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Certo, in questa sconfitta [...] che in passato: da-vanti alla tv milioni [...] passato due ore e mezzo a mangiarsi [...] strillare, a temere, non moltissimo a esulta-re. In un angolino della [...] più ultrà, la sconfitta [...] messa nel conto delle [...] probabili. /// [...] /// Stana Italia, smagata e [...] volta [...] ma con giudizio. Pronta a esultare o [...] a dimenti-care [...] o la de-lusione. Forse un [...] più fredda che in [...] almeno nella sconfitta. Certo se avessimo vinto [...] parlare dei caroselli di auto e della [...] bagni nelle fon-tane, del senso pa-triottico mediato [...]. Ma la storia non [...] i se, e neppure i campiona-ti del [...]. E così saranno «Le Monde» [...] «Le Figaro» a [...] a raccontare gli [...] Elisée pieni di gente [...] italiani ci regalano i collega-menti con le [...] grandi schermi abbandonati alle scorribande di quattro [...] le transenne che non avrebbero saputo contenere [...] gente con bandiere. [...] rimasta male ma non se [...] fa un cruccio: è venerdì sera e le pizzerie [...] riempiono di gen-te, oggi, vedrete, al [...] al mare chi può [...] non ci rinuncia. In «lutto», insieme a [...] che ci metteranno un bel [...] a smaltire la botta, [...] commen-tatori sportivi, i media che punta-vano [...] mondiale, le reti televisive [...] lo share in assenza degli azzurri. Per gli altri, gli [...] del bar sport, i [...] un [...] occasionali, resta un pizzico [...]. La cronaca di questa [...] al mattino. /// [...] /// Aspettando [...] in calzoncini [...] norma-le prende la giornata con [...] mol-le. In Borsa, affari fiacchi [...] che [...] la partita gli scambi [...]. Nel mercato sotto casa [...] prima del solito, sotto un sole ac-cecante: [...] è molta ma non è detto che [...] partita. Tra chi gira in [...] e verdura non si sente parlare di Del Piero [...] di Baggio, nei bar do-ve gli impiegati [...] panini e piatti di pasta fredda si [...] lavoro, poco di pallone. E le donne? I [...] i servizi [...] metà del tifo» e [...] radio un poeta, Valentino [...] intervistato in un program-ma [...] ha risposto cantando per [...] canzone di Rita Pavone che suonava così: «Perché, [...] domenica mi lasci sempre sola, per andare [...] partita di [...]. Ieri [...] di pranzo nello stesso bar [...] Roma [...] una signora che gi-rava con [...] bandiera arrotolata. Accanto a lei una [...] una di quelle [...] del poker sopra la [...] un televisore: dallo schermo le inevitabili cronache [...] Fran-cia, [...] interviste a Maldini, i com-menti di [...]. E lei neanche alza [...] a quando non compare Martina Colombari nei [...] fidanzata di Co-stacurta. La guarda ma non [...] quello che dice e fa segno ad [...] «Guarda, si è ridi-segnata le sopracciglia, proprio come [...] del tifo sono infinite. Man mano che pas-sa il [...] sorniona e un [...] ri-lassata, cambia mar-cia. Intendiamoci, non date retta [...] dicono tutto si ferma. Le betoniere alle 16 [...] nel gi-gantesco cantiere [...] gli edili lavorano sulle [...] Inno-centi. Ma non credete nemmeno [...] sostengono il contrario: a Camaldo-li, nel vecchio [...] convegno di intellettuali cattolici, in programma dibattito [...] in realtà dopo la pre-ghiera e la [...] alla tv. In fondo sono monaci be-nedettini [...] loro il mondo non [...] mai rifiutato. Ma in città [...] è straniante: come per una [...] per [...] o un cataclisma gli italiani [...] a diminuire. Ai Fori ro-mani trovi [...] ragazzotti americani coi calzoni corti e i [...] in una coda. La stazione Termini sembra [...] Oliviero To-scani: ragazze africane coi costu-mi tradizionali, [...] viola acceso. Gli italiani li ricono-sci [...] e aspettano qualcuno, un amico in ritardo, [...] qualsiasi per andare in una casa davanti [...]. Alle 16 e 30 [...] dirada, in centro si trovano anche i [...]. [...] si spegne mentre ci [...] davanti allo schermo: sul campo gli azzurri [...] la maglia azzurra e i blu francesi [...] Maldini è sempre lì con la [...] scaramantica maglietta rossa e [...] improbabili. Del Pie-ro gioca, Baggio [...] il via dopo i soliti inni na-zionali [...] e comincia il patema. No, le cose non [...] la Francia gio-cherebbe anche, se avesse qualcu-no [...] mettere la palla dentro. Passano 45 minuti, ne [...] è [...]