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Tutto finito dunque a [...] ri-voluzione [...] e davvero si deve [...] del [...] Non può certo destare [...] che anche a Mosca abbia trovato una [...] che si possano e si debbano asso-ciare [...] giudizio, sotto il segno del totalitarismo, lo Stato [...]. [...] far toccare [...] ciò che ha accomunato in [...] campi -il ruolo attribuito alle arti figurative, al cinema, [...] allo sport nella formazione [...] si [...]. E in verità certe [...] questa o in quella capitale di campo [...] erano allineati migliaia di giovani o certi [...] degenerata», potevano appa-rire intercambiabili. Thomas Mann ha scritto [...] Diario che le sentinelle delle S. Né si era [...]. [...] motivazioni diverse, comunismo e fascismo [...] avuto in co-mune aspetti importanti della concezione dello Stato, [...] che ciò che è individuale e privato debba essere [...] rispetto a [...] collettivo, [...] la critica [...] sue regole. Simili valutazioni hanno avuto [...] si sa, soprattutto in Germania, e proprio [...] studi tedeschi un gruppo di ricercatori di Mosca [...] lo scorso anno un volume che permette [...] punto sul revisioni-smo russo. Seppure il titolo [...] «Il totalitarismo [...] del XX secolo», sembra [...] circa le intenzioni dei suoi autori, il [...] uno studioso di storia tedesca, [...]. [...] e da [...] nota da noi per i [...] studi su Gramsci, N. [...] si apre con [...] che già nel titolo, «Ipotesi [...] fissa dei limiti circa la possibilità di [...] orbi la formula derivata dai lavori di Hanna Arendt, [...] così un poco le distanze da coloro [...] vengo-no fatti sono quelli di Nolte, [...] Fisichella, De Felice, Gentile [...] convinzione hanno insistito sulla possibilità di unificare [...] i protagonisti del secolo che sta per [...]. Nei saggi contenuti nel libro [...] affrontati i [...]. [...] sulle responsabilità che andrebbero attribuite [...] Stalin in connes-sione [...] allo scopo di favorire, [...] sovietica, [...] delle ostilità tra la Germania [...] gli [...]. E ancora, a guerra [...] ci riferiamo a opere successive a quella [...] carattere [...] che avrebbe avuto il [...] Stalin, a [...]. Utilizzando per la verità [...] senza preoccuparsi troppo cioè di trovare riscontri, [...] nelle loro ma-ni, i «revisionisti russi» sono [...] «quello che avrebbe potuto [...] è stato. [...] uscito in una pubblica-zione diretta [...]. /// [...] /// Ma altri studiosi, e tra [...] lo stesso [...] da lui curata, hanno messo [...] rilievo [...] stata [...]. Nello stesso libro A. [...] pur sostenendo che la Russia [...] un regime totalitario di tipo classico, si [...] possa definire «inevitabile» e senza alternative la [...]. Ignorando la formula, lo [...] ad-dentrato poi nella vicenda specifica della costruzione [...] Russia [...] regime di Stalin mettendo inevitabilmente in luce [...] lo hanno caratterizzato rispetto ad ogni altro. E cioè il suo [...] come momento di una auspicata rivoluzione socialista [...]. Quello del totalitarismo sarebbe insomma, [...]. Quel che [...]. [...] prima di [...] che cosa avrebbe potuto esserci [...] è stato [...] di Stalin, [...] a [...] 1941 e quello che ne [...] seguito sino alla battaglia di Stalingra-do e a quella [...] Berlino. Tuttavia anche il patto [...] con le sue carte segrete, [...] senza dubbio un fatto. Forse per comprendere la logica [...] questa come di altre scelte di Stalin che non [...] e non possono trovare sufficienti spiegazioni pen-sando alla storia [...] con [...] della rivoluzione socialista [...] credere ad esempio [...] battaglia contro i «revisionisti russi» [...] avuto altra scelta, per salvaguardare gli interessi dello Stato [...] al di fuori di [...] real-politik [...] geopolitica. [...] che è inevitabile porsi [...] con Stalin non sia mutata la natura [...] Stato sorto [...] trasformando di fatto la [...] altro, in rivo-luzione russa in primo luogo, [...] uno strumento per mante-nere in piedi il [...] zar. E questo anche se aspetti [...] fondo [...] vocazione [...] Sovietica sono certa-mente rimasti, per [...] a ben scarsi risultati si giungerebbe se si di-menticasse [...] ruolo avuto nelle vicende [...] e di questo seco-lo, [...] socialista. Ma se così sono [...] che si può dire oggi [...] 