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Il punto di partenza [...] della sproporzione delle forze in campo. Da un lato, un [...] dai giornali e dalla televisione, dal «circo [...] coinvolto giornalisti, attori, politici, cantanti, personaggi di [...] di diversa collocazione politica, in un unico [...] tumultuoso; [...] ora, non più il [...] e dei pro-cessi ma quello delle prigioni [...] carcerari. Il timore è che [...] riveli un ammasso gelatinoso, pronto a sciogliersi [...] obiettivi, altri «casi» da ingoiare e digerire. In [...] di mescolare tutto, [...] e An-dreotti, il terrorismo [...] di sassi [...] qualcosa di malato, il [...] altri nani e di altre ballerine che [...] di un codazzo che quella di uno [...]. Il secondo, invece, sappiamo [...] la mostruosa, pachidermica inerzia della macchina carceraria [...] immobile, tetragono, appena sfiorato dalle urla mediati-che, [...] forza alla di-mensione spersonalizzata [...] delle consuetudini [...] in un «lungo periodo» [...]. [...] e Bompressi sono ora [...] nel cuore di quel meccanismo, e sono [...]. Nei giorni immediata-mente successivi [...] il clamore suscitato dai giornali e dalla [...] co-me una sorta di sconsiderato ottun-dimento che [...] irreale, impossibile, fino a trasfor-mare quei 22 [...] entità astratta, virtuale. Sembrava che [...] così trasparente, così immediata, [...] di affermarsi davanti [...] pub-blica per il solo [...] co-municata e trasmessa. Non è stato così. Come al solito la [...] appena la real-tà, la attraversa leggera, lasciando [...] le strutture profonde, quelle che restano saldamente [...] delle istituzioni e delle tradizioni proprio come [...]. Occorre ora confrontarsi in [...] questo meccani-smo, evitando che le regole del [...] chiasso totale se-gue il silenzio totale) siano [...] fondo. Il silenzio dei me-dia [...] oppri-mente il silenzio del carcere. Esiste poi una dimensione sentimentale, [...] ora diventa una risorsa strategi-ca per evitare che il [...] recida [...] le radici amicali e affettive [...] di [...] e Bompressi. Ma soprattutto occorre porre [...] alla loro detenzione. È un percorso che [...] atto di questa vi-cenda, il viaggio [...] di Gior-gio [...]. Che io sappia non [...] storici di questo gesto. Nessun condannato per un delitto [...] in una situazione giuridicamente garantita, [...] ritornato spontanea-mente per rispettare una sentenza della magistratura italiana. [...] non è un grande [...] volto greve, fuori moda, occhi troppo intelligenti [...] usa espressioni antiche, frasi smozzicate, ripete i [...] il circo mediatico è un vero disastro; [...] e quanta serenità in quelle parole desuete, [...] quasi con pudore. [...] e Bompressi sono in [...] consapevolezza di [...] restituito dignità e moralità [...] e ai lo-ro vecchi compagni e di [...] e convinzione a chi si batte oggi [...] libertà. Achille Occhetto è preoccupato. Non gli piace la [...] prendendo la discussione [...] della sinistra italiana. Teme che [...] sulla «moderniz-zazione», sul primato dei [...] e la rincorsa al centro che vede nella po-litica [...] possa rivelarsi una scorciatoia innaturale. Giudica an-che sbagliata [...] «insistenza demolitri-ce» verso la [...] Berlinguer -e tutto quello che significa per il Pci, [...] evoluzione, la stessa rottura ope-rata dalla svolta [...] mesi da più parti, e in particolare [...] considerato assai vicino al segretario del Pds [...] Giuseppe Vacca. Questa intervista nasce dopo [...] nei giorni scorsi nel suo ufficio di [...] Commissione Esteri della Ca-mera, prevalentemente centrata, ap-punto, su [...] e di cultura politica. Ma Occhetto non sa [...] della polemica po-litica. Così nelle stesse ore [...] settimanale dei «Comunisti uni-tari» [...] -un messaggio assai esplicito [...] congresso della Quercia: è un errore -afferma [...] direzione [...] e in tanto unanimismo [...] il vero oggetto del dibattito rischia di [...] «Eleg-gano [...] il segretario [...] unanimi-tà, al 120 per [...] ma per carità non pensino che si [...] un partito su que-ste fragili basi», ha [...] Occhet-to. E ha indirizzato al [...] Pds un «appello»: il rischio che vede, [...] di ricostituzione del «sistema dei partiti così [...] consolidato», è quello di un com-promesso istituzionale [...] con la destra, che può finire col [...] peggio della della seconda Repubblica -cioè il [...] -col peggio della prima, ovvero il dominio [...] di parti-to». Vedi un nesso tra [...] giudichi sbagliata, e il carattere di questa [...] si appunta sui limiti del Pci e [...] Enrico Berlinguer? Vedo in questa discussione retro-spettiva [...] fondo. Manca un giusto rapporto [...] e il tempo. [...] giusto invocare il ritorno della [...] con la P maiuscola. Ma la politica cambia, [...] tempo. La politica in questo [...] grandi svolte. Non è stata più [...]