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[...] / SABATO 7 SETTEMBRE [...] non so [...] voglia sia questa, ogni volta [...] torno in Sicilia, di [...] girare e girare, di percorrere [...] lato, ogni capo, inoltrarmi [...] sostare in città e paesi, [...] villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie Bersone, [...] nuove, na voglia, una smania [...] non mi lascia star fermo [...] posto. /// [...] /// Ma sospetto sia questo una [...] d addio, un [...] vedere e toccare prima che [...] dei due sparisca. Fu così che girando [...] ai Comiso. Andai di primo mattino [...] centrale del campo a vedere quel blocco. [...] era fatto sì e [...] ragazzi, accovacciati a semicerchio per terra in [...]. Volevano così impedire ai [...] agli operai di entrare nel campo. Era agosto, ma alle [...] era fresco, e tutti avevano maglie, giacconi, [...] le teste di capelli ricciuti. Alcuni avevano tute o [...] sul petto e sulle spalle grandi croci [...]. Le ragazze portavano giacchette [...] e specchietti o il grande foulard palestinese [...]. Sul muro di mattoni [...] spinato e da un filare di eucalipti [...] erano scritte di calce o appesi striscioni [...] PACE, AMSTERDAM CONTRA MILITARISMI TESTATE NUCLEARI -CARCERI SPECIALI -E QUESTA LA GUERRA CONTRO I PROLETARI, VOGLIAMO VI-, VERE -VOGLIAMO AMARE -DICIAMO NO ALLA GUERRA NUCLEARE. Erano ancora tutti assonnati, [...] assonnati poliziotti e carabinieri che chissà in [...] erano stati fatti partire dalle caserme di Ragusa [...] Catania. Erano giovani anch'essi e [...] divise cachi o azzurre, tagliate da bandoliere [...] in piedi davanti al cancello, a fronteggiare [...] semicerchio accovacciati per terra. I quali mangiavano, si [...] bottiglie, pomodori, fichi, racèmi. [...] sullo spiazzo di terra [...] stoppie, da un capo [...] di quei semicerchio, e [...] di giovani e volevo capire chi era [...] ne riconoscevo qualcuno. Ma nessuno, sembravano tutti [...] luogo di cui non avevo [...]. E mi sembrava [...] estraneo, che fra me [...] si aprisse un fossato, un vuoto di [...] spazio, ch'io fossi capitato in quel luogo [...] o da una lontananza infinita o questi [...] dal nulla. Fu allora che mi [...]. E mi corsero incontro [...] paese, lì alle falde dei [...] figli o nipoti di [...] compagni. /// [...] /// Antonella, Francesco, Rino, Grazia, Saro. Mi fecero festa, e [...] avevano bisogno di qualcosa. Mi risero come a [...] a uno zio [...] so. Ma era un modo forse [...] mio per [...] avevano colmato [...] vuoto che mi teneva lontano [...] avevano saldato qualcosa di rotto. Arrivarono le impastatrici coi [...] sopra il cassone e i camion degli [...] entrare. Gli operai dicevano che [...] portare da mangiare ai figli, che diritto [...] il lavoro? Arrivava intanto altra gente, [...] abate di Roma eh era stato sospeso. E arrivavano ancora furgoni, jeep, [...] polizia e si [...] degli [...] che doveva telefonare a Roma. Tutti dissero no, no! I militi scesi da [...] si schierarono ai margini dello spiazzo, con [...] a tracolla e manganello in mano, [...] degli alberi. Gli eucalipti dalle chiome [...] tronchi e i rami fibrosi qua e [...]. Sono maligni questi alberi, [...] che scovano ovunque e succhiano acqua, fanno [...] deserto, bruciano erbe e cespugli. I politici si mìsero [...] questore, i ragazzi a scandire gli slogan. /// [...] /// II sole era alto [...] dai campi vapori che a poco a [...] il cielo pulito del primo mattino. I ragazzi cominciarono a [...] camicie; a chiedere bibite, acqua. I deputati parlavano ancora [...] cercavano di [...] a non entrare. Fu invece il questore [...] i quali allora cercarono di convincere i [...] un varco e far passare il questore. /// [...] /// Dietro il muro di [...] spazi del filo spinato [...] teste di Americani che [...] e riprendevano con la