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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1985»--Id 3617234639.

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Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.

[...] / DOMENICA 18 AGOSTO [...] anni non viveva più. Non riusciva a viaggiare, [...] amici, a uscire di casa per lavorare, [...] far la moglie, a far la madre, [...]. Non era più padrona [...]. Quando guidava, pensava sempre ad [...] seguiva automaticamente la vettura che aveva davanti, da una [...] della città. Quando quella parcheggiava, lei [...] tutt'intorno il quartiere dove si trovava, capiva [...] troppo [...] e tornava indietro. Cosi non poteva continuare. Aveva difficoltà a [...] sonno: suo marito già [...] lei, ne sentiva il respiro calmo e [...] chi riposa. Era il sonno di [...]. Lei continuava a leggere, [...] di rimandare più che poteva [...] dei sonno. Leggeva settimanali femminili, senza [...] parole: semplicemente scorreva con lo sguardo sulla [...] foto, sui titoli, restando del tutto indifferente [...] incontrava. Dentro di lei, tra [...] si formava un blocco nervoso che era [...]. Lavorava con ansia: usciva [...] in scuola, tornava con ansia; telefonava, leggeva, [...] quel blocco era sempre lì, come qualcosa [...] una [...] vita, un suo [...]. Cresceva e calava, orse [...] raggi. Questa sensazione modificava ogni [...] suo corpo, e specialmente il sonno. Il suo era un [...] superficiale, arrivava tardi, durava poco, si spezzava [...]. Era il sonno malato [...] debole, che [...] si sarebbe ritrovato più [...] le forze per recarsi ai lavoro. Al lavoro la puoi portare [...] in auto, ma ormai non [...] più [...] alla prima difficoltà si arresta. Come una macchina con [...] che venga lasciata di notte con i [...] mattina non parte più. La puoi far partire [...] con la spinta, ma al primo semaforo [...] spegne e la devi [...] lì. In qualsiasi momento, di [...] «la cosa». Non sapeva bene cosa [...] pensava continuamente. Era quella una delle cause [...] cui non dormiva. A letto, dopo [...] preso due [...] aspettava per ore che il [...] venisse. Aspettando, scorreva i titoli [...]. I titoli dicevano: «La [...] valore della seduzione», «Cos'è il colpo di [...] «La [...] ideate [...] occidentale». Voltava pagina: «Quando lui [...] «Pelle e capelli pronti per [...]. Voltava pagina: -Quando la [...] moglie». Tutto il mondo femminile, [...] in giornali per donne, le passava davanti [...] di non farne parte: quel mondo era [...]. Lei aveva questo blocco, [...] cuore o sullo stomaco. Le altre vivevano: lei [...]. Con la testa appoggiata [...] guardava per ore il giornale che teneva [...] non lo vedeva ondeggiare e sentiva che [...]. Non era sicura di [...] si può riposare anche tenendo volontariamente gli [...]. A volte dimenticava di [...]. Cioè, non lo dimenticava, [...] perché fra poco si sarebbe svegliata di [...] meglio se trovava la luce accesa. In un certo senso, [...] le capitava nel più profondo del sonno, [...] richiamava di colpo in superficie, era ciò [...] ma che si aspettava e che perfino [...] con cura, perche [...] fosse inevitabile. Le palpebre, abbassate per [...] così pesanti che non si alzavano più, [...] diventavano visioni, e lei sentiva venire [...] che somigliava più al [...] sonno, e non poteva farci nulla. Poco dopo, le visioni [...] gli occhi sotto le palpebre si muovevano [...] toccava la fase [...] succedeva «la cosa»: come [...] molla, quel punto più basso di incoscienza [...] ributtava in alto, e lei riemergeva con [...] con un grido strozza» [...] che non si traduceva [...] un senso di spasimo e di convulsione [...] tremare braccia e gambe in una crisi [...] secondi. In quel mezzo minuto [...] specialmente la fronte, vaporava di sudore. ///
[...] ///
Passati quei momenti di [...] riprendeva, il respiro si colmava, riacquistava lucidità, [...] giro. Suo marito era lì, [...] con una preoccupazione in cui si mescolava [...] chiedeva:« Cos'hai?». Lei allungava la mano [...] il bicchiere che aveva lì pronto, pieno [...] sorso, si asciugava la bocca col fazzoletto [...] il cuscino, e rispondeva semplicemente: [...] si sentiva in colpa. Il marito concludeva: «Non [...]. Domani decideremo qualcosa». ///
[...] ///
