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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 3939242714.

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[...] di fede aperta a tutti. La malattia, la miracolosa [...]. Chiara [...] è una ragazza ro-mana, bruna, [...] il volto mobile e uno sguardo intenso che va [...] ol-tre il volto [...] oltre ciò di cui sta [...] in quel mo-mento. A [...] ha già fondato la comunità [...] Orizzonti» [...] che hanno avuto una vita [...] droga, prostituzione, alcool, ma non si fermerà [...]. Il pri-mo passo verso [...] la nostra ca-sa. Ha una Regola approvata [...] versetti del Nuovo Te-stamento, senza nessuna aggiunta. Vivere il Vangelo alla lettera [...] torna-re a dare un senso alla vita, [...] bi-sogno [...]. [...] la terapia è il cam-mino [...]. Per questo possiamo mettere [...] diver-se, un [...] una prostituta, un tossico, [...] che esce da una setta satanica. Umana-mente sono esperienze diverse, ma [...] il male è lo stesso: lo Spirito che è [...] ciascuno di noi non ha potuto nutrirsi [...] è stato fe-rito da una [...] e [...]. [...] drastico è no droga, no [...] e provare a vivere il Vangelo. ///
[...] ///
Gli diciamo: [...] filosofia fra le altre e [...] a [...] in pratica, [...] qualcuno che per [...] e ha trovato risposta. Dico [...] anche tu come me [...] morte alla vita. Perché questa comunità è [...] dispera-zione. Io ero una ragazza [...] credente, con genitori credenti. A 17 anni ho [...] di buio terribile: due suicidi di amici, [...] me solo dolore. Sono rima-sta fedele solo [...] non sentivo più niente. [...] cosa che [...] se [...] dolore non avrei mai saputo [...] che inferno vivono le persone senza fede. Fu così che ho capito [...] senso [...] con me nel mio inferno [...] con lui verso il cielo. Ecco cosa si-gnifica essere [...]. La sofferenza che avevo [...] verso [...]. Studiavo [...] Scienze Politiche, organizzai una sala [...] stu-dio alternativa sotto la Cappella Uni-versitaria, un posto dove [...] arrivava trovava un sorriso, chi [...] a lui, e poi iniziative, [...] incontri. La notte dormivo tre, quattro [...] al massimo. Credevo che seguire Gesù [...] conto dei limiti del proprio corpo. E così lo stress [...] cervello inco-sciente e mi provocò un tilt [...]. Ero piena di infiammazioni, [...] respira-torio, digestivo, genitale, al cuore. Anche gli occhi erano presi; [...] cecità. Il primo miracolo della [...] una gran pace e la gioia. Significava ancora una volta che [...] chiamata a [...] quella [...] chi stava peggio dime. Dis-si a Gesù: firmo con [...] una cambiale in bianco. So che tutto quello [...]. Se questo desiderio che sento [...] condividere questa pienezza [...] di [...] realizzare. Mai più pensavo di [...]. Invece il giorno dopo [...] sono sve-gliata guarita, e le analisi [...] confermato. I medici non hanno sa-puto [...] una spiegazione. Avevo 21 anni, avevo [...] comunità con delle ragazze consa-crate per tornare [...] miei, era-no troppo preoccupati. E adesso, ap-pena guarita, dovevo [...] a dire, guardate, ho sentito di dover cercare alla Stazione i nostri fratellini dispe-rati. A Termini cominciai ad [...] verso le 22. Di giorno lavora-vo al [...] nel recupero dei [...]. Mi mettevo a parlare con [...] mai preso. Sempre di più mi [...] una serie sterminata di [...] Dio e io non sapevo dove [...]. Andai alla Stazione per [...]. Alla fi-ne con alcuni amici [...] che dovevamo farla noi, una comunità. Volevamo fare le cose [...] in Comune, finanziamen-ti. Ma i tempi della [...]. [...] era vivere il Vangelo. Allora abbiamo detto, [...] in tutto. [...] scritto: non preoccupatevi di ciò [...] mangerete e berrete, cercate solo la giustizia di Dio. Ci dovevo credere. È arrivata la casa, [...] soldi, e adesso [...]. Ho parlato davanti al Papa [...] giornata dei giovani romani, mi ha incoraggiata. Fare la volontà di Dio [...] un pezzetto di verità e [...]