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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 3456910715.

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Scontri [...] e nelle vicinanze. Si spara: muore [...] Settimio [...]. Francesco Cossiga, ministro degli Interni, [...] manifestazioni. Il 12 maggio i [...] del referendum sul divorzio, [...]. Interviene la polizia: una pallottola [...] ed uccide [...] Masi, studentessa diciannovenne. La polizia nega ogni [...] «Il Messaggero» pubblica la foto di un agente [...] spara. Cossiga è messo sotto [...] e demoproletari. ///
[...] ///
Un gruppo di autonomi uccide [...] sottufficiale di [...] Antonino [...]. ///
[...] ///
Intellettuali francesi, da Sartre [...] da [...] a [...] e [...] denunciano la repressione in Italia, [...] Pci di essere la «nuova polizia». ///
[...] ///
Convegno sulla repressione. ///
[...] ///
[...] è egemonizzata dagli autonomi, [...] interventi di altre forze. Il vero convegno, cui [...] offre spazi e strutture [...] per le strade coinvolgendo anche i cittadini. Racconto e analisi di [...] divise profondamente la sinistra [...] metropolitano. [...] Franco Berardi [...] francese [...] degli esclusi SE IL FEBBRAIO [...] fa ha un colore questo è il [...] un odore è quello acre e insopportabile [...] ha un rumore è quello delle grida [...]. Eppure siamo sicuri che [...] migliaia di giova-ni di allora questo giudizio [...] il colore sa-rebbe il rosso delle bandiere [...] pitturate, il rumore quello del-le risate e [...] di sta-re in piazza. Rimarrebbe uguale [...] perché i lacrimogeni erano [...] cortei del sa-bato pomeriggio a Roma e [...] italiane. Il [...] è stata una stagione [...] giudizi irrevocabili, di amarezze e di [...]. Il [...] è stata una stagione di [...] e di creatività. Tra questi due estremi, [...] memo-ria di chi [...] sta la verità. Tutto cominciò senza troppi [...] con mille sotter-ranei mutamenti. Tutto cominciò, forse, nel [...] risultati eletto-rali di giugno in un clima [...] e Pci si fronteggiano, [...] al [...] a evitare il crollo [...] amministrativo del 1975, i partiti sono aspramente [...] la loro contrappo-sizione consente ad ambedue di [...]. La [...] torna al 38,7 per [...] Pci tocca la vetta del 34,4: insieme rappresentano [...] per cento degli italiani divisi a metà. Da una parte il voto [...] massimizzato [...] di cambiamento [...] il grande compattamento moderato intorno [...] «diga» democristiana. Ma la situazione è [...] strategie di fondo dei due partiti fi-niscono [...]. A sinistra si apre [...] politico, un vuoto che [...] non aveva mai conosciuto: [...] a sinistra, mentre i con-flitti sociali non [...] e mentre quel [...] di organizzazione della sinistra [...] dissolvendo davanti ad una radicalità nuova dei [...] fatti sempre meno di studenti e giovani [...] più di emarginati. Tanto più che anche [...] dello studente, con [...] della scuola di mas-sa, [...] meno defini-bile e meno garantita. È una lunga premessa, [...] si ca-pirebbe nulla di quel febbraio ini-ziato [...] piazza Indipendenza a Roma. [...] un corteo partito [...] si scontra con la polizia, [...] rotti i cordoni davanti a via Sommacampagna, dove [...] una sezione fascista, compaiono le [...]. Per la prima volta, [...] che già conosce il terrorismo dei [...] e delle prime [...] si spara du-rante una [...] in mezzo a migliaia di persone. Ci sono feriti. ///
[...] ///
È il segnale che qualcosa [...] nuo-vo sta avvenendo. Il movimento oc-cupa [...] a Roma, iniziano le occupazioni [...] a Bologna, [...] capitale del [...]. Durante le assemblee il [...] vengono fischiati e caccia-ti giornalisti non amici, [...] de [...]. Le grida sono quelle [...] «scemo, scemo», ma il senso di intimidazione, [...] è palpabile. La sini-stra stenta a [...] succede: chi [...] nelle facoltà oc-cupate? Degli [...] mo-vimento più composito con cui è possibile [...] La [...] im-provvisa, arriva però il 17 feb-braio. [...] e [...] decidono di tenere una manifestazione [...] di Roma. Una decisio-ne «strana», che [...] la possibilità per la sinistra tradizionale di [...] volon-tà di non lasciare il campo ad [...] confusa-mente come avversario. Una pro-va di forza, ma [...] che vio-lenta. Quella mattina nel piazzale [...] asciutta e la statua della Minerva, proprio [...] arrivano lentamente gli operai delle fabbriche, i [...] Pci. ///
