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Un angelo alla mia [...] non racconta la vita di un personaggio [...] storia di una donna fragile e coraggiosa [...] anche una grande scrit-trice), potrà invece essere [...] là del genere a cui ap-partiene, come [...] di comunicarci [...] affasci-nante (e spesso dolorosa) [...]. /// [...] /// [...] come si diceva [...] il segno è quello [...] che ha bisogno di una [...] piana e di taglio realistico con cui meglio Frame [...] ricomporre la storia della propria vita. Le biogra-fie e le [...] non suscitano particolari entusiasmi. /// [...] /// Di [...] genere è la scrittura [...] autobiografia, anche se non mancano squarci di [...] con la qualità vi-sionaria di certe pagine [...]. /// [...] /// È una scrittura apparente-mente [...] che in-vece proclama con appassionata determinazione la [...] e il diritto alla diver-sità. /// [...] /// Nei romanzi la scrittura [...] affollata di immagini di singolare qualità visionaria, [...] spostamento del punto di vista e dal [...] interiore, percorsa da una felice tensione tra [...] che le conferiscono un timbro inconfondibile e [...]. /// [...] /// Frame ci offre il [...] con cui i personaggi creano la loro [...] parola roman-zesca che crea la realtà altra [...]. /// [...] /// Nella fiction la supposta [...] personaggi fa sì che essi, attoniti di [...] mondo che li rifiuta e che li [...] con un mondo creato da lo-ro, dalla [...] altro rispetto a quello ordinato e ri-gidamente [...] «là fuori». /// [...] /// La tremenda esperienza vissuta [...] Frame [...] alla base dei suoi primi romanzi, nel [...] Da-phne di Gridano i gufi (edito da Guanda [...] quello di [...] di Dentro il muro (Inter-no Giallo [...] il più apertamen-te autobiografico, e nelle figure [...] Thora Pattern di The [...] the [...] e di Vera Glace [...]. /// [...] /// Era già nella lista [...] doveva-no essere lobotomizzati, ma il conferimento di [...] per il suo libro The [...] in-dusse il primario a [...] caso e di lì a poco a [...]. /// [...] /// Ha ovviamente un certo [...] grandissimo, forse perché già fortemente presente [...] narrativa, la vicenda centrale [...] il ricovero in un re-parto psichiatrico e [...] di schizofrenia che la con-dussero [...] ai lunghi anni «pieni [...] di infelicità» da cui fu sal-vata grazie [...]. /// [...] /// Il libro, che è diviso [...] tre parti, ripercorre e ricostruisce la vita [...] di poetessa in [...] innamorata delle parole, negli spazi [...] della Nuova Zelanda meridionale; alla prima giovinezza e [...] alluci-nante [...] in mani-comio; e infine al [...] soggiorno londinese, dova matura come scrittrice mentre in patria [...] la [...] reputazione letteraria. /// [...] /// Il tascabile ora pubblicato da Einau-di contiene in appendice [...] alla Campion, [...] neo-zelandese, in cui la regista [...] i motivi del suo interesse per [...] di Frame. /// [...] /// Jane Frame in Italia [...] per il film di Jane Cam-pion Un [...] tavola, ba-sato, come dichiara il titolo, sul [...] Frame. /// [...] /// Basti [...] precisare, come fa no-tare [...] Anna Nadotti nella prefazione al volume, che «accura-tezza [...] per leggere [...] di Fra-me, il suo [...] i fatti della propria vita [...] a poco a poco [...] creare un nuovo intreccio, per [...] la propria storia, e [...]. /// [...] /// Meglio quin-di [...] per scontate, parlando di Un [...] mia tavola di Janet Fra-me, che è [...] scritto negli anni Ottanta, da quel-la che [...] scrittrice neo-zelandese (è nata a [...] nel 1924) e, in [...] vo-ci più interessanti delle letterature in inglese. /// [...] /// E vissero infelici e [...] Giulio Bollati Giovanni Giovannetti (Effigie) ALFONSO BERARDINELLI In Leopardi [...] che vede in Italia una sorta di [...] «sfilacciata presenza di benpensanti incapaci di darsi [...] JANET FRAME Quei lunghi anni pieni di paura Centinaia [...] sono state scritte [...] come genere letterario. /// [...] /// La prosa» di Leopardi [...] sono stati editi da Einaudi). Il volume [...] che viene oggi riedito da Einaudi (p. /// [...] /// Ha curato nel 1965 [...] «Tragedie» di Manzoni e nel 1968 la «Crestomazia [...]