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Monteforte/ Ansa ROMA. Come tutti ricordo esattamente [...] per poche cose nella vita, [...] un istante che si [...] della memoria. Ero arrivato presto nella Federazione [...] Pci, stavo lavorando quando sento, lo sento [...] dice, quasi grida: [...] rapito [...]. Quella voce ri-lanciava, ripeteva [...] sentito alla radio. I minuti successivi non [...] me-moria fa un salto, fino a un [...] giornata in cui vedo le bandiere bianche [...] per la prima volta in piazza, a San Giovanni. Era-vamo lì, ma eravamo [...] che avremmo dovuto convivere con qualcosa di [...] pa-drone, tanto meno quelli che erano in [...]. Eravamo entrati in un lungo [...] lungo 55 giorni, [...] gri-gio. Walter Veltroni ricorda quel [...] 1978, venti anni dopo. E la memoria, ancor [...] due decenni che sono trascorsi, aiutano en-trambi [...] del Consiglio a domandarsi e a domandare [...] uccise davvero il leader democristiano, quanto fosse [...] del-la fermezza e quale fu il prezzo [...] terrorismo. Ci ho ripensato oggi [...] bella inter-vista su Repubblica: lui, così schivo [...] ha deciso di parlare vuol dire che [...] e il desiderio di verità sono stati [...] ogni altra cosa. Cercherò di fare altrettanto, [...] rabbia politica ancora oggi viva e legittima [...] porterò i miei pensieri ancora alla ricerca [...] che ancora non [...] per intero. Pensai a cose di [...] sentito quel grido: «Hanno rapito Moro». È così infatti che [...] a se stessi di essere adulti. /// [...] /// Lei racconta di [...] sentito di-re, quasi gridare: «Hanno [...] Moro». Si chiese chi fosse [...] quel verbo? Chi fossero quelli che avevano [...] Moro? Se lo chiese in quel preciso istan-te? «Non [...] il sog-getto che mancava a quel verbo [...]. Non mi sem-brò incredibile [...] quei giorni tutto sembrava invece possibile, eravamo [...] biennio in cui il sangue scorreva con [...] pioggia e questa frase che oggi può [...] allora invece [...] real-tà. Cadevano magistrati, carabi-nieri, ragazzi [...] e [...] parte. La cosa oggi più [...] non mi apparve in-credibile quella voce e [...] portava. No, non attesi, non sperai [...] una smentita. E non ebbi dubbi su [...] rapito. La risposta non me la [...] né [...] né [...] la risposta, purtroppo, era scritta [...] chiara in quei giorni. E in quella storia [...] non faccio fatica a ricordare. Perché la memoria non [...] affronta il caso Moro: dopo [...] letto, sentito, visto, studiato, [...] interrogativi senza risposta». E quali? La lettura [...] delitto è ormai consegnata agli archivi. Il suo partito ha ela-borato [...] costruita o che almeno sta-vano [...] Moro e Berlin-guer. Alla radio avevo ascoltato [...] Moro con cui spiegava ai gruppi par-lamentari [...] del compromesso storico, avevo visto cosa fu [...] Pci ad entrare nella maggio-ranza, ricordo chi sventolava [...] lista dei ministri di quel governo e [...] impregnata di vecchio. Sì, Moro e Berlinguer [...] loro rispettivi mondi fino a [...] ma en-trambi quei mondi [...] di separarsi appena possibile. Quella storia finisce lì, [...] fini-sce il 16 marzo 1978. Con timi-dezza, in alcuni [...] lettura e interpretazione, sia Moro che Berlinguer [...] che il com-promesso storico potesse essere qualcosa [...] grande coalizione, [...] che dopo vi fosse [...]. Ma era un tempo [...] Moro andava negli Usa a [...] il compromesso stori-co e [...] per le rea-zioni che riceveva. No, quanto accade-va usciva [...] quegli anni». Si è potuto [...] il completamento di [...] oggi è [...] storia politica. Allora Pci e [...] rappresentavano circa il 70 [...] ora i due partiti in qualche misura [...] Pds [...] contano sul 27 per [...]