. Emozioni? È una parola grossa [...] quando gioca la nazionale [...] sarebbe un atto di tirchie-ria. E così anche quelle [...] quei gol che non arriva-no diventano strilli [...]. Pro-babilmente Maldini alla fine Bag-gio [...] in campo costretto da un fluido mentale [...]. Davanti alla tv [...] milioni di Uri [...] (ve lo ricor-date [...] che piegava le chiavi con [...] forza del pensie-ro) dilettanti. E poi a mangiarsi [...] i due tempi supple-mentari senza esito. Arrivati ai ri-gori ci [...] da una parte quelli che dicevano che [...] un credito dalla sorte ed era arrivato [...]. [...] quelli che ap-pena sentito [...] invocare la «lotteria dei [...] guar-dati in faccia e hanno capito che [...]. I pessimisti avevano ragione. Gli spray che muggiscono [...] le bandiere stanno ancora lì, sui balconi [...] di fiori dove a sera, quando il [...] le famiglie vanno a chiac-chierare, a mangiare [...] a guardare la tv accesa in salotto [...] con Ronaldo, [...] Leonardo e [...]. A proposito, quando ricomincia il [...] Roberto [...] 2. Con enorme sforzo di [...] Baggio ma guardo Marco [...] Baggio caracollare verso il [...]. Marco tira fuori la [...] attimo, se la passa sulle labbra e [...] qualcosa che assomiglia ad un sorriso. Ca-pisco che è andata. Lo guardo poi guardare [...] che cadono come le gocce della tortura [...]. Emette un «ah» di [...] Pagliuca para il tiro di [...]. Non batte ciglio quando [...] para quello di Albertini. Poi Di Biagio, corsetta, [...]. Io non so che [...] so che il pallone non è entrato [...] Marco [...] gli occhi e abbassa lo sguardo e [...] e immobile in mezzo alla folla che [...]. Passerà un minuto, forse [...]. Alla fine tira su [...] cappel-lino tricolore e guar-da in alto nel [...] ad invocare qualche dio sempre in ritar-do [...]. Poi con gesti len-ti [...] nella piazza riavvol-ge la bandiera, mi fa [...] saluto e se ne va con passo [...]. La folla si apre [...] principe. La piaz-za era quella [...] de ville, il muni-cipio di Parigi. Dieci, ventimila persone sulle [...] e il collo tirato come polli per [...] lo sguardo teso verso il [...] che dà le spalle [...] Senna [...] alle torri di Notre Dame, tutti pigiati [...] transennati dai flic, una specie di campo [...] pieno centro della capitale. Quasi tutti francesi, quasi [...] quartieri a nordest, il 200 e il [...] in mancanza di bigliet-to sono venuti [...] sotto le fine-stre del [...]. Quasi tutti fran-cesi e Marco [...] una macchia [...] in un mare [...]. Ha te-nuto alta la [...] a quella maledetta traversa, deve avere il [...] tronco di sequoia. È venuto da Carpi [...] e un caravan, e domani torna in Italia. È venu-to apposta per [...] a Parigi e se [...] avrebbe prolungato il suo sog-giorno a qualsiasi [...]. Per tre ore ha [...] tenere Fort [...] o El [...] sventolando il suo tri-colore [...] di fischi tentava di abbattere. Il suo credo si chiama [...] Baggio e lo voleva in [...] sin [...] del secondo tempo, [...] chiaro che Del Piero era [...] una volta in giornata sterile. Sgobbo come un cretino [...] sfogo nel calcio. Mi piace, mi piace, [...] di più bello del tocco di [...]. Aveva goduto nel vedere [...] come il mare sugli scogli. Quelli intorno non ci [...]. [...] della traver-sa il tempo [...] fermato, per qualche secondo nessuno ha fiatato. Poi [...] quasi in-credula. [...] un ragazzotto che per [...] del match aveva fumato, approfittando [...] nella folla, spinelli grossi [...] e gli erano ve-nuti degli occhi tondi [...] che alle 19. [...] gruppi che verso la [...] piuttosto in-nervositi, si erano messi a urlare [...] finestre del maestoso municipio, dove si erano [...] e gli avevano indi-rizzato ciascuno il suo [...] teso verso [...]. Il sindaco Tiberi non [...] dalla gioventù dei quartieri a nordest. [...] una bionda agile e [...] è arrampicata anche lei su di un [...] volta in alto si è tolta la [...] un reggiseno ben riem-pito anche quello [...]