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Non sono stati fatti [...] non «siamo neanche [...] ze-ro». Il rischio, piuttosto, avverte [...] Guardasigilli, è che si spezzino «i sottili fili [...] la maggioranza al suo [...]. [...] non accende la polemica, [...] toni, ma invita [...] a costruire [...] fili, [...] a non spezzare quelli che già esi-stono. E risponde a chi [...] di progettualità che «non è vero, il [...] funzionalità». [...] aggiunge, è entrata in Europa [...] riuscita a rispettare i parametri di Maa-stricht [...] quel-lo «che qualcuno di-ce, cioè che [...] stati quei parame-tri anche [...] non ci saremmo entrati», affronta il discordo [...] «Se li avessimo avuti pro-babilmente avrem-mo accelerato [...] e vi sarem-mo sicuramente rien-trati. Ecco, adesso è il [...] co-me se quei parametri ci fossero davvero». Perché, ag-giunge, in Europa [...] ci so-no dei doveri che proprio «questa [...]. Il governo, puntualizza, ha [...] al Parlamento, «non si è mai arroccato [...]. A volte ci si [...] le questioni, ebbene noi lo abbiamo fatto [...] facen-do». E ricorda le iniziative intraprese [...] disegni di legge e progetti non sono stati presentati [...] Parla-mento, spiega, per non [...] -: [...] che impone la deposizione della [...] in aula e non [...] il principio fondamentale»; [...] atto [...] il [...] due [...] quali avviare, poi, «serie riflessioni [...]. Il Guardasigilli parla proprio [...] cui ricorre [...] della strage di via [...] la ri-corda e un [...] il suo intervento. Si alzano in piedi [...] presidenza, si alza la platea, nella [...]. Il ministro plaude [...] dei [...] che hanno aperto il [...] a Napoli e hanno «rilanciato la direzione [...]. Condivide molti spunti che [...] presentato da Pietro [...] con-tiene. E condivide anche quanto [...] presidente del Csm, Carlo Federico Grosso, circa [...] la magistratura e i politici. E sempre in tema [...] Giovanni Maria [...] elenca anche qualche dato: [...] in carica sono state avviate 129 [...] nei confronti di 143 [...] in silenzio, senza cla-mori». Quando interviene Massi-mo [...] il ministro più volte [...]. [...] andare in Sicilia, accetta di [...] ad alcune domande. Con una premessa: «Per piacere, [...] polemica. Signor ministro, partiamo pro-prio [...]. Si dice: riformare la giustizia, [...] più accessibile a più veloce. Ma per far questo occorrono [...] convergenze. E, invece, in questo [...] maggioranza [...]. Bisogna accelera-re i tempi, [...]. Ma vorrei aggiungere anche [...] molto, abbiamo imboccato la strada giusta, anche [...] non avvertono anco-ra i risultati. Stiamo attuando le li-nee [...] sono contenute nel pro-gramma [...]. E durante i lavori [...] che condivido e an-che [...] program-ma del governo in [...]. Lei ha detto «non [...] e però la riforma non [...]. Per far marciare le riforme [...] necessaria una maggiore coesione. Per questo lancio un [...] serve più coesione nella maggioranza, perché si [...] tema della giustizia e al suo funzionamento [...] valore importante che deve essere diviso da [...]. Ripeto, sui grandi [...] le divergenze. E deve essere uno [...] tutte le forze politiche. Oggi ho condiviso quanto ha [...] il segretario [...]. Ma in concreto? [...] 513 ci sono state divergenze, [...] riforma [...] 192 ce ne sono altre. Ora si parla di [...] pena-le. [...] superare le diversità di opinione [...] far approdare la modernizza-zione [...] sistema giusti-zia? «Il rischio è [...] il dibattito in corso [...] 192 rallenti ri-forme importanti, come [...] sui pentiti. Le iniziative importanti non [...] nostro compito è quello [...] cittadini». Durante il suo intervento [...] strade per la riformu-lazione del codice penale [...]