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Nel nuovo romanzo di [...] «Il vento», lo scrittore [...] TEATRO Una pioggia di versi Va in [...] Un saltimbanco che fa sberleffi alla letteratura [...]. Si tratta di tre [...] per i tipi della Sellerio e [...] titolati Trittico [...]. Ma suddivisi in La passione [...] Il mulo sardo lo in-ganni una volta sola, Bruna, [...] tutte le ore in agguato. Si tratta di un [...] tre tappe che si inoltra nei territori [...] da quelle [...] a quelle psicoanaliti-che a [...] mi-nacciose degli incontri casuali, e perciò colmi [...] destino. È anche un viaggio [...] Eloisa e Abelardo al momento del-la conversazione [...] dei giorni nostri, in cui la relazione [...] si fa anche perversa e vio-lenta. Il tutto costituisce una [...] se ciascun atto è rap-presentabile in modo [...]. Frabotta attribuisce alla parola [...] testo scritto che ha caratterizzato il Novecento [...]. Leggendo gli atti unici [...] prova [...] bisogno di cercare il [...] parla. Uno stato [...] o una trama psicologica, [...] di natura teatrale nar-rativa, solo in quanto [...] a un riconoscibile perso-naggio. Tutti i personaggi femmini-li [...] toccano situazioni cruciali della loro vita, e [...] poetessa in luoghi defi-niti. Per esempio Eloisa (La pas-sione [...] nello spa-zio di una predella tardo medieva-le, una di [...] del Beato Angeli-co, in un prato davanti alle rovine [...] una chiesa, dove possono in-contrarsi viandanti, mendicanti, personaggi illustri. Alba, la pazien-te, e Alda, [...] (Il mulo sardo lo inganni una volta [...] invece in uno studio psi-chiatrico, una stanza [...]. Arredo consueto: una scrivania, una [...] e un divanetto. Al-ba, quando entra nella [...] poggia a terra la vali-gia, esclama: «Ma [...]. Bruna, invece, (Bruna o [...] in agguato) è a Roma, nel quartiere [...] Testaccio, [...] il Te-vere. È la notte di [...] calda e pesante, la strada è de-serta, [...] sente il rumore delle macchine che sfrecciano [...] velocità. Movi-mento teatralmente narrativo che [...] gratuito, que-sta coincidenza di un nodo dram-matico [...] eleva-ta, se non sapessimo che quelle sono [...] della volontà di potenza e di dominio [...] di parole conquistate a caro prez-zo. La parola si fa [...] di trame gialle, rosa e nere come [...] teatrali ; subisce una sottrazione di ridon-danza [...] la parola dei poeti nel [...] di poesia. Fra-botta ama il sospetto, il [...] dello [...] che forse suo malgrado vuole [...] fattaccio svelato, [...] scoper-to. È teatro, dove il [...] (come ne Il mulo sardo lo in-ganni [...] nella relazio-ne tra medico e paziente: il [...] ritrae, non solo per il pa-ziente che [...] parlare il suo vissuto, ma per il [...] assumere su di sé il già visto [...] paziente. È travaso di ruoli; [...] il trasalimento che se ne ot-tiene -e [...] verso da una parte [...] -diventa trage-dia. In un alternarsi di [...] svalutazione del presente e della vita. A questo punto il [...] interrompe, la straordinaria felicità di Frabotta di [...] di intrecci enigmatici rende [...] rivelare le possibili trame. [...] il teatro agisce anche [...] «ingenuo», quasi infantile, del [...]. La [...] curiosità, la spasmodica attesa [...] fina-le e del succo del verso scritto. A pagina 43 [...] interviene in prima persona [...] di una lun-ga parentesi e scrive: «Un [...] olio e più pennelli, e il ritratto [...] del tutto so-migliante [...] almeno verosimile, frontale, con [...] e gli sfondi fermi e ricono-scibili. Ora inseguo solo il [...] e tut-to è di profilo. Il vento «se ne [...] perfette». Non è più [...] un «pensare solido». Il vento è pensare [...]. Scrivere oggi per [...] è questo assecondare il [...] schizzi, questo costeggiare im-possibilitati alla grande navigazione [...]