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Tra i presenti, soprattutto Romanò [...] Vittorio Sereni [...] restano affascinati [...] costante su un fondo di [...] del racconto, come Sereni stesso scriverà a Chiara, in [...] delle lettere con cui lo inviterà a mettere la [...] storia per iscritto e a [...] avere. Il racconto, grazie [...] dei due amici, verrà [...] 1958 sul «Caffé» di Giambattista Vicari: rivista [...] e «irregolare», che negli anni cinquanta privilegia [...] umoristico, ludico e irriverente. Chiara vi si inserisce [...] un certo periodo la [...] collaborazione. Ma [...] milanese e [...] sul «Caffé» segnano anche [...] di una fortunatissima carriere narrativa. Dai racconti pubblicati sulla [...] Chiara sviluppa la [...] opera prima, «Il piatto [...] Mondadori nel 1962, per iniziativa di Sereni, [...] dal novembre 1958 direttore della Casa. La presenza di Chiara [...] «Caffé» [...] diminuendo in assiduità e [...] ai suoi successi di narratore e di [...]. Tutta questa vicenda viene ricostruita [...] affettuosa precisione da Federico Roncoroni [...] a una raccolta di scritti [...] appunto a quella collaborazione da Roncoroni stesso [...] con puntuali note. Scritti diseguali, ma non [...] dalla miglior vena dello scrittore. Sono racconti provinciali di [...] in Svizzera durante [...] guerra, cronache satiriche del [...] commentate, divertite note di costume, pagine autobiografiche, [...] Rabelais, eccetera. La vicenda del «Caffé» evidenzia [...] una «scoperta» letteraria del Sereni editore, che partecipa di [...] più vasta esperienza e di una lontana stagione. La stagione cioè che [...] anni trenta vede una folta e agguerrita [...] letterati in particolare, svolgere un rilevante lavoro [...] italiane, a diversi livelli di organigramma aziendale [...] libraria. Nel rapporto tra Sereni [...] Chiara [...] ritrova infine un significativo intreccio di simpatia [...] appartenenza [...] e iniziativa editoriale: significativo [...] che ci appare davvero lontana. /// [...] /// [...] del cacciatore John Douglas NOVITÀ [...]. Se siete un maschio [...] tra i venticinque e i [...] magari piccolo di statu-ra, [...] pelle sciupata [...] o, peggio ancora, balbuziente, [...] a non circolare per gli Stati Uniti [...] un Maggioli-no [...]. Potreste incappare in una [...] dalla sezione speciale istituita [...] per stanare i serial [...] esponenzia-le agli inizi degli anni Ottanta. Que-sta una delle lezioni che [...] ricavano da [...] (Rizzoli, p. Ancora: se il vostro [...] a letto, tor-menta gli animali e gioca [...] cercate a) di non [...] sapere a nessuno, se [...] italiana, o ebrea; b) di [...] di nuocere ricorrendo a [...] di carce-razione preventiva, se vi sentite cit-tadina [...] ma-dre. Perché il piccolo manifesta [...] Douglas definisce la «triade omicida», cioè i sintomi [...] prima infanzia permetto-no di discernere il serial [...]. Ma attenzione, perché pro-prio [...] pro-tettiva, o «traditrice», è spesso re-sponsabile dello [...] che trasforma un piccolo bruttino e insicuro [...] e strangolatore di donne. [...] arrivato, Douglas, a que-ste [...] Esercitandosi [...] tratteggiare il «profilo psicologico» degli assassini mossi [...] legate alla sfera ses-suale, che scelgono le [...] caso, senza un movente ricono-scibile, e tendono [...] in modo compulsivo. Per [...] ha frequentato le carceri do-ve [...] rinchiusi i pluriomicidi, [...] a lunghi interroga-tori, compilando addirittura [...] ad hoc, compiendo quindi una ricerca [...] sul campo. Senza avere nessuna pre-parazione [...] della carriera, lavorando in modo sostanzialmente empirico. Con ottimi risultati, però. Dei quali si avvalgono [...] un decen-nio non solo le polizie dei [...] ed europei, ma anche scrittori e sceneggiatori [...] entusiasmo del pubblico per [...] postmoderna, reale e immaginaria, [...] di Il silenzio degli innocenti, libro e [...] (Proprio [...] John Dou-glas è ricalcato il personaggio di Jack Crawford, [...] della squadra di agenti federali di cui [...] Claire [...] Foster). Forte di indiscutibili dati [...] come quasi sempre il colpevole di reati [...] gravi a sfondo sessuale, rila-sciato dal carcere [...] o [...] psichiatrico per avvenuta guarigione, [...] impresa delittuosa non appena si presenti [...] propizia, sen-za curarsi delle [...]