. A volte guardo questi [...] e mi sembrano dei santi, nessuna terapia [...] potuto tanto in così poco tempo. Ma se ti lasci [...] Dio è lui che ti santifica, con tutti [...]. Che restano». Flaminia Morandi Vincente Van Gogh, «La [...] del cimitero di [...] Am-sterdam, [...] Vincente Van Gogh. Ma [...] a [...] nel nord del Brabante, [...] e quella dan-za sono ancora [...]. Lontana è la luce [...] Provenza [...] in-quieta le cose, e le inghiotte in [...] vortice. Ma, a [...] non si stente [...]. A [...] dove Vincent è rientrato [...] dove il padre -pastore protestante -muore, [...] è chiuso dal «cielo [...] Brabante. E anche il cuore [...]. Orienta gli occhi non [...] direzione [...] vorticoso, ma verso il [...] umana, o verso una spoglia, desolata intimità, [...] «I mangiatori di patate», il quadro più noto [...]. I colori sono lividi. Nulla fa pensare alla [...] luce, che si espri-merà di lì a [...] i confini della rappre-sentazione artistica o i [...] umana. Ad [...] il «grido [...] vibra con la gioia: [...] e [...] sembra-no smembrare le cose, [...]. Non è distruzio-ne, ma [...]. Una sorta di «Lazzaro [...] ancora Tadini. Che le cose escano [...] che lacerino il niente [...] che vivano nella fulmi-nea esposizione [...] questo esige il Van Gogh [...] Pro-venza. Ma tutto deve ancora [...]. Prima della Provenza, Van Gogh, [...] Lazzaro sordo [...] del Cristo, resta nel [...]. E con lui restano [...] figure, il paesaggio. La morte sovrasta [...]. La morte, o quella [...] che è la malinconia. La vita non fluisce. Non scorre la luce. Dilaga la rovina: la [...] dai corvi, cir-condata dalle croci, ne è [...]. Ma [...] di più in quella ro-vina. Lo dichiara lo stesso Van Gogh: «Quelle rovine mi dico-no che una fede e [...] andate in frantumi pur avendo delle fondamenta [...] la vita e la morte dei contadini [...] le stesse, germogliando e appas-sendo con la [...] dei fiori che crescono là nel camposanto». Implacabile dunque [...] della morte: erode ogni cosa. Allora, come può la fede [...] la morte o [...] Questa è la domanda che, [...] Vincente Van Gogh formula. Non a caso, in [...] del periodo, «Natura morta con Bibbia», Van Gogh [...] sembra quasi mettere [...] contro [...] la Bibbia aperta e [...] na-turalista Zola. [...] dunque il conflitto che [...] di Van Gogh: la Natura, «belva enorme, [...] dirà [...] contro la Fede che [...] la morte. Uscirà da questo conflitto Vincente Van Gogh? Ne uscirà consumandosi nella luce di [...] illuminando il dolo-re, e, [...] che sale dal creato. La libera cattedra di [...] Bologna I protestanti preoccupati per [...] del card. Biffi Il pastore della Chiesa [...] di Bologna, Giovanni Anziani, ha espresso la [...] bolognesi sul pro-getto di «libera cattedra di [...] Fabio Alberto Roversi Monaco, [...] di apertura [...] accademi-co. Tale progetto, ha detto Anziani, [...] domande e molte preoccupazioni». Cosa intende il sena-to accademico, [...] ha approvato il progetto, per teologia? Quale teolo-gia verrà [...] Il commento [...] alla cerimonia di apertura [...] accademico, è significativo: [...] nel nostro paese si è [...] quella [...]. Vi è forse un [...] la teologia cattolica [...] potrà [...]. Tale linea, vincente dopo [...] Congresso [...] nazionale, è segnata dalla preoccupazione di mantenere [...] di-fesa dalle aperture democratiche al-le minoranze culturali [...] dalla precisa volontà di riaffermare la unicità [...]. ///
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Tale linea, vincente dopo [...] Congresso [...] nazionale, è segnata dalla preoccupazione di mantenere [...] di-fesa dalle aperture democratiche al-le minoranze culturali [...] dalla precisa volontà di riaffermare la unicità [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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