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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Calendario del Popolo-Serie unica-ed unica - numero di periodico»--Id 3477349258.

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Basterebbe citare [...] saggio, notevole per la [...] completezza ed il suo acume, [...] Carlo [...] (Cultura e poesia di G. Belli), edito nel 1961 [...] Feltrinelli. [...] dei critici, e in [...] d'arte e di poesia, non ha potuto, [...] occasione, non appuntarsi su questo poeta che [...] quasi increduli e sconcertati [...] tanta è la [...] capacità comunicativa, la [...] espressiva. Quanto al [...] del [...] ha più volte scritto sin dai suoi [...]. Basterebbe ricordare [...] di Antonello Trombadori, apparso [...] lontano dicembre 1945. Pubblichiamo alcuni brani di [...] occasione del centenario, uno di Carlo Salinari [...] di Carlo Vigolo, autore di due volumi [...] Saggiatore [...] titolo II genio del Belli. Su [...] riportiamo anche un brano di [...] intervista con Vigolo, curata da Ottavio Cecchi per [...]. Una litografia di Thomas [...] e alle condanne a morte sotto Leone [...]. La [...] fanciullézza fu angustiata dalla povertà [...] dalle disgrazie. Giovanetto dovette [...] la vita col lavoro manuale [...] forzare così la [...] natura versata agli studi. Questo contrasto che trae [...] condizióne sociale è, al tempo stesso, il [...] della forza popolare, [...] e dello spirito critico [...] vivono nella [...] poesia, Attraverso questa esperienza [...] coscienza del poeta in modo elementare, ma [...] e di carattere, la struttura umana e [...] in [...] cui egli vive. Ecco perchè la rappresentazione [...] Roma papale ottocentesca che sta alla base [...] quattromila sonetti, è una storia di [...] passioni, di lotte, di [...] in tipi. Ecco perchè, forse a [...] i sonetti hanno un chiaro contenuto di [...]. Da una parte sta il [...] oppresso, sfruttato, percosso, che lavora, che produce ma ha [...] diritto a « gabelle, [...] passaporti, [...] galere e [...] » e solo è degno [...] de sputi e de cazzotti » ; [...] sta il potere temporale dello Stato Vaticano con la [...] burocrazia, con la [...] diplomazia, la [...] sbirraglia, i suoi strumenti di [...] e di privilegio. Da una parte sta il [...] con la [...] fede cristiana onesta e morale, [...] stanno i funzionari e gli ufficiali corrotti e corruttori, [...] aristocratici e i ricchi che vivono alla greppia dello Stato e loro solo [...] boni, [...] belli, [...] graziosi, [...] dotti », perchè hanno [...] merito di possedere quattrini, che [...] liberamente la miseria del [...] e la [...] stessa fede religiosa. Disse il Belli che i Sonetti erano un ritratto del [...] romano con i suoi [...] la [...] lingua, le sue arguzie, le [...] scurrilità e al [...] romano erano dedicati. In realtà i Sonetti [...] più: essi sono una formidabile testimonianza umana. Il loro contenuto è [...] universale. Essi non sono la [...] riuscita che un poeta dedica ai [...] che possono [...] i suoi concittadini, ma [...] tutta [...] perchè sono espressione di [...] e sociale, vissuta tra il [...] e [...]. Ecco perchè anche il [...] del Belli non può essere inteso soltanto [...]. La [...] lingua è vita, è [...] di una società e degli individui che [...] le danno valore ed espressione storica. Antonello [...] DELLA CRITICA [...] verso il 1911 cominciai [...] terza saletta del Caffè Aragno o lo [...] Arturo Onofri, ai tempi della rivista « Lirica [...] dove conobbi mezza letteratura italiana di anteguerra, [...] Borgese [...] Rosso di San Secondo, da Fracchia a Savarese, [...] Cecchi, a Comisso, ad Antonio Baldini, ricordo che [...] che si facevano tra una lettura di [...] e una [...] il discorso cadeva anche [...] ma si parlava di Pascarella o di Trilussa [...] poco anche di Zanaz-zo; di Belli mai. Devo dire che la [...] Morandi [...] figurava in alcuna delle biblioteche dei miei [...] pochissimo o nulla essa aveva contribuito a [...] simpatico e popolare il nostro Poeta. Del Belli si ricordava [...] scenette al mercato o di donnette che [...] finestra del cortile, quel Belli a nostro [...] vernacolo, quello che si [...] recitato con voce leggermente nasale di vecchietta [...] tanto spesso lo abbiamo sentito avvilire. E chi poteva sognare allora [...] esistesse il grande Belli dei Quattro angioloni co le [...] in bocca oppure il grande lirico del Mortorio de Leone [...] il Belli tragico e metafisico [...] Caffettiere filosofo, della [...] secca de strada Giulia o [...] stupenda immagine agghiacciante della morte « che sta [...] in ne [...] »? Chi si sognava il Belli michelangiolesco del Battesimo der [...] maschio o de Li dannati, [...] sconcertante teologo che perdona Satana e lo chiama « [...] povero cristiano [...] der Demonio »? Il Morandi [...] edizione e nel suo commento [...] aveva dato alcun rilievo critico a quei sonetti (quando [...] ne aveva alterato il testo, per [...] alla [...] imprecisa cognizione del romanesco). Sonetti più poeticamente