. /// [...] /// Alla fine degli anni Settanta [...] casa editrice torinese e dal 1980 al [...] del gruppo Mondadori; nel 1987 dà vita [...] Romilda alla Bollati Boringhieri. /// [...] /// Tra i suoi contributi [...] ricordiamo la cura in [...] Lucio Gambi del sesto volume della «Storia [...] del volume secondo degli «Annali» [...] collaborazione con Carlo Bertelli), il coordinamento con Paolo Fossati [...] «Storia [...] italiana». /// [...] /// Laureato in lettere e [...] superiore alla Normale di Pisa nel 1949, Bollati [...] stesso anno alla casa [...] Einaudi. Condirettore generale [...] contribuisce a delineare la [...] dello struzzo ideando importanti collane come la «Piccola Biblioteca Einaudi», i «Paperbacks», «La Nuova Universale Einaudi», «Einaudi Letteratura». /// [...] /// Quindi il senso della [...] suoi pas-saggi, una certa caparbietà ra-zionalistica, il [...] in grembo alla Mitologia e [...] e [...] che la mo-dernità è [...] ot-tocentesca che non gli sarebbe dispiaciuta) sul [...] viaggiamo, ma che questo veico-lo in velocità [...] co-nosciuto e guidato prima che fi-nisca chissà [...]. /// [...] /// Il punto non era condividere [...] loro [...] del marxismo o [...] di Leopardi, [...] «che fare» o un pes-simismo [...] ironico, catastrofico circa il futuro. Quel-lo che Bollati sentiva [...] questi coetanei era [...] culturale né accademico né [...]. /// [...] /// Erano in particolare Timpanaro, [...] Renato Solmi, Paolo Vol-poni, Luigi Pintor. /// [...] /// Mi sono accorto quanto [...] allora, il senso di fraternità, di vicinanza [...] Bollati [...] alcuni suoi coeta-nei: erano coloro che non [...] «trasformati» negli an-ni Ottanta, che continuavano a [...] con criteri teorici e storici non improvvisati. /// [...] /// Ecco, a qual punto [...] cambiati. Così quando [...] Bollati pubblica [...] sa che ora la [...] era in ritardo perchè tradi-zionalista e [...] ma perchè trasformista, priva [...] di idee e di va-lori capaci di [...] orien-tare. /// [...] /// Alcune minoranze si mettevano [...] raffi-nata a critica politologica deci-sionistica, senza che [...] in mano un vero potere di decisione. /// [...] /// La sinistra tradizionale si [...] commo-zione della sconfitta: con lo spettacolo di [...] e inutilizzabile (era il pathos di Berlinguer). /// [...] /// La Nuova Sinistra era [...] politicismo in un [...] disprezzo po-litico per la [...] critica culturale. /// [...] /// Bollati con il suo [...] aiuto decisivo, offriva un bi-lancio e un [...] in mezzo ai più gravi dubbi e [...] e sconfitte. /// [...] /// Chi prendeva sul serio Gobetti [...] Gramsci quando sembrava che tutto più o meno [...] tra Benjamin e Levi Strauss? Quan-do non [...] a credere che i nostri problemi e [...] fossero comuni in tutto [...] sviluppato, allora si ebbe [...] fronte la mo-dernità italiana come un caso [...]. /// [...] /// [...] di quel fluido espe-ranto [...] ci fossimo lasciati alle spalle per sempre [...] cultura-le locale: e i problemi non sono [...] quel dialetto erano stati formulati. /// [...] /// Era diventata quasi invi-sibile. Gli anni Sessanta ci [...] che erava-mo non solo moderni ma anche [...] di una «pro-vincia [...]