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E non [...] spazio per il grande centro» «La maggioranza non cambia» [...] può rafforzare [...] non sostituire Rifondazione» Cominciamo dalle [...] italiana nel fuoco della crisi [...]. Non crede, [...] che [...] abbia ancora qualche bi-glietto [...] essere entrata nel club europeo già tra [...] Non ha [...] che ci sia un [...] nel dire che proprio un Paese come [...] al riparo dalla crisi? «No, nessuno è [...] è del tutto evidente che noi ab-biamo [...] negativi, specie sulla nostra ca-pacità di esportazione. Ciampi lo ha detto [...] qualche giorno fa: tutto adesso è più [...]. Ma il punto è [...] al governo de [...] noi giochiamo questa partita [...] A, e in serie B saremmo sta-ti travolti. Immaginate che cosa ne [...] nella moneta unica, della Lira, [...] di interesse, della Bor-sa. Adesso, è vero, la [...] di fronte a una serie di problemi, [...] campionato di serie A è difficile, impegnativo. Ma tutto ciò conferma [...] di là del centro sinistra, non esiste [...] di governo [...]. [...] questo Paese non ha un [...] governo possibile». Non le sembra bizzarro [...] fino a ieri met-tevano in secondo piano [...] co-me Tronchetti Provera, o [...] Agnelli, adesso si mostri-no [...] che la solu-zione della [...] Giappone, in Russia, è una soluzione politica? «Non [...] Agnelli e Tron-chetti Provera andrebbero inter-rogati personalmente. Ma non [...] dubbio che vi sia [...] tempo [...] degli osservatori, come in [...] un pendolo nel privilegiare volta per volta, [...] poi il mercato. La sinistra ha compiuto [...] questo secolo più di una volta [...] di ritenere la politica [...] di sovvertire le leggi [...] e questo ci ha [...] sconfit-te. [...] decennio il pen-dolo si [...] invece, sul fronte del mercato. E bisogna dire che anche [...] di rimuovere la politica, di [...] fare alle forze del mercato, [...] una idea massimamente politica. Io spero che si possa [...] una posizione di maggiore equi-librio. Il fatto è che [...] di oggi non si gover-nano se non [...] un [...] di valori socialisti e [...]. E il nuovo socialismo [...] questa capacità di combinare elementi di libera-lizzazione, [...] competi-zione con elementi di socialità e di [...]. Il fallimento di un [...] governo autoritario, che è il nocciolo del-la [...] la dimostrazio-ne che la globalizzazione ha bi-sogno [...] dalla sinistra. In fondo, nel corso [...] la sinistra è riusci-ta a costruire un [...] le ragioni del capi-talismo e quelle delle [...] è chiamato stato sociale. Il problema ora è [...] di questo tipo al livello [...] e delle so-cietà [...]. Ma mancano gli strumenti. [...] come grande potere sovranazionale può [...] una leva. Insieme ad altri esponenti [...] Sinistra [...] lei, [...] ha lanciato tempo fa [...] le prossima sca-denza elettorale europea che pone [...] Sini-stra a governare e accelerare il processo [...]. Non [...] il rischio di una contraddi-zione [...] alla situazione italiana che vede la sinistra partecipe di [...] che comprende i popolari, che pe-rò fanno riferimento al Partito popolare europeo, con [...] collocazione? «In Austria, Belgio, Lussem-burgo [...] sono governi di centro-sinistra composti da Socialisti e Popolari; [...] Olanda [...] il Cen-trosinistra composto dai Sociali-sti [...] dai Liberali; il nuovo [...] di Tony [...] si definisce una forza di [...] la [...] in Francia non è una [...] di sinistra di tipo tradizionale. Non so che cosa [...] Germania. Partiamo da questo: il [...] for-ma più diffusa e dominante di governo [...]