meravigliosi [...] divenuti celebri alla lucè di una interpretazione [...] tutto inosservati sotto il naso del Morandi, [...] discutibile faceva sì che nel Belli egli [...] ricerca delle affinità con i suoi prediletti De Amicis [...] Neri [...] o che riponesse e [...] la [...] più alta stima proprio [...] meno autentici del Nostro, che sono quelli [...] con la tirata e la lagrima. Preannunzi e indicazioni per ima [...] poetica venivano semmai dal Carducci, dal forte scritto del Mazzoni nella [...] Storia letteraria [...] o dalla bellissima [...] il Pascoli, da poeta a [...] aveva dedicato al sonetto La [...] poverella nella [...] Antologia Fior da fiore (una [...] prime alte valutazioni di un grande lirico). D'Annunzio non cominciò a parlare [...] ammirazione per il « nostro Belli immortale » che molto dopo, verso il [...] o il [...] per quanto può [...]. Ma [...] del Morandi non introduceva [...] nel vivo della grande fantasia, della potenza [...] verbale della poesia [...] di cui lasciava in [...] più positivi e i valori più rilevanti [...] esclusivamente storiografica e aneddotica, che riduceva spesso [...] Sonetti [...] una collana di pasquinate: e difatti uno [...] Pasquinate il Morandi premetteva alla [...] edizione, anziché un saggio [...] Belli, Forse per la scarsa stimolazione di [...] per i tempi non ancora maturi a [...] poetica ed estetica in generale che, [...] parte, si andava preparando [...] altri campi (si pensi alla riscoperta di Vico [...] valorizzazione lirica del Di Giacomo, fatta dal De Robertis) [...] è che, nei primi anni di questo [...] Belli era praticamente un poeta dimenticato e nessuno [...] presagire [...] fortuna, il balzo in [...] avrebbe dovuto fare a partire dagli anni [...] essere considerato al di fuori di qualunque [...] dialettale, uno dei poeti maggiori [...] e della nostra letteratura, [...] in ombra molti altri, e divenire il [...] effettivamente il più ricco di anticipazioni e [...] anche di una ricchezza e profondità di [...] la nostra epoca avrebbe cominciato a capire. Poiché, sia ben chiaro, [...] molto e gustarono a modo loro il [...] strali e la forza vernacola dei sonetti [...] Belli, [...] assaporarono la minuzia veristica, ma senza [...] più che tanto e [...] e subordinazione: la decisa attribuzione di valore [...] di confronto con i maggiori della lingua, [...] Novecento. Giorgio [...] « CODINO [...] più nessuno dubita che [...] sia un poeta autentico, [...] uno dei maggiori poeti del nostro Ottocento: [...] è portato a [...] accanto ai grandissimi, al Porta [...] Leopardi per intenderci, e ad [...] alla famiglia europea degli Stendhal, [...] Heine, dei Go-gol. E in questo c'è, [...] di esagerazione. Ma il problema ancora [...] è tanto quello della statura di Belli, [...] natura della [...] poesia che riflette sì, [...] vanno dal tragico al comico, gli umori [...] sotto il dominio dei papi, ma sempre [...] detto autorevolmente [...] « nei limiti di [...] e indiretta, di una sorta di sdoppiamento [...] sè qualcosa di disumano e di disperato, [...] non approda mai, almeno [...] cosciente dello scrittore, a [...] vita e di progresso, e ha bisogno, [...] rinchiudersi ad ogni momento in una esigenza [...] distaccata, obbediente a certe regole di linguaggio, [...] di possibile documento ». Quando Belli sembra entrato [...] ufficiale della società romana, ecco la esplosione [...] dialetto (e-spressione concentrata di fatto in sette [...] al 1837, anche se poi ebbe qualche [...] 1849), che si manifesta senza sostituire [...] anzi in concomitanza e [...] produzione in lingua letteraria, arcaica e raffinata. Ed ecco, subito dopo [...] attività di censore teatrale [...] più reazionari e gretti che la storia [...] il Rigoletto, il Macbeth e il Mose) [...] dei suoi stessi sonetti. Una personalità veramente sdoppiata, [...] su due binari paralleli: [...] ribelle, uno compiutamente conservatore [...] anarchico, uno decorosamente ufficiale e [...] sconciamente plebeo, uno freddamente [...] pietosamente egualitario. Di [...] la duplice interpretazione della [...] poesia che ritroviamo nella storia [...] fino ai due maggiori studiósi [...] dei nostri giorni: il Vigolo [...] punta su una lettura atemporale, in chiave decadente), e [...] (che tende a radicare Belli [...] storico in cui visse e a superare quello sdoppiamento [...] Valore realistico, e quindi rivoluzionario, della [...] poesia: una lettura del tutto [...] antipodi di quella del Vigolo, come si vede, una [...] in chiave realistica e storicistica. Che si richiama a [...] Balzac, e a quella leniniana di [...]. Il limite più vistoso [...] Belli [...] quello che si rivela [...] un lettore non specialista [...] è un limite culturale. ///
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Il limite più vistoso [...] Belli [...] quello che si rivela [...] un lettore non specialista [...] è un limite culturale.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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