. In preda a una coazione [...] ripetere che la scienza psichiatrica è maga-ri in grado [...] diagnosticare e con-trollare [...] ma del tutto impotente a [...]. Douglas non si dilunga [...] o meno di dichiarare malati [...] mente gli autori di imprese così orripilanti da suffragare [...] dia-gnosi di pazzia, si limita a [...] pericolosità e a ribadire la [...] di [...] dal consesso civile. [...] a ergastoli plurimi o, [...] morte. Come arriva, Douglas, a [...] E soprattutto, come riesce ad assicurare alla giustizia [...] recidivi, mol-to spesso dotati di un quoziente [...] alla media, privi di senso di colpa, [...] un motivo apparente, scegliendo le loro vittime [...] Proprio studiando le vittime e ana-lizzando la «firma» [...] di criminale trae soddi-sfazione, oltre che [...] di ucci-dere in sé, [...] le cui caratteristiche, co-me quelle di [...] per-mettono di riconoscere [...] come suo. In quale modo la [...] dalla tipologia della vittima e dalla messa [...] al profilo psicologico del killer non viene, [...]. Perché [...] stesso non lo sa [...] ha organizzato i dati in suo possesso [...] una vera e pro-pria teoria, si basa [...] di «sesto senso» acquisito con la pratica. Ci fornisce solo alcune [...] difficile che un killer di razza bianca [...] e viceversa; [...] è spesso preda di [...] onnipotenza e di un desiderio di protagonismo [...] a reagire ai giudizi dei mass media, [...] alla scena del delitto, o delle indagini, [...] forze di polizia; alla base di un [...] un odio generalizzato verso [...] solito donna, o bambi-no) dovuto alla presenza [...] materna (o sostitutiva) onni-potente e castrante o [...] in poi, o un [...] assoluto nei confronti della vittima medesima, che [...]. Ma, mentre ci fornisce [...] della mente omicida, Douglas, senza [...] svela an-che parecchio sulla [...]. Necessariamente «con-tigua» a quella [...] motivi pratici -la necessità di frequentare i [...] il proprio lavoro -sia perché è pro-prio [...] cui si ac-cennava sopra ad avviare chi [...] professione di cac-ciatore. Douglas ci racconta di [...] ed emotivo dovuto [...] forzata con i mostri, [...] difficile se non proprio [...] con la legge, di una certa diffi-coltà [...] la moglie prima e dopo il matrimonio, [...] confronti del mondo dello studio e del [...] risolve proprio quando, a 25 anni, trova [...] che gli permette di convogliare fru-strazione e [...] compito socialmente utile. E non solo Douglas, ma [...] alcuni dei suoi colleghi più abili, hanno pro-blemi con [...] regolamento interno, [...] o [...] sesso: uno di es-si, [...] Ray, sopravvive per miraco-lo [...] di due sicari assol-dati dalla [...] della [...] vita. La quale, da femmina [...] nello spazio di una not-tata, in angelo [...] che nella mente [...] di scienza comportamentale albeggi [...]. [...] facile immaginare, Dou-glas, che [...] a contatto con il Male nelle sue [...] non solo è favo-revole alla pena di [...] riesce a trattenere espressioni di soddisfazione tutte [...] può annunciare [...] esecu-zione di qualche mostro. Senza rendersi conto che [...] serial killer venissero prontamente gasati o fritti [...] a lui e agli altri membri della [...] a mancare la mate-ria prima dello studio [...] cioè la possibilità di indaga-re dal vero [...] che intendono smascherare. La storia che Douglas [...] di una vita condotta [...] pionieristica: non diversamente dai [...] folklore americano alle prese con gli indiani, [...] o la crimi-nalità organizzata, [...] di [...] si sposta incessantemente sul [...] non, inse-guendo sempre nuove incarnazio-ni del principio [...] Male [...] è ben deciso a combattere, trascurando per [...] figli, vita so-ciale, amicizie, e rischiando ripetu-tamente [...]