. Il procuratore capo di Milano, [...] restare [...] alla pacificazione e a met-tere [...] parte le polemiche perché [...] restano le riforme. [...] «Che a questa domanda [...]. Maria Annunziata [...] 4. La sinistra, dice il [...] Giorgio Napoli-tano, «deve rinnovare il proprio patrimonio culturale [...] criminalità». E non può per-mettersi [...] alla richieste di sicurezza dei cittadi-ni». Ma deve fare uno [...] rivedere «le posizioni di ampia comprensione della [...] cause so-ciali». È questo il percorso [...] ministro, intervenuto alla convention napoletana dei [...] per «contrastare la parola [...] di legge e or-dine». Una destra, però, dice [...] Massimo [...] «che afferma concetti contra-ri [...] diritto e pensa che sia reato solo [...] loro sondaggi ritengono reati». Lo stesso Fini, aggiunge [...] «dice di essere [...] sulla battaglia per la [...] dalla difesa di Berlusconi, ma allora la [...] finita». E proprio allo scontro [...] Ulivo e Polo si riferisce il mi-nistro [...] la necessità del dialogo sul tema della [...]. Bisogna insi-stere in un [...] arrivare a un avvicinamento delle posizioni», se [...] pos-sibile «arrivare ad una condivisio-ne». Resta, però, fermo il [...] e lo strumentali-smo negli interventi [...] o meglio di alcuni [...] contro il capo dello Sta-to». Rinnovarsi e concentrarsi, insi-ste, [...] cultura della sicurezza urbana, che comprenda la [...] e non solo quella delle grandi orga-nizzazioni [...] un problema da affrontare sempre più in [...] cooperazione internazionale che ha già consen-tito finora [...]. Il problema della grande [...] Napolitano, è lega-to a doppio nodo quello degli [...] dalle grandi organizzazioni criminali internazionali». Per questo, ag-giunge, «la questione [...] non si può risolvere con una grande sanatoria indiscrimi-nante». Il ministro dice sì [...] un testo unico sulla legi-slazione antimafia e, [...] da [...] della «transazione ad un [...] non domi-nato dal diritto penale», ricorda che [...] una strada molto complessa». Il nodo, ancora una volta, [...] quello [...] delle pene alternative, conclude. Ma per mandare su [...] macchina della giustizia occorre ricercare il dialogo [...] i toni della pole-mica. Perché, come dice [...] «è finita [...] del partito dei giudici, ma [...] difficile la trasfor-mazione [...] «in un Paese normale, soprattutto [...] que-stioni della giustizia. [...] è Berlusconi». E contro gli attacchi [...] destra sferza con-tro i giudici, alza la [...] presidente del Csm, Carlo Gros-so, quando tra [...] dice che «non è tolle-rabile che settori [...] aggrediscano la magistratura giudicante. Non abbiamo giudici speciali. Abbiamo magistrati che forse [...] cercano con fatica di fare giustizia». E su-bito dopo aggiunge: [...] par-te però ai cittadini [...] alcuni pubblici ministeri conti-nuino a cercare consenso [...]. Questa è una funzione dei [...] non dei [...]. Occorre richiamare la parte [...] ad una maggiore responsabilità indivi-duale e collettiva». Ad accompa-gnare il suo [...]. E, allora, dice Grosso, [...] titolo del convegno, «la giustizia dei citta-dini», [...] delle for-ze politiche della sinistra «deve essere [...] giusti-zia ai cittadini». Si può iniziare dalla [...] penale, «considerando che il nostro siste-ma di [...] 