. Non è vero, dunque, che [...] italiana: il centrosi-nistra è oggi [...] in grado di governare in Europa. In Italia, anche per [...] legge elettorale siamo andati più [...] abbiamo [...] un elemento maggiore di sintesi che, però, [...] i partiti. E questo non to-glie [...] livello europeo ci siano delle grandi famiglie [...] una loro precisa identità. Sono convinto che la [...] attraverso la collaborazione tra il socialismo e [...] demo-cratiche, come i Popolari, le for-ze ambientaliste. Quindi, noi possiamo contribuire [...] a rafforzare [...] di governo [...]. Naturalmente bisogna che nel Partito [...] prevalga una linea di collabora-zione di centrosinistra. Ripeto, però, che dobbiamo [...] di un [...] questa idea è stata [...] manifestazione della presunzio-ne della Sinistra italiana che Marc [...] definisce [...] più bril-lante e la [...]. Io manterrei la prima [...] riusciamo, e cercherei di liberarmi del secondo [...]. Prodi sostiene che [...] Italia va, che [...] è soli-da, che la ripresa [...] sarà. Lei, [...] nutre lo stesso suo [...] Italia va, è un Pae-se [...] Paese forte, è la quinta potenza industriale [...] siamo un Paese allo sfascio, stiamo meglio [...] stavamo un anno fa, due an-ni fa. Su questo non [...] dubbio: abbiamo anche una certa [...] anche se è insufficiente rispet-to alle necessità del Paese. Ma [...] crescerà anche in re-lazione a [...] che faremo. Cioè credo che la [...] incoraggiare la crescita, favorendo un nuovo clima [...] un impegno delle grandi forze sociali. Io vedo [...] tra le scelte che [...] ed il cli-ma che sapremo creare nel Pae-se; [...] considero fonda-mentale il tema di un nuovo [...]. Abbiamo vinto la sfida [...] grazie al centrosi-nistra, ma anche [...] tra le parti sociali del [...]. Adesso si tratta di [...] sociale le cui finalità siano più chiaramente [...] le ri-forme. [...] non è soltanto [...] politica, è anche [...] di blocco sociale: cioè [...] nasce dalla convinzione che le [...] forze produttive, moderne del Paese debbano col-laborare per vincere [...] sfida della modernizzazione [...]. Ve-do oggi in primo [...] ben più che i problemi po-litici della [...]. Che, poi, secondo me, [...] risolversi. Perché se rimettia-mo in [...] patto so-ciale a sostegno di un progetto [...] credo che anche il malessere di Rifondazione [...] rientrare. Se invece andassimo a [...] Ri-fondazione sotto la minaccia dello sciopero generale, allora [...] sarebbe più difficile». Bisogna riannodare un rappor-to [...] Paese, insomma, pri-ma che i fili sparsi della [...] «A [...] io non ho mai detto che [...] gente caccerà via il [...] letto sui giornali. Questi sono i misteri [...]. Ma ho sostenuto che [...] è il rapporto tra il governo ed [...] Paese, [...] non quello tra il governo ed i [...]. Perché se si ricostruisce [...] tra governo e Paese, i partiti che [...] I par-titi vivono nel Paese, sentono il [...] dalla gente. Nel momento in cui [...] si era creato questo forte rapporto tra [...] Paese, [...] si provò a dire [...] gente per strada gli disse: [...]. La grande questione è proprio [...] una verifica sociale. Cioè la capacità di [...] dalla Finan-ziaria questo rinnovato patto con il [...] ed anche con le [...] la scuola, [...] la ricerca». Da Confindustria viene una [...] di flessibilità nei rapporti di lavoro, che [...] di licenziare, piutto-sto che libertà di assumere. Lei crede che abbia [...] gli industriali sosten-gono, cioé che in questo [...] creare maggiori op-portunità di lavoro? «Può darsi [...] fasi di alta congiuntura misure del genere [...] maggiore occupazione. Però penso che Confindustria [...] come una simile impostazione finisca per lacerare [...]. Per de-terminare [...] ed una difficoltà di rapporto [...] il mo-vimento sindacale che si [...] negativamente an-che sulle esigenze del [...] delle imprese. La libertà di licen-ziare [...] unilaterale, muta i rapporti di forza tra [...]