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A 75 anni uno [...] scenografi si racconta DOMANI CON [...] «Borotalco» la leggerezza del [...]. Emanuele «Lele» [...] classe 1921, uno dei [...] della nostra scena. Ma anche, con un [...] a Pablo Picasso, ceramista di vaglia. E poi illustratore di libri [...] fiabe, autore di splendidi cartoni animati, maestro in una [...] scuola di sceno-grafia [...] della quale, oltre al mestiere, [...] «insegna» [...] per il teatro. Enciclopedico [...] una vita in scena e [...] che sembra un romanzo. A lieto fine. [...] come è nato il [...] la scenografia? [...] per il teatro che [...] bambino. Ho sempre pensato di [...] ma anche i cartoni animati, [...]. La passione per il [...] in-culcata mio nonno che era ferrarese e [...] invece delle sto-rie i libretti delle opere. Solo che mi faceva [...] un certo punto si metteva a cantare [...] volevo sapere come andavano a finire. Quando ero piccolo sotto [...] Teatro Paganini, che è an-dato distrutto, dove [...]. Quindi già da piccolo lei [...] degli spettacoli «per grandi»: che cosa la colpiva di [...] Non dimenticherò mai [...] del sipario. E poi mi pia-cevano [...]. Ma senza dubbio lo [...] ha marchiato di più, a quel tempo, [...] «Bona-ventura» di Tofano. [...] visto due o tre [...] lo rifacevo con i miei burattini per [...] aveva sette anni meno di me. Una scelta per il teatro [...] dunque; ma una strada lunga. Forse in casa mia [...] una propen-sione alla pittura, al [...]. Mia madre per esempio. Ho frequenta-to a Genova [...] li-ceo classico, per esempio, perchè i miei [...] quelli che po-tevano al massimo [...] «semmai farai architettura». Poi sono venute le [...] dal fascismo, che mi hanno costretto a [...] Svizzera, a Losanna, dove ho fre-quentato la Scuola [...] appli-cate. E lì mi si [...] il mondo del teatro perchè ho [...] vedere Louis [...]. Fra i profughi [...] anche Aldo «Da-do» Trionfo, [...] Alessandro [...] che aveva sposato la [...] che era il più vecchio di tutti. E [...] la vita di Losanna [...] venuti da Genova? Losanna per noi è [...] avevamo sete di tutto. Con [...] abbiamo subito pensato di [...] Dado studiava ingegneria perchè i suoi volevano [...] di famiglia; si è deciso per il [...] tardi. [...] che era già stato [...] Parigi, [...] aveva riem-pito la testa di sogni con [...] e a Losanna, da [...] nostro primo spetta-colo, [...] di re Salomone»; ma [...] deciso che, una volta tornati in Italia, [...] gruppo nostro che si sareb-be chiamato Teatro Ebraico. Il no-stro primo spettacolo, [...] fu «Lea [...] scritta dallo stesso [...] che aveva raccolto del-le [...]. Non sapevo neppure come si [...] una sce-na. Come ha fatto allora? Intanto [...] da Sormani a chiedere quanto poteva costare [...] visto come facevano le scene: prendevano la [...] rinforzava-no dietro con un pezzo di teletta. Ci aiutarono molto anche [...] Pic-coli, che non aveva [...] suo teatro viaggiante che chiamò Il Carrozzone, [...] Bobo con il quale materialmente costruimmo le [...]. Lì ho cominciato a [...] i bassorilievi li facevo già con le [...] inventa-vo lì per lì, perchè proprio non [...]. I costumi erano tutti [...] rigida e poi li [...]. Ma il Teatro Ebraico [...] Luisa Rossi, poi sostituita da Franca Valeri, Antonio Crast, Emilio Bonucci [...] Mondolfo non ebbe fortuna e dopo un [...] a chiudere i bat-tenti. Ma intanto eravamo stati [...] Ro-ma [...] Vittorio Gassman mi chiese di fare i [...] «Peer [...] prima regia, mentre la [...] Coltellacci. Rifiutai, poi ac-cettai quando [...] Gianni Ratto. Da [...] capisce come erano diversi [...] uno nuovo del mestiere come me diceva [...] Gassman che era già Gassman. Chi lo farebbe ora? Dopo [...] della com-pagnia la [...] carriera ha subito un [...] Per [...]