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[...] sulla [...] quattro circa del pomeriggio passai [...] Virginia occidentale, e feci la [...] curva che porta al tunnel che passa sotto la [...]. Ero già passato [...] volta per quella strada [...] entrando nel tunnel rallentai a dieci miglia [...]. Ma -pur andando così [...] di ogni altra volta, di mettere sotto [...]. Le cose andarono così. La strada di asfalto [...] era bagnata di pioggia, aveva piovuto tutto [...] ora vi si sdrucciolava come fosse ghiaccio. Per di più era [...] nero e una pioggia costante e fitta [...] a fari accesi. Quando cominciai il tunnel, [...] color crema fece rapidamente la curva [...] parte. La curva era così [...] ero nemmeno riuscito a vedere i suoi [...]. Il tunnel, era breve [...] sufficiente per il passaggio di due macchine [...] mi rendessi conto del rischio, [...] fu davanti a me [...] ruote anteriori. /// [...] /// Iva mia macchina, benché [...] dieci miglia, slittò prima verso il camion, [...] il volante, verso il muro. /// [...] /// Potei vedere la faccia [...] autista, il gonfio del tabacco sulla [...] guancia e gli occhi [...]. Ricordo di [...] sperato inghiottisse quel tabacco e [...] soffocato. Misi in moto la [...] la prima. Fu allora che vidi [...] volta un uomo in piedi, davanti alla [...] più in là della ruota anteriore. Fu un colpo [...]. Per prima cosa pensai [...] nel tunnel dopo che mi ero fermato. Ero certo che prima [...] trovava lì. Poi notai che stava [...] la mano alzata, facendo il gesto di [...] un passaggio. Se fosse venuto dentro [...] avrebbe presentato la fronte; non si sarebbe [...] parte a guardare il muro davanti. Evidentemente io non [...] investito per [...] ed evidentemente egli non se [...] accorto. Non si era accorto [...] ero lì. Mi fece rabbrividire. Mi vidi davanti la [...] uomo che giaceva piegato sotto una ruota [...] stavo chino su lui, vicino alla mia [...]. Gli gridai: «Ehi! Chiamai più forte. Non volse neppure il [...]. Stava là, fermo, con [...] aria. Era come in una storia [...] Bierce in cui il fantasma di un uomo esce [...] per apparire in un solitario [...] di una buia strada di campagna. Il mio clacson è [...] se un po' rauco e sapevo che [...] raddoppiato il suono. Premetti il bottone e [...] potevo. O [...] o si trattava proprio [...]. Bene, non si trattava [...] ma non saltò nemmeno. E non perchè fosse [...]. [...] benissimo il clacson. Era come immerso in [...]. Il clacson sembrò [...] solo gradualmente, come se la [...] coscienza fosse caduta in un suo abisso interno. Girò lentamente il capo [...]. Era un uomo tarchiato, sui [...] con lineamenti molto marcati, un volto ordinario con un [...] grosso e carnoso e una bocca piuttosto grande. Non sarei capace di [...] era gentile o brutale, intelligente o stupido. La faccia non diceva [...]. Era solo una faccia [...] di pioggia, che mi guardava con occhi [...]. Una faccia di uno che [...] nel pozzo di una miniera alle 6 di mattina, [...] che viene fuori da [...] o da una fonderia dopo [...] ore di lavoro pesante. Non riuscivo a definire [...] annebbiata del suo volto. Non aveva lo sguardo vitreo [...] o quella luce selvaggia che ho visto una volta [...] pupille di una donna pazza di rabbia. Mi faceva solo pensare [...] che avevo conosciuto, uno che era morto [...]. Nei suoi occhi negli [...] lo stesso sguardo smarrito, lontano, come se [...] di [...] ci fosse il moto [...] remote. Fu questo stesso sguardo che [...] vidi [...] sulla strada. Quando infine avvertì del [...] clacson, [...] si girò decisamente verso [...] e venne verso la porta interna. Il meno che mi [...] stato che egli dimostrasse sorpresa nel vedere [...] pericolosamente vicina. Ma non mostrò alcuna [...]. Camminò lentamente; come se [...] un suo meditato proposito; poi chinò il [...] dentro la mia macchina e disse : [...] Può [...] un passaggio, amico ? »Vidi i suoi [...] alle estremità e macchiati di giallo del [...]. La [...] voce aveva un timbro [...] e [...] lento e incerto dei [...]. Nella Virginia occidentale parlano [...]. Pensai che doveva essere [...]. Guardai i suoi vestiti, [...] una camicia azzurra da lavoro nuova e [...] bagnati di pioggia. I suoi indumenti non [...] a capire con chi avevo a che [...]. Devo essere stato occupato nelle [...] supposizioni abbastanza a lungo, perchè ripetè la [...] domanda : « Vado a Weston [...] Va anche lei di là [...]. Quando mi parlava, io [...] occhi. Non erano più appannati, [...] bruni, umidi. Non sapevo cosa rispondere. Non mi piaceva [...] salire, [...] mi aveva innervosito, e me [...] volevo [...] via da lui e dal [...]. Ma lo vidi che [...] paziente e umile. La pioggia continuava a [...] e egli stava lì chiedendo un passaggio [...] mia risposta. Mi vergognavo di [...] di no; e poi, [...] : « Venga dentro » gli dissi. Si sedette accanto a [...] ginocchia un pacco di carta scura. Uscimmo dal tunnel. Da [...] a Weston ci sono [...] di difficile percorso in montagna, come sapevo [...] in salita fino alla sommità di una [...] cinque in discesa, e poi su di [...]. La strada si snoda [...] e per la maggior parte, da un [...] sale verticalmente e [...] c'è uno scosceso dirupo [...] metri e anche più. /// [...] /// La strada si snoda [...] e per la maggior parte, da un [...] sale verticalmente e [...] c'è uno scosceso dirupo [...] metri e anche più. (0) (0) ![]()
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