→ modalità contesto
modalità contenuto
INVENTARICATALOGHIMULTIMEDIALIANALITICITHESAURIMULTI
guida generale
CERCA

Modal. in atto: NO FILTRO (BD NON AUTORIZZATA)disattiva filtro SMOG

ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1962»--Id 3474529279.

Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org

Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.

La [...] è una bestia, la [...] acqua è una bestia, e [...] le sue farfalle cercano di mordere. Chi sa che cosa [...] Mongolia nasconda nel suo [...] è coperto di pelli, [...] sta lontano dai russi, al di là [...]. Si dice che un [...] lontano, oltre la Cina, che andrà verso [...] Indie, [...] paesi azzurri e sconosciuti, sulle sette spiagge. I kirghisi [...] i quali durante la [...] erano rifugiati in Mongolia, si tenevano più [...]. Si sa che cos'è [...] kirghisi: è futile, è in mica, ci [...]. I kirghisi raggiunsero la Mongolia [...] portando con loro gli armenti, i fanciulli, [...] ammalati. I russi, al contrario, [...] e coloro che riuscirono a giungere fin [...] sani e solidi, perchè i deboli erano [...] sulle rocce della montagna, uccisi o falciati [...]. Le loro famiglie, i [...] i loro greggi, erano caduti nelle mani [...] i cosacchi ciano furibondi come i lupi [...]. Sdraiati sotto le tende [...] sognavano le steppe e le rive [...]. Erano una cinquantina, Ser-guei [...] era il loro capo, [...] si chiamava: « I franchi tiratori della [...] compagno [...] ». I cosacchi si annoiavano. Quando erano inseguiti attraverso [...] immense rocce nere li spaventavano. E quando essi discesero [...] noia si impadronì di loro, perché questa [...] sabbia, erba rada, cielo [...]. Ma [...] tutto era straniero, incolto, selvaggio. E poi non [...] donne. Durante la notte si [...] poi, quando non ne potevano più, sellavano [...] andavano nella steppa a caccia di donne [...]. Appena scorgevano i russi, [...] si stendevano docilmente sulla schiena. Era stupido e anche [...] loro: esse restavano immobili, gli occhi ben [...]. Si aveva [...] di giacere con un [...]. Per paura dei cosacchi, [...] le loro tende più lontano nella steppa. Quando si imbattevano in [...] minacciavano con i incili e con [...] archi, gli urlavano contro, [...]. Chi [...] se sapevano neppure adoperare il [...]. IL FURIERE del distaccamento. ///
[...] ///
Anche il suo viso [...]. Ma le sue gambe [...] forti come quelle di un cammello Quand'era [...] suo volto diventava severo c altero, ed [...] diritto in sella, vecchio [...] e minaccioso. ///
[...] ///
[...] e il segretario [...] furono incaricati di andare nella [...] alla [...] di bei pascoli. Le sabbie fumavano ;;l [...]. [...] ilei cielo scendeva il vento. Il calore saliva dalla terra [...] cr-o il cielo, tremendo. I corpi degli uomini [...] erano duri e pesanti come pietre. Che tetra noia! ///
[...] ///
E [...] disse con una voce rauca: [...] Che praterie, laggiù! Sapevano ch'egli parlava [...] ina i loro volti dalle [...] rade conservarono il silenzio. I loro occhi erano [...] di un amo da pesca. Che caldo! La [...] lacrimosa, ma i suoi occhi [...] piangevano. Solo da quelli lunghi [...] suo cavallo, slombato e senza fiato, colavano [...]. Uno dopo [...] i franchi tiratoti [...] nella steppa, sui sentieri aperti [...] capre selvatiche. Le sabbie bruciavano lentamente. Il vento soffocante si [...] e alla nuca. Il sudore bolliva nel [...] uscire attraverso la pelle inaridita. Alla sera, uscendo dalla [...] tese la mano verso Occidente, [...] Laggiù, dei viaggiatori! Effettivamente, [...] una nube di polvere rosea [...] dalle sabbie. Non erano dello stesso [...]. [...] pretendeva che i kirghisi accampassero [...] lontano, e che non si avvicinassero mai alla valle. Atanasio Petrovic affermava che [...] la polvere era densa; polvere kirghisa. Ma quando la nube [...] più vicina, tutti si trovarono [...] « Degli sconosciuti. [...] e il furiere [...] erano stesi [...] del vallone. Il furiere piagnucolava, soffiando [...]. [...] stava sempre vicino :i [...] coraggio, e il suo pesante cuore di [...] sentendo [...] lanieri, tarsi come un [...]. La polvere si svolgeva [...]. Le ruote facevano un [...] le lunghe criniere nere dei cavalli turbinavano [...]. [...] disse con sicurezza: « Sono [...]. ///
[...] ///