. Sorretto soltanto dal manipolo [...] ci hanno abituati il cinema e la [...] storia, degli Stati Uniti. Al punto che alla [...] dei capitoli del libro, precisa: «Ho ribadito [...] aiutanti che dovremmo ispirarci al Cavaliere solitario, [...] collaborato con la giustizia, [...] silen-zio». E riporta il seguente [...] rivelatore: Chi erano quegli uomini mascherati? Si [...] questo proiettile [...]. Quelli? Oh, venivano da Quantico [...] corsivo è [...]. Sommando tutti questi indizi [...] certa tendenza [...] valutando [...] di sfiducia [...] verso le istituzioni, da [...] quella giudiziaria, rile-vando per contro il suo [...] giurie, restie a dichiara-re incapaci di intendere [...] i mostri grazie a un sano buon [...] voglia di prendere con le molle le [...] conclusioni che Douglas trae dalle proprie esperienze [...] più che la suspense del racconto non [...] quella dei romanzi di successo che tratta-no [...]. Se non fosse che [...] libro, mai tradotto in Italia, The [...] Me, di Ann [...] si scopre che Ted [...] il se-rial killer forse [...] guidava proprio un maggioli-no [...] aveva un quozien-te di [...] alla media, una madre che [...] ingannato, difficoltà di rap-porti [...] e un grande desiderio di autoaffermazione, spostato, [...] subito dalla prima fidanzata, [...] criminale. Negli anni Set-tanta [...] uccise dozzine di donne [...] te-nendo in scacco per [...] e le autorità giudiziarie, orga-nizzando efficacemente in [...] propria difesa, prima di venire definitivamente incastrato [...] morte. Probabil-mente, se la [...] di Douglas fosse stata [...] quegli anni, [...] non avrebbe avuto vita [...]. [...] si smarrisce e ricompare il [...] Figurazione esemplare del mostro, il serial killer occupa [...] contemporaneo una posizione estrema. Egli è infatti [...] altro, la soglia figurale del [...] oltre la quale questo non è più nemmeno rappresentabile. In questo senso definisce [...] dei nostri sistemi di classificazione, la metafora [...] si tenta di dire ciò che non [...] che è solo raffigurabile, mostrabile e che [...] si esprime nella figura del mostro e [...] mostruoso. Disincantato abitatore della metropoli, [...] intelligenza superiore alla media, afflitto da una [...] narcisista, inguaribilmente malato di [...] delle donne e quindi stupratore. Il serial killer è [...]. Ma soprattutto, egli è [...]. È [...] infatti [...] che contiene insieme tutte [...] esprime in forma radicale, e soprattutto altamente [...] negativa del «tipo». Che fa riaffiorare nel [...] modernità, il fantasma più arcaico tra quelli [...] occidentale. Così, [...] mito del cannibale ci [...] inatteso e perturbante, come un feroce assassino [...] improvvisamente da un immateriale «angolo» internet. Sul valore simbolico del [...] stati versati fiumi [...]. È interessante notare però [...] periodicamente nella nostra, e anche in altre [...] momenti di crisi, di smarrimento epocale, quando [...] fa il bisogno di serrare le fila [...] e più urgente è [...] separare noi dagli altri, il bene dal [...] di mente da coloro che nella mente [...] come in un labirinto. È in questi frangenti [...] diventano necessari per custodire [...] dei confini del noi, [...] loro assoluta mostruosità [...] rovesciata della nostra assoluta [...]