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Nel 1972 Willy Brandt [...] durante un viaggio ufficiale in [...] quando il suo elicottero, [...] colpo di vento, fu sul punto di [...] dirupo. Al presidente francese [...] che si meravigliava perché [...] non era stato protetto con più cura, [...] « Che vuol farci? Elicottero » francese [...]. In realtà [...] commenta ad alcuni anni [...] stesso Brandt [...] « [...] non era francese bensì [...] soffiava dal Mediterraneo e non [...]. Sul grande Dio ebraico [...] ». [...] raro che Brandt faccia [...] in queste memorie appena pubblicate [...] Italia (Willy Brandt, La politica dì un socialista. /// [...] /// Non mancano invece note [...]. Per De Gaulle, ad [...] Con [...] di un comandante in [...] informazioni da un comandante di settore, mi [...] Che [...] ha da [...] il borgomastro di Berlino?. E qual è la [...] Prussia? Mi ci volle qualche secondo per capire [...] Prussia " intendeva la Repubblica democratica tedesca [...]. O per [...] Non mi sfuggì la [...] sapeva impegnare gli interessi delle potenze mondiali [...] partner del nostro calibro ». Abbonda tuttavia la diplomazia. Delle numerose personalità da lui [...] come [...] galleria [...] Brandt non dice mai male, [...] quando avrebbe probabilmente voglia di [...]. Al massimo si permette [...] di ironia, accompagnato comunque sempre da qualche [...]. Le conversazioni con tanti [...] meno famosi, ma sempre potenti, occupano una [...] volume e rappresentano uno dei suoi maggiori [...]. Eppure non una sola [...] Brandt [...] le esigenze del tatto [...] non dico al pettegolezzo, [...] nota di colore. La lettura non risulta [...]. Rimane però sempre istruttiva. Quelle di Brandt non [...] sta il punto [...] le memorie di uno [...] Willy Brandt dal muro di Berlino alla [...] anni decisivi per la [...] memorie [...] cancelliere tedesco -Un incontro [...] De Gaulle: «Qual è la situazione in Prussia? [...] -La [...] sulla « pluralità comunista [...] che, ricordando il passato, [...] il momento di regolare un certo numero [...]. Il suo è un [...] ragionato in un dibattito ancora aperto, da [...] dirigente che sa di avere subito qualche [...] intende restare attivo, giocare le sue carte, [...] le proprie posizioni. Solo in questa chiave [...] se ne coglierà allora non solo il [...]. Sebbene lo stesso Brandt [...] ragione, che la [...] politica estera abbia monopolizzato [...] e internazionale a scapito di quella interna. Tale politica ha un [...] forse limitativo, ma certo chiaro a tutti: Ostpolitik. Questo è dunque il [...] libro. Che si apre appunto col [...] in cui fu eretto il [...] di Berlino. Brandt reagì così come [...] sindaco della parte occidentale della città. Lo confessa nelle prime [...]. Se si fosse fermato [...]. Il « muro » [...] Brandt il punto di partenza per una [...] sul passato e sul presente della Germania [...] enucleerà appunto [...]. Questa non è dunque il [...] di una improvvisazione. Sì disegna come una con-cezione [...] maturata col tempo. Il fermo ancoraggio [...] e alle sue alleanze ne [...] una premessa tutt'altro che formale: esso non serve solo [...] fornire maggiori carte alla Germania di Bonn nelle trattative [...] ma a contrastare ì non [...] timori che i tedeschi continuano [...] suscitare [...] (oltre che [...] europeo) e che sarebbero alimentati [...] velleità di nuove [...] Rapallo », cioè di accordi [...] con [...]. Quindi Brandt si preoccupa [...] i legami cogli Stati Uniti e sempre [...] con la Francia, dove va vinto il [...] nemico ereditario ». Ma su questa base [...] le coraggiose e autonome aperture verso [...]. [...] nata così con lui una [...] politica tedesca: una politica che oggi ancora, sebbene Brandt [...] sia più alla Cancelleria, fa valere i suoi diritti. Per fare ciò era necessario [...]