[...] ///
Il servizio [...] si schiera, fragile come un [...]. [...] non [...] neppure un poliziotto, non possono [...]. Dalla facol-tà di lettere [...] le gradina-te e verso il rettorato si [...] ragazzi, compare qualche casco, qualche sciarpa sul [...] sberleffi. Compaiono gli indiani metropoli-tani, quelli [...] i media definisco-no [...] creativa del movimento», che strillano «Lama chi [...]. Due pezzi di sinistra [...] rosse di qua e di là, ma [...] solo gelo e grida. Il comizio è inascoltabile: [...] cui parlano gli oratori arrivano parole smozzica-te, [...] dagli slo-gan. Poi, mentre parla Lama [...] tutto si fa improvvi-samente concitato e «inevitabile»: [...] sindacale si spezza, la folla ondeggia, partono [...] il camion. Tra le gri-da si [...] destinato a restare come un peso nella [...] mani alzate come pistole. Un gesto assurdo, quasi [...] che fanno i bambini che giocano ai [...] una minac-cia, un simbolo. Lama viene por-tato via [...] e da gruppi di operai che gli [...] il camioncino è rove-sciato e distrutto. Dentro [...] ci sono dieci minuti [...] calci, caz-zotti, colpi di bandie-ra, grida. È successo [...]. I mili-tanti del Pci, [...] che come noi erano lì come cro-nisti, [...] dai cancelli si guardano con un misto [...] di rabbia. Qualcuno grida verso gli [...] «fascisti»: è una reazione automa-tica, comprensibile. Quegli operai non avevano mai [...] piede [...] ma in vita loro [...] battuti mille volte in piazza [...] il salario, per il Vietnam, per la libertà di [...]. E credevano che [...] fosse anche loro. Si respirava il senso di [...] sconfitta, persino personale. La frattura era lì, [...] della Sapien-za chiusi: gli studenti dentro e [...]. Poi arrivò la polizia [...] ripresero. Alle quattro del [...] regnava un ordi-ne mortifero: [...] agenti con i fazzoletti sul volto, caschi [...] abbas-sate, davanti al nulla, alle strade disselciate, [...] con le macchine in sosta e i [...] pungente del fumo bianco dei lacrimogeni. Per il movimento era stata [...] svolta decisiva. Qualcuno sui giornali parlò di [...] del padre», di una sorta di rito simbolico con [...] ci si disfa [...] presenza del passato e dei [...] tutori. Difficile dire se fosse [...]. Difficile, perché quel movimento [...] storie tanto diverse: forse era vero per [...] spalle una militanza nei gruppi della sinistra [...] Pci avevano dovuto co-munque misurarsi. Ma per la gran [...] senza storia po-litica e pieni di rabbia [...] «pa-dre» da uccidere. Il movimento aveva, [...] detto fino alla nau-sea, molte [...]. Ma sarebbe manicheo cercare [...] buoni e cattivi, in au-tonomi e creativi, [...] che pure [...] (e quante volte [...] manifestata anche nel movimento [...] allo spegnimento) era meno forte [...] che esisteva tra quei [...] sentivano traditi, non rappresentati, arrabbiati con tutti, [...] Stato e con quella si-nistra che invece con [...] Stato [...] sempre più identificandosi (anche quando gli apparati [...] Stato [...] facevano che tramare contro di lei e [...]. Era solo [...]. Il movimen-to, trasferito ai [...] facoltà periferiche, nel-le case dello studente, torna [...] 5 marzo a Roma e sono di [...] nei pressi di piazzale [...]. E [...] a Bologna la polizia [...] chiamata dal ret-tore, dopo che il movimento [...] giovani di Comu-nione e liberazione, e uccide Francesco Lorusso, [...] studente che aveva militato in Lotta Conti-nua [...] 1976). La città viene investita da [...] di scontri, di «guerriglia urba-na», come allora si [...] a di-re. Radio Alice, la voce [...] e [...] viene chiusa, Francesco [...] Berardi fugge a Parigi, [...] mandato di cattura. La reazione [...] di Lo-russo è immediata: per [...] 12 mar-zo è indetta una manifestazione nazionale del movimento [...] Ro-ma. Il ministro degli Interni Cossi-ga [...] ma a piazza Esedra si raccolgono almeno [...]