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[...] del 1981, [...] il famoso linguista di [...] alla scuola di [...] e dei formalisti russi, [...] So-fia dopo diciotto anni di «esilio vo-lontario» trascorsi [...] Parigi. Il soggior-no in Francia doveva [...] cominciò a rimuovere pian piano [...] proprie radici, [...] identità. Così, il ritorno a Sofia, [...] lun-go desiderato, si trasformò in [...] dolorosa ma anche fonda-mentale, che [...] a Todorov [...] di toccare con mano la [...] «doppia appartenenza» e di avviare [...] riflessione da cui è nata [...] sorta di autobiografia intellet-tuale. Un libro intenso, molto bello, [...] con il titolo [...] spaesato. I percorsi [...] viene pubblicato da Donzelli. In questo puzzle composto [...] segnato dalle ri-cerche dello studioso in diversi [...] dalla critica let-teraria alla storia delle idee, [...] culture e paesi differenti (dalla Bulgaria alla Francia, [...] risiede da [...] an-ni, agli Stati Uniti, [...] Todorov avverte: non tutte le sepa-razioni sono «una [...]. Ricorda che Malraux citava [...] Lawrence [...] il quale «diceva per [...] uomo che appartiene a due culture perde [...] e che in questa epoca di «contrazione [...] na-zionalista, religioso e culturale, questa tesi trova [...]. Ma per Todorov «spaesamento [...] sradicamento». An-zi, questa condizione offre nume-rosi [...] in particolare la pos-sibilità di non confondere [...] con il reale, [...] con il relati-vo. Perdendo la cultura [...] «non vive una trage-dia», solo [...] patto che ne acquisisca [...]. Per arrivare alla transcul-turazione [...] innanzitutto per [...]. Un processo che [...] racconta con passione, riannodando [...] del brusco trapianto da Sofia a Parigi. E con una serrata analisi [...] regimi autoritari -non solo di quello bulgaro -, delle [...] del-la menzogna» e delle complicità [...] degli intellettuali. Non a caso il [...] dai campi di con-centramento bulgari, dal simbolo [...] per evidenzia-re la rapida rimozione del passato, [...] di quel relativismo mo-rale del «tutto si [...] del bianco e nero, [...] modo possibile per ricreare [...] giustizia per il futuro. Uno sguardo che ha [...] per riflettere sugli orro-ri del totalitarismo e [...] di [...] di verità, di una [...] un orgoglio a una popolazione sbandata, alla [...] nuova identità, anche per comprendere fino in [...] nella menzogna», [...] della società» di cui [...] Vaclav Havel ricordando la responsabilità di tutti. Ma questa riflessione riguarda [...] Francia, in primo luogo, con il suo [...] crescente. E via con le [...] di Pa-rigi, i «vizi» [...] e la cre-scente perdita [...] soprattutto negli Usa, do-ve si assiste al [...] ideale eroico a uno vittimistico da parte [...]. Con la sa-gacità di [...] che prima di tutto sferza la catego-ria [...] ricerca di un nuovo sé e la [...] diventa uomo solo tra gli uomini», come [...] Fichte. Carlo Carlino Un consiglio a [...] si occupa [...] o a tempo perso di [...] leggete [...] libro di Robert Reich, [...] in the [...] uscito negli Stati Uniti un [...] di mesi fa e che si spera di [...] leggere al più presto anche [...] italiano (Al-fred A. [...] New York, 20 dol-lari). [...] e [...] perché questo lungo racconto di [...] anni nel cuore [...] con-tiene insegnamenti molto pre-ziosi per [...] futuro. Specie in [...] dove la sinistra si [...] in tredici paesi su quindici e deve [...] ra-gionevolmente rapidi le risposte giuste a dilemmi [...] da quelli posti dalla di-soccupazione di massa. [...] ministro del lavoro di Clinton, [...] un in-tellettuale schiettamente liberal prestato alla politica [...] Washington del potere odiata e amata per [...] e moglie, arrivano risposte im-portanti alle domande [...] e [...]