. Ho lavorato con [...] alle «Allegre comari di [...] che inaugurò i Parchi [...] Nervi [...] 1951 con Andreina [...] Paola Borbo-ni, Anna Proclemer [...] Pilotto [...] fa-ceva [...] Giancarlo Sbragia, Ma-rina [...] Gianrico Tedeschi. Come scenografo sono sempre [...] libero fuorchè quando feci parte negli anni Sessanta [...] Valeria Moriconi, Franco Enriquez e Glauco Mauri della Compagnia [...] Quattro: la prima volta che uno sce-nografo aveva [...] ditta» per-chè Franco era di una generosità [...]. È lui che mi [...] porte del teatro. E il suo rapporto [...] Trionfo? Era prima un rapporto [...]. Poi quando lui era [...] spinto io verso [...] Piccoli dove ha avuto [...] teatro. Dopo è stato assistente [...] Visconti [...] «Senso» e di Antonioni in «La signora [...] Lucia Bosè. Però quel mondo non [...] quan-do [...] a Genova nacque la Borsa [...] Arlecchino (1960) lì per Dado e per me [...] cosa. Lei ha lavorato a [...] diversissimi fra di loro da Trionfo a Tonino Conte. Con ognuno di loro [...] modo diverso. Con Trionfo era diver-tente. Un giorno camminavamo per [...] pensando alla «Si-gnora delle Camelie» e in [...] vidi della magnolie e gli dissi: «ma [...] un fondalino tutto di magnolie che sembri [...]. Con Gianfran-co De Bosio, [...] molto [...] mi ha fat-to capire [...] Ruzante e da lì mi è venuta [...] la scena con cose «appiccicate» insieme, ma [...]. Con Tonino Conte, con [...] Dado, ho fondato il Teatro della Tosse [...] con più semplicità: abitiamo nella stessa ca-sa, [...] le idee vengono poco alla volta. Qualcuno dice che scenografia [...] uno spazio; qualcu-no che è il luogo [...] costrui-scono dei sogni; qualcuno che è un [...]. E per lei? Uno [...] fare capire a un pubblico cosa vogliamo [...]. La par-te visiva della [...]. La parte visiva della [...]. Ma la scenografia non [...]. Parliamo di questo altro: [...] animazione al suo lavoro di illu-stratore di [...]. Il film di animazione [...] la cosa più importante che ho fatto. Io volevo fare il [...]. Ho in-contrato Giulio Gianini [...] cinema come operatore: ci sia-mo messi insieme [...] «I paladini di Francia». Da lì è nato [...] primo libro che ho illustra-to e scritto, [...] New York fra i dieci migliori libri [...]. Poi ho fatto «La gazza [...] che ha avuto la nomination [...] e ho continuato a fare [...] e [...]. Illustro «giocan-do» di contrasto, anche [...] stili, mai fatto tutto uguale perchè voglio ave-re una [...] libertà anche in que-sto caso. Adesso lo faccio con [...] costruisco con i pezzi di car-ta. Il collage mi ha [...] dal segno, dal tratto, mi ha aiutato [...]. Quello che mi piace [...] è che af-fronto cose nuove. Per esempio mi hanno [...] un parco per bambini a Santa Mar-gherita Ligure [...]. Ho pensato di par-tire [...] «Flauto [...] ci sarà la zona dei draghi, quella [...]. I suoi prossimi impegni? Il Ruzante [...] De Bosio, «I viaggi di [...] con Paolo Poli, Feydeau [...] Fantoni [...] lo Stabile di Torino, dovrò ricambiare questo «Mille [...] notte» per Scaparro che muta a se-conda [...]