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Hanno letto la sentenza [...] viene da piangere. Stavolta non ci sono urla, [...] insulti alla Corte. Stavolta tutti [...] Rebibbia, e tutti muovono [...] labbra solo per fare calcoli personali, sottrazioni, [...] quanto carcere è condannato il [...]. [...] anni, è condannato. I parenti allora guardano [...] gli avvocati i giudici, e i giudici [...] parenti. Cinque anni: è poco? [...] giustizia così? Siete sod-disfatti? Tullia [...] presidente delle [...] a restare immobile. Fermi i suoi bellissimi [...]. /// [...] /// In lei prevale subito [...]. Il cinismo sulla rabbia. Lei sa -è la [...] -che questa sentenza non è straordinaria, ma [...]. Dice: «Va bene, va [...]. [...] che [...] costretto ad aspettare, a fermarsi [...]. La signora [...] parla con voce ferma. [...] valutare comunque positivamente [...] Corte, ha ritenuto di dover [...]. /// [...] /// Va bene, per-ché? «Perché, [...] e con forza notevole, il concetto che [...] non vanno in pre-scrizione. Il signor [...] anni dopo il massa-cro delle Ardeatine, sa di dover scontare comunque una pena. È anche, per certi [...]. [...] ai crimini commessi in [...] Terzo Mondo o nella ex Jugosla-via. Ecco, oggi, in [...] Re-pubblica italiana ha affermato [...] può contare sulla forza del tempo. Il tempo non cancella, [...] dimenticare, non lava. [...] sempre una forza superiore: quella [...] Giustizia. Che ti rincor-re e [...] ti punisce. Sì, ti puni-sce: questo [...] punto forte della sentenza sul quale val [...]. Appunto: una condanna [...] avrebbe però avuto un [...]. Penso ai giovani, [...] è stato condannato a cinque [...] un altro è [...] la pa-rola er-ga-sto-lo. Tuttavia io credo che [...] questa senten-za, dobbiamo anche pensare ad un [...] il sistema giudi-ziario italiano sembra deciso a [...]. /// [...] /// Noi di questa tendenza [...] conto. Signora [...] e [...] che torna libero? «Mah, [...]. Senta, le dico la [...] sempre considerato que-sto processo come il processo [...] Erich [...] e a nessun altro. Lì alle Fosse era [...] e poi, forza, dopo ciò che era [...] anno, era lui che volevamo [...] condannato. [...] anno, alla sentenza ma anche [...] soprattutto al clima del processo, [...] maggior considerazione, [...] che [...] non fosse lì, alle Fosse, [...]. Dalla lettura della sentenza so-no [...] appena dieci minuti: [...] «No. /// [...] /// Sento pe-rò di [...] dire, ripetere, e non è [...] un principio forte, pesante: il principio che [...] dopo, un boia è stato [...] e condannato». Qualcuno, nelle settimane [...]. Questa sentenza sta facendo [...] «Per i boia è un terribile monito, per [...] grande insegna-mento. Questa sentenza aiuta la [...]. In [...] non [...]. Potesse [...] «Gli direi. Fabrizio Roncone Il tono [...] è un misto di incredulità e di [...]. Non si la-scia andare [...] Elio [...] rabbino capo della comunità [...] Roma: alzare la voce non è nel suo [...] momenti co-me questo. Ma [...] questa sì, traspare con forza [...] suoi pacati ragionamenti. [...] getta-ta al vento per [...] uomo ma [...] di morte che egli [...] la sentenza del tribunale di Roma. [...] subito precisa: «Questa è una [...] giornata non solo per la comunità ebraica [...]. [...] Ardeatine rappresentano una fe-rita ancora [...] per tutti gli italia-ni e non solo per gli [...]. Perché senza memoria non [...] futuro per un paese e [...] comunità che si vogliono democratici. E la memoria di ciò [...] è stato il nazi-smo si smarrisce nei meandri di [...]. Professor [...] qual è la [...] pri-ma reazione a caldo [...] tribunale di Roma sul massa-cro delle Fosse Ardeatine [...] erano chiamati a rispondere [...] ed [...] come persone non ci [...]. Quello che [...] era che [...] che co-storo incarnavano fosse condanna-ta [...] ombra di dubbio. E ciò non è avvenuto. Non posso [...]. /// [...] /// [...] saputo o voluto [...] proble-ma [...] nazista che [...] provato i più orribili crimini [...]