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Tra mancate riforme e [...] De Lucia e Salzano ARCHIVI . La fia-ba di solito [...] bilico tra nostalgie e lamentazioni, e ha [...] la morte della città. La raccontano, da tempo, [...]. Narrano della decadenza di [...] insieme, ac-compagnata o provocata dalla de-cadenza delle [...] pietre che quel vivere rendevano possibi-le. Secondo quei racconti, le [...] vecchiaia, più spesso di una malattia, il [...] muta in metropoli. I bei disegni ordinati [...] secoli furono tes-sute strade e piazze sono [...] i frammenti sparsi in un disor-dine totale [...] è più possibi-le trarre nessuna figura. Ma le figure servono [...] E cioé: servono ancora i di-segni ordinati, [...] i progetti? Da almeno due decenni, [...] e [...] sono attraver-sate da questi [...]. Tra la crisi del-la [...] del Movimento Moderno, e le riconqui-state «autonomie [...] fine dei piani e delle regole e [...] intanto, la città e le sue case [...]. /// [...] /// E oggi, con il [...] politica, con la nascita di un nuovo [...] su dove vanno le città e sul [...]. Tor-na il tema più [...] e delle leggi per governare la tra-sformazione, [...] è cambiato dalla prima stagione del centrosinistra, [...] fu persa, anzi, abortì in partenza, con [...] del mini-stro democristiano Sullo, avversato ferocemente dalla [...] dalle forze della speculazione fondiaria. Finita la stagione delle [...] casa dello scorcio dei Sessanta e dei Settanta, [...] Ottanta han-no visto il trionfo della «deregula-tion» [...] di [...] «contrattata» in cui i [...] privato, il più delle vol-te erano fortemente [...]. E oggi a che [...] «Sono convinto -dice Vezio De Lu-cia, urbanista, ex [...] ministero dei Lavori Pubblici, og-gi assessore alla [...] gestione [...] urba-no del Comune di Napoli [...] ancora di fronte, [...] la devastazione degli anni Ot-tanta [...] sono finiti con il de-cennio. È stata una devastazione [...] fisico e su quello morale con la [...] i conti le nuove amministrazio-ni. In questa situazione, probabil-mente [...] riforma che ha fun-zionato e [...] sta dando dei risulta-ti, è quella [...] diretta dei sindaci. Mentre appare incerto e [...] sul piano nazio-nale, la situazione degli enti [...] è migliore. Il governo Prodi ha [...] vita e non si può certo esprimere [...] non mi sembra di intrav-vedere un cambio [...] idee, di uomini e di concetti profon-do [...] per fron-teggiare la situazione pesante che abbiamo [...]. E questo -pro-segue De Lucia [...] vede anche dal modo con cui è [...] problema Grandi Opere. Già le Grandi Opere [...]. Il dibattito sulla città, [...] sembra accendersi solo in questi casi e [...] dei media si fa vi-vo in occasione [...] Di Pietro e Ronchi sulla Variante di Valico. Se la battaglia invece [...] che so, a [...] inter-nazionale o a un [...] tutto mi sembra davvero ottocente-sco e mi [...] certe copertine della Domenica del Cor-riere. In più, le grandi [...] Salzano -hanno dentro di sé una concezione che, [...] sembra sbagliata, e cioé che in Italia [...] problemi, hai bisogno di for-zare in un [...] di valico, il ponte sullo stretto); e [...] Italia [...] bisogno inter-venti di tessuto. /// [...] /// In altri paesi si [...] base di una rete metropolitana e regionale [...]. In Italia, data la [...] delle comunicazio-ni, sarebbe come rammendare una stoffa [...] fil di ferro: rischiamo di spaccare tut-to». Se per assurdo ci [...] sarei contrario. Ma mi sembra una semplificazione [...] una scorciatoia in un paese in cui non funziona [...]. Se non siamo in [...] funzionare le cose ordinarie, non possiamo misurarci [...]. Certo la Francia fa le Grandi Opere ma ha [...] e può mi-surarsi con problemi [...] vasti. E poi, come amministratore di Na-poli, posso aggiungere una cosa. Sembra che la ricaduta [...] avvenga solo sulla grande opera, [...] noi -dice De Lu-cia -abbiamo avuto una ricaduta [...] strepitosa pavimen-tando e pedonalizzando Piazza Plebiscito». Più no che sì, [...] e, visti i buoni [...] amministrazioni, più po-tere ai Comuni? « No [...] De Lucia -non ne traggo la conclusione di aumentare [...] sindaci; anzi, formal-mente, resto ancorato alla Costitu-zione [...] distingue con precisione poteri locali e centrali. Si parla anche troppo [...] prima neanche [...] fatto un bilancio sul [...] Regioni, che poi dovrebbero essere le prime beneficiarie [...] questo bilancio, a mio avvi-so, è disastroso». Tra centralismo e federalismo, tra [...] di leggi generali e la ne-cessità di interventi particolari, [...] nodo non è certo facile da scio-gliere? «Il tema [...] una nuova legge nazio-nale urbanistica -commenta Edoardo Salzano -mi [...] e sono [...] fallimento delle Re-gioni, che avevano [...] ma non hanno fatto niente. È dunque ne-cessaria una [...] che sciolga alcuni nodi: come quello della [...] pro-prietari, che deve essere demanda-ta allo Stato; [...] Stato in-terviene sul territorio (strade, porti, centrali, [...] opere vanno ricondotte in un disegno ge-nerale [...]