. [...] capacità innovatrice di questo [...] con la resistenza che dovette vincere e [...] di tante idee preconcette che dovette imporre [...] tedesca. Occorreva dissipare [...] così diffusa [...] anni della spaccatura [...] che Willy Brandt durante una [...] conferenza stampa a [...] Germania potesse « astutamente evitare [...] conseguenze della guerra, se non addirittura [...] a posteriori ». Ma andavano superate anche [...] più ancestrali diffidenze: quelle dettate, ad esemplo, [...] tremendo disprezzo per i polacchi »; oppure [...] che Brandt finisce invece col considerare « [...] saggia, ma addirittura vana », che si [...] una specie di isolamento tra i paesi [...] Mosca ». Bisognava infine arrivare anche a [...] meditate, eppure dolorose, conclusioni: che la Germania nelle sue [...] storiche non aveva « mai corrisposto completamente » al [...] del c classico Stato nazionale » di stampo ottocentesco, [...] un ritorno quindi a quella concezione era ormai « [...] » e del resto [...] non scevro di pericoli, perché [...] identità di nazione e Stato [...] Germania) era ormai spezzata [...] e anche nella storia « [...] durata solo poco ». /// [...] /// Lungo tutta la minuziosa [...] attività internazionale di stati sta, Brandt dissemina [...] numero di idee più generali che conservano [...] attualità. /// [...] /// Brandt si indigna « [...] sconsiderato e diffamato-rio della parola [...] in voga non solo [...] parola che rivela disprezzo per [...] politica finlandese, nutrita invece [...] di saggezza. Numerose e convincenti sono [...] cui egli respinge, perché irrealistica e pericolosa [...] Stato europeo possa giocare la [...] carta» cinese contro [...]. Anche per il Mediò [...] Brandt [...] scettico circa soluzioni che pensino di estromettere [...] maggiori potenze. Tutti questi giudizi vanno inquadrati [...] quella che per l'autore è ormai una « verità [...] il [...] i rapporti fra est c [...] vengono notevolmente [...] del conflitto tra nord e [...] ». Il lettore italiano presterà [...] pagine in cui lo statista tedesco manifesta, [...] che definisce [...] la pluralità comunista ». Non vorrei a questo [...] di avere spulciato nel libro le sole [...] sentirci assai vicini: se questo fosse il [...] del resto continuare a [...] con ampie citazioni. Beninteso, vi sono nel [...] osservazioni o intere pagine che si prestano [...] a una discussione critica. [...] curioso, ad esempio, [...] che vede il socialdemocratico Willy Brandt [...] difensore della libertà di mercato davanti al [...] che caldeggia invece un [...] di pianificazione. Ma [...] sta appunto [...] di queste memorie. Dì fronte al crescente [...] delle nostre società esse sollecitano il confronto [...] Quanto più vasto che nel passato esso [...] non resti prigioniero di discriminazioni e di [...]. Giuseppe Boffa« TI mondo [...] soggetto alla paura », cosi scriveva, nel [...] A. Huxley nel romanzo « Ape [...] ». Dagli anni Cin-, quanta, [...] e della guerra fredda, la pau-ra è [...]. La stampa ne fa [...] e della nozione erudita. /// [...] /// La mescolanza di queste [...] sentimento collettivo da fine del mondo. [...] settimana [...] illustrato [...] « Corriere della sera » [...] in copertina il titolo: [...] Apocalisse: una moda? ». /// [...] /// [...] Amidei, G. /// [...] /// Dorfles si domanda se [...] un nuovo kitsch. Non si tratta di [...]. Dietro la commedia della [...] vigile ci osserva. La confusione è grande [...] preciso: la spinta al riflusso. Si parla di morte [...] degradazione del politico, di rientro nel privato. Tutta la faccenda non [...] la celebrata [...] della civiltà » negli [...] Trenta. Un esempio recente, forse [...] rammenta, è stato la libera e pasticciata [...] è forte ». /// [...] /// Prima di Alvaro, in Inghilterra. Huxley aveva scritto un [...]. Mondadori [...] dove fu accolto con entusiasmo [...] edizioni in pochi anni) come segno di una difesa [...] primato spirituale della persona contro [...] massa nel rapido processo di [...] del mondo. Vi sì narrava di una [...] futura, altamente tecnologiz-zata. La satira [...] mirava a insidiare [...] le istanze razionali e rivoluzionarie [...] progetto di edificazione di una società [...] il senso utopico nella [...] ! La favola di Alvaro, [...] psicologia tormentata e sfuggente dei personaggi e [...] coi tempi [...] il [...] in patria di un [...]