. [...] cambiata ancora dopo la se-conda [...] mondiale. [...] mutata poi profondamente dopo [...] e la fi-ne del bipolarismo. Chi pensasse, per quanto [...] vecchie strade, si dimostrerebbe un incapace. Vuoi dire che ha [...] oggi degli errori di Berlin-guer, o di Togliatti? [...] un [...] irresponsabile mettere di fronte Gramsci, Togliatti [...] Berlin-guer, quasi fossero contemporanei che discutono nello [...]. /// [...] /// E nutro un sospet-to: [...] sfondo grandi momenti di rottura come lo [...] Berlinguer e la «svolta» [...] -senza di che credo [...] oggi non saremmo al governo, ma forse [...] come forza politica -e ciò per far [...] a Togliatti. Ma così si fa [...] storia e anche a Togliatti, la cui [...] incomprensi-bile al di fuori dei pe-santi condizionamenti [...]. Su Berlinguer è vie-tato [...] Discutiamo [...]. Ma vedo [...] il rischio denunciato da Bianca Berlinguer, [...] questa discussione sia troppo condizionata da obiet-tivi [...] viziata quindi da un respiro corto. Non è stato Occhet-to, [...] definire «nobilmente conser-vatrice» la politica istituzionale del Pci [...] Berlinguer? Certo. Però chi vuole rinnovare [...] bisogno di di-struggere le figure del passato, [...] avere [...] e il coraggio, [...] la re-sponsabilità, di fare [...] quel mo-mento storico si rende necessaria. Proprio per questo, pur [...] elementi di diversità rispetto alla politica [...] considero ingene-roso questo improvvi-so [...] retrospettive: Ber-linguer per il quale il rapporto [...] era tutto, che si [...] il comuni-smo, che non capì la ri-strutturazione [...] il Pci con la [...] idea di «di-versità», che [...] fretta o troppo tardi, a seconda delle [...] nazionale, che trascurò [...] socialista. Rilievi infondati? Non dico [...]. Ma perchè questa furia [...] Capirei [...] ancora un partito come il [...]. Capi-rei se [...] non avessimo fatto la svolta. Mi viene il dubbio, [...] liquidazione di Berlinguer sia fun-zionale ad [...] di ricomposizio-ne della sinistra [...] il recupero della tradizione [...] e troppo rivolta agli [...] ceto politico che sono [...]. La strumentalità politica prevale [...]. Un uomo come Berlinguer [...] più importante che fece, [...] del valore universale della democrazia: così raggiunse [...] avanzato possibile dentro quella storia. Con la svolta il Pci [...] oltre. Ma io modestamente os-servo: [...] cosa avrebbe fatto Berlinguer [...]. Forse avrebbe fat-to meglio [...]. Ti si potrebbe obiettare: [...] così vivo a sinistra un bisogno di [...] forse è per-chè il modo in cui [...] svolta ha operato una rimozione. Ci fu un difetto [...]. Ne discutiamo da sei [...]. Ognuno ha il suo [...]. Ma chiedo: oggi che [...] tranquilli, sen-za metà del mondo che si [...] guerra nel Golfo, senza un sistema politico [...] in giorno da Mani pulite. Questa riguarda più Occhetto [...] Berlinguer. Già, ma che [...] esattamente il «nuovismo»? [...] la svolta stessa? [...] non avere aspettato che cambiasse-ro [...] di noi tutti gli altri partiti co-munisti [...] Così si, si badi, ci [...] omologati storicamente con quei partiti, per la prima volta. E per evitare una scissione, [...] mandato in fumo proprio [...] positiva dei comunisti italiani e [...] Berlinguer. Si può essere avventuristi [...] muove troppo, ma an-che se non ci [...]. Forse la critica al [...] mira più una cultura [...] troppo subalterna alle suggestioni [...] una cultura non estra-nea al Pds -come [...] Vacca [...] portò alla sconfitta del [...]. Mi pare si dimentichi che [...] la stes-sa legge elettorale ottenuta coi refe-rendum poi, nel [...] abbiamo vinto. E che oggi la Bicamerale [...] sulla spinta di quella stagione in-novatrice. Non è serio: non [...] il frutto di una politica, respin-gendo la [...] stata necessa-ria per farla maturare. Qual è il mio [...] mio dubbio? Che si metta in campo, [...] un partito che sostanzialmente aspira a prendere [...] fu del-la [...]