. Non sono con-trario, invece, ad [...] riforma de-gli ammortizzatori sociali che consenta una maggiore flessibili-tà, [...] di governare con mag-giore disponibilità anche i pro-cessi di [...] di mano [...] concordati. Una mobilità di mano [...] for-mazione professionale, soprat-tutto nelle mansioni più qualifi-cate, [...] è più facile una ricollocazione. Quando si parla di [...] riferisce solo a una parte del mercato [...] lavoratori con un contrat-to a tempo indeterminato. [...] un eccesso di rigidità. Però credo che si [...] questo eccesso per [...] ragio-nevolmente, solo se [...] si tiene conto che [...] un altro mercato del lavoro, dove vige [...] e senza diritti. Nella provincia di Milano [...] forza lavoro, cioè 350 mila lavoratori, e [...] la grande maggioranza dei [...] assunti, vivono [...] quale le parole [...] non hanno alcun significato. Io dico, allora: vogliamo [...] con-fronto sociale in cui mettiamo sul tavolo [...] anche le mancanze di tutela? Se Con-findustria [...] apri-re una discussione di questo ti-po, io [...] gioco varreb-be la candela per il Sindacato». Mario Monti questa estate [...] il conflitto in Italia è di tipo [...] lanciato [...] di uno scio-pero dei [...]. La domanda è: come [...] slogan, a dare di meno ai padri [...] più ai figli? E come si costruisce [...] giova-ni? «Nella sortita di Monti vedo un [...] che i giovani dovessero scendere in piazza [...] Sindacati, e quin-di sotto questo profilo la trovo [...]. Invece, dire che esi-ste [...] fra le generazioni è assolutamente giu-sto. Noi stessi abbiamo sollevato [...] una società chiu-sa, in particolare verso le [...]. Abbiamo parlato del lavoro, [...] anche di una grande massa di giovani [...] con-dizione lavorativa di incertezza, di precarietà e [...] bi-sogna essere preoccupati. Che cosa ne sarà del [...] pensioni-stico di giovani che hanno rap-porti di lavoro saltuari, [...] e che anziché pagare il [...] dei contributi pagano oggi il [...] o il [...] Che pensioni avranno? Il paese [...] porre una grande attenzione al destino di una nuova [...] che cer-tamente non potrà godere dei diritti e delle [...] delle ge-nerazioni più anziane. [...] diffici-le, con 35 anni [...] un sistema contributivo, che un lavoratore parasubordi-nato [...] pensione a 50 anni e avere una [...] milioni e mezzo, come hanno oggi certi [...]. Da noi il privilegio [...] adulte è molto forte e per i [...] sfondare. Non [...] un criterio meritocratico e [...] spesso non so-no sufficienti per affermarsi. Ab-biamo cominciato a discutere, [...] ma non abbastan-za». Veniamo alla politica: forse [...] di confusione su questa [...] che ci fossero chissà qua-li aperture, e [...] leggere le notizie sul coordina-mento [...] sembra di capire che [...] un [...] più complesse, volevamo una [...] un even-tuale approdo [...] senza ambiguità nel centrosinistra, [...] Il go-verno potrà restare in sella an-che [...] negativo di Rifondazione o di una parte [...] Rifondazione [...] finanziaria, come è già accaduto per la Na-to? Oppure [...] le dimis-sioni sarebbero ineluttabili? «Sono due piani [...] essere confusi, io ho parla-to a Telese [...] chiarissi-mo. Mi hanno chiesto: [...] sei venuto a [...] Ho rispo-sto: innanzitutto sono [...] per-ché sono stato invitato. In se-condo luogo, sono [...] interessato [...] di questa forza, non [...] grande centro, perché credo che in Italia [...] grande centro, è una cosa del tutto [...] il con-senso dei cittadini: la gente vuo-le [...]. Io interpreto [...] invece, come [...] del malessere di un [...] non si ri-trova [...] Polo, un mon-do che [...] in movimento e che credo che sarebbe [...] rafforzare il centro-sinistra. Perché oggi è il [...] governo del paese e non [...] dubbio che la direzio-ne [...] rafforzare il centrosinistra è proprio sul fian-co [...]