. Resta da definire con [...] Salzano -tutta la partita dei raccor-di tra diritti [...] e autonomie locali». Allora la legge doveva [...] delle città. La cresci-ta [...] stata ed è stata [...] dunque [...] bisogno di aggiornare le [...] riproporre il disa-stro, ma per porre rimedio [...] sbagliata, agli errori fatti nel passato». [...] su strumenti legislativi adeguati, [...] sul fatto che le città [...] «ferme» e non cresco-no più. Ma allora, perlomeno, ci [...] metodo, di quello che tra gli addetti [...] e urbanisti, va sotto la questione, oggetto [...] qualche anno, esemplificata dalla coppia [...] «La città -spiega Salzano [...]. È un organi-smo vivo [...] modifica il proprio assetto fisico e funzionale; [...] strutture fisiche (case, giardini ecc. Dal punto di vista dei [...] cambia molto se si passa da [...] in cui [...] crescita delle quantità ad una [...] cui [...] trasfor-mazione senza espansione; dal punto [...] vista metodologico le cose sono identiche; anzi, per me, [...] una città che si trasforma tutta [...] dei propri confini [...] una mag-giore complessità da governare [...] quindi una maggiore necessità di programmazione. La pianificazio-ne è lo [...] governo complesso delle modificazioni. Da questo punto di [...] (accenna ad alcune vi-cende [...] del Giubileo, [...] ) o la [...] mi sembrano in controten-denza. E poi -aggiunge Salzano -non [...] mai dimenticare il nesso che [...] tra pianificazione e democrazia, e [...] della trasparenza. Un piano regolatore ha [...] ed un com-plesso procedimento di garanzie: prima [...] piano che viene di-scusso in consiglio comunale, [...] rende pubblico, si devono raccogliere le osservazioni [...] esaminano e solo alla fi-ne si può [...]. Certo [...] molto da modificare nella [...] ai problemi [...] non [...] più crescita quan-titativa, non [...] i proble-mi di certi ceti sociali, ma [...] il problema della ca-sa, con dimensioni nuove [...] e delle [...]. E invece -conclude Salzano [...] quella della privatizzazione [...] pubblica, in [...] che ha la più [...] di proprietari di case (il [...] un elemento di arcaicità [...] mobilità sociale e occupazio-nale». Progetti di carta e [...] bella la città, [...] grande la città. Bella o brutta, grande [...] città è sempre la città, sogna-ta o [...] e utopie, piani e disegni ma, an-che, [...] paranoie e disagi. Per un Baudelaire esalta-to [...] me-tropolitani [...] sempre un socio-logo della [...] della [...] la comunità delle origini, [...] villaggio medievale che alla Parigi di [...]. Modelli e piani, dunque, [...] che si è svolta tra fughe [...] e ritorni nostalgici, tra [...] e costruzioni di pietra. /// [...] /// Dal palazzo allo Stato [...] ci sono sempre un [...] re che creano e fondano la città. [...] (ma siamo già nella Grecia [...] un so-vrano e il suo palazzo che [...] è la [...] pura articola-zione geometrica che [...] nucleo spaziale e sim-bolico della sala centrale: [...]. Poi fu la polis, la [...] con i suoi modelli complessi, le sue funzioni e [...] sue forme: templi, case, portici, piazze. Non più geometrie simboliche [...] ma geometrie e spazi misurabili. Da Platone a [...] di Mileto, modelli ideali [...] (un ri-spetto per la morfologia del ter-ritorio [...] ad esem-pio, nella ricerca delle cavee naturali [...] per costrui-re una «democrazia» del territo-rio. /// [...] /// [...] costruisce ancora Dalla [...] alla [...] ovvero da Atene a Roma. Un quadrato tracciato con [...] fa parte del mito della [...] mentre il quadrato su cui è costruito il [...] militare romano) fa par-te della [...]. Quel quadrato e la [...] (la divisione di [...] a partire dai due assi [...] cardo e del decumano) di-lagano sul territorio con la [...] una sorta di lottizzazio-ne per distribuire terreni ai colo-ni. [...] e buona parte [...] sono cresciute su quei segni. Roma, intanto, [...] per eccellenza, andava per conto [...]