1917? [...] della rivoluzione mon-diale -ha [...] Aleksandr [...] che è stato uomo [...] spaventato [...]. Improvvisamente a Ovest hanno [...] gli approc-ci pragmatici e questi hanno dettato [...] nel rapporto [...] dando vita a [...] crescita [...]. [...] la rivoluzione [...] e [...] di [...] siano ser-vite più [...] che a noi». Insomma se è vero che [...] si può guardare [...] come Marx aveva potuto guardare [...] Co-mune di Parigi, è anche vero che, col [...] una straordinaria [...]. [...] se stessa, a Mosca come [...] non ha oggi altra strada che quella della [...] in sorte di dominare il [...] è però finita per [...]. Dieci libri chiave da [...] Ecco [...] testi consigliabili per approfondire [...] E. [...] «La rivoluzione bolscevica 1917-1923», Einaudi. [...] «Illusioni e realtà della Rivoluzione [...] Einaudi. [...] «Storia della Rivoluzione russa, 1917-1921», Einaudi. [...] «Il profeta armato. Trockij 1890-1921», Milano, Longanesi, [...]. Figes, «La tragedia di [...]. La Rivoluzione russa 1891-1924», [...] Corbaccio. Medvedev, «La Rivoluzione [...] era ineluttabile?», Editori riuniti. [...] «La Rivoluzione russa», Mondadori. Reed, «I dieci giorni [...] mondo», Editori riuniti. [...] «La Rivoluzione russa dal 23 [...] al 25 ottobre», Laterza. Trockij, «Storia della Rivoluzione [...] Mondadori. La guardia rossa delle [...] di [...]. Lo storico Massimo L. Salvadori non ha risparmiato [...] ai regimi comunisti sino a quando so-no [...]. Né ha mai fatto mistero [...] netta scelta [...]. Oggi, a ottanta anni [...] di quella rottura storica come di una [...] e si confronta con [...]. Professor Salvadori, a [...] dopo la cadu-ta del [...] si [...] «Si è trattato senza [...] grande evento che ha cambiato il mondo [...] un settantennio, ha influito in maniera enorme [...] del tutto imprevisti da co-loro che [...] promosso e quindi è [...] da parte non soltanto dei suoi iniziato-ri, [...] suoi prosecutori. Questa perdita di controllo, che [...] è proposta a ondate successive, costi-tuisce [...] giudizio [...] im-portante per comprendere la storia [...] comunismo sovietico a partire [...] del 1917. Il che è tanto [...] si tiene conto che i bolscevichi ritenevano [...] e quindi della [...] pia-nificare con certezza, nelle [...] sviluppo storico. Lenin considerava il marxismo [...] non fallisce, e i suoi eredi, pur [...] eressero il pensiero di Lenina marxismo [...] della rivoluzione interna-zionale. Lo stalinismo si fondò [...] Lenin avesse fornito la prima grande prova [...] conquistando il potere e [...] alla vittoria della guerra civile. Stalin fornì la seconda [...] comunismo, edificando la potenza dello stato negli [...] Trenta, [...] la guerra contro il nazismo e infine [...] il campo socialista internazio-nale. Dopo Stalin, [...] rinnovò [...] che il comunismo sovietico [...] predicò che [...] sovietica avrebbe presto su-perato [...] Stati Uniti sul terreno eco-nomico. Breznev a [...] volta, teoriz-zò che il [...] il meglio che la storia avesse mai [...] la realizzazione del comunismo era a portata [...]. E [...] iniziò la propria opera [...] pieno stile sovietico, promettendo [...]. Ma la storia spesso [...]. Lenin dopo [...] dovet-te [...] inter-nazionale, ma [...] della Russia sovietica; non [...] di [...] ma il costituirsi di uno [...] che faceva riemergere aspetti so-stanziali del vecchio centralismo burocratico [...] non il formarsi di un gruppo dirigente bolscevico [...] più laceranti. [...] mise sotto ac-cusa Stalin e [...] parte della [...] opera. Così fece Breznev nei [...] altrettanto [...] verso [...] di Breznev. La storia [...] rotture, [...] della intangibile fedeltà a Lenin [...] al leninismo. E dal mantenimento del [...] parte dei vertici del partito unico. [...] dire, la rivoluzione [...] fu un avvenimento che si [...] grandiosa, ma sulla base di un crescente divorzio dai [...] su cui venne fondata. Non realizzò né la [...] un migliore ordine politico, bensì uno stato [...]