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Sganciamento del programma di [...] premiale. Sono queste modifiche di [...] sui pentiti alle quali continua a pensare [...]. Le stesse del programma [...] giustizia che a suo tempo Giovanni Maria [...] elaborò per [...]. A chi gli ha [...] su Brusca [...] ha risposto: «Sono in [...]. [...] «Separare tra chi indaga e [...] li gestisce» [...] 2. È nuovamente guer-ra sul fronte [...] giudi-ziaria. Le notizie sul pentimento [...] Giovanni Brusca hanno scatenato reazioni dure negli ambienti giudi-ziari, [...] dito ancora una volta sui mezzi [...] ac-cusati senza mezzi termini [...] modo irresponsabile. Ad aprire il fronte [...] stato il procuratore aggiunto alla Direzio-ne nazionale [...] Pietro Gras-so, che lancia un allarme sugli effetti che [...] diffusio-ne della notizia della collaborazione di Brusca [...] della credibilità del boss di San Giu-seppe Jato. Insom-ma come dire che [...] cui sia-mo bisogna dare credito alla scelta [...] Brusca [...] collaborare con la giusti-zia a prescindere dal [...] sue rivelazioni? Pietro Grasso in proposito non [...]. E quindi tutto questo [...] tempo». Tempo, certo, ma di [...] cose stanno così i magistrati ne han-no [...] e a guardare bene i fatti non [...] colpa dei giornali. Le notizie di un [...] di Giovanni Brusca circolavano infatti nei corridoi [...] giustizia di Palermo e di Caltanissetta assai [...] raccolte dalle pagine dei quotidiani e dei [...]. Veniva ripetuta con insistenza [...] di intelli-gence mafiosa di certo [...] raccolta e valutata a [...] costringere il boss proprio per smen-tire le [...] suo pentimento, a presenziare in aula, assieme [...] nel cosiddetto processo Agrigento che vedeva alla [...] della Valle dello Jato. Una presenza ostentata, caratteriz-zata [...] violenta di fronte agli insulti e alle [...] freddo schermo della tele-conferenza gli lanciava Santino Di Matteo. La prima ipotesi di [...] un boss di alto livello, forse dello [...] Giovanni Brusca, viene avan-zata proprio dal direttore [...] Giuseppe Caldarola. Poi [...] arrivano i servizi pubblicati sui [...] maggiori settimanali, Espres-so e Panorama, che entravano diret-tamente nel [...] della questione di una scelta di Brusca di modificare [...] suo atteggiamento processuale. [...] sulla scelta del boss [...] San Giuseppe Jato di non avvaler-si più della facoltà [...] davanti alle domande dei magistrati di Palermo, Caltanissetta [...] Firenze (che di per sé non vuol dire [...] provo-cato [...] raffica di smenti-te ufficiali [...] di luglio e gli inizi di agosto. Il procuratore Caselli, il [...] convocato una conferenza stampa per dire che [...] Brusca la procura di Palermo non sapeva [...]. Il primo agosto Brusca [...] aula e quattro giorni dopo il suo [...] Vito Ganci, si ferma con i giornalisti per dire [...] che il suo cliente non stava collaborando. Caselli: «Boss pentito? È [...] «Cosa Nostra non è sconfitta» Intervista con [...] Palermo Caselli. Il «penti-mento» di Giovanni Brusca: «Abbiamo [...] cominciato a lavorare. Stiamo sottoponendo a verifica le [...] prime di-chiarazioni». È stato individuato qualche [...] «Ab-biamo avuto dei problemi. Alcuni li abbiamo risolti, [...] via di definizione». E ancora: «Cosa Nostra [...]. È potente e pericolosa». Le ricchezze mafiose: «I [...] hanno detto poco». /// [...] /// La notizia, dopo un mese [...] è emersa in tutto il suo clamore [...] sera: il boss Gio-vanni Brusca, [...] anni, curri-culum criminale agghiacciante, ha deciso di collaborare con [...] giusti-zia. Non si ricordano pentiti [...]