. Sì, sono meravigliato perchè [...] Fosse Ardeatine è stato considerato come [...] individuo qualunque. Ma un delit-to di [...] può essere trattato in questo modo. La conces-sione delle attenuanti [...] per svilire la [...] morale sen-za attenuanti che [...] e a coloro che [...]. Qual è il limite più [...] di [...] «È la totale assenza di [...] con-danna netta, inequivocabile [...] nazista di cui [...] e [...] furono espressione. Di più: ne [...] strumenti secondari. Vede, ciò che più [...] la perdita di me-moria, sono i vecchi [...] che tendono a minimiz-zare se non addirittura [...] barbarie nazi-fascista. Continuerò a [...] contro ogni politica [...] perché resto convinto che senza [...] non [...] futuro per una comunità che [...] vuole democratica. Ricordare le de-portazioni, i campi [...] sterminio, ri-cordare cosa [...] dietro eccidi [...] le milioni di vittime del [...]. [...] questo ma anche qualcosa di [...] il futuro. [...] in sé non conta [...] anni, è un uomo fini-to. E così [...]. [...] che [...] è che nessuno ha detto [...] parola sul fatto che erano dei nazisti. Non dei criminali [...] ma dei nazisti E [...]. Lo ripeto: ciò che è [...] completamente è stata una condanna senza appello [...] nazista, un fatto tanto più [...] se si pensa che questa ideolo-gia razzista e antisemita [...]. Perché non si è voluta [...] «È una cosa che mi chiedo spesso e con [...]. Forse per ritegno o [...] voluto stendere un velo sulle complicità italiane [...] nazisti. E questo mi porta ad [...] amara considerazione [...]. [...] «Vede, quella di oggi (ieri [...] chi legge, [...]. [...] Fosse Ardeatine, con lo [...] dolore che ha portato con sé, non [...] che ha riguar-dato solo gli ebrei. Alle Fosse Ardea-tine furono [...] zingari, e non solo ebrei. Le Fosse Ardeatine rappresentano una [...] per tutto il paese. Ma forse do-vrei usare il [...] perchè vedo che solo gli ebrei e pochi altri [...] e a combattere perchè una [...]. Professor [...] alla luce di quanto detto, [...] ancora nella giustizia? «Esiste ancora una giustizia, ma [...] che ancora aspetto, che anco-ra [...] ostino a [...]. /// [...] /// Umberto De Giovannangeli [...] 1. Delusione al Ghetto «Ci [...] «Si sapeva che andava a finire così. Doveva terminare i suoi giorni [...] prigione a [...] la coscienza per [...] orrore che ha provocato. A [...] dovevano [...] ergastolo». Si agita la donna, [...] stati uccisi tre [...] alle Fosse Ardeatine e [...] ghetto da 66 anni, non [...] a nascondere la rabbia [...] notizia della sentenza nei confronti di Eric [...] e Karl [...]. Capannelli animati di gente [...] nelle vie del portico [...]. [...] è chi non vuol [...] cronisti, soprattutto gli anziani: [...] stare, abbiamo già sofferto [...]. [...] chi accetta di parlare. Se avessero voluto fare [...] preso prima, tanto sapevano dove era. Questa condanna è soltanto una [...] italiana». Allo stesso modo la [...] Marco, che non è ebreo e lavora come [...] piccola bottega. Faranno la stessa cosa [...] di guerra jugoslavi, sanno dove sono ma [...] a prendere e solo tra 50 anni [...]. Dovevano [...] prima, ora nulla ha più [...]. Reazioni contrapposte tra i [...] alla sentenza che manda libero Karl [...] e fa scontare un [...] più di [...]. Giustizia è stata fat-ta». La Spizzichino temeva una [...] le chie-de se 5 anni di reclusione [...] non le sembrino pochi, [...] «Si [...] tenuto conto [...]. Im-portante [...] il nome di [...]. Di parere completamente oppo-sto [...] Rosetta Stame, che poco prima della sentenza era svenuta. /// [...] /// La condanna inflitta a [...] è molto lieve. Forse era meglio [...] e poi [...] subito in libertà. Intanto, però, [...] è stato condannato e [...] per omicidio plurimo, ag-gravato e continuato». Lo ha detto Giovanni [...] presidente [...]. [...] il sabato santo mi [...] perché andassi da lui a Frascati per [...] cammino di [...]. Secondo la legge, oggi, [...]