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Siamo, cioè, ancora al di [...] strategica che è scritta nel [...] e che fa del centro-sinistra [...] una specificazione nazionale del comune impegno del rifor-mismo europeo. Ma stiamo ormai camminando, [...] meno incerto e guardingo, sulla strada che [...] nor-malità. Trovo (direi: final-mente! Siano benedetti i trat-tori [...] le proteste della [...] per-ché esse costituiscono la [...] che una politica nuova, uno stile nuovo, [...] di società è esercitata da chi oggi [...] la prova in positivo è offerta dal [...] dipendenti in fa-vore della riforma del [...] e dal fatto che, [...] le minacce di certe ca-tegorie rientrano e [...] dimenticando spargimenti di letame e mi-nacce di [...]. Qual è, infatti, il [...] proteste di cate-goria o di lobby a [...] assistendo da quando, con la Finanziaria 1997, [...] stagione delle ri-forme? Esso e nel fatto [...] via via concretate attraverso le famose dele-ghe [...] sdegnarono la destra, sono immancabilmente accolte dal [...] e dalla più o meno chiassosa protesta [...] dalla singola riforma. Ricordate il gran chiasso [...] Subbuglio tra im-prenditori, artigiani, com-mercianti. [...] Tremonti pronosticò sfaceli, Marzano annunciò [...]. A fatica si tenne [...] minimo di confronto, poi autorità finanziarie europee [...] a dire ciò che andava detto: si [...] semplificazione, si dà corpo al federalismo fi-scale, [...] più equa e incentivante base al rappor-to [...] e fisco. /// [...] /// Ricorda-te i correttivi previdenziali [...] del [...] Gli autonomi si la-mentarono, [...] protestarono, Ci-polletta gridò che [...] di strutturale. Ma poi si cambiò [...] Tesoro documentò i conti, i giovani capirono [...] di alleggerire un loro terribile rischio futuro, [...] preoccupò piuttosto di far partire con forza [...]. Ed eccoci alla ri-forma [...] e proprio campionario della contrapposizione tra corpo-rativismo [...] com-merciante protesta (con di-screzione, nonostante il pungolo [...] An) ma il cittadino è felice. [...] e corporativo istituto della [...] dato luogo a un mercato miliar-dario di [...] di chi avrebbe voluto aprire un negozio [...] col muro della protezione cor-porativa viene liquidato [...] parte delle aziende, gli orari vengono liberaliz-zati, [...] distribuzione viene frenata. Conseguenza: sti-molo [...] per chiunque voglia misu-rarsi [...] agilità al consumatore, più prote-zione del paesaggio [...] della città, del paese, della contrada. Il decreto legislativo viene [...] dialogo pro-vocherà qualche ritocco prudenziale, ma una [...] anzitutto perché è affermata la priori-tà del [...] quella [...] che, comunque, è cittadino [...] e troverà giova-mento da altre misure rifor-matrici [...] ostiche ad altri grup-pi sociali. In tal modo appare [...] virtuoso di compensazioni a seconda che ciascuno [...] di dimenticare antichi e pa-ralizzanti privilegi per [...] com-plessivo panorama libero di una società aperta [...]. Ma proprio perché il [...] questo carattere (perdo una protezione ma sono [...] bi-sogna capire che è finito, o dovrebbe [...] vecchio vezzo italico, quello per cui le [...] essere pagate sem-pre dagli altri. [...] stata una grande ondata [...] privatizzazioni, di cui hanno preso la testa [...] potentati mo-nopolistici le masse cospi-cue dei ceti [...]. Era ed è un [...] nostra modernizzazio-ne per uscire dallo storico compromesso [...] Stato e corporazioni private e entrare in [...] partecipato, io dico: socializzato. Insomma una privatizzazione non [...] soldi per scalare il terribile debito ac-cumulato [...] ma appunto per aprire [...] ridurre il parassiti-smo. Bene, ma quel che [...] fare e concedere è che il [...] (due milioni di italiani [...] di [...] pretenda nel contem-po [...] il cliente di un [...] etico il privile-gio proprio e sgradevole la [...] en-trare nel circuito dei diritti. NÉ SAREBBE accetta-bile una [...] il riformismo debba consistere solo in interventi [...] deboli (bene le ottocen-tomila lire per i [...] Sud che vogliono trasferirsi al Nord ma bordate [...] Vincenzo Visco) perché il primo livello del [...] nella co-struzione delle condizioni sociali, sistemiche della [...] delle gabbie di privilegio in favo-re della [...] opportunità. Le misure a sostegno diretto, [...] e spesso indispensabili, non devono provocare ghetti di protezione [...] ma es-sere strumenti coerenti con [...] di una piena cittadinanza. Ecco che non siamo [...] a un in-tento di introdurre grani di [...] a un obiettivo di società del cit-tadino [...] si potrebbe parlare di costru-zione di un [...]