. La moralità [...] di Alvaro attacca il [...] umana illegittima (perché umana) di coercizione del [...] volontà, atto di sopraffazione razionalistico dello status [...] alla quale si finisce per togliere il [...] spazio naturali della sofferenza. Ora la perdita del [...] questa [...] lacerazione [...] derivata, in seguito alla [...] lavoro, dalla progressiva riduzione dello spazio e [...]. [...] il sorgere dell' "ano-mia", come [...] E. /// [...] /// Nel caso dei nostri [...] mancanza di legge si riferisce a un [...] viene sovvertito, dissolto, rimpiazzato da un ordine [...]. [...] "naturale" è. [...] diffidenza per lo Stato [...] che il borghese ha mantenuto [...] secoli sostenendo i diritti naturali [...] come proprietario, mercante, imprenditore, come [...] made man che sa [...] sa badare a se stesso [...] si è tradotta, dopo il collasso del sistema capitalistico [...] avvento della prima società socialista, [...] paura. Tutte cose che il [...] nel passaggio dalla fase imprenditoriale a quella [...] la mancata partecipazione delle classi medie [...] di cui gli intellettuali [...] comunicanti [...] alle lotte sociali fra [...] mondo del lavoro, finiva per addebitare simbolicamente, [...] capitalistico, al processo di evoluzione tecnologica. La paura, come fascinazione [...] di giudizio di fronte a [...] non riconoscibili nella convenzione quotidiana, libera le forze [...]. [...] sulla situazione o sul [...] originato la paura che [...] si proietta per scatenare [...] deviate da norme [...] desideri bloccati da tabù [...]. La paura ferma la [...] i sensi. [...] fisiologica e culturale a doppio [...]. Ciò è implicito nel [...] e pubblico che diventa, nella società contemporanea [...] più ravvicinata, omogenea, sul piano delle funzioni [...] la crescita [...] primaria e dei mezzi [...] massa [...] un rapporto di potere. Nel periodo tra le [...] cultura europea è messa a soqquadro dal [...] che. In alto a sinistra: una [...] Esorcista »dalle loro torri d'avorio, [...] scegliere da che parte stare. La guerra di Spagna [...] dove la lotta tra fascismo [...] democrazia si configurava come confronto fra tradizione e progresso [...] sarà il catalizzatore di questo dramma. Cosi [...] da una parte o [...] sarà determinata meno da scelte [...] (salvo eccezioni come Orwell, Cald-well, [...] Brecht) che da tendenze di [...] o di conservazione dei valori della civiltà occidentale, n [...] degli intellettuali europei [...] sostenuto [...] delle classi medie entrate nelle [...] più rilevanti attività terziarie (burocrazia statale e industriale) come [...] di pressione consistente e determinante [...] sarà dunque quello di una [...] della cultura al di sopra delle classi. [...] di questa operazione dalle [...] sempre più il campo di manovra degli [...] talvolta a mantenere il proprio ruolo produttivo [...] una difesa di casta. A livello ideologico, anche [...] limitato valore significante dei titoli di saggi [...] scorgiamo un preciso profilo della problematica delia [...]. Dopo [...] Il tramonto [...] (1918) di O. Spengler [...] il quale aveva annunciato [...] della [...] (civiltà umanìstica) travolta dalla [...] (consumismo e civiltà di [...] le prospettive apocalittiche di N. [...] con « Il senso della [...] » (1922), di A. [...] con « Agonia della civiltà [...] (1923), di [...]. [...] con c Presagi di un [...] nuovo » (1926), di [...]. Benda con [...] Il tradimento dei chierici» (1927), [...] E. Freud con « Il [...] (1929). Ortega [...] con [...] La rivolta del-le masse» (1930), [...]. Evola con « Rivolta [...] moderno » (1934). [...] con « La crisi della [...] (1935). A livello letterario la [...] come forma di evasione dalla banalità o [...] in un campo semantico confluente nel simbolismo, [...] metafora del mistero: si riconosce [...] de) genere fantastico, in [...] nove! In questo genere letterario [...] ingredienti narrativi e figurativi che gli competono: [...] del momento magico), il [...] rovine architettoniche. In questo caso la [...] distacco dalla realtà, avventura [...] sì può configurare come [...] per il piacere della lettura. Sotto altra forma, quando [...] per apparire più insicuro che banale, più [...]