. È un corteo impressio-nante [...] sfilare mentre intorno si sbarrano tutte le [...] carico di tensione e senza neppure un [...]. [...] ha preso la testa [...] coi collettivi uni-versitari romani: il gesto della P [...] da decine di migliaia di mani fa [...]. Dopo via Ca-vour il [...] nel si-lenzio irreale dei Fori Imperiali, passa [...] Pa-tria senza che intorno passi nep-pure [...]. La polizia chiude coi [...] Corso ma pro-prio a piazza Venezia comincia-no [...]. Da una parte e [...]. Arrivati a piazza del Ge-sù [...] sono già [...] le bottiglie molotov esplodo-no [...] qualche vol-ta a grappoli dentro grandi buste [...]. Man mano che il [...] lascia dietro barrica-te di auto mezze bruciate. Sul lungotevere viene presa [...] la saracinesca è sfon-data usando [...] ariete [...] di passaggio. Dal negozio, men-tre il [...] pas-sa quasi senza [...] escono in tanti, con [...] qualche canna da pesca. Finirà quasi tutto in [...] Te-vere, quando il corteo, ormai a sera, si [...] piaz-za del [...] dove la polizia ha [...] e risponde coi lacrimogeni e colpi [...] da fuoco alle molotov [...]. È [...] di violenza come non [...] mai vista, gestita da pochi [...] vissuta da moltissi-mi. Qualcuno nelle assemblee che [...] giorni successivi dice chiaramente che se le [...] il movimento è già finito. In effetti mai più si [...] una simile partecipazione. Da quel giorno i [...] saranno molti, ma co-me segnati, nel loro [...]. Il 21 aprile in [...] San Lorenzo con qualche mi-gliaio di persone [...] con [...] di un agen-te, Settimio [...]. Il 12 maggio, per [...] vittoria referendaria del divorzio e per rompere [...] manifestare imposto da Cossiga (e criticato, finalmente, [...] Pci [...] dal Psi del [...] i radicali promuovono un [...]. Stavolta è la polizia a [...] e uccidere una ragazza, [...] Masi. Il 14 maggio a Milano [...] di autonomi, dopo una «spesa proletaria» (ov-vero [...] massa) in un negozio spara e ammazza [...] polizia Antonio [...]. Violenza pesante, che si ac-compagna [...] non [...] con quella terroristica. ///
[...] ///
Anno di incubazione [...] peggiore 1978, quello di Moro. Nel frattempo il movimento [...] preso tra la vio-lenza, le strade «blindate». Ac-compagnato dalla simpatia dei [...] illuminata, dal Corriere della sera, sostenuto dalla [...] francesi come [...] Sartre, [...] che solidarizzano con i [...] i dissidenti in lotta contro il compromesso [...] avvitato su se stesso. In questi mesi il Pci [...] come attonito: lo schieramento degli in-tellettuali francesi, [...] aggiun-gono le voci di Sciascia e Monta-le, [...] un intervento durissimo di Amendola che su [...] occorre «spazzare gli equivoci e sapere chi [...] la sal-vezza della democrazia ed è pronto [...] sacrifici e chi sta [...] parte». Non ci si parla, [...] capisce. E [...] si prepara una sconfitta più [...]. [...] «Fummo i veri profeti della [...] del lavoro» DALLA NOSTRA REDAZIONE [...] 1. Radio Alice e il [...]. Parole via etere, inviti [...] a toccarsi, a pren-dere possesso della città. Parole an-che di guerra, [...] Francesco Lorusso. Insorgere non è reato. Il diavolo a Radio Alice, [...]. Leader per caso -«Perchè [...] tutti leader», dice [...] -di quella rivoluzione che [...]. A quel tempo, Franco Be-rardi, [...] era [...] spon-da. Da una parte [...] la città ben amministrata, [...] lavoro ben organizzato, forte, gli studenti delle [...] badavano al sodo. Lui era [...] parte, contro il lavoro, [...] per [...] di tutti e, forse, [...] degli esclusi al potere. Che arrivavano a Bologna [...] in un ricco tessuto sociale che, forse, [...] mai accettati completamente. Franco Berardi detto [...] adesso è un esploratore [...]. È anche scrittore. Sarebbe insegnante comu-nale ma [...] ha un distacco al Consorzio [...]. Tra qualche settimana uscirà [...] a cui ha dedicato molti mesi. Dice chiaramente di non [...] cele-brare il [...] perchè non è un roman-zo. Piuttosto gli piacerebbe affronta-re il [...] vero del [...]. Che è anco-ra attuale. In una parola, nemmeno troppo [...] la riduzione del lavo-ro. E in una formula allora [...] e abusata: i [...] bisogni. [...] ma non si può di-menticare [...] fatto scatenante della follia del [...] a Lama [...] di Roma. Non si posso-no nemmeno [...]. Ok, partiamo da [...]. Continuo a pensare che lo [...] di Lama [...] sia stata [...] unila-terale. Per [...] in una frase, sia-mo stati [...] tutti e due, Lama e il Movimento. Però, proprio perchè molto [...] lì, ti dirò qual è sta-ta, secondo [...]. La [...] la trattiamo dopo. ///