. Come questa: se non [...] un banchiere centrale del calibro di Alan [...] aiutare gli 8 milioni [...] disoccupati america-ni o le persone che stanno [...] società», chi se la prende questa responsabilità? [...] domanda: per il Partito Democratico [...] importante cooptare nella propria agenda politica gli [...] repubblicani o ricostruire un patto sociale tra [...] e i lavoratori dipendenti in nome della [...] il benessere diffuso? Possono i De-mocratici avere [...] quello di diventare «repubblicani moderati» per [...] restare al potere rinunciando [...] Che co-sa è una società del «centro», [...] fini privilegia? Infine: deve un governo che [...] sottostare ai diktat dei mercati finanziari che [...] licenzia [...] lavo-ratori e dominano le [...] ossessionati dal deficit pubblico a quota zero? Quello [...] Robert Reich è un diario di bordo molto [...] e sulla politica [...]. Un punto di vista [...] proposto da un outsider per definizione. Un grillo parlante, pericoloso [...] una nuova inac-cettabile guerra di classe, secon-do [...] così influenti alla Casa Bianca. Un intellettuale che viene accolto [...] platea di indu-striali al grido: «Go back [...] torna a [...] per-ché difende una legge che [...] alle aziende di rimpiazzare i lavoratori in sciopero. O chie-de che i [...] utilizzati per sussidiare il corpo-rate America, cioè [...] utilizzati per finanziare la rieducazione pro-fessionale dei [...]. Il 3 maggio 1996 Reich [...] le statistiche [...] dimostrano come la locomo-tiva [...] mar-ciare a un buon ritmo. La disoc-cupazione è ai [...] mese si aggiungono decine di migliaia di [...] la-voro. [...] il rovescio della meda-glia, naturalmente: [...] del posto di lavoro, aumenta [...] disuguaglianza dei redditi, solo il [...] della parte più ricca [...] guadagna terre-no aggiudicandosi il [...] del reddito nazionale, la fetta [...] grande della ricchezza negli ulti-mi [...]. La fetta a disposi-zione [...] della popo-lazione che si trovano appiattiti sul [...] è arriva-ta, invece, al minimo storico. Ma questo è il [...] «di cui non si deve parlare» perché [...] di-stinguere la nuova America e la vecchia America [...] più la di-visione tra ricchi e non [...]. E il partito democratico non [...] più quello che tiene insieme neri, anziani, emarginati e [...] di intellettuali [...] style, bensì una grande coalizione [...] fa perno sulle coppie sposate della [...] che vive nei quartie-ri residenziali. Si accorge che perfino i [...] ap-punti al Presidente, il grande amico delle passioni civili [...] po-litiche negli anni [...] e [...] forse non arrivano mai a [...]. Ma anche chiuso nel [...]. E il gover-no è [...] di cui so-lo il presidente tiene la [...]. Quando, come e perché [...] fuori sono i sondaggi [...] fluttuante a [...] e gli strateghi del marketing [...]. [...] classicamente liberal di Reich [...] a pro-prio agio con B (sta per Bill) [...] smussare gli angoli, ad ac-chiappare via via [...] lanciati dai repubblicani (dai ta-gli alla spesa [...] bilancio della Difesa alla tutela assoluta del Big Busi-ness [...] al [...] alle durezze contro [...]. In una parola, a [...] scolorando le promesse elettorali. Certo, Clinton deve fare [...] un Congresso a maggioranza repubblicana. Ma perché ha perso [...] Si è spostato troppo poco a destra o [...] troppo a destra? Chiaro che Reich protende [...]. Andiamo oltre [...] del secondo man-dato. Alle ultime presidenziali (novembre [...] al voto è stata la più bassa [...] milioni di elettori meno del 1992. Quasi tutti i non [...] fa-miglie che guadagnano meno di [...] dollari [...]. Non hanno votato perché [...] che non vedevano nulla di importante per [...] elezioni». Se Clinton non avesse [...] il famoso «centro», questa la conclusione di Reich, [...] avrebbero potuto conquistare il Congresso. La prossima volta, quando [...] sarà molto più basso [...] del prodotto nazionale e [...] soldi per finanziare il ritorno al lavoro [...] la cura dei bambini da parte delle [...] potrebbero ri-volgersi non a Gore ma al Ross Perot [...] turno o, peggio, ad un leader opportunista [...] va da sé, non sarà de-mocratico. Non ha insegnato nulla Pat Buchanan? Reich svela giorno dopo gior-no il gioco a [...]. Comin-ciando con lo svelare, [...] strettamente eco-nomico. Il deficit federale, so-stiene Reich, [...] ma que-sto non è il problema numero [...] Stati Uniti. Il proble-ma vero è [...] di metà della forza lavoro sono ristagna-ti [...]