. [...] aveva maggiore cari-sma, ma [...] com-missione (il governo) di Cosa No-stra. Ed è proprio la [...] a produrre dubbi, interro-gativi e perplessità. Siamo davanti ad un [...] Brusca of-frirà allo Stato verità oppure veleno? Gli [...] ed invi-tano alla cautela. Dice il procuratore di Palermo Giancarlo Caselli: «Ab-biamo appena cominciato a lavora-re. Dottor Caselli, Brusca, dal [...] tecnico, è già un collabora-tore di giustizia? Giovanni Brusca [...] chiesto di rende-re delle dichiarazioni. Tre procure -Caltanissetta, Firenze [...] Palermo [...] cominciato a raccogliere queste dichiarazioni e stanno [...] verifiche. Ci trovia-mo in una fase [...] potremmo defi-nire di indagini [...]. Non possiamo ancora esprimere [...]. Né positivi né negativi. Al suo avvocato, Brusca [...] «Il carcere è peggio della morte». I boss cedono perché [...] penitenziario du-ro, il 41 bis? Nel caso [...] motiva-zioni individuali riassunte nei verbali [...]. I verbali sono [...] quindi non possiamo [...]. In generale, prescindendo dunque [...] Brusca, le motiva-zioni per cui uno decide [...] la giustizia sono varie. A vol-te, si tratta [...] autenti-co. Altre volte, di un [...]. Il 41 bis avrà pure [...] importan-za, no? È evidente. Noi abbiamo sempre so-stenuto [...] uno strumento di grande efficacia nella lotta [...]. Una risposta di valore [...]. Non a caso, tra [...] un uomo come Giovanni Falcone, [...] bene le dinamiche della mafia. Strut-turalmente, Cosa Nostra si [...] tra gli affiliati detenuti e quelli esterni. Se questi rapporti ven-gono [...] se la comuni-cazione diventa quasi impossibile, inevitabilmente [...]. [...] chi manifesta dubbi sul penti-mento [...] Giovanni Brusca. [...] Parenti, ex presidente della [...] Anti-mafia, ha detto: «Questo è un grosso tranello». È davvero un tra-nello, [...] Caselli? Tutte le volte che si profila una nuo-va [...] un ma-gistrato si pone quotidianamente queste domande. Lo facevamo in passato, [...] pro-venivano dalle organizzazioni terro-ristiche. Lo facciamo oggi con [...] mafia. Per il momento, non [...]. Il lavoro è ap-pena [...]. Le dichiarazioni rac-colte sono [...] alla verifica, al riscontro. Qualunque giu-dizio sarebbe inopportuno. Ma quello dei falsi [...] pe-ricolo reale o un tormentone [...] Ne avete indivi-duato qualcuno? Diciamo [...] avuto dei pro-blemi. Alcuni siamo riusciti a [...] altri sono in via di [...]. Naturalmente, non posso entrare [...]. Si è parlato anche [...] pentimento di Riina. [...] è fondata? Non voglio mettermi [...] questa lun-ghezza [...]. Non mi chieda di [...]. Un magistrato deve re-gistrare quello [...] accade, [...] a verifiche stringenti, controllare i [...] passaggi di una vicenda. Se in futuro si [...] questo tipo, faremo la stessa identica cosa [...] in passato e che stiamo facendo ora. Ascolteremo, verificheremo, valute-remo. Molti osservatori sostengono che Cosa Nostra [...] oramai agonizzan-te. Arresti, pentimenti eccellenti, diversi [...] di crisi. Lei condivide questa dia-gnosi? Cosa Nostra [...] in difficoltà, ma non è in agonia. /// [...] /// È forte, perico-losa, potente. Abbiamo arrestato al-cuni boss, [...] tuttora liberi, latitanti. Aglieri e Provenzano, ad [...]. Il fenomeno del pentiti-smo [...] ma biso-gna fare ancora molta strada. I pentiti parlano di [...] del riciclaggio di denaro sporco. Si sa poco delle [...]. Perché? Io posso [...] a constatare che finora [...] detto poco in proposito. La potenza eco-nomica di Cosa Nostra [...] di tutte le al-tre mafie rappresenta un [...]. /// [...] /// Non solo per [...]. Sappiamo quasi tutto di [...] ignoriamo certi flussi fi-nanziari, non riusciamo ad [...] i patrimoni ma-fiosi. Serve, in questo campo, [...] qualità. I collaboratori potrebbe dare un [...] decisivo. Il versante del riciclaggio [...] rapporti [...]