E chiamò [...]. La piccola carrozza trasportava [...]. La polvere velava i [...]. Le persone col chepì [...] sembrava nuotassero in un turbine giallo. La canna [...] un fucile compariva, ogni volta [...] una mano armata di [...] emergeva dalla polvere. [...] rifletté un istante prima di [...] Ufficiali. ///
[...] ///
[...] » La carrozza trasportava le [...] e ! I cavalli galoppavano allegramente, e [...] una volpe con la [...] coda, la vettura cancellava le [...] tracce con la polvere mongola. Atanasio [...] disse con la [...] voce strascicata c lacrimosa:« io. [...] si [...] in viso, aprendo silenziosamente [...] del suo fucile. Ciò che lo incolleriva [...] che gli [...] si avventurassero nella steppa [...] scorta, come se fossero seguiti a poca [...] come se annunciassero la morte ai cosacchi. Improvvisamente, un ufficiale si [...] sulla carrozza per scrutare la steppa. Ma ci si vede male [...] mezzo alla polvere. Nel vento della sera le [...] bruciate sui margini della valle sono rosse, le pietre [...] a corpi di cavalli. Che specie di pietre? Forse [...] polvere rossa la carrozza, le ruote. ///
[...] ///
In un sol colpo due [...] cadono. Le redini piombano giù, [...] sozzate. I cavalli balzarono. Poi, ad un tratto, [...] apparvero chiaramente. Tremando in tutti i [...] abbassarono il capo c si fermarono. Atanasio [...] disse: « Morti. I cosacchi si avvicinarono, [...]. Le persone col chepì [...] erano morte. Stavano sedute, una contro [...] le teste gettate [...]. Un uomo e una donna. I capelli di lei, [...] mezzo neri, erano sciolti. II suo seno gonfiava [...]. Non bisognava mettere un [...]. Come [...] noi si volesse uccidere una [...]. Atanasio [...] sputò indignato:« Assassino e [...]. Carogna, tu noti hai. Dammi un pezzo [...] carta ». La [...] manina era stretta [...] di una coperta bruna. Era un lattante, un [...] dolcemente. Intenerito, Atanasio Petrovic mormorò: [...] un po'. Le [...] lasciati i suoi abiti; [...] spogliato e sepolto nudo nella sabbia. ATANASIO Petrovic [...] la strada del ritorno sulla [...] catturata. Egli teneva il bambino fra [...] sue mani, lo cullava [...] dolcemente la canzone dei [...] piccolo [...] tristemente. Dopo il pasto, ci si [...] che accorreva [...] du [...] al piccino. Egli piangeva senza posa. Atanasio Petrovic masticò un [...] poi nella bocca aperta [...] faceva un gesto con le labbra:« [...]. [...] buono! Ma il marmocchio chiuse [...] volse il capo. Egli non voleva mangiare. Piangeva con una voce nasale [...] stridula. I cosacchi circondarono il [...]. Essi lo guardavano, in [...]. ///
[...] ///
Le loro guance e [...] erano lucide di grasso [...] montone. Le loro giubbe erano [...]. I loro piedi nudi [...] la terra mongola. Qualcuno propose:« [...] della zuppa ». SÌ fece raffreddare la [...]. Atanasio Petrovic immerse un [...] poi lo ficcò nella bocca ilei piccino. La zuppa grassa colò [...] coi vi i a di lana. Il bimbo rifiutò [...] mangiare, mettendosi . Come lare?. [...] salami, due qualche [...]. Grandi, con i loro [...] testavano lì, imbarazzati. ///
[...] ///
Ma il piccolo [...] I gli è innocente ». I cosacchi etano [...]. [...] scoppiò a ridete. Quando sarai glande volerai [...]. ///
[...] ///
Ma i cosacchi non [...]. Atanasio Petunie alzò il pugno, [...]. Egli pestò i piedi, agitò [...] braccia, [...] ad [...] Ina mucca. [...] una vacca che gli [...] le. [...] col votate una decisione: [...] Atanasio [...] e lini [...] sarebbero andati nella sleppa, li. I incili vernicio appesi alla [...] gli ti. Un giovanotto si sedette [...]. Per divenirsi, e divertire [...] tan-to sp. Oh, le sabbie mongole, [...]. Oh, la pietra azzurra [...]. Oh, le mani cattive [...]. Nel campi», i cani abbaiano [...] i lupi, contri» il buio. I [...] erano fuggiti per paura [...]. Si possono guardare le greggi [...] moi [...] puzza di algol e [...]. Dietro alle tende, ci [...] e il lago. I kirghisi uscirono dalle tende, [...] I [...]. ///
[...] ///
In [...] secondo essi [...] sui loro cavalli, come se [...] fossero giorno e none [...]. La sleppa [...]. I giunchi gemettero come [...] Ahi. [...] col suo liso grossolano [...] Noi non siamo stalloni. Credono finse che noi [...] pronti a. ///
[...] ///