. Questo ha rotto il [...] benes-sere possibile. Gli [...] dei banchieri [...] e della [...] restano indimo-strati. Non è provato che [...] aumentare, «come la notte segue il giorno», [...] del ciclo virtuoso riduzione del [...] ri-sparmio [...] pro-duttività. [...] più potente [...] può di-re che la [...] teoria è corretta «perché solo [...] ha il potere di aumentare o ridurre i tassi [...] in-teresse a breve termine», non perché abbia ragione. [...] politico ha a che fare [...] che prevalga defi-nitivamente un «governare [...] con la fisionomia del radical [...]. Il centro, spostarsi verso [...]. Il radicale di centro Clinton [...] per cui, al di là dei comizi [...] gusti», la distinzione che conta nella nuova America [...] dei valori. Il Presidente deve rappresentare [...] famiglia, della comunità, della responsabilità. Non deve condi-videre le [...] condividere con gli elettori un futuro brillante. [...] positive, dun-que. [...] del «centro radica-le» ne [...] Reich ha recentemente spiegato in in-terventi pubblici e [...] diverse riviste americane, [...] ancora secondo lui al-trettanto [...] politi-ca [...] in base alla quale [...] si trovano [...] sui grandi te-mi strategici [...] po-litica estera), sia ottima in sé. La conclusione di Reich [...] oltre misura questa pratica sia ingannevole e [...]. Ingannevole «perché igno-ra [...] e crescente porzio-ne di [...] so-no economicamente in condi-zioni difficili e manifestano [...]. Pericolosa «perché può rendere [...] irrilevante ri-schiando di lasciare nelle mani dei [...] di popolazione americana sem-pre più esclusi e [...]. Alla fine degli anni [...] Ar-thur Schlesinger Jr, che fu [...] di Kennedy, scrisse un li-bro che ebbe molto successo [...] titolo The vital [...] il centro vitale. Allora, il «centro» era [...]. Il suo col-lante culturale [...] benessere generalizzate e difesa dalle brutalità del [...]. [...] dopo le cose funzionano diver-samente [...] il concetto di «cen-tro» deve essere calato nel con-testo [...] delle classi medie e non [...] il benessere perduto e per le dimi-nuite [...] di miglioramento. Da qualche tempo negli Usa [...] stanno crescendo. Clin-ton, solo dopo che [...] avevano fatto un loro ca-vallo di battaglia, [...] salario minimo da 4,25 dollari a 5,15. Dalla fine del [...] la distri-buzione dei redditi [...] disuguale principalmente perché lavorano più persone per [...]. La media dei salari [...] di lavoro sta aumen-tando, ma il salario [...] mosso solo [...] verso [...]. I salari non dicono [...] che i benefi-ci pensionistici e il sostegno [...] dei la-voratori sta diminuendo o in molti [...] tutto molto velocemente. Una quota considerevole dei tagli [...] deficit ricadono sui più deboli. Dun-que, non si può [...] americana (compresa quella dei Mc [...] abbia ri-cominciato a riguadagnare [...] in termini di reddito e di potere. Conclusio-ne: Clinton non deve, [...] «centro» o rinnegare il moderatismo pro-gressista, ma [...] le aspettative della base tradizio-nale del partito Democratico [...] lavoratori a basso reddito. Facendo capire che [...] o del finan-ziere non esiste [...] natura e «la legge per noi democratici è uno [...] per far avanzare la giustizia sociale, assicurare che ciascuno [...] una possibilità favorevole». Antonio Pollio [...] 3. I percorsi [...] di [...] Todorov Traduzione di Maria Baiocchi Donzelli 1997 [...]. Parteciperanno economisti americani e [...] dello Stato Sociale. Gianfranco Pasquino contesta la [...] Michele Prospero illustrata [...] «Cantiere istituzioni» [...] polemico botta e risposta Per Pasquino: «Il [...] è vivo e in [...] e politica». Replica Prospero: «Ma è stato [...] il primo ad [...]