. Più [...] nella storia [...] mettersi in mezzo, diventando personaggio fra gli [...] cognome e professione. Tornerà a riflettere su [...] la scrittura. Ammette che a un [...] il suo brillante esordio, non glie [...] «interessato più molto della [...] le sue parole « da robuste e [...] fatte vagabonde». La vicenda che racconta, [...] extraterrestre che cade sulla Terra per vivere [...] una terribile silenziosa agonia fra gli uomini, [...] buoni in mo-do inconcludente, è una tipica [...] creatura «di profilo», senza grandezza, senza eroismi, [...] quieta ras-segnazione animale. Pure [...] una grandezza altra cui [...] fa riferimento e cui appar-tiene [...] creatura, una grandez-za che non [...] molto spazio nella sensibilità comune, dimessa e ap-partata, ma [...] ha il respiro di una speranza. E pen-sando questo, penso [...] gioca un [...] con le parole quando [...] ne importa più molto della letteratura». /// [...] /// Quale letteratu-ra? E quale [...] Credo [...] a Marco [...] gliene importi così tanto [...] vuole farla coincidere sempre con qualcosa di [...] vero. La letteratura non è [...] e parole a effet-to, non è finzione, [...]. Oggi di artifici non [...] più. Alla parola scritta si [...] il testimone di un compito arduo, al [...]. Quello di far vivere i [...] più segreti [...] umano, quello di riflettere nel [...] buio di una riva ventosa col rischio di [...] i pensie-ri scossi come i [...]. Non è vero, secondo me, [...] (come con un [...] di civetteria autodenuncia nel suo [...] abbia tradito [...] del Diario di un millennio [...] fugge : mi [...] invece, che [...] portato alle sue estreme conseguenze. Certo la tecnica è cambiata: [...] oggi preferisce gli ac-quarelli. Ma andava sempre inseguendo la [...] (che [...] in una ragazzona vigorosa e [...] e consegnava già alla letteratura la re-sponsabilità di patteggiare [...] lei. E questo è non [...] È semmai non credere negli orpelli e [...] al-la letteratura, ai narcisismi da «grande autore», [...] successo da calcolare in numeri. No, letteratu-ra è stare [...] con gli ultimi, i nascosti e i [...] lanci un S. Ma è un gioco [...] possiamo guidare come fa il Marco [...] personaggio del romanzo e [...] scrittore in carne e [...]. È bello [...] burlescamente innocente davanti ai suoi [...] delusi: è una bella ri-vincita, la rivincita dello scrittore [...] credi di [...] capito, inchiodato a uno stile, [...] un successo. Ma lui scappa da [...] il Matto dei Ta-rocchi, coi pantaloni rotti [...]. Ma sempre pronto a [...] Bagatto. Lo scrittore Marco [...] Di [...] Star Autodafé di un autore [...] una bella sfida infilare se stessi in un romanzo, [...] come [...] ma proprio come personaggio (col [...] e il cognome [...] che poi ha vita propria, [...] in relazione agli altri personaggi. Lo ha fatto Marco [...] nel suo nuovo libro (Il [...] Einaudi, [...]. Perché è quello il [...] più diretto: in uno dei più celebri [...] dalle quinte entravano in scena passando per [...] al centro di una gi-gantografia [...]. Smontando la macchina sce-nica, Pirandello [...] la relazione pericolosa tra realtà e immaginazione, [...] caducità del lavoro di un drammaturgo [...] una rap-presentazione che non [...] essere vera. [...] manovra con maestria gli [...] a di-sposizione, quelli della scrittura narrativa, però [...] se stesso come uomo (personaggio) più che [...] di personaggi). Questo non vuol dire [...] romano ab-bia abbandonato la [...] vena che dal realismo [...] fantastico; che abbia abdicato al suo ruo-lo [...]. La [...] de Il vento ruota [...] di una scombinata comunità: [...] Luca, un ragazzo che vive [...] il tassista abusivo [...] di Fiumicino a Roma; [...] suo padre, un avvoca-to in [...] minato dalla solitudine e dalla vec-chiaia; [...] Emilia, domestica [...] a propria volta anziana e [...] pazzerella; [...] Carlos, ex stu-dente modello, ma [...] gigolò attempato e disillu-so; [...] Bambi, infermiera giunta a Roma [...] compra-re il sogno di una notte di passioni; e [...] Zeta, vec-chio cane e unico convivente di Luca (in [...] modo o [...] son tutti prossimi alla morte, [...] personaggi di questo romanzo). Poi ci sono il Marziano [...] Marta. Il primo è un [...] da chissà quale altro mondo, che Luca [...] una notte di pioggia lungo i larghi [...] Villaggio Olimpico; la seconda è una ragazzina attraente [...] Morte in persona. A [...] sottilizzare, [...] pure