. Qual è il materiale che [...] usare nella sue scenografie? Dipende. Alle volte sono scene [...] sono dipinte, altre ancora accumulo di oggetti. Quello che è divertente [...] non partire mai dallo scontato. [...] un minimo di partenza ma [...] un [...] di casualità: Picasso diceva «io [...] cerco, trovo». È quello che vo-glio: [...] capo co-me se non avessi mai fatto [...] in più [...]. UGO CASIRAGHI Domani in [...] il film «Borotalco» di Carlo Verdone. Pubblichiamo alcuni estratti della presentazione [...] che accompagna la cassetta. È il [...] che Borotalco (1982), terzo [...] Carlo Ver-done attore e autore, anticipa fin [...] la vestizione in montaggio [...] di Lucio Dalla, della coppia pro-tagonista. Entrambi si abbigliano per [...] agguantare il po-sto cui aspirano. Senonché quanto è spigliata [...] Nadia (Eleonora Giorgi), tanto è tozzo e imbranato Sergio (Verdone). Lei, una gran massa [...] volto sovrac-carico di cosmetici , indossa ca-micetta, [...] colo-rite e casual. Lui, faccia di luna [...] ben nutrito, [...] subito gli improponibili jeans [...] al regolamen-tare completo borghese, con esi-to altrettanto [...] un pupazzo, [...] ma a questo [...] sfigura tutto», commenta la [...]. Comunque un impiego da [...] porta dei «colossi della musica», [...] discogra-fica non lo nega [...]. Am-bedue vengono separatamente assunti [...] tra lo-ro, [...] cosa che hanno in [...] dei rispettivi pro-messi sposi). Ma il risultato è [...] la [...] grinta la ra-gazza sfonda [...] su contratti, con la [...] timidezza, il giovanotto si [...] vesciche ai piedi. Chissà -si domanda -qual [...] del successo. E vorrebbe [...] dalla collega. Però [...] fissato per telefono salta, [...] Ser-gio [...] trova, solo, da quel Manuel che Nadia [...]. Il presunto architetto, stravac-cato [...] accoglie con imprevista, esuberante cordialità [...] tappezzato di fotografie con [...] fa-mosa, raccolte quando aveva un ristorante. Gran parlatore, oltre-modo esperto [...] rovescia sul docile ospite (che quasi non [...] la saga delle sue [...]. Playboy bisex, dunque in [...] e divini di Hollywood. I capez-zoli di Raquel Welch? Roba [...] appenderci quadri. E John Way-ne lo [...] frocio? Poi [...] ballista gli confessa [...] preso in giro, che non [...] vero niente. Ma a Sergio non [...] «come si fa» (. Due cose le ha [...] Un [...] bello e Bianco rosso e Verdone, due [...] in film a sketch imperniati sulle sue [...] le sue irresistibili macchiette comi-che. Ma non si monta [...] che ripetersi sarebbe la strada peggiore. La più sana è [...] Borotalco apre. È una piccola svolta, ma [...] lui decisiva. A partire da [...] egli punta alla commedia di [...] unitario. Nel copione scritto con Enrico [...] il protagonista non si [...] diversi ti-pi, si limita al modesto sdoppia-mento [...]. In compenso [...] si risolve a due passi [...] sviluppa [...] della partner e va a [...] nei caratteristi. Come regista Verdone si [...] dotato nella direzione delle attrici. Lo è in questo caso [...] lo sarà in parecchi altri della [...] filmografia. Eleono-ra Giorgi, allora signora Rizzoli, [...] mai stata così schietta e briosa, trascorrendo [...] genuinità con no-tevole sicurezza (. /// [...] /// [...] turchini [...] il teatro a colori A [...] la filosofia di Lele [...] è sempre la stessa: «Ogni [...] sempre da capo, come se non avessi [...] ma in più con [...]. [...] «enciclopedica», dalle scenografie alle illustrazioni [...] dai cartoni animati (con una [...] per [...] ai parchi per bambini. E ora ancora scene, [...] Ruzante, I viaggi di [...] Le Mille e una [...]