. E nessun mostro è [...] un cannibale. Non a caso la [...] mostri [...] compresi gli orchi delle [...] ante [...] come Barbablù -conta un [...] cannibali. A partire dal loro [...] feroce protagonista della «Tempesta» di Shakespeare, il [...] assassino e stupratore potenziale, [...] non è che [...] di [...]. Questa lunga galleria, attraverso [...] tradizione orale, il cinema e gli altri [...] di massa giunge fino ai nostri giorni [...] cannibali il ruolo di trasgressori esemplari e [...] di feroci custodi dei nostri confini morali. Negazione [...] e [...] come essenza della vita [...] per il cannibalismo il corpo è essenzialmente [...] corpo ridotto, corpo umiliato e interiorizzato. Il cannibale mangia il [...] per accrescere la propria vita attraverso [...]. In quanto tale esso [...] estrema di comunicazione con [...] e per questo diviene [...] socialità mostruosa, paradossale, di un eccesso della [...]. Metafora speculare e rovesciata [...] della comunicazione generalizzata come questa di fine [...]. In questo senso una paradossale [...] sembra riflettere nella serialità delle efferatezze perpetrate dai vari Hannibal the [...] quella stessa serialità che governa [...] forme della comunicazione contemporanea: una [...] del corpo individuale «mostra» una [...] del tempo e del corpo sociale. Un rompiscatole tra le [...] Quando [...] rappresentata per la prima volta alle feste Dionisie [...] a. Stia-mo parlando delle Nuvole [...] Ari-stofane [...] appare nella collana della Fondazione Lorenzo Valla [...]. [...] lire 48. Il filosofo assi-so nel [...] le nuvole è Socrate, tutto assorto nella [...] dei salti della pulce. Le Nuvole risultano come [...] conflitto tra tradizione e modernità, tra sug-gestioni [...] e fe-deltà ai valori della polis in [...] Atene era impegnata in uno scontro mortale [...] Sparta. Allora, nel 423, il [...] svolgersi in un teatro; do-po venticinque anni, [...] dissidio fu risolto con la cicuta. /// [...] /// Quei filosofi per le [...] Tra [...] accuse rivolte da Aristofane a Socrate [...] quella di insegnare come [...] Discorso In-giusto su quello Giusto, aprendo così [...] un esiziale relativismo etico. Il rimprovero, storicamente, fu [...] ai sofisti, quei filosofi che nel V [...]. Su I sofisti Mario [...] scrisse nel 1949 un [...] anni dopo fu tradotto in in-glese e [...] ormai introvabile, viene riproposto dalla Bruno Mondadori [...]. [...] ascrive a pieno titolo [...] grande esperienza del pensiero greco che rappresentò [...] tentativo per «giustificare da sè e per [...] mondo», senza demandare ad un altro la [...]. E ai sofisti toccò [...] ra-gionare sul problema uomo e sul-la [...] possibilità, attraverso la ra-gione, [...] del proprio destino di fronte a quegli [...] percorro-no la realtà e si riflettono [...] di ogni soggetto umano». /// [...] /// La sconfitta di Archimede Euclide, Archimede [...] poi? Poi, il nulla o quasi: la [...] in quei due no-mi [...]. Una prospettiva che viene [...] Lucio Russo, matematico e cultore del mondo greco, [...] La rivoluzio-ne dimenticata (Feltrinelli, p. La [...] tesi è che la [...] moderna va re-trodatata di duemila anni, fino [...] IV secolo a. Ma, a detta [...] ciò che rende at-tuale lo [...] della scienza anti-ca, è la [...] tragica fine che ha cancellato [...] nostra prospettiva di uomini moderni [...] ingenua e pericolosa, di un [...] con-tinuo e automatico [...] assicurato in particolare dallo svi-luppo [...]. Per concludere che «chi [...] difendere la razionalità scientifica dagli at-tacchi che [...] mettono in forse il futuro deve essere [...] tratta di una batta-glia che un giorno [...] per-duta». /// [...] /// Per concludere che «chi [...] difendere la razionalità scientifica dagli at-tacchi che [...] mettono in forse il futuro deve essere [...] tratta di una batta-glia che un giorno [...] per-duta». (0) (0) ![]()
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