[...] ///
Lama credeva, allora, che [...] lavoro andasse affrontato in termini di difesa [...]. E con lui il Pci. Il compito principale del [...] difendere il posto di lavoro. Noi, in-vece, dicevamo che [...] esistente del lavoro era un errore fondamentale. Per questo mettemmo in [...] del lavoro. Quello era il tema [...] Movimento. E se penso al [...] non mi sembrano trascorsi [...] ma due giorni. Il tema del lavoro, [...] te-ma centrale anche oggi. Vuoi dire questo? Sì. Quando vedo che il [...] due milioni a chi com-pra un tubo [...] che siamo rimasti al [...]. [...] dovreb-be pensare invece [...] innovativa. Dai ragazzi del [...] veniva espressa la voglia, anche [...] giocosa, di mettere in discus-sione [...] capisaldi. Era e resta una questione [...]. Non è solo il problema [...] riduzione [...] ma: cosa faccio della mia [...] sta tutto [...] Io penso che a quel [...] gli operai si dovessero alleare con chi li aiutava [...] meno e non con lo Stato. Il vero mutamento sociale [...] lì. Il Pci non avrebbe [...] sovrapporre il suo modello [...] comporta-mento che nasceva da una figura so-ciale [...]. Invece, al convegno [...] Enrico Berlinguer disse che [...] intellettuali era rafforzare quella democrazia. E la scelta dello scontro? La scelta dello scontro si dovette proprio [...] che [...] del [...] operaio andasse sovrapposta a [...] incompatibile. Se fosse stato tutto [...]. Tutti ri-cordiamo le violenze [...]. ///
[...] ///
[...] del Movimento esi-stevano due vocazioni, [...] tardo le-ninista e una post-moderna e tra-sversale. Purtroppo prevalse la linea [...]. Nel settembre del [...] non avremmo dovuto essere [...] dello sport di Bolo-gna. [...] di Francesco Lorusso, però, è [...] sconfitta più grossa. È stato un disastro [...] sconfitta più grossa è stata la non [...] in at-to. Sconfitta che riguardava sia [...] Pci. Il disastro [...] di Francesco ha accelerato lo [...]. Era indispensabile sbaraccare Bolo-gna [...] era un sim-bolo. ///
[...] ///
Di fronte [...] armato non [...] più nulla da fare. Volevano fer-marci subito e [...] mesi di tempo. Dovevamo dare a quel movimento [...] connotazione pubblica per mettere in moto la nuo-va idea. E adesso cosa succede? Sul [...] reciproco riconosci-mento sono stati fatti passi in [...]. Restano alcuni nuclei irrisolti. Io continuo a pensare [...] non sia buono, ad esempio. In-vece gli altri mi [...] che è fallito il comunismo, che era [...] è buono. Ma per-chè? Mi sembra [...] sia mi-gliorata, ma ha ancora il senso [...] il fallimento del falso so-cialismo. È lunga [...] del [...] Sì, [...]. Soprattutto perchè non esistevano [...]. Con i gio-vani, forse per [...] sorta di vergogna, non ne abbiamo mai parlato del [...]. ///
[...] ///
Molti comportamen-ti giovanili di [...] continuità senza [...] il peso. [...] di gerarchie nel Movimento del [...] è molto simile alla rete telematica. Ah, se nel [...] invece che occuparci di [...] avessimo fatto funziona-re le banche [...] tempo. Nella rete trovi stimoli, [...] la de-menza. Ecco, la parola demenza [...]. La violenza, la rivolta [...] demente. Ma nel [...] chi ha vinto? Forse, abbiamo [...] tutti. Ma se tu dovessi [...] di oggi cosa era il Mo-vimento del [...] spieghe-resti? Direi che fu una specie di [...]. Dei processi lavora-tivi, delle [...] modelli cognitivi, della sensibili-tà. Direi che pur essendo [...] una massa felice e creativa fu presagio [...] che si diffondono in questa confusa e [...]. Nel [...] nacquero i movimenti creativi, ma [...] il ribellismo punk inglese e la [...] ovvero il diventare rete [...] post industriale. Racconterei un clima che [...] così cambiato. ///
[...] ///
Racconterei un clima che [...] così cambiato.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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