1930», ma vanno individuate «nuove forme di [...] oltre a quelle penali. Il nuovo sistema -suggerisce -deve [...] la pena come [...] ratio di una struttura che [...] diverse so-luzioni». Ma sulla corruzione, sottolinea, [...] di in-tervenire sul sistema penale, «sia-mo già [...] riguardo». Gli piace quel netto [...] hanno detto [...] per eliminare Tangen-topoli, ma [...] sulla distinzione tra fondi neri legati al [...] e quelli legati alla corruzione, è perplesso. Perché la questione che [...] il nero, come si [...] a cosa è fina-lizzato?». E conclude: «Dovrebbe essere [...] Parlamento [...] raggiunge-re [...] politico di conside-rare la [...] reati minori, quelli scarsamente rile-vanti». Massimo [...] poco dopo, intervenendo sulla [...] del finanziamento illecito propone: «un sistema sanzionatorio, [...] decadimento dalla ca-rica di parlamentare, piuttosto che [...] su quel concetto di biasimo pubblico a [...] riferimento Pietro [...]. Dal ministro [...] appello al dialogo [...] 2. [...] Il Procuratore nazionale antimafia [...] di [...] ma vede rischi sul [...] Vigna: giusto depenalizzare il finanziamento illecito «È [...] di contrapposizione tra politica e giustizia. Non tutti i parlamentari [...]. DIRETTORE RESPONSABILE Mino [...] CONDIRETTORE Gianfranco [...] VICE DIRETTORE Pietro Spataro CAPO REDATTORE CENTRALE Roberto [...] EDITRICE MULTIMEDIALE S. /// [...] /// Il Procuratore nazionale [...]. [...] di scrivere un nuovo [...] condivide anche [...] che debba essere la Bicamerale [...] «Un codice penale non si può fare [...] ma è importante coinvolge-re entrambi i rami [...] Parlamento. Si [...] delinea i principi e [...] ela-bora le singole norme sulla base dei [...] detto Vigna in margine al dibattito su [...] a cui ha partecipato [...] sera alla festa nazionale [...] Libera. Secon-do Vigna, in Italia [...] penalizzazione di vari comporta-menti che non meritano [...] quella penale», e «un passaggio fondamentale» è [...] ai valori della Costituzione, [...] diversi da quelli cui si ispira il [...] 1930». Vigna condivide anche la [...] il finanziamento illecito ai partiti («Se in [...] è prevista la sanzione pe-nale non comprendo [...] prevedere noi. Ci sono altre forme [...] esem-pio di tipo amministrativo), ma vede invece [...] so-prattutto dal punto di vista [...] di depena-lizzare il falso [...]. [...] distingue fra falso in [...] formare riserve occul-te finalizzate alla corruzione, che [...] penalmen-te -ha osservato Vigna -e le altre [...] dovrebbe [...]. Mi sembra una distinzione diffici-le, [...] dal punto di vista [...]. Il reato di falso [...] spiegato infatti il Pro-curatore -non si ha [...] fanno false dichiarazioni sulla condizioni economiche della [...] sulla [...] costitu-zione, su chi, cioè, [...] ve-ro patrimonio. Assistiamo spesso a so-cietà [...] inec-cepibili, ma che in realtà sono in [...] crimina-li». E a proposito di [...] e cultura [...] il Procuratore Antimafia ha [...] agli imprenditori «per bene», che sono la [...] «Devono mettersi nel cervello che la legalità convie-ne. Qualsiasi collusione con gli imprenditori [...] rischia di [...] di [...] fuori dal mercato. Smetterebbero di fare gli [...]. Vigna ha anche ag-giunto [...] che non vi siano magistrati che fanno [...]. Non ho mai sentito [...] che si mettono a tavolino a fare [...] politicizzazione del-la giustizia. Sono critiche ingiu-ste». Chi vuole allora fermare [...] «Che ci siano commistio-ni tra organizzazioni mafiose e [...]. Quello che fa ma-fiosa [...] colle-gamento con la politica, oltre ov-viamente [...] della violenza a cui [...] spesso la corruzione. È sbagliato, però, par-lare [...] tra politica e giustizia. Ci so-no dei parlamentari [...] giustizia, ma non tutti». /// [...] /// Lo scrive il giudice Veneziano Carlo Nordio oggi su «Il Tempo». Se la situazione si [...] una cosa: le due parti resteranno con [...] e veleni e lo scontro definitivo sarà [...]. /// [...] /// Se la situazione si [...] una cosa: le due parti resteranno con [...] e veleni e lo scontro definitivo sarà [...]. (0) (0) ![]()
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