. E lo dico senza [...] la [...] è stata un grande [...] storia di questo paese. E se ci fosse [...] partito così? A me non piace un [...] il collante fon-damentale è il valore in [...] della [...] gestione e della [...] oc-cupazione. Non vorrei che per [...] del comunismo diventasse anche la fine di [...]. [...] della svolta era esatta-mente un [...] impedi-re che con la fine del comunismo finisse an-che [...] ragione [...] della sinistra. Ho qual-che dubbio quando [...] dopo [...] con-dotto bene la battaglia [...] si slitta da una [...] sinistra che parla al centro, ad una [...] fat-to su un neoliberismo mascherato con un [...]. Non ti convince [...] co-me tratto distintivo di una [...] moderna e di governo? Una si-nistra che spinge per [...] privatizzazioni e la [...] Aprii io, con [...] e il nobel per [...] il discorso delle privatizzazioni e [...] un nuovo rapporto tra Sta-to e mercato. Ma senza dimenticare che [...] della si-nistra è il mutamento dei rapporti [...] potere. Se questo si rimuo-ve, [...] che la «modernizzazione» sia ancora un bi-glietto [...] bella calligrafia per un nostro eterno bisogno [...]. Che [...] sulle occa-sioni positive offerte dalla [...] finisca per [...] tut-ta la complessità, e gli [...] dramma-tici di [...] che sta produ-cendo nel mondo. Che cosa propone Occhetto? Una [...] sociale? Magari condotta insieme a Segni, Cossi-ga, [...] Martino? Ma quale rivoluzione vuoi che faccia [...] Segni [...] Cossiga. Però, non sia-mo tutti [...] riforme isti-tuzionali si fanno insieme alla de-stra? Rivendico [...] contrad-dizione, che non è una contraddi-zione. Cerco il dialogo con [...] destra che giudico più innova-tori sul piano [...]. E mi con-sidero un [...] sinistra sul ter-reno dei contenuti economici e [...]. Resto convinto che un [...] favorire opzioni politiche più nette e radicali. E che la sinistra [...] efficacemente il suo ruolo spingen-do con altri [...] più forte della coalizione, [...]. Oggi, in-vece, vedo riemergere [...] vecchi partiti. Non [...] il rischio che questo [...] i conti con la real-tà? Forse in Italia [...] delle cul-ture e delle tradizioni politiche è [...] questa idea che defini-sti della «carovana». [...] detto: bisogna andare «oltre» an-che [...] tradizione [...] ma stando ben piantati nella [...] della sinistra internazio-nale e in Europa. O vedi oggi [...] «terza via», americana, o [...] Vedo che finalmente non viene più demonizzato il [...] me è sempre stato ovvio considerare che [...] avvenire insieme alle altre fa-miglie del socialismo [...]. Ho passato metà del [...] segreteria a bussare alla porta di Willy Brandt. Non ho poi nessuna [...]. Ma come non vedere [...] socialista esistono espe-rienze che si rifanno a [...] E [...] fatta dal basso in Italia [...] mi sembra un serbatoio di ricerca più [...] rotonde col vecchio ceto poli-tico della sinistra. Credo che così la [...] come [...] o innovatori come [...]. Attenzione, quindi, allo stra-bismo [...]. Ci sono culture e [...] in certi ambiti e perdono in altri. Non è detto che [...] tra il ceto politico e gli apparati [...] alcun di-sprezzo -viaggi alla stessa velocità degli [...] diffusi. Non mi faccio abbagliare [...] può [...] dire qualcosa che un [...] Pietro, è dato al [...] in competizione col Polo e con [...]. Di fronte a fenomeni [...] cosa può valere, con tutto il rispetto, [...] Io non penso che [...] un nuovo partito. Ma si esaurirà se [...] semplice cartello elettorale. Mi stai dicendo che [...] è più [...] dei politici? Vacca ti [...] impenitente e recidivo. Ma quale società civile. Ho sempre reagito polemicamente [...] tra società civile e una indistinta classe [...]. I litigi in tv [...] questo punto se li ricorda anche Santoro. Ma un poli-tico aperto, proprio [...] dovreb-be [...] svolgere un ruolo di «avan-guardia», [...] se si chiude nella [...] casta. Se non coglie gli [...] animano la società. Maga-ri per [...] meglio, se vanno in una [...] sbagliata. [...] questo quello che temo, [...] fati-ca e tante lacerazioni, la sinistra ora [...] si faccia cogliere in con-tropiede dai fatti. [...] qualcosa di antistorico, che [...] troppo sullo sfondo lo strappo di Enrico [...]. Senza quelle rotture non [...] governo, e forse non esisteremmo più come [...]. Achille Occhetto interviene nel [...] sinistra, e lancia un allarme: bisogna puntare [...]