Dio, o chi [...] appare di sfuggita lungo il guardrail della [...] Salaria [...] abiti da ragazzo e con una tanica [...] in mano: come nelle tra-gedie greche, ricopre [...] che risolve tutto. Lo sviluppo narrativo parte [...] Mar-ziano e procede con i tentativi di [...] Mor-te (a Marta, dunque); in mezzo ci sono [...] una Roma abbandonata alla mollezza estiva, ci [...] rubato in un motel, ci sono balli [...] in compagnia di una banda di zinga-ri. Ma tutto si rianima [...] Luca [...] Marco [...] per [...] di trovare un finale [...] consenta al Marziano di continuare a vivere. Da questo momento Marco [...] è autore e personag-gio: [...] suo nome campeggia lì in coper-tina, ma [...] con affanno partecipa alla vita della comitiva, [...] una soluzione degna alla malattia del Marziano. Fino a lanciarsi (nella [...] la [...] drammatica autoironia riscatta la [...] di questo libro) in un amplesso con Marta. Che Marco com-menta così: «E [...] penso: in culo alla morte, ferocemente, e [...] e la musica affondo il colpo. Marta ruota un sorriso beffar-do, [...] dentro di me, come sempre, [...]. Si resta sempre in [...] libro. Talvolta viene voglia di [...] di [...] un gioco troppo rischioso, [...] fini-sce per partecipare il dilemma di ciascun [...] prima di tutto. In più, è un [...] una lingua tanto bella da non te-mere [...] quanto prodotto dalla nostra narrativa recente. Ci sono versi mimetizzati [...] suonare e brillare la lettura, ci sono [...] con la rima e metafore sottili lan-ciate [...] con calcolato disordine, ci sono figure simboliche [...] che saltano da una pagina [...] (per tutto il romanzo [...] cielo piccioni morti che paiono i topi [...] og-getto del desiderio di Luis Buñuel). Non sono piroette meccaniche [...] messi in opera per com-piacere i vecchi [...] del 1963 mettendo in rima cazzo e [...] cuore e amore: sono limature, invenzioni e [...] esaltano e interrogano i dubbi dello scrittore. I quali si riassumono [...] poi è enorme ed è di tutti: [...] morte, come si convive con le mille [...] che tappezza-no ovunque i muri e la [...] Il [...] (che nella trama, ma solo nella trama, [...] Il [...] a Roma di Ennio Flaiano), è il [...] uomo di [...] entrato in crisi; non [...] «funzione»: che [...] realmente per le mani [...] inventa una storia? [...] tradizionale raffigura il romanziere [...] colui che sulle sue creature ha il [...] che, in ultima analisi, dà vita e [...] piacimento. Proprio [...] di bambi-no onnipotente Marco [...] mette al centro del [...] poi [...] diventa uomo e come [...] che ritrovarsi personaggio in ba-lìa degli altri [...] relazioni che fra loro si instaurano. I matti, i fannulloni, [...] han-no recitato negli altri libri di [...] si ribellano [...] lo prendono per il [...] nel loro circo e gli chiedono conto [...] pote-re. E poi? Che cosa [...] Come andrà a fini-re? Chi ci salverà dalla [...] In [...] ospedale ci cu-reranno? Quale medicina sta per [...] la nostra salvezza? Qualcuno deve morire, spiega Marta [...] pagine, perché uno scrittore può giocare a [...] ma non si dà che la mor-te, [...] al proscenio, se ne torni indie-tro senza [...]. E allora la risposta [...] al [...]. Nei Sei personaggi, Pirandello [...] arte trasformando in teatro la realtà; nel Vento, [...] se ne torna a [...] senza medi-cine e con un foglio bianco [...]. Sono passati quasi [...] da quella commedia, come [...] a trasformare la realtà? Dove si comincia, [...] da una notte di pioggia o da [...] NICOLA FANO [...] è il prodotto delle [...] LA POLEMICA. Un errore spiegare la malattia [...] con [...] La genetica [...] della psichiatria Il premio Nobel [...] la [...] partecipando ieri a Madrid al [...] convegno mondiale di psichiatria che lo ha invitato come [...] si è detto convinto che [...] si decidesse a togliere il [...] appoggio alle dittature africane il problema [...] sarebbe per metà risolto». Lo scrittore nigeriano è [...] «molti degli immigrati che lasciano [...] per bussare alle porte [...] sono in maggioranza profughi che se ne [...] paesi di origine per sfuggire alle persecuzioni [...] appoggiati dai paesi europei per interessi [...] e politici». [...] perseguitato in Nigeria dove ha [...] il carcere per poi essere costretto [...] (vive attualmente in Scandinavia), pensa [...] «se invece si appoggiassero le cause democratiche, allora sì [...] il problema [...] sarebbe ridimensionato». Non passa giorno che [...] la notizia del gene della schizofrenia o [...]