. Con le riforme, che [...] sem-pre concepite con un oc-chio al consenso [...] schiavi, [...] le parole di Paolo Onofri [...] si sblocca e [...] dei cittadini si ce-menta». Nessuna categoria, per quanto [...] dovrebbe con-trapporsi a un tale processo. È un gran bene [...] Paese che il mondo del la-voro dipendente sia [...]. /// [...] /// Lo ha detto bene Francesco Cossiga: [...] della causa europea e cioè della nostra [...] e rimanere alla pari in quella forma [...] si identifica con la moneta unica, è [...] di una mutata consapevolezza nazio-nale che nel [...] era andata affievolen-do nel suo carattere [...]. Da più parti si [...] che è avvenuto in questi ultimi anni [...] della crescita e della maturazione [...] degli italiani. Un processo che ha [...] con la storia nazio-nale, più che con [...] bottega. /// [...] /// Dobbiamo ricordare il cam-mino che [...] ha percorso. Sono scolpiti nella nostra [...] le settimane, i mesi terribili del collasso [...]. [...] per il crollo del Paese. [...] della questione morale e un Par-lamento che veniva definito [...]. La caduta della lira [...] della profondità di quella crisi -e [...] cacciata dal sistema mone-tario [...]. La paura di un [...] finanziaria e il rischio che alla fine [...] andasse a comprare i Bot e non [...] soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti [...]. Il nostro era insomma un Paese [...] della bancarotta. Nessuno può [...]. Era-vamo ad un passo [...] oltreché economi-ca e politica. Ora quella stagio-ne drammatica [...] spalle, perché dal 1992, salvo una breve [...] imboccato la strada del risana-mento e del [...] della parte migliore della classe dirigente della [...] società ed an-che con il contributo di [...] personalità positive che ve-nivano dal vecchio sistema [...] Tangentopoli. Su que-ste basi e [...] dei go-verni presieduti da Giuliano Amato, da Carlo Azeglio Ciampi e poi da Lamberto Dini, è stato [...] svolta [...] del 1996. Nessuno può negare il [...] in questa lunga transizione dalla sinistra democratica [...]. Se le organizzazioni dei [...] fossero accollate il peso di scelte difficili [...] se noi non avessimo so-stenuto con energia, [...] Parla-mento [...] nel Paese, i sacrifici per [...] oggi non saremmo a [...]. Se non avessimo svolto que-sta [...] della nazione, oggi [...] non avreb-be [...] in larga misura risanata e [...] non avremmo il governo [...]. La sinistra, invece, è [...] dispiegare una politica non meschina e di [...] con la parte più avvertita della borghesia [...] la spinta al supera-mento della crisi fi-nanziaria. Ma non solo. Si è venuto consolidando [...] vista co-mune sulla necessità di fare [...] un Paese davvero euro-peo, [...] struttura sia in grado di fronteggiare le [...] derivano dal-la modernizzazione. Ciò è stato possibile [...] erano sane: anche nei momenti più duri, [...] italiani non ha smarrito il senso dello Stato, [...] valori fondan-ti della nazione. Anche le nostre radici [...]. Grazie alla [...] il Pds è stata [...] politica in grado di comprendere che cosa [...] Italia -do-ve [...] di ricambio andava alimentando [...] dilagante -e che cosa stava cambiando nel [...]. La nascita del Pds [...] di anticipare la trasformazione e ci ha [...] tra i protagonisti. I pilastri della nostra [...]. Anche quando, nelle elezioni [...] di rinnova-mento che si esprimeva nel Pae-se [...] contro la politica e i partiti -premiando [...] che ben presto si è dimostra impreparata [...] sfide del governo -il Pds non si [...] e ha ri-cercato la via per conquistare [...] governo. Accanto ai demeriti degli altri [...] stata [...] e la costanza della nostra [...] vita ad [...] di governo di cen-trosinistra; gettare [...] basi di un nuovo patto costituzionale per fare [...] una moderna de-mocrazia occidentale; costruire, [...] partire dalla [...] e dalle sue ragioni, una [...] forza del riformismo europeo. Il nuovo centrosinistra che è [...] in Italia sotto il segno [...] non è il frutto di [...] furbesca o tattica. Per noi -così come [...] altre componenti [...] -si tratta di una [...] di grande impegno e di respiro strategico. La convinzione da cui [...] mosse questa politica è che la fine [...] e della pregiudiziale verso la parte fon-damentale [...] (ma anche della [...] consentisse il convergere di [...] rifor-miste intorno ad un progetto di governo [...]