. /// [...] /// Potrà trovare uno sboc-co [...] ora, con la proposta [...] che rappresenta un importante e onorevole compromesso [...] tempo, delinea anche un [...]. I metalmeccanici possono così [...] lunga partita contrattuale mai giocata. Hanno ripresentato il ruolo di [...] categoria che ha contrasse-gnato, appunto, lungo [...] arco del Novecento, la storia [...] industriale, con la [...] produzione di massa standar-dizzata e [...] presunta «scienti-fica» organizzazione produttiva. Perché diciamo [...] I contendenti di questa [...] «Mezzogiorno di fuoco» sociale hanno dispiegato intenzioni e [...]. Lo scontro decisivo sui destini [...] lavoro, anzi dei lavori, in Italia avrà una nuova [...] nella pre-vista «verifica» [...] sti-pulato nel luglio del 1993. Tale accordo ha rappresentato, [...] affannosi, la zattera cui aggrapparsi per risanare [...] Paese, ma anche per salvaguardare potere e sala-ri [...] lavoro. Tanto è vero che [...] animosa della Confindustria vorrebbe [...]. [...] sta il motivo del contendere. Gli osservatori lo hanno [...] questi giorni di drammatica trattativa, quando la [...] non ha nascosto i [...]. Questa fetta autorevole di un [...] ormai senza frontiere interpreta, infatti, [...] nella fase [...] come un veni-re meno [...] regola, come [...] nella giungla. Solo così si spiega [...] otte-nere la fine del contratto nazio-nale, la [...] aziendale, forme di flessibilità inaccettabili come il [...] salariali nel Mezzogiorno del Paese. Ricette non nuove visto [...] salariali in Calabria, in Sicilia, in Campania, [...] Lucania [...] avuto la loro epoca felice, ma senza [...] proble-ma della disoccupazione. I falchi confindustriali hanno dovuto, [...] ora, seppellire [...] di guerra. [...] importante che la linea di-struttiva [...] a Giorgio Fossa abbia conseguito una sostan-ziale battuta [...] per meri-to dello sbarramento posto [...] metalmeccanici. Senza questo risultato le [...] state ben più difficili. Appare chiaro però che [...] Con-findustria [...] demorderà. I sin-dacati, come appronteranno [...] Hanno già mosso alcune pedine. Alludiamo alle espe-rienze collegate [...] sul lavoro stipulato con il [...] Prodi. [...] sono previste anche forme utili [...] ra-gionevoli di flessibilità contrat-tata. Il movimento sindacale di-mostra così [...] muovere, senza [...] ad una difesa pura e [...] rigi-dità. Un altro esempio deriva [...] portate [...] in settori come quello tessile, [...] «contratti [...] con forme di flessi-bilità, [...]. Tali forme sono però [...] emergere e riconosce-re tanta parte del lavoro [...] dilagante, ma senza alcuna tutela contrattuale. Sono forme di transizione, [...] verso quella che Bruno Trentin [...] il superamento [...] del posto di lavoro [...] e che ha bi-sogno non della dissoluzione [...] di normative nuove. Non a caso uno [...] sociali come Marco Revelli ha proposto, in [...] «Quale Stato?» (curato dalla Funzione Pubblica [...] la creazione di uno «Statuto [...]. [...] la presa [...] di un persistente restringersi [...] dedicata al lavoro sa-lariato tradizionale. [...] invece, la formazione di [...] spesso da irregolari, protagonisti di lavori disconti-nui, [...] autonomi e nello stesso tempo etero diretti. Sono lavo-ratori con partita Iva, [...] nel ciclo delle grandi im-prese. Nasce da qua e [...] della Confindustria, [...] di rivedere e rinnovare [...] lavoro, [...] per il movimento sinda-cale [...] riuscire a rappresentare masse crescenti di giovani [...]. La sof-ferta conclusione della [...] diventa co-sì come una specie di staffetta, [...] un testimone glorioso ad un altra generazio-ne. Quella stessa generazione che, [...] cominciato a farsi viva in questi mesi, [...] di piazza. Sono ragazze e ragazzi che [...] del lavoro. Magari vissuto in forme [...] padri, abituati a cre-scere e morire nella [...]. Essi trovano però nelle [...] fabbrica un ele-mento decisivo [...] «per-sonale, familiare, sociale», co-me [...] Pierre [...] nel suo recentissimo libro («Noi [...] lavoro»). Tutti noi, infatti, in [...] so-cietà moderna, continuiamo ad «essere» [...] in rapporto «a ciò che facciamo». /// [...] /// Tutti noi, infatti, in [...] so-cietà moderna, continuiamo ad «essere» [...] in rapporto «a ciò che facciamo». (0) (0) ![]()
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