ultimo, salutandoci, [...] il suo pesante viatico, ricordandoci la nostra [...] identificata missione. La mia forza era, [...] quella della passività, della resistenza ad oltranza [...] del continuo cambiamento della mia maschera. Innanzitutto decisi di andare [...] Roma. Che trucco nascondersi là [...] sospettare di me! Un ebreo, [...] del Vaticano! II confine era incustodito Per [...] in quello che mi pare si chiami [...] cominciai a cercare i [...]. Fui facchino ai mercati [...] alberghi più modesti, baro nelle bische [...] vicino alla stazione, cameriere [...] del quartiere umbertino allora abitato, nelle infime [...] un esercito di piccoli impiegati e funzionari [...]. La sera mi coricavo, [...] capitava e mormoravo, quasi per beffa, la [...] imparata da bambino, coprendomi il capo con [...]. /// [...] /// [...] Israele, io sono il tuo Dio. Smisi di cambiare mestieri [...] modo migliore per mascherarmi. Un giorno, in [...] da quattro soldi un [...] mi offri di fare il suo assistente [...] varietà, o -come allora si chiamavano -«avanspettacoli», [...] compagnia che si esibiva nei cinematografi della [...] molte città della provincia italiana. Quel poveruomo era disposto [...] me i suoi miseri compensi pur di [...] pensioni sordide frequentate da quella sorta di [...] specie è oggi del tutto estinta. Lasciai ben presto quel [...] per accodarmi, invece, al comico che in [...] la grande scena centrale. Cominciai ad imparare i [...] far ridere le platee sguaiate, disposte a [...] lazzi più grossolani. [...] lunghi anni di [...] e dì stenti. Nelle vesti buffe del [...] di scemo arguto, quasi un animale, facendo [...] pronuncia straniera, suscitavo [...] di povere gente che [...] voleva dimenticare le pene della propria vita [...]. Dietro a quella maschera [...] distretto era scomparso. /// [...] /// Potevo fare tranquillamente la [...] attore comico, e più tardi. Un giorno stavo girando [...] nulla nei famosi studi cinematografici di Roma [...] poteva mancare ima faccia disperata come la [...] fitta terribile mi scosse tutto il corpo. Ori perbacco?», sento la [...] regista, il grande De Sica. Io non sono Samuele! Il film fu interrotto [...]. [...] di essere perseguitato non [...]. Presi a camminare, anche [...] barba e baffi finti e con costumi [...]. La mia faccia era [...]. /// [...] /// A Roma c'è una [...] attori e molte attrici si sono fatti [...] diventando a volte quasi irriconoscibili. Il direttore della clinica, [...] anche lui, sentendo la mia insistente richiesta [...] scosse la testa. Non posso fare nulla [...] serio il medico -. Le regole della professione [...] proibiscono. Se è stato creato [...] noi tentiamo di [...]. Ma non possiamo distruggere [...] bello che la natura riesce a creare! Allora compresi che non [...] più vie [...] che nascondermi ancora sarebbe stato [...]. Non restava che prepararmi. Se indovino le mosse [...] Grande, [...] dico, il peso della [...] benedizione, quando giungerà sopra [...] meno terribile da sopportare. Fu così che cominciai [...] vita dei miei predecessori e compagni nel [...] che [...] toccati, nei secoli e [...] palmi del Signore ed ebbero gli occhi [...]. Come fecero loro? A [...] osai parlare di nulla. E se lui ignorasse [...] Perché suscitare simili angosce? Ma se anche lui [...] del prodigio? Inutile, ciascuno deve [...] da solo. A quel tempo vi [...] tendenza ad attingere, per rinnovare un poco [...] attori, alla schiera dei comici del varietà. Così, dalle macchiette del [...] elevai alla dignità dei personaggi [...] dei grandi autori. La mia antica ossessione [...] con forza. Per prepararmi a recitare [...] potete andare se volete. Ho fatto tutto. Non avrete che da [...] A Budapest entrano i [...] sovietici e Isacco riesce a far fuggire [...]. Dopo un lungo perìodo [...] infine loro notizie: Samuele è a Roma, Beniamino [...] America. Entrambi hanno risalito la [...] e al vecchio padre sembra che infine [...] profezia [...] verde, che lo ha [...]. Uno deve aspettare invano, [...] miseria, disperare e maledire tutto, per poi [...]. Cosi sono fatte dunque [...] destino: si avverano quando meno te [...] pensa. Poi vola a New York [...] i suoi due gemelli. Ripetevo le battute migliaia [...] contìnuamente le sfumature espressive, persino il senso. Ma ora non cercavo [...] stordimento del neutro in quel gioco [...] oltre la carta, cercavo [...]. Cercavo la persona al [...]. Cercavo di indovinare in [...] essere umano del passato potesse comportarsi per [...] contrario, per afferrare il proprio destino. Facevo continui paragoni. Ma il caso ha [...] scritturato quasi sempre per interpretare i ruoli [...] degli autori più infelici. Più tardi, quando cominciai [...] qualche regia, sceglievo apposta I drammi di [...] le [...] messe in scena. Adesso conoscete la mia [...] Invano. Gli indizi che ho [...] decenni, non bastano ancora per illuminarmi. Aspetto il momento in [...] Regista, il Grande dei Grandi, volgerà verso di [...] sguardo e con la [...] tonante voce diri: . /// [...] /// Allora cesseranno le emozioni, salò [...] da una calma ineffabile. Diventerò gigante o granello [...] piò bello Ira gli angeli, il pia [...] non so. Seguirò le Sue istruzioni. Ora che sapete la storia [...] miei avi, di mio padre, mia, se trovate indizi [...] a proposito del sogno, [...] lo sto aspettando. /// [...] /// Non vaglio mentire. [...] di mio fratello Samuele, [...]. /// [...] /// Il tatto è che lui, [...] tutti gli sforzi, non è mai stato capace di [...] dei suoi ossessivi impegni dì [...] e della [...] volontà di decifrare i segreti [...] moni, lo invece ho [...] da un [...] tempo -è torse questo il [...] atteso? -chele [...] persone non hanno davvero importanza [...] punto di vista dei prodigi. Essi non ci conoscono. Ci sfiorano e se [...]. I sogni popolano con noi [...] propria oscurità, fino al risveglio. /// [...] /// I sogni popolano con noi [...] propria oscurità, fino al risveglio. (0) (0) ![]()
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