. E ancora prima [...] stato un altro impavido [...] nudo e tricolore, che con due salti [...] gran-de schermo e, come su di un [...] una bandiera aizzando la muta tran-salpina che [...] a rumo-reggiare. Si capiva, era [...] della spianata [...] de ville che battere [...] ieri era come di-ventare adulti, [...] sorta di ceri-monia di iniziazione. Tutti quei rospi ingoiati [...]. Fuori, sputati ieri sera [...]. Gli italiani sotto i [...] una specie di laurea al decimo anno [...]. Il suo nome si [...] sugli [...] tra [...] di Trionfo e la [...] Concorde che in migliaia avevano invaso con [...] Latina, [...] mediterranea o quel che è. È stato un balsamo [...] Maldini in tv che [...] si congratula con gli avversari, sorride e [...] tutti i suoi giocatori. Per dire che abbiamo [...] di calcio, mica la guerra come credono [...]. Gianni [...] A migliaia davanti al municipio, [...] le finestre del sindaco Tiberi, per inneggiare a Zidane, [...] marsigliese Stessi guadagni [...] per i vendi-tori di bandiere [...] di trombe ad aria compressa, [...] che sfiatava anche dalle finestre [...] palazzi [...] bor-ghesia, dalle case di irreprensibili [...]. E stesso finale cru-dele: [...] calci di rigore. Lo dice Baggio intervistato da [...] tele-cronista intontito dalla sconfitta più dei giocatori, che [...] più invocato [...] sussurra: «Non so cosa [...] non so cosa [...]. Baggio ha risposto con [...] così come Maldini (Maldini Cesare) [...] colto dalla telecamera mentre ri-spondeva al fatale [...] Di Bia-gio con un mezzo sorriso, con la [...] anche se con un grop-po in gola, [...] uno dei due doveva [...]. Ho [...] che, al di là [...] Vieri e Bergomi, al di là dei [...] Albertini e Di Biagio, a restare veramente feriti [...] sbucciata siamo stati più noi spettatori che [...] protagonisti. Forse perché, co-me ha [...] Baggio, [...] delu-sioni dal dischetto i giocatori han-no fatto [...]. Rigori uguale sconfitta. Rigori uguale sfiga. Il pubblico italiano no, [...] sofferto davvero, tifosi della prima e [...]. Quegli scamiciati che vanno [...] lo-ro credo nelle piazze delle città sot-to [...] quelle signore che davanti al pallone si [...] quadriennali, chiamando [...] con due erre e [...] gioco per la fine della partita; quei [...] organizzano in terrazza le «ce-ne azzurre» e [...] eventi» che scoprono il calcio solo se [...] da prima pagina. E avranno sicuramente sofferto [...] che cavalcano gli avvenimenti col [...] più che con le [...] Rai) che dopo [...] vanno a chiedere lumi [...] tecnici, attrez-zature: quanto sarà costato? -niente di [...] Margherita [...] (ma nessuno intervista mai Del Piero [...] buco [...]. Un [...] per improvviso amore, un [...] per comodo, un [...] per trend, dunque, oltre venti [...] di ita-liani -lo dicono gli ascolti televisi-vi -hanno amato [...] Naziona-le e si sono accasciati con le mani nei [...] alle sette della sera sui divani e sui pavimenti. Fino allora, boati e [...] dalle finestre delle case, a riempire solo [...] bollenti e de-serte. Con un crescendo che Wa-gner [...] musicato: il som-messo brusio della paura, le [...] della riscossa, i rumori sguaiati (scusa Richard) [...]. [...] disperazione non è una stupida [...] se è vero che la disperazione, come assicura Eliot, [...] non è che la dolorosa ri-nuncia ad una speranza. Una spe-ranza che oramai [...] corsa nel cuore e [...] un esercito sterminato e a chiama-ta quadriennale, [...] co-scritti dei mondiali. Addio spaghettate, addio terraz-zate, [...] le strade. In fondo, [...] vedendo in tribuna Agnelli e [...] Vel-troni e [...] Platini e [...] ci sentivamo tutti membri di [...] stesso, grande club: [...] demo-cratico club del pallone. Adesso, Agnelli e [...] andranno per la loro [...] la nostra. Qua-le? Le tasse, le [...]. I soli-ti dolori, signora [...]. Vedete? Quella traversa colpita [...] Di Biagio era piena di sogni: una pallonata sporca [...] tutti in frantumi. /// [...] /// Vedete? Quella traversa colpita [...] Di Biagio era piena di sogni: una pallonata sporca [...] tutti in frantumi. (0) (0) ![]()
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