. /// [...] /// Grazie al neo-capitalismo, al [...] alla neo-avanguardia, alla Nuova Sinistra [...] allo strutturali-smo [...] «italiana» sembrava sparita. /// [...] /// [...] a una generazione di [...] accor-gersi di essere nati in Italia, in [...] industrializzazione e di cosmopolitismo culturale perfino accecante. /// [...] /// Ma senza tessuto socia-le [...] etica individuale e collettiva) la stessa modernità [...] bar-barica: «il popolaccio italiano è il più [...] dice Leopardi (e Bollati conclude che; «Il [...] uno sfacelo profondo»). /// [...] /// Contro la «stupidità» di chi [...] Leopardi «in una casella di poeta nemico del progresso», Bollati ritrova in lui la consape-volezza che vede in Italia [...] sorta di «mondanità asociale», una «sfilacciata presenza di be-nestanti [...] di darsi una società». /// [...] /// Compaiono ora nel discorso [...] Bollati [...] critici ra-dicali della stessa modernità; cri-tici questa [...] inadeguati ai tempi, isolati e pre-corritori, cioè [...] Baudelaire e Leopardi. /// [...] /// Il cambia-mento è diventato [...] sé. E questo comporta una [...] e valori, è atti-tudine a cavalcare i [...] di [...] e di [...]. /// [...] /// Si tratta di [...] non più «in ritardo sui [...] ma di adattamento ai tempi così come sono. /// [...] /// La cultura italiana non è [...] vista come affetta pre-valentemente da [...] quanto invece dal Trasformismo. /// [...] /// Già fra i due [...] quello [...] (1972) e quello sulla [...] notano differenze e correzioni di tiro. La prospettiva critica si [...] articola, anche se in saggi più brevi [...] intervento più che di studio. /// [...] /// Quando questa raccolta uscì, [...] situazione e il punto di vista di Bollati [...] notevolmente cambiati. /// [...] /// [...] insieme estremistica e culturalmente ar-retrata [...] nasce dal vuoto di cultura moderna precedente e crea [...] specie di lirismo atti-vistico. /// [...] /// La scoperta tardiva della [...] a [...] esagitata e acritica, diventa [...] sfrenata dello spirito che crede di essere [...] della materia indu-striale prima che [...] conoscen-za). /// [...] /// Le innumerevoli strategie di contenimento [...] modernità spiegano tra [...] certe caratte-ristiche [...] del futu-rismo. /// [...] /// [...] lato il giudizio cristiano [...] cultura rivolu-zionaria e liberale. Manzoni è per una [...] sfon-do agricolo, depositaria di tutti i valori [...] basata sulla benevolenza di tutti verso tutti». /// [...] /// [...] «imbrigliare, controllare, conservare. Da un lato la [...] di Manzoni che vede gli italiani nella [...] da invasori e potenze straniere [...] di italiano e di [...] presenza è cancellata dalla storia del potere, [...] e Manzoni fa saltare così la continuità [...] a vedere gli ita-liani nel mito della [...]. /// [...] /// Da un lato superare [...] politico e civile» italiano arrivando con «tutte [...] paese» alla «costru-zione di uno Stato indipendente [...]. /// [...] /// Pagine esemplari per la [...] Manzo-ni sia come grande artista che come [...] Man-zoni «intero» contro quella che Bollati definisce [...] addetta alla sparti-zione dello scrittore». /// [...] /// Nelle poche pagine dedicate [...] Manzoni [...] critica di Bollati tocca un diapason di [...] dolorosa, fra ammirazione e aggressività. /// [...] /// La paura della rivoluzione [...] possibili effetti di contagio in Italia prende [...] Manzoni uno sviluppo [...] grandioso. /// [...] /// Nel corso di tutto il Ri-sorgimento «gli ingegneri di italia-nità» lavorano a costruire [...] e [...] retorica di [...] eternamente e sanamente rurale (fino [...] fascismo e al clericali-smo): senza per questo guardare o [...] o prendere in consi-derazione (se non per [...] e [...] la realtà del mondo contadino. /// [...] /// E il primo, più [...] rischi era la possibilità di una rivoluzio-ne [...] uno Stato uni-tario alla cui formazione parteci-passero [...] dal-le caste tradizionali dei nobili e dei [...]. /// [...] /// Da Vincenzo Cuoco a Manzo-ni [...] «Il Conciliatore» (e fino al Novecento) si [...] per produrre «un vaccino o un antidoto [...]. /// [...] /// [...] fino al fascismo lo sforzo [...] dalla nostra cultura per definire [...] italiana non era, in so-stanza, [...] una serie di manovre di contenimento della società moderna [...] dei suoi vari rischi. /// [...] /// Certo, se si legge [...] saggi che nel 1983 Bollati trasformò in [...] libro che a distanza di pochi anni [...] come un [...] si vede subito che [...] nostra modernità italiana è stata una storia [...] che [...] raggiungimento di [...] incontrovertibile mo-dernità di fatto [...] un «miracolo»: un miracolo peraltro, avvenuto [...] fa e subito, infatti, [...]