. I boss hanno stretto [...] trovato [...] referenti? Il magistrato è notaio [...]. Questa domanda riguarda il [...]. Ci sono interrogativi sacrosanti, [...] i sociologi, gli os-servatori politici, i giornalisti, [...]. Torniamo al pentimento di Bru-sca. Piero Grasso, della Dna, è [...] durissimo: «La diffusione di queste notizie in maniera così [...] può provocare [...] aberrante di dover necessaria-mente dare [...] prima an-cora di [...] valutare lo spessore della collaborazione». Lei è [...] con Grasso? Sì. La fuga di notizie [...] dei problemi, ha danneggiato [...]. Il procuratore Grasso «La [...] può avere gravi effetti» WALTER RIZZO IL RETROSCENA Brusca: «Il carcere è peggio della morte» [...]. Di fronte alle immagini [...] Giovanni Brusca, gli occhi impauriti e sgomenti, il [...] poliziotti che lo tenevano [...] oscillare i [...] sotto il naso, milioni [...] che il macellaio di Cosa no-stra finalmente [...]. Pau-ra fisica, come quella di [...] quan-te delle sue vittime. Invece, Brusca soffriva per [...]. E chi se [...] Io quel momento, qualche [...] immaginato in un altro mo-do: con le [...] chiudevano in fretta, la gente che si [...] impaurita, il gelo e la solitudine contro [...] arrestavano». È una delle prime cose [...] Giovanni Brusca ha confidato a Luigi Li Gotti, [...] che ha nominato [...] deciso di saltare la barricata [...] collaboratore di giustizia. [...] sostiene che sia proprio [...] più profonda della decisione di Brusca: il [...] Cosa nostra, ancor prima di tutto il resto. Mi chie-devo dove avevo [...] fi-no a quel momento, se non avevo [...] arrivati a quel punto e nessuno si [...] sostenere in pubblico i nostri [...]. [...] nella «cantata» di Brusca. Non tollera che le [...] da tutti gli uo-mini [...] ora gli vengano scara-ventate [...] soltanto lui avesse deciso. Con Li Gotti, quando [...] sfiorato Giuseppe, il fi-glio di Di Matteo [...] punire il pentimento del pa-dre, Brusca ha [...] «Io [...] stato disegnato come un mostro. [...] ho fatto cose gravissime in [...] la mia vita. Però ci sono alcune [...] ho fatto». E ha aggiunto: «Potrò [...] state fatte e perché, però senza un [...]. Una furbizia per allen-tare [...] Non pare. La posizione di Brusca [...]. Il boss, secondo il [...] distingue tra il profilo delle responsabilità giuridiche [...] Brusca (le virgolette sono [...] chiama responsabilità «morali». Ci sono state scelte [...] Cosa [...] su cui avrebbe avuto perples-sità; talvolta -a [...] espresso vero e proprio dissenso. Ma il giovane capomafia [...] voce di suo padre fin da bambi-no [...] finali [...] sono sacre, vanno rispet-tate [...] Cosa no-stra si è rimasti in minoranza. Brusca ci tiene a [...] responsabilità «morale» di alcuni fatti anche se [...] potrà certo [...]. Anche [...] di [...] uc-ciso un bambino incolpevole come Giuseppe Di Matteo? La questione non è stata affrontata. Ma il boss ri-getta [...] delle cose più infamanti che gli vengono [...] di Giuseppe rien-tra in questo quadro, mentre [...] avuto problemi «morali» nel riconoscere il suo [...] fun-zione nelle stragi. [...] è anche il legale di [...]. [...] è il vecchio mon-do [...] anche un uomo anomalo: ha girato il [...] diverse donne, ha sempre de-ciso di testa [...] spal-le [...] ogni volta che [...] avvertita [...]. La gerar-chia per lui è [...] dei [...] ma-fiosi nel cui rispetto [...] in solitudine giudica e agisce. Bru-sca, invece, è figlio [...]. Esegue le scelte anche [...] condivide. Si muove in una logica [...] di apparte-nenza alla struttura. Il primo rifiutava incarichi [...] rogne. /// [...] /// In lui viene sempre [...]. Non esistono scelte individuali [...]