. Vademecum del voto in Europa Michele Prospero può credere quello che vuole, ma non [...] prove decenti. Allora, la tendenza europea [...] il premie-rato inteso come «un Presidente del Consiglio [...] alla [...] maggioranza, con poteri di [...] Camere, che si insedia senza bisogno della fiducia». La realtà, per chi ha [...] di [...] sen-za [...] in schemi comodamente prefabbricati, è [...] di-versa. In Spagna e Germania, [...] essere esplicitamente vota-ta. In Gran Bretagna, il Primo [...] il capo del partito [...] assoluta. Altrove, in Svezia e [...] Norvegia, [...] spesso il leader del partito di maggioranza [...] primo ministro di governi di minoranza. Da nessuna parte il Primo [...] viene eletto assieme alla [...] maggioranza, a meno che con [...] espressione si in-tenda che viene [...] deputato [...] agli altri de-putati. Quanto al [...] una volta il [...] non soltanto mi pare che [...] francese ci sia ancora, vivo [...] in ottima condizione di salute istituzionale e politica, ma [...] anche proliferato: Portogallo, Finlandia, Polonia, Russia, Ucraina, e così [...]. Rimando Prospero e i [...] tendenziosa e [...] scelta dei testi da [...] riquadrato pubblicato il 3 giu-gno, a pagina [...] fra i quali, peraltro, non si potrebbe [...] «premierato forte», ma, ad [...] curato da L. /// [...] /// Rinella, [...] Padova, [...] 1997. Gianfranco Pasquino [...] modo di polemizzare. Dice che non porto [...] sostegno del premierato. Fin [...] niente di scanda-loso. Ma, per mostrare la pochezza [...] argomentazioni, ricorre a una scorrettezza [...] mette tra vir-golette, [...] frasi che non compaiono [...]. Pa-squino scrive in molti [...] sapere che il titolo e [...] sono redazionali. Per inciso: le for-zature [...] del tutto giustificate perché proprio in quella [...] dovesse an-dare un voto di compromesso in Bi-camerale. Sempre virgolettando una frase contenuta [...] Pa-squino se la prende con «la [...] espressione» di un primo mini-stro [...] assieme alla [...] maggio-ranza. [...] non si trova alcu-na affermazione [...] tal senso. Si dice anzi che [...] «formal-mente non esiste alcuna elezione di-retta del [...]. Ma [...] non ne porta in quanto [...] solo [...] tempo di senso comune nel [...] politico. Pasquino stesso ha fatto [...] passato a questa che ora giudica [...] espressione». Ha lavorato cioè per [...] di scelta da parte degli elettori delle [...] e del loro primo ministro» (Il Mulino, [...]. Quanto al rimprovero di [...] proposto una «tendenziosa e [...] scelta di testi», lo trovo [...] surreale e non pro-vo neppure a [...]. Sul mo-dello francese resta [...]. Pasquino lo trova vivo [...] elenca i paesi in cui ha proliferato. Mancano [...] e Zaire, che figuravano [...] libro di cui Pasquino era tra i [...]. [...] la Russia, che però la [...] della coabitazione tra presidente e parlamento [...] ri-solta a colpi di cannone. Sul caso francese qualcuno ha [...] in maniera persuasiva: «Quanto al [...] la sinistra non può [...] a [...]. Deve, al contrario, [...] anche nella [...] versione francese, che può produrre [...] e paralizzante coabitazione fra i due capi [...] presi-dente e primo ministro, differente-mente [...]. A scrivere que-ste parole [...] il mo-dello francese non è stato uno [...] da me cita-ti, ma Gianfranco Pasquino in [...] articolo apparso su questo giornale il 26 [...] anni fa. Il libro curato da Pegoraro [...] Rinella al quale Pasquino ci ri-manda può risultare [...]. Ma non come prova [...] del [...] bensì come conferma (si [...] senso il saggio sulla Fin-landia) che persino [...] fanno ricorso alla elezione diretta del capo [...] Stato [...] tendenza è quella che porta a un [...] del premier. Michele Prospero In epoca di [...] istituzionali, può essere utile dare [...] a quanto accade nei paesi [...]. Per sapere a quale [...] affidano i partner europei per sele-zionare la [...]. È quanto si propone I [...] in Europa 1870-1996 (Laterza, [...]. Per scoprire, ad esem-pio, [...] Belgio, alla fine [...] che è stato varato [...] volta il sistema pro-porzionale, con il partito [...] politica. La Spagna, invece, pro-pone [...] ambiente po-litico nel quale la logica della [...] a lungo un ele-mento strutturale del sistema. Si conclude con il [...] si presenta al crocevia di varî mo-delli [...]. /// [...] /// Si conclude con il [...] si presenta al crocevia di varî mo-delli [...]. (0) (0) ![]()
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