. Poi, Sandro Di Castro, [...] ebraica romana. [...] cercato la vendetta, volevamo una [...] storica e morale del nazi-smo. Il fatto che ci [...] ver-detto di colpevolezza ci rende sod-disfatti». Ecco, quindi, il commento [...] Roma Francesco [...]. La condanna di oggi è [...] precedente che [...] in [...]. Qualche familiare delle vittime [...] espres-so la [...] insoddisfazione, ma noi dobbiamo guardare [...]. Per la valutazione della [...]. Infine, il Centro [...] che ha chiesto al [...] Giusti-zia italiano Giovanni Maria [...] di compiere ogni passo [...] Erich [...] sconti [...] per il massacro delle Fosse Ar-deatine [...] non solo pochi mesi, [...]. La clemenza di oggi [...] sbagliata al [...]. Il procuratore [...] e il sindaco [...] dopo la sentenza [...] ROMA. [...] tensione davanti al can-cello del [...] delle Fosse Ardea-tine. Qualcuno ha detto che Fini [...] Berlusconi stanno per arrivare. Un uomo corpulento sui [...] si scalda, comincia a discutere animatamente con [...] vittime di [...]. Le ultime persone che [...] in quel luogo della memoria, sono proprio [...] del Polo. Quando [...] si calma e ritornano [...] ca-pannelli per parlare della sentenza del giorno, [...] si cer-cherà in tutti i modi di [...]. [...] rassegnata ma serena, quando le [...] cosa ne pensa, risponde che non verrà nessuno, né Berlusco-ni, né Fini e neppure [...] «Arri-veranno quando ci sarà poca [...] -afferma convinta -si faranno [...]. [...] dei vigliacchi». E a fine giornata, [...] pochi sono rimasti davanti ai cancelli o [...] gli altri dovranno [...] ragione. /// [...] /// Quello che soprattutto sta [...] parenti delle vittime è che [...]. Quando arrivano Tullia [...] e il presidente [...] Giovanni [...] li seguono, si accalcano, fanno [...]. Qualcuno gli va dietro, [...] lì da-vanti, oppure entrare nel mausoleo, dove, [...] tutto, anche dal so-le, ci sono le [...] vittime del massacro. [...] una signora che [...]. Si accende, a una cinquantina [...] e [...] comincia, un [...] imbarazzato, le riprese. Non è a pro-prio [...] cronista che [...] in disparte. La donna [...] ac-corgersi del fascio di [...] dritto su di lei, toglie i fiori [...] con cura quelli [...]. Poi comincia a piangere, [...] si avvicina, scambiano qualche parola, poi il [...]. Si sentono soltanto, ma distanti, [...] voci [...] che stanno fuori, [...] è ovat-tata. Qualche giornalista, nello spa-zio che [...] tra i cancelli e le tombe, si accende una [...] e molto [...]. Sono qualche decina davanti [...] loro si aggiungono molti cronisti e anche [...] carabinieri. Continua però ad arriva-re gente [...] sarà [...] alle nove. An-ziani, ma anche tanti giovani, [...] ebraico. Parlano con calma e [...] sentenza che ha con-dannato Erik [...] a 15 [...]. [...] e non riescono proprio a [...] come Tullia [...]. Uno cerca di ricordare nel [...] meno doloro-so possibile, e invece ci costringono [...] rinnovando [...]. Prendo atto che questo [...] meno ha condannato. Abbiamo scelto la [...] -continua -speriamo che non [...] non è proprio il momento». I parenti delle vittime battono [...] tasto. Nonè un problema politico, [...]. [...] dopoguerra, e ciò che gli [...] fatto più male, dicono, sono state le [...]. [...] è parlato, è stato considerato [...] fatto legato alla Resistenza, a quegli anni, mentre per [...] è un [...]. Chi invece la butta [...] gli esponenti di «Socialismo [...] dal processo, arrivano a [...]. [...] e [...] che parlano di «sentenza vergognosa». Gli automobilisti incuriositi, [...] della curva che passa [...] rallentano e crea-no la fila. [...] per due [...] di essere investi-to. I cartelli e gli [...] ma quella dei cronisti e dei cameramen. Loro, i parenti, han-no [...] la politica non [...]. Hanno già detto di [...] scelto la [...]. Si salutano, scambiano le ultime [...] promettono di [...] e [...]. /// [...] /// Si salutano, scambiano le ultime [...] promettono di [...] e [...]. (0) (0) ![]()
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