. È un mondo, il [...] gli uomini si muovono sulla base di [...] ferrea, di-sumana, implacabile. Quando [...] entra in crisi il [...] diventa terribile e si ri-mettono in discussione [...] le quali si è vissuto. E [...] una differenza ancor più radicale. [...] affrontò il carcere serenamente. Dentro [...] accumulò prestigio e pote-re. I boss come Brusca [...] la reggono perché hanno alle spalle una [...] bisogni soddi-sfatti e di [...] sconosciuti ai vecchi boss. Mi ha detto: [...] carcere è una delle cose [...] brutte che si possono vive-re. Il carcere è peggio della [...]. È possibile che la [...] sia un trucco come temono molti? Le [...] Li Gotti, so-no legittime e perfino utili: imporran-no [...] controlli e nelle verifiche. Tutto andrà verificato man [...]. Gli inquirenti lo sanno [...] di grande affidabilità. I mecca-nismi di controllo [...]. Io, co-munque, penso che Brusca [...] di collaborare veramente. Non lo conosco bene [...] colto, fino a ora, fatti di furbizia». Su questo la discussione [...] Bru-sca [...] Li Gotti è stata [...] primo momento, lo scorso 12 agosto, quando Li Gotti [...] trovato di fronte la [...]. Racconta [...] «Io gli ho detto: [...] si può fare questa scel-ta e poi [...]. E lui: [...] spero che dopo di me [...] vengano altri. E su una cosa [...] ora essere tranquilli: nessuno mi smentirà per-ché [...] dirò sono la [...]. Certo, dicono tutti così [...] sem-brato molto convinto anche se que-sto non [...] tratterà, lo ripeto, di verificare molto attentamente [...] quel che dice. È stato net-to: [...] che chi collabora è condan-nato [...]. Sa che la sanzione [...] vedeva così [...] dentro Cosa nostra, e [...] vede così chi [...] rimasto. Sta vivendo la collaborare [...] corag-gioso. /// [...] /// È un uo-mo che [...] negli oc-chi, convinto della propria scelta». Ma che non sia [...] sicuro. Parla: con mol-ta oculatezza [...] di lin-guaggio. È diverso da come [...]. Gesualdo Bufalino [...] preso Brusca ha spiegato [...] erano stati messi in crisi più che [...] e dai vestiti griffati. Rimbecilliti dal lusso delle [...] e delle camicie di seta. Brusca non è un [...] Cosa nostra rurale. Ha vissuto di tan-genti, [...]. Gli affari societari li [...] vio-lenza e il sangue. Come gli altri boss [...] Cosa [...] ha utilizzato quattrini in quantità adeguata al [...] capomafia. /// [...] /// [...] di Bufalino è giustis-sima: [...] -riconosce [...] -la differenza tra vecchia [...] i vecchi, a parte le poche eccezioni [...] avevano gira-to il mondo, erano ancorati a [...] culturale. Brusca parla correttamente [...] dice [...] problema è stato [...] per far capire che un [...] è stato svi-scerato: corretto, perfino sofistica-to. In cambio non regge [...] vanto del più oscuro uomo [...]. Su un punto [...] che tra-spare del boss [...] mistero: ha paura per i suoi familiari? [...] con la madre che quan-do lo ammanettarono [...] «Giovanni non si pente. Non è un vigliacco». È buio fitto [...]. Per uomini come lui [...] è stato sempre im-portante, una nicchia protettiva [...] contro il resto del mondo. /// [...] /// Una carriera quasi obbligata. Come uno che si trova [...] e deve continuare perché la [...] è una famiglia importante», osserva Li Gotti. Brusca è consapevole che il [...] che ha orientato [...] esistenza [...] spezzato, frantumato, non esiste più. Non crede, però, che Cosa [...] sia [...] finita come un fos-sile che [...] tornerà mai più in vita. E le rivelazioni clamorose [...] magistrati di cui parla-no giornali e tv? «Tutto [...] Li Gotti -. Se fosse vero avrebbe [...] tre mesi giorno e notte». /// [...] /// Se fosse vero avrebbe [...] tre mesi giorno e notte». (0) (0) ![]()
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