cine-, presa. Aiutato dai militi, alla [...] nel suo [...] Consolo è nato a Sant'Agata [...] Militello nel 1933, marinaio (Einaudi, 1976), al quale [...] La ferita ma dai 1968 abita e [...] Milano. II suo romanzo di [...] (1977). È Invece di [...] successo è stato II sorriso [...] una favola teatrale ambientata nella Palermo settecentesca. [...] VINCENZO [...] magra, col collo insanguinato; [...] specchietto, Saro, Aldo e Rino a torso [...] gonfie, rosse e viola di manganellate. E trovarono la borsa di [...] con dentro una bottiglia a cui [...] avidi. Antonella [...] a singhiozzare, a piangere, e [...] poteva fermarsi. Comprammo In paese alcool, [...] di iodio. Comiso, in quel [...] era folgorata dalla [...]. Sembrava uno di quei [...] di cicala che da bambino in campagna [...] tronchi degli ulivi. Deserti i vicoli, le [...]. Solo nella piazza principale, [...] Fonte Diana, alla breve ombra di uno steccato di [...] aste nel [...] erano seduti dei vecchi, [...] addormentati. Stavano, con le scoppole [...] gli occhi semichiusi. Forse stanno sempre così, [...] e giorno. Non dormono per paura [...] più, per non perdere, col sonno, il [...] tempo, e leniscono la stanchezza per [...] con questi occhi semichiusi, [...] sonno o [...] questo perenne [...] un modo per allungare [...] la morte. Tutto attorno alla piazza, [...] di palazzi color rosa antico, oro vecchio, [...] bar, pasticcerie, tabacchi, cartolibrerie, sedi di partiti, [...]. Oltre le quinte, da una [...] e [...]. Comprai i giornali e chiesi [...] negoziante, che mi scrutava [...] se aveva un libro di [...] un qualsiasi libro [...] Comiso. Contento allora,! Lo; sfogliai e vidi [...] sorta di florilegio, [...] di scrìtti dei figli [...] paese: poeti, scrittori, pittori, storici, uomini politici, [...] intellettualità. [...] era di un elegante scrittore [...] vive [...] a Comiso. Diceva: «Ahimé, [...] è una patria [...] grande e fredda per [...] quali siamo noi, un teatro smisurato dove [...] non [...] eco, né hanno suono [...]. Il paese, viceversa, ci restituisce [...] nostra misura di uomini, dà un senso e una [...] alla nostra persona, ci [...] ca, ci garantisce, non fosse [...] una lapide». I ragazzi mi dissero [...] come potessi spendere tanti soldi per un [...]. Risi: non potevo spiegare [...] queste storie locali [...] me piene di fascino; [...] sembravano) arcipreti, medici condotti, speziali, avvocati, bibliotecari, [...] quelli insomma che avevano scritto la storia [...]. Libri più veri e più [...] di tante [...] generali, di tanti trattati, di [...] noiosa. Aspettammo e] aspettammo lì [...] in piazza arrivavano» altri ragazzi, veneti, roma-; [...] tutti segnati da ferite, da man-i [...]. Si sedevano sui gradini della [...] sulle soglie delle case, ai bar, bei [...] parlavano concitati tra loro. La gente di [...] sembrava sparita, [...] solo i vecchi, là [...] che man mano spostavano le sedie inseguendo [...]. Dopo oré arrivarono anche Grazia [...] Francesco, ci dissero che erano stati portati dentro il [...] poi [...] caserma, [...] no stati interrogati, [...] ti e quindi rilasciati con [...] di sparire da Co? [...]. Li lasciai raccomandando di [...] a casa, ché tanto a Roma il governò era deciso a [...] duro su Comiso. /// [...] /// Corsi sulla strada per Modica, [...] di Ispica. Per gli stretti tornanti [...] Iblei che sovrastano Comiso, lé ruote stridevano. Mi fermai a una curva, [...] sorta di balcone ombreggiato dà carrubi, da cui si [...] tutto il paese. Vidi [...] dei vicoli, le piazze, [...] le [...] voli chiese, il castello, [...] ai margini, [...] dei missili là in [...]. Nel cielo, sopra il [...] si librava una grande [...] la giallastra, una nuvola si [...] per le plastiche delle serre e i rifiuti che [...] vano da qualche parte. [...] po una sosta a Modica [...] in una chiesa barocca in cima a [...] scalinaté attratto da un suono [...]