Atanasio Petrovic, dopo [...] scorrazzati» per [...] si preparava già a pai [...] con i suoi compagni, quando [...] ricordò:« [...] ii poppatoio? Diavolo, ci siamo [...]. Egli ritornò nelle tende [...] un poppatoi. Egli teneva il tizzone con [...] mano e [...] la pistola. Non si covava mi [...]. Le donne kirghise, [...] la testa ricoperta da uno [...] stavano [...] stese sui tappeti felpati. I bambini strillavano. Atanasio Petrovic si incollerì, ed [...]. Dammi un poppatoio, sporca [...]. La donna pianse, incominciando [...] tunica di velo, poi [...] camicia. ///
[...] ///
Un lattante avvolto [...] frignava vicino a lei sul [...]. Invece Atanasio Petrovic le [...] li strinse, e fischiò [...] gioia. ///
[...] ///
Che cosa?. Sei quel che ci [...]. ///
[...] ///
[...] egli uscì trascinando la donna [...] la mano. [...] la [...] salire sopra alla [...] sella, e galoppò verso la [...] di [...] verso il distaccamento. Ma giunti al distaccamento, tu [...] una cosa. Atanasio Petrovic non aveva [...] la kirghisa aveva portato con sé anche [...]. Abbiamo le mucche, e [...] ben piantai ì ». La kirghisa, silenziosa e [...] per allattare i neonati. Essi [...] ano tutte due distesi [...] Icilio della [...] tenda: uno bianco e [...] pigolavano con una voce identica. Una set lituana dopo, [...] Atanasio Petrovic si lamentò:« Ficco, compagni. ///
[...] ///
Questa canaglia di kirghisa [...] sacco: ella dà tutto il latte al [...] per il nostro non ne resta più. Io [...] spiata. Venite a vedere ». I piccini erano come [...] uno bianco, [...] giallo come un melone [...]. Ma il russo aveva [...] di quello kirghiso. Atanasio Petrovic fece un [...]. ///
[...] ///
[...] parli», ma stavolta senza [...] Sei meschino, sei debole, [...] ». Venne presa una pertica, la [...] misurò sopra una barella per [...] in due parli eguali, poi [...] due piccoli furono sospesi alle due estremità, per vedere [...] pesava di più. I Disegno di Piero [...] attaccati con corde di [...] I [...] attaccati con corde di crine, strillavano, dimenandosi [...] dai quali usciva un odore agro [...] bambino, l. I cosacchi, in silenzio, [...]. [...] bilanciare » disse [...]. Atanasio Petrovic tolse la [...] mano che teneva ferma la [...] e il piccino russo [...]. Ciò ristabilì [...] fra i piccini. I cosacchi si agitarono, mettendosi [...]. Nessuno se [...] accorto ». ///
[...] ///
Alcuni venerabili cosacchi [...] Come vuoi che si possa [...] poi, dopo tutto, si tratta del suo . Atanasio Petunie incominciò a [...] in terra vociando:« E allora, un uomo [...] negato per colpa [...] uno sporco piccolo pagano?. E allora?. Bisogna che muoia il [...] V. I [...] gnaularono [...]. Egli era magni bianco. I cosacchi erano turbati. [...] disse ad Atanasio Petrovic: [...] Ascolta. ///
[...] ///
Ne abbiamo gì. Questo non sarà che uno [...] più. I cosacchi guardarono [...] poi se [...] . Atanasio [...] prese il pi». ///
[...] ///
Due giorni dopo i [...] di piedi [...] alla tenda della kirghisa, [...] sopra alle spalle [...] come la donna, seduta [...] allattasse il piccino bianco. ///
[...] ///
Atanasio Petrovic rideva teneramente, e [...] diceva con una voce [...] come poppa bene. Oltre la tenda di [...] le valli, le rocce, la steppa della Mongolia [...]. [...] galoppava la Mongolia, bestia selvaggia [...] triste. ///
[...] ///
[...] galoppava la Mongolia, bestia selvaggia [...] triste.

(0)
(0)


Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.

Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
Visualizza: adotta una pagina della Biblioteca digitale KosmosDOC

Consultazione gratuita del cartaceo in sede: .

Biblioteca Digitale


Perché è necessario essere utente di una biblioteca abilitata al sistema KosmosDOC per visualizzare la descrizione catalografica, le istanze materiali nei singoli inventari, la trascrizione completa e l'oggetto digitalizzato?
Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(310)
(1)



La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(284)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(262)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





Filtro S.M.O.G+ disabilitato. Indici dal corpus autorizzato

visualizza mappa Entità, Analitici e Records di catalogo del corpus selezionato/autorizzato (+MAP)




Interfaccia kSQL

passa a modalità Interfaccia kSQL