. /// [...] /// Duhamel, con « Apocalisse» [...]. /// [...] /// In questa prospettiva, o [...] III [...] rientrano, per un verso il pessimismo di L. Celine con « Viaggio [...] notte» (1933), di [...]. Sartre con « La [...] e dei registi francesi più noti, soprattutto [...]. /// [...] /// [...] apocalittici in pieno Front [...] per altro verso si [...] anni, particolarmente nel mondo anglosassone, il boom [...] dei fumetti di fantascienza. Nel genere apocalittico troviamo [...] del moderno catastrofismo: il disvalore (con riferimento [...] senso [...] (con la causale [...] sviluppo della tecnica), la [...] spettro [...] dei bisogni e degli [...]. In questo caso la [...] discesa nella realtà. II bersaglio comune per [...] società di massa. Focalizzando [...] della paura [...] amorfa della massa [...] indicata quale fenomeno di alienazione [...]. [...] lettore non rivolgerà più la [...] reazione alla paura verso il sistema di potere che [...] la genera [...] attraverso il dominio totale dei [...] di [...]. Io sfruttamento delle forze [...] controllo delle scelte e delle aspettative sociali [...] di queste cause riscontrabile [...] divisione del lavoro giunto, con [...] dei monopoli, alla [...] fase estrema di parcellizzazione [...] di intercambiabilità dei ruoli. La [...] massa intesa come entità i [...] minacciosa e prevaricatrice. La cultura apocalittica in [...] catastrofici ai romanzi sulla fine del mondo. Romolo [...] 500 anni dalla nascita [...] Lorenzo Lotto [...] provincia Lorenzo Lotto, c Gentildonna In [...] di Lucrezia [...] la fine del ló. Era nato nel 1180: partecipe [...] luì della straordinaria fioritura [...] veneta, [...] della lezione giorgionesca [...] ma più rivolto verso [...] e [...] antagonista in [...] della piega scenografica e doviziosa [...] quella stessa tradizione avrebbe preso cogli esempi di Tiziano [...] Tinto-retto. Incompreso dal circolo più [...] e [...] sarebbe stato un a [...] in caccia di committenze di minor ratino, [...] e preti delle province limitrofe, sempre alternando [...] Bresciano e le Marche. [...] soprattutto, avrebbe vissuto e [...] lasciando le -opere più significative [...] maturità. [...] Jesi, Cingoli, Mogliano, Monte San Giusto è Loreto. Fu un modernissimo; la [...] tratti sur-reale (dalle figure [...] a con troppo foco [...] critico del [...] sarebbe stata compresa soltanto [...] e con fortuna alterna, quando lo si [...] Ira [...] fonti principali della rivoluzione caravaggesca. Manca un anno al [...] nascita di questo grande pittore. Delle sue opere, quelle [...] Italia, molte sono in condizioni precarie, altre, come [...] Jesi, attendono dopo quasi cinque anni di restauro, [...] in una nuova, più adeguata sede. In questa occasione, [...] più che giusto sollecitare una [...] culturale di largo respiro. Ad esempio, non sarebbe affatto [...] di un « anno [...] » [...] analogo a quello indetto a [...] tempo in onore di Giorgione [...] che trovasse proprio nelle Marche [...] sede ideale per una serie di incontri, mostre, dibattiti, [...] dì studio, coti i maggiori [...] della critica italiana c internazionale. Ripercorrendo, [...] esposizioni paese per paese, le [...] di un itinerario pittorico entusiasmante (sono qua«i trenta le [...] che Lotto ha [...] dotto nella [...] lunga stagione marchigiana). Una inizia-; [...] congiunta dei poteri [...] locali, delle [...] tendenze e delle [...] sarebbe davvero ima importante occasione [...] collabora-, rione culturale da non perdere: e forse anche [...] da saldare con [...] un grande artista. Duccio Trombadori Ottavia Niccoli I [...] guerrieri i contadini Iconografia colta e popolare [...] Francia [...] Medioevo alla rivoluzione. /// [...] /// [...] alla Psicologia [...]. /// [...] /// [...] e Problemi 12. /// [...] /// Gambini Musso, G. Long Un istituto al [...] giuridica c politica degli ultimi anni. /// [...] /// Long Un istituto al [...] giuridica c politica degli ultimi anni. (0) (0) ![]()
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