. Si è visto che [...]. A conferma della fecondità [...] fine del Pci non ha segnato un [...] si-nistra, come qualcuno paventa-va. Ma, al contrario, ha [...] la rottura [...] politica dei cattolici e [...] moderato che aveva retto il Paese per [...] alla [...]. [...] stata così promos-sa una coalizione [...] per [...] non solo sotto il profilo [...] (per [...] colla-borazione tra il cat-tolicesimo democra-tico [...] le diverse componenti della si-nistra italiana: laica, ambientalista, socia-lista, [...] ma anche per [...] delle forze sociali che si [...] in questa prospetti-va di governo: dal mondo del lavoro, [...] quello [...] sociale, a quello [...]. [...] e la stagione di Romano Prodi [...] guida del governo scaturiscono da questa storia [...] ra-gioni italiane, ma indubbia-mente non si contrappongono [...]. Anzi, è chiaro il [...] tendenza di rinnovamento della sinistra europea che [...] attraverso [...] con altre culture e [...] ac-compagnano la [...] a cui stiamo assistendo. Il crollo del comunismo, ma [...] del riformismo sociale socialde-mocratico hanno [...] a si-nistra una ricerca aperta di cui il socialismo [...] si è reso in-terprete. Ciò ha consentito quello straor-dinario [...] della sinistra a posizioni di governo in quasi tutto [...] Vecchio continente, di fronte [...] neo-liberista, che non ha sa-puto [...] una risposta compatibile con le esigenze so-ciali e umane [...] come [...]. Ecco, [...] è una forma politi-ca originale [...] vive grazie alla collaborazione di forze autono-me che hanno [...] propria au-tonoma proiezione internazio-nale. Noi riteniamo che si [...] struttura perma-nente della coalizione, la [...] ca-pacità di essere raccordo [...] società, tra progetto na-zionale e autonomie locali. Ciò può avvenire nel [...] delle diver-se forze che compongono [...]. In questo stare insieme [...] un elemento di for-za, che dobbiamo valorizzare [...] la nostra capacità di attrazione. [...] un legame profondo fra [...] ha portato al-la costruzione [...] e al successo elettorale [...] 1996 e la scelta di un impegno [...] costituzio-nale per definire un nuovo qua-dro di [...]. Anzitut-to perché non bastano [...] ordine per essere una forte de-mocrazia europea, [...] un sistema istituzionale efficiente, aperto ad un [...] dirigenti, in gra-do di favorire una maggiore [...] un più saldo rap-porto di fiducia tra [...] le istituzioni. In secondo luogo perché era [...] che [...] contendesse alla destra la ban-diera [...] una bandiera che non poteva [...] usata come una clava magari per determina-re una frattura, [...] soluzione plebiscitaria del problema reale delle nuove regole. Per questo abbiamo puntato [...] una riforma costituzionale, ma ad un nuovo [...] di coinvolgere i fondamentali sog-getti politici venuti [...] grande crisi di questi anni. Non è un compito [...] da [...] fa, non accomuna le [...] oggi [...] sto-rica comune, né un [...] forgiati nel fuoco di una rottura drammatica, [...] quale furono la Resistenza e la caduta [...]. Occorre un grande sforzo [...] grado di far venire alla luce regole [...] senza i quali una demo-crazia non vive, [...] è più difficile dividersi in un con-fronto [...] che tutta-via non può essere scontro di [...] riguardare pro-getti e idee per la so-cietà. Se abbiamo ri-cercato e [...] con la destra è dunque per dare [...] problema di fondo rimasto irrisolto nel-la storia [...] costru-zione di una demo-crazia forte proprio perché [...] a governare e il siste-ma non è [...] insanabili, ma sempli-cemente dal conflitto democra-tico, anche [...] ne-cessario, anche animato, come è giusto, da [...] e culturali, ma mai orientato alla distruzione [...] che si misurano. Insisto: per questo abbiamo [...] e non certo per la propensio-ne al [...]. La campagna che abbia-mo [...] senso non è solo offensiva, ma anche [...]. /// [...] /// La campagna che abbia-mo [...] senso non è solo offensiva, ma anche [...]. (0) (0) ![]()
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