. Il modello [...] che funzionava benissi-mo per [...] per la [...] del terre-no agricolo era [...] la complessità della metropoli che crebbe per [...] fondendo, sfaldando e dissemi-nando geometrie e tipi. Più che architetti ingegneri, [...] e costruttori di grandi opere: strade, ponti [...]. Medio Evo . Abbazie e cattedrali Cadono [...] cadono le cit-tà. Espugnate e messe a ferro [...] fuoco dai barbari, rovinate per il crollo [...] e [...] corrotte dai «vizi» pagani. Dalla città di Cesare [...] Dio il passo non è né breve, [...]. Ma intanto la città [...] rovine e arroc-candosi. Rocche e castelli a [...] rovine di uno splendore che fu, mentre [...] temprano lo spirito sperimentando orga-nizzazioni sociali e [...] abbazie e mo-nasteri ne sono un esempio. A tal punto che lo [...] delle Certose sarà lodato da un mae-stro [...] moderna come Le [...]. Nelle città, poi, quelle [...] tor-neranno a crescere e [...] la cattedrale gotica diventerà [...] dello sviluppo, architettura «celeste» ma, anche, macchina [...] im-pareranno gli ingegneri a venire. [...] Ritorno in Città [...] spesso, parla per sigle, incomprensibili [...] più. [...] è una di queste e [...] per [...] ovvero Esposizione internaziona-le di architettura [...] più corretta la traduzione di edilizia). Ma dietro questa sigla [...] una delle esperienze di progettazione [...] e sulla città più interessanti di questi ultimi anni. [...] di [...] internazionale di architettura nella [...] agli inizi degli anni Settanta, sulla scia [...] che aveva visto nelle precedenti esposizioni berlinesi [...] e 1957 confrontarsi la migliore cultura architet-tonica [...] mondo. Dopo un lungo la-voro di [...] e successive correzioni di tiro, e grazie anche ad [...] lunga campagna di stampa (condotta sulle colonne del [...] e [...] Josef Paul [...] si arriva nel 1979 [...] con una legge del Senato, [...] una società di progettazione e pianificazione autonoma dalle amministrazioni [...] e locali, e dotata di un consistente bilancio. Lo scopo è quello [...] coordinare la pianifi-cazione sulle aree interessate, promuovere [...] mostre con [...] (mira-to sullo slogan «Abitare [...] arrivare a presentare, in una rassegna internazionale [...] Berlino nel 1984, non un modello utopico [...] «modelli architettonici e urbanistici edi-ficati come presupposto [...] di vita più umane in una grande [...]. Il progetto [...] riesce a coinvolgere le [...] cultura architettonica e urbanistica mondia-li. [...] del 1984 vede un [...] con una trentina di esposizioni e di [...] cui vengono presentati i primi proget-ti. Caratteristica distintiva e vincente [...] concretezza: i progetti si traduco-no immediatamente in [...] in costruzioni di scuole e spazi pubblici, [...]. Berlino diventa un grande [...] meta di visite e pellegrinaggi di architetti, [...]. Il labo-ratorio vivo della [...] più efficacia di qualsiasi pro-gramma o modello; [...] più le cifre raggiunte alla fine del [...] come società, viene sciolta: 3 miliardi di [...] le costruzioni, circa 2. Il successo [...] è anche il successo [...] originale, i cui ingredienti andavano dal princi-pio [...] architetti membri delle com-missioni giudicanti ed architetti [...] di concorso, al principio di non affidare [...] troppo grande ad un solo architetto: così [...] vinceva un concorso, non otteneva [...] complessivo, ma soltanto la [...] ed una piccola area su cui costrui-re, [...] parcelle venivano ripartite tra gli altri partecipanti [...]. Un meccanismo, però, che a [...] di anni svela i limiti di [...] più che [...] di città, più che [...] cortina di strade, di piazze [...] di edifici, [...] sembra [...] prodotto un campionario di linguaggi, [...] «pittoresca fiera delle vanità individuali». La Berlino di oggi, [...] Grande Berlino [...] sembra [...] messo in un angolo [...] nella progettazione di grandi aree come la [...] e la [...] grandi progettisti come Renzo Piano [...] Aldo Rossi e grandi commit-tenti come la Sony [...]. /// [...] /// La Berlino di oggi, [...] Grande Berlino [...] sembra [...] messo in un angolo [...] nella progettazione di grandi aree come la [...] e la [...] grandi progettisti come Renzo Piano [...] Aldo Rossi e grandi commit-tenti come la Sony [...]. (0) (0) ![]()
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