. Ma questo è un [...] ha nulla a che vedere con [...] di tipo trasformistico: le [...] secondo me, [...] inaccettabile nella nuova stagione [...]. Tanto è vero che [...] della Nato fummo proprio noi a mettere [...] di una seria verifica poli-tica; considero quella [...] limite e non ripetibile». Se ne è discusso [...] e pare che vi siano [...] posi-zioni. E tutti abbiamo detto [...] con Rifon-dazione è un punto essenziale. Abbiamo deciso di prendere [...] comune [...] verso Rifondazione, perché [...] con Rifondazione non è un [...]. Si tratta di oltre [...] elettori i quali hanno concorso pro quota [...] ad eleggere Marini, ad eleggere Pro-di. È una maggioranza elettorale, non [...] una maggioranza parla-mentare e come tale intercam-biabile. Nella logica del sistema [...] Prima Re-pubblica le maggioranze parla-mentari potevano mutare; [...] un fatto nuovo, anche [...] vista istituzionale, tan-to è vero che quando [...] passaggio impropriamente detto [...] il Presidente della Repubblica [...] un suo discorso di Ca-podanno che non [...] una nuova maggioranza parla-mentare [...] di formare il governo. Infatti [...] non diede [...] a un esponente della [...] noi, dai Popolari e dalla Lega. Ma alla persona che [...] da Berlusconi che rappre-sentava la minoranza parlamen-tare, [...] nello stesso tempo la maggioranza elettorale. Poi Berlusconi non votò Dini, [...] lui a [...]. Quello che passa alla [...] fu un [...] si ribaltò come accade [...] porta la macchina e si ribalta perché [...] a [...]. Se partiamo da una [...] isti-tuzionale, la discussione ci appa-re, dunque, chiara: [...] spezza la maggioranza elettorale, si determina una [...] non è fungibile con altre. Una cosa diversa è [...] allargamento del centro-sinistra, al quale credo profon-damente. Quel che invece non [...] punto di vista de-mocratico e [...] è [...] di una variabilità par-lamentare [...]. Quindi, se si rompe [...] che succede? «Se si rompe il rapporto [...] Rifondazione [...] certa-mente si apre la crisi. Infatti spe-ro che dentro Rifondazione [...] diversa impostazione, [...] unitaria, poi può darsi [...] semestre bianco e non si possano fare [...]. Che senza elezioni non [...] «Io non la posso cambiare, perché non posso [...] di quelle 16. Ma a noi interessa [...] Ri-fondazione, non con un se-gmento, con un pezzo. Quindi sono convinto che [...] questo segno di rinnovato impegno per le [...] la-voro, per [...] se ci sa-rà questo [...] sindacati, la maggioranza che si è formata [...] affrontare [...] il passaggio della legge fi-nanziaria. Poi, se verranno altri [...]. Non vedo crolli, crisi, [...] problemi, il la-voro, le riforme, il Mezzogiorno. Sinceramente non vedo questi [...]. Tanto è vero che [...] non so-lo non ha [...] di governo, ma ha causato parecchi problemi [...] Rifondazione. Il che è la [...] che nella realtà sociale del paese la [...]. La posizio-ne di [...] è rispettabile, ma è di [...] non si muove [...] di una protesta sociale. Perciò credo che sia [...] merito dei problemi, sen-za farci troppo prendere [...]. Su Tangentopoli inaccettabile un [...] Il segretario dei [...] Massimo [...] e nella pagina accanto [...] Forum [...] redazione ROMANO PRODI GIORGIO FOSSA FAUSTO BERTI NOTTI «Giusto: [...] va Ma ora occorre un nuovo patto [...] lavoro e ristabilire un rapporto con il [...] «Libertà di licenziare? Confindustria [...]. /// [...] /// Su Tangentopoli inaccettabile un [...] Il segretario dei [...] Massimo [...] e nella pagina accanto [...] Forum [...] redazione ROMANO PRODI GIORGIO FOSSA FAUSTO BERTI NOTTI «Giusto: [...] va Ma ora occorre un nuovo patto [...] lavoro e ristabilire un rapporto con il [...] «Libertà di licenziare? Confindustria [...]. (0) (0) ![]()
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