. /// [...] /// Di questo ci parla Giulio Bollati [...] suo libro. Che cosa significa essere [...] E quale storia non tra-scurabile, tuttora condizionante, ha [...] condizione di italiani moderni che ormai ci [...] quasi? (Dico «quasi» perchè spesso, anche oggi, [...] nostro compiacimento per [...] moderni, tale è il [...] che nasce un so-spetto: è davvero mentalmente, [...] consi-dera la modernità come un paese di Bengodi [...] paese dei Baloc-chi, come il risultato di [...] come una condizione pensando alla quale ci [...] «pervenuti» o parvenus?). /// [...] /// E al sostantivo andreb-be subito [...] cruciale: moderno. /// [...] /// Così, sulla falsariga di Andersen, [...] reinventa una fiaba ironica e [...] dove [...] miti e mondi possibili, romanzieri [...] come Kundera e [...] e astrazioni cristalline sulla pagina, [...] «i pensieri che [...] ha pensato mentre scriveva». /// [...] /// La Regina delle Nevi, [...] di Kai lo rapisce e [...] Lucia non resterà che [...] alla ricerca della felicità perduta. /// [...] /// Quando però la mala [...] due a [...] lavoro nel Sud dei Paesi Bassi [...] territorio immaginario, montagnoso e selvaggio -la loro [...] da una nefasta apparizione. /// [...] /// O, per [...] con Calderon, la vita è [...]. Dunque sognando, figurandosi ipotesi [...] vita, Alfonso [...] de Mendoza, ispettore alle Strade [...] di [...] durante le ferie estive [...] un banco di scuola [...] istituto deserto a stendere [...] la storia degli illusionisti di circo Kai [...] Lucia, [...] fiabeschi per [...] bellezza e [...] che li unisce. /// [...] /// Questo il fascino di [...] che [...] utilizza riflettendo sul potere [...] alterare e ricreare il reale, in un [...] proiezioni e fantasie, tanto che alla domanda [...] è non è dato formulare risposta esaustiva, [...] consista la realtà, [...] replica citando Platone «Non [...]. /// [...] /// Se «scrivere consiste nel [...] stesse domande» e filosofare nel tentare risposte [...] scegliere la via della fiaba, che interrogativi [...] non si pone, [...] a dare solo risposte [...] modo catartico di «far violenza alla realtà». /// [...] /// Perché allora scegliere la [...] se, per stessa ammissione di [...] tale struttura narrativa è [...] sistema chiuso, dove il lieto fine è [...] si può mentire se non in modo [...] a tutti»? La forma della fiaba presuppone [...] intensità maggiore rispetto a quella di un [...]. /// [...] /// Con questo provocatorio incipit [...] che costringe il lettore sin dalla prima [...] con un paradosso intorno alla relatività della [...] apre il (meta)romanzo di [...] «Le montagne dei Paesi Bassi» [...] Fulvio Ferrari) che è insieme racconto e [...] riflessione sulla scrittura stessa; è «fabula», in [...] si rivela appena pretesto per una disamina [...] e filosofici; è ancora una volta narrazione [...] in cui, attraverso il suo alter ego [...] de Mendoza (scrittore dilettante) [...] intreccia sottili accenni di [...] dello scrivere come reinvenzione [...]. /// [...] /// Con questo provocatorio incipit [...] che costringe il lettore sin dalla prima [...] con un paradosso intorno alla relatività della [...] apre il (meta)romanzo di [...] «Le montagne dei Paesi Bassi» [...] Fulvio Ferrari) che è insieme racconto e [...] riflessione sulla scrittura stessa; è «fabula», in [...] si rivela appena pretesto per una disamina [...] e filosofici; è ancora una volta narrazione [...] in cui, attraverso il suo alter ego [...] de Mendoza (scrittore dilettante) [...] intreccia sottili accenni di [...] dello scrivere come reinvenzione [...]. 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