. Alcuni storici hanno sostenuto che, [...] ebbe un ruolo pesante-mente negativo, tragico nella [...] positiva altrove. [...] del comunismo sovietico, cioè, avrebbe [...] forza ai movi-menti sindacali e alle [...] occidentali. Ritiene [...] «La questione va posta in [...]. [...] ha sempre costituito un gigan-tesco [...] circa [...] anche in Occidente di una [...] sociale che attende-va soluzioni. Bisogna però distin-guere, a [...] e dei pe-riodi. Distinguerei gli anni [...] da un lato, e [...]. Nella prima fase, in tutta [...] la strategia del [...] sovietico ha avuto effetti preva-lentemente [...] sul movimen-to operaio legato alle [...] favorendo [...] dei regimi totali-tari e autoritari [...] destra. Nella [...] seconda guerra mondiali e [...] del comunismo nel mondo hanno [...] fattori determi-nanti per indurre non solo le [...] -a partire [...] inglese [...] delle politiche sociali dei [...] scan-dinavi -ma anche altre correnti [...] soprattutto [...] di sinistra e cristiano sociali, [...] costruire le istituzioni dello Stato [...]. Altri [...] «giusta» fosse quella del febbraio. [...] gloriosa rivoluzione che abbattè un [...] arcaico e oppressivo come quello zarista e aprì [...] fase di democrazia della storia [...] prima del crollo del [...]. Ma la [...] inequivocabile di non possedere [...] e sociali per assicu-rare il proprio sviluppo [...] stesso, [...] di un immenso [...]. [...] passato era soverchiante e la [...] nella culla. Conferito il peso necessario [...] si può capire allora in qual senso [...] sia risultata inevitabile di fron-te ad una [...] compo-nenti [...] in maniera [...]. Il bolscevismo ricostituì [...] di gran parte del vecchio [...] ma lo fece stabilendo una forte conti-nuità con lo [...] ne riprese il centralismo burocratico e il caratte-re antidemocratico, [...]. Il comunismo sovietico fu il [...] per riformulare la politica estera zarista? Rispondeva [...] di tenere insieme [...] «Il legame del comunismo sovie-tico [...] anche consapevole. Stalin lo so-stenne più [...]. Egli si considerava non solo [...] di [...] diPietro [...]. [...] i dirigenti sovietici dopo [...] giudicati progressisti dello zarismo [...] quelli che avevano rafforzato [...]. /// [...] /// Non vi è dubbio, [...] nazismo ebbe una [...] radice importante nel contesto [...] caratterizzato dalla presenza del comunismo tedesco e [...]. In questo senso la [...] ge-nesi e il suo sviluppo [...] da colle-garsi strettamente, anzi [...] al comunismo. Il che pe-rò non [...] nazismo, al pari del fascismo italiano, siano [...] maniera univoca dal comunismo. Comunismo sovieti-co, fascismo e [...] figli della prima guerra mondiale e dei [...]. In [...] gli effetti della catastrofe [...] germanico, che non fu certo [...] dal comunismo. Di più, la causa [...] del nazismo da forza politica [...] fu la crisi del [...]. Nel 1928 il partito [...] consenso elettora-le quasi trascurabile. Fu lo sconvol-gimento prodotto [...] che ne fece il partito domina-tore della [...]. Il nazismo che andò [...] considerato molto più un parto della crisi [...] sistema politico nazionale, che [...]. [...] e, al tempo stesso, propaga [...] mito giacobino. [...] «Il dibattito dei marxisti russi [...] significato del giacobinismo scop-piò, [...] profondamente, in relazione alla tesi [...] da [...] i [...] e [...]. Dopo [...] questa posizione venne ufficia-lizzata con [...] esplicito parallelo fra [...] bolscevichi, tra il terrore rivoluzio-nario [...] in atto dagli [...] e dagli altri. Dunque, è vero che la [...] lanciò il mito giaco-bino. Senonchè, a mio giudizio, [...] analizzato alle sue radici, nei suoi sviluppi [...] come ha fatto [...] come [...] in grado di spiegare [...] sia della rivoluzione francese sia [...]. Gabriella Mecucci Salvadori: «Erano [...] la storia e invece. /// [...] /// Gabriella Mecucci Salvadori: «Erano [...] la storia e invece. (0) (0) ![]()
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