Sentiva [...] di Mario allontanarsi a [...] e svanire: lui si era riabbandonato, lei [...]. Stava lì, rigida, nervosa, [...] tutto il corpo diffondersi a fiotti le [...] e [...] il cervello; a tratti [...] non avrebbe saputo dire se nel Ferdinando Camon, [...] contadini veneti, ha lavorato nella scuola come [...] aggiornatore del personale docente, ha lavorato nel [...] Regione Veneto, nel campo editoriale e nel [...]. Ha scritto una raccolta di [...] cinque romanzi («Il quinto stato», «La vita eterna», «Occidente», «Un [...] la madre», «La malattia chiamata [...] e una «parabola» («Storia di Sirio»), tradotti in una [...] di lingue. Lavora a un nuovo [...] forse in autunno e si intitolerà probabilmente «La [...] ne offriamo un brano. Camon compirà 50 anni [...] novembre. Vive a Padova, molto [...]. [...] ce la fa [...] FERDINANDO [...] nella voce, e si guardava [...] giro con aria umiliata, di nuovo le rispuntava il [...] di colpa. Non vuoi [...]. Sono stanca». Avevi paura di morire, [...] non riuscivi a parlare. Ti facevano male le braccia?». Sono molto stanca. ///
[...] ///
Ogni notte è come [...]. Va bene?». Io sono molto stanca, [...]. Ora devo andare». Tornava in bagno a [...]. Ci stava mezz'ora. La si sentiva rimestare con [...] mani fra le sue bottigliette; usare lo spray [...] forse lacca [...] battere dei colpi [...] forse la spazzola [...] ma con movimenti maldestri: ogni [...] cadeva qualcosa, un pettine, [...] con un tonfo secco, sul [...] di marmo, o nella vasca da bagno. Allora il suo lavoro [...] un attimo, e in [...] si sentivano i suoi [...]. Dopo mezz'ora usciva. Non si era [...] sono chiuse in bagno [...] proprio corpo lo lavorano, Io nascondono, lo [...] con frenesia, con gioia, con rabbia; quelle [...] più voglia di vivere lo guardano e [...]. Dopo mezz'ora, escono dal [...] con gli occhi gonfi. Perciò sugli occhi, già [...] dal bagno, calano un paio di occhiali [...]. Guardate le donne con [...] nascondono un dramma, il buio dietro le [...] in cui si ritirano. Ogni dramma di donna [...] fare con la [...] femminilità, e in definitiva [...] sessualità; perciò è sempre un elemento di [...] dì seduzione. Per strada o in [...] donna con gli occhiali scuri [...] operaia o impiegata [...] viene subito individuata e [...] qualcosa di diverso. Già in casa, appena [...] non era possibile non guardare Michela che [...] corridoio con [...] occhiali sugli occhi. Il marito la guardava [...] con preoccupazione: non [...]. La figlia, ! Sulla porta la moglie [...] raccomandazioni:« Non fare tardi stasera. [...] a Barbara che torni per [...]. Lei apriva la porta [...]. Il marito la sentiva [...] pianerottolo, proprio a lato della porta, chiamava [...] con uno scatto, e saliva scorrendo lungo [...] altri due scatti si" arrestava e spalancava [...]. Ecco i passi di [...]. ///
[...] ///
Lei tornerà verso [...] e trenta, oggi ha cinque [...] di lezione. Fra poco sarebbe uscito [...] insieme con la figlia Barbara. Ma lui sarebbe tornato [...]. Per tutto il giorno [...] pensare ad iI Disegno di Giulio [...] aveva dormito o no. Per tutta [...] notte la [...] bocca manteneva una piega amara, [...] gli angoli ali in giù. Alla mattina alle 7 [...] della sveglia. Lei allungava una mano per [...]. Poi restava a letto [...] minuto. Aveva un respiro pesante, spento, [...] lamento. Piangeva subito, appena svegliata: [...] e le veniva da piangere. Alla fine accendeva la [...] alzava a sedere sulla sponda del letto, [...] al marito. Il marito la guardava. Aveva lunghi capelli neri, [...] e alla mattina aveva un odore [...] pelle, un odore sensuale. Restava così per qualche [...] come per raccogliere le forze. II marito la seguiva [...] fin sulla porta, poi si alzava a [...] in cucina a preparare il caffè. Dopo qualche minuto Michela [...] entrava nella stanza della figlia per [...] poi si recava in [...] sedeva davanti alla [...] tazza. Non diceva nuda. Il marito pensava che forse [...] le avrebbe fatto bene, [...] a [...] il ricordo della crisi notturna, [...] prima che si fosse cancellato. Cominciava col [...] «Come stai?». Invariabilmente, lei rispondeva: «Sono [...]. Lei staccava la tazzina [...] metteva giù, si girava lentamente, sempre con [...] agli angoli della bocca, che ormai diventava [...] connotato naturale. Aveva un [...] o fatta bella; si era [...] vestita. Una donna che ogni [...] bella, cioè si sforza di adeguare il [...] suo concetto di bellezza, ha voglia di [...]. Quella che non lo [...] ha più, si lascia andare, è perduta. Michela aveva perso la [...]. Le altre donne, quelle [...]. Ma una parte di luì [...] sempre rimasta [...] stratta dal lavoro, come [...] sente, perché in realtà con-i [...] disturbata dal pensiero della moglie, un( pensiero che poteva [...] così: anche oggi tutto» andrà come sempre, si [...] a sera, ma se per. ///
[...] ///
Ma una parte di luì [...] sempre rimasta [...] stratta dal lavoro, come [...] sente, perché in realtà con-i [...] disturbata dal pensiero della moglie, un( pensiero che poteva [...] così: anche oggi tutto» andrà come sempre, si [...] a sera, ma se per.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


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(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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