. Sempre sospeso tra teatro [...] il tocco di un mago. /// [...] /// La replica [...] alla neonata associazione di [...] Il cinema italiano? Non ha bisogno di [...]. La notizia è rimbalzata [...] a ciel sereno nel torpore di fine [...] ita-liano. La voce che Nanni Moretti [...] Angelo Barbagallo stessero chia-mando a raccolta intorno alla Sa-cher Film [...] tra i produttori me-no «allineati» era nota [...]. Ha stupito però scoprire che [...] -la nuova associazione della quale parlava ieri [...] -com-prenda anche un bel [...] di auto-ri. Tutti di sinistra, chi [...] legati [...] storica degli autori italiani, [...] qualche settimana fa presieduta da Francesco Maselli [...] a un triumvirato (Michele Con-forti, Emidio Greco [...] Nino Russo) in attesa di un congresso autun-nale. Pasquale Pozzessere, uno degli [...] parte ad-dirittura del comitato direttivo della stessa [...]. Inevitabile allora che la [...] conflitto pro-prio con [...] piuttosto che con [...] di produttori ade-renti [...] la cui crisi di [...] antica (non ne fa più parte neppure Cecchi Gori). Nel nuovo Governo siedono [...] con le quali ab-biamo tutti condiviso molte [...]. È chiaro che occorre [...] difesa degli spazi di libertà alla capacità [...] innovative. Consideriamo [...] per [...] una associa-zione di proposta sul [...] della [...] francese [...] del-la quale già convivono produttori [...] autori. Se posso dire una [...] le forze sane del cine-ma non si [...]. La «trasversalità» della nuova [...] registi, sceneggiatori e produttori, sem-bra la [...]. E ca-pisco anche che [...] che aderiscono [...] (Belloc-chio ad esempio, [...] lo stes-so Moretti) sono [...] propri film. Giusto ricordare però che [...] sempre cercato di rappresentare anche le ragioni [...]. E comunque non sempre [...] coin-cidono con quelle degli [...]. Nessuna sovrapposizione dun-que di [...] rappre-sentatività? «Io credo che non si porranno [...] tra [...] e [...]. Del resto dagli autori che [...] aderenti [...] (tutti iscritti anche [...] non è venuta fi-nora nessuna [...] o dimissione». Tutto [...] dunque in ca-sa [...]. /// [...] /// Se si indaga però [...] dichiarazioni rese ad esempio su questo giornale [...] Enzo Porcelli, le preoccupazioni [...]. Si riapra certamente un [...] si renda acces-sibile a una pluralità di [...]. Ben venga la legge [...] sulle tv ma si [...] legge cinema [...] la parte burocratica e [...]. [...] politica, Veltroni, ha tutti i [...] per [...] approfittando anche del decreto sul [...] delle competenze in materia di spettacolo e delegan-do un [...] di procedure». [...] una parola in particolare che [...] nella breve presentazione [...] che [...] non piace. È il «vecchio» presidente Maselli [...] con franchezza. Può essere una cosa giusta [...] anche un [...] dietro a una moda poco [...]. Nes-suno chiede [...] ma se si teorizza [...] non deve intervenire finanziando il ci-nema, o [...] arti-coli 28 che non restituiscono i fi-nanziamenti [...] Stato [...] la legge prevede e consente), allora si [...] e si va ver-so la cancellazione di [...] del cinema italiano e del [...] di quello europeo». Tuttavia speriamo che le [...] cinema non si dividano troppo». La notizia che 58 tra [...] sce-neggiatori e produttori hanno dato vita a una nuova [...] non sconvolge [...] rappresentanza tra-dizionale degli autori. [...] presidente Maselli: «Attenti però quando [...] di assistenzialismo». /// [...] /// [...] presidente Maselli: «Attenti però quando [...] di assistenzialismo». (0) (0) ![]()
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