. Dentro non [...] nessuno, non vedevo neanché [...] e contro il [...] fitto, al di sopra del [...] da un finestrone [...] volavano [...] giunsi poco prima del [...] monto a Cava [...]. Percorsi il cammino che si [...] per un lungo traU [...] sul ciglio di una parete [...] profonda e lunga vallata dov'erano le migliaia di grotte [...] le abitazioni, le chiese" le [...] della preistoria, della storia più [...] dei Siculi, dei Greci, dei Romani, dei Bizantini. Un cammino bordato dai [...] agavi, dagli ulivi, dai fichi, dai pistacchi. Raggiunsi la necropoli bizantina su [...] alto, una piattaforma eminente come la [...] fra una vigna e un [...] di màis. Arrivò anche il questore, [...] in giacca e cravatta, i capelli bianchi [...] in metallo. Si mise a dire [...] grigio chiaro, riuscì a [...] del blocco, a varcare il cancello e [...]. Urla e fischi si [...] alcuni [...] e protestarono coi politici. I militi davanti al [...] le mani ai fianchi; quelli [...] schierati ai margini dello [...] viso la celata di plastica, alzarono davanti [...] scudi. Si fece poi calma [...] poco, calò su tutti la noia e [...] come [...] che già gravava sulla [...]. Cominciarono a fri-nire le [...] lontano. Anche i militi si [...] allentavano le cinture, sbottonavano le [...]. Non accadeva più niente, [...] immobile. Poi radioline e mangianastri diffusero [...] e ragazze e ragazzi [...] e si misero [...] a ballare. Ballavano a ridosso dei [...] e si schermivano. Gli Americani da dietro [...] scomparsi Le ragazze si misero a parlare [...] i poliziotti [...] davanti al cancello e [...] giù in fondo. Arrivavano intanto cibo, bevande, [...] spariva in un attimo. Io cercai i miei [...] vidi là seduti a [...] avevano panini né altro. Corsi allora alla macchina [...] il centro di Comiso. Al ritorno, mi stavo [...] del blocco, con la borsa [...] quando vedo il questore [...] sotto gli eucalipti, che, congestionato, gesticolava, dava [...]. Mossero subito quelli del [...] scudi e manganelli Caricarono alle spalle. Quelli davanti al cancello, [...] contro i ragazzi, che non ebbero il [...]. Picchiarono e picchiarono, con [...] cuoio, sopra teste, schiene nude, braccia dei [...] fra due schiere. Urla si sentirono, lamenti, [...] polvero-ne si levò dalla terra. Riuscirono solo ad alzarsi [...] quelli ai lati, a inoltrarsi e nascondersi [...] di màis. Sparavano intanto lacrimogeni, e [...] nuvolette. Inseguivano e picchiavano tutti, [...]. Sto la impalato a Bardare, E vidi una donna Ha scaraventata per terra e picchiata; [...] giovanissimo carabiniere [...] e che piange, un poliziotto [...] sta per sparare, quando un altro a calci [...] gli fa cadere l'arma di [...]. Vidi che afferravano per [...] a calci e spintoni facevano salire sui [...] Mi sorpresi trasognato a chiamare, a urlare: «Antonella. Rino, Saro! Ma in quel momento [...] me una schiera di militi che inseguiva [...] allora la macchina, da [...] arrivarono i miei paesani sanguinanti, pallidi, storditi. Vedevo [...] accanto a [...] linea, in simmetria o [...] antagonismo, si ergevano le eccelse cupole e [...] chiese barocche della Matrice e [...]. Ci sedemmo al caffè Diana, [...] degli archi di donna Pippa. Non vollero né panini [...] ragazzi ma solo acqua e granite al [...] granite per estinguere [...]. Aspettavamo là immobili, anche [...] vecchi, aspettavamo di sapere di Grazia e Francesco. I ragazzi si stavano [...] le sedie. [...] a un certo punto e [...] tomba, un po' per gioco [...] un po' per [...] riposò e frescura. Supino, guardavo il cielo [...] si faceva violaceo e [...] man mano. /// [...] /// Supino, guardavo il cielo [...] si faceva violaceo e [...] man mano. (0) (0) ![]()
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