. La geneti-ca sta diventando [...] le malattie a partire da quelle mentali. Ma le cose non [...]. Non [...] ereditarietà, casomai accade che per [...] persone, più che per altre, è più facile in [...] contesti ammalarsi. Il che obbliga a [...] tutti i modelli di assi-stenza. DAVID [...] qualche anno ormai [...] lunga di un [...] striscian-te nel campo della psichiatria [...] avendo i suoi effetti. Sui media ap-paiono notizie [...] del «gene [...] che ad [...] lettura si rivelano bolle [...] esponenti del mondo accademico non si peritano [...] forma nuova [...] secondo cui la depressione [...] siano in primo luogo «ma-lattie del cervello», [...] di restituire alla psichiatria una voca-zione scientifica [...] dopo anni di «mentalismo». Eppure chi segue il [...] psicologico [...] sa che le divergenze [...] e le modalità di intervento nel campo [...] non so-no poi molto diverse da quelle [...] altre aree del sapere medico. Che ci sono per [...] organiche, che si pos-sono trattare con successo, [...] non è che poi si abbiano co-noscenze [...] quelle che abbiamo ad esempio quando trat-tiamo [...] la sof-ferenza psichica. Per esempio nel caso [...] che [...] vi sia [...] del pancreas di produrre [...] insulina ne-cessaria [...] ma non si sanno [...] per cui il pancreas di una persona [...] certo mo-mento non funzionare adeguata-mente. Si sa che il [...] diffondersi in alcune famiglie, ma non tutti [...] quelle famiglie si ammalano; si sa che [...] fra persone che eccedono di peso, eppure [...] persone che eccedono di peso ne sono [...] inoltre che la frequenza di questa malattia [...] chi ec-cede nel consumo di carboidrati, ma [...] che manifestano un siffatto comportamento alimentare soffrono [...]. Vi sono molte altre [...] pos-sono incidere nello sviluppo della malattia, che [...] e culturali (stress, angosce e paure), e [...] stesso meta-bolismo e sulle abitudini alimentari. Un piccolo esempio rende [...] termini del problema per la psichiatria. Molte ricerche epide-miologiche, che [...] caso rivisitate, confermano che nel caso di [...] sepa-ratamente, se uno dei due si ammala [...] nel 35 per cento [...] o poi mani-festerà gli stessi sintomi. Stabilito che [...] della schizofrenia [...] della popolazione è [...] dello 0,85 per cento, ne [...] che [...] in questi casi, sareb-be di [...] 40 volte superiore alla media generale. Ma è proprio que-sto a [...] far riflettere sulla com-plessità dei problemi. Vi è infatti un [...] monovulari allevati in un ambiente diverso, che [...] cosa che non accadrebbe qualora la malattia [...] puramente genetico (come accade ad esempio con [...]. Se la malattia fosse [...] che si attribui-sce a questo termine nella [...] percentuale dovrebbe essere del [...]. Invece è del [...]. Ciò significa che anche [...] predisposto ad amma-larsi, ove fosse aiutato in [...] ammalerebbe. È solo un piccolo [...] in psichiatria i pro-blemi non siano di [...] a meno che non si voglia dare [...] una connotazione più ampia, come sa-rebbe del [...]. Il fatto che il [...] si ammali e il [...] non si ammali non significa [...] la malattia abbia in parte [...] genetica e in parte è [...] dal-le condizioni sociali, [...] e cul-turali. Significa più esattamente che [...] più che per altre, stante la loro [...] faci-le in determinati contesti ammalarsi, e che [...] non è adeguata-mente curata agli inizi, può [...] un deterioramen-to delle funzioni psichiche della per-sona. Il che obbliga a [...] i modelli di assistenza, di aiuto e [...]. /// [...] /// Il che obbliga a [...] i modelli di assistenza, di aiuto e [...]. (0) (0) ![]()
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