. Tutto è cambiato: [...] non è il co-ronamento [...] Moro e Berlinguer, allora era storia di [...] più società civi-le. E comunque Moro non [...] non cadde per caso. Se [...] am-mazzato i terrori-sti. Come se? E chi [...] «Il grilletto [...] premuto i terro-risti, ma [...] convenuta a molti. La [...] morte fu un atto [...] bloccò [...] po-litica e da lì [...] lungo inverno, quello del pentapartito. Ucci-dendo Moro i suoi [...] la loro partita ma, se così si [...] perso e vinto insieme. Hanno cambiato in peggio [...]. Se lo hanno ucciso [...] essi hanno con quella scelta cancellato se [...] se stessi alla sconfit-ta ma ci indussero [...] uno Stato che era già marcio». Lei non sa ancora se [...] da [...] «Molti anni dopo andai a [...] Prospero Gallinari a Rebib-bia. Lui evidentemente attende-va da [...] della sinistra democratica, io aspetta-vo da molti [...] in faccia qualcuno di coloro che tanto [...] alla sinistra. Attendevamo entrambi da molti [...] un colloquio duro. La cosa alla quale Gallina-ri, [...] altri come lui, si ribel-lava, era [...] che non fossero state [...] a gestire [...]. Io sapevo e so [...] con nettezza: quei ter-roristi sono stati una [...] del movimento operaio, Gallinari veniva da una [...] Pci, altri dai gruppi extra parlamentari, altri da [...]. La storia delle per-sone [...] terrorismo è questa e non altra, ma [...] giocato quella partita, in maniera parallela o [...]. In quei 55 giorni [...] stato qualcun altro. Sul lago della Du-chessa Gallinari [...] ri-spondermi e così sul perché Moro fu [...] in cui la [...] si riuniva per [...] tanto richiesta dalle [...] e sul perché il [...] fosse composto da quasi tutti membri della [...] e sul perché della [...] e regi-strazioni. Tutti interrogativi an-cora aperti. [...] qualcuno, oggi, che in Italia [...] cose oltre a quelle note e altre [...] i terroristi». Voi, lì al governo, [...] «Ho sperato che a Palazzo [...] ci fosse un cassetto, [...] fatto quel che ha fatto venti anni [...] traccia visibile. Non [...] nessun doppio fon-do dove si [...] trovare la verità. Si sia trattato di [...] altro. Altro Stato? «Non sono [...]. Non riesco a dare per [...] che siano state solo le [...] a prendere la deci-sione di [...] Moro. [...] in quei giorni fui pri-gioniero [...] una trappola. Credetti senza esitazione che [...] Moro fossero il frutto di una sorta [...] Stoccolma, mi aggrappai a quella frase dove [...] «dominio pieno e incontrollato». Sbagliavo e sba-gliavamo, le lettere [...] sue, [...] dentro la [...] idea della po-litica. In questo tempo dove [...] di uomo di sini-stra è attraversata da [...] i confini tradi-zionali rispetto a materie quali [...] bioetica sono confini di sabbia, mi sono [...] a un dubbio, mi sono chiesto se [...] fermezza sia stata quella giu-sta». La [...] coscienza si è fermata al [...] «Mi sono dato tre risposte, tra loro contraddittorie. La prima è razionale [...] il Pci non poteva fare altro, qualsiasi [...] sa-rebbe apparsa come corriva, co-me qualcosa che [...] a un album di famiglia della sinistra. Più in generale, non [...] le categorie di un tempo ad [...] e diversa stagione poli-tica. Seconda risposta: una trat-tativa [...] Moro [...] apparsa del tutto inaccettabile per chi allora [...] Stato moriva, avremmo portato lo Stato e i [...] oltre [...] di una crisi di [...]. Eppure [...] è anche la terza [...] Stato già marcio, la morte di Moro [...] chi lo voleva così o ancora peg-giore». Oggi il partito della [...] opinione proba-bilmente sarebbe maggioranza, [...] di difendere uno [...] Stato, apparirebbe ai più [...]. Non è detto che questo [...] un miglioramento [...] pubblica. Perché sono state riscritte [...] i diritti [...] e quelli colletti-vi. E questo mi appare come [...] miglioramento [...] pub-blica. Questa riscrittura, lodevo-le e [...] lo stesso porsi del problema: non si [...] disposti a getta-re la loro vita dietro [...]. Ma nella ristesura della gerar-chia [...] valori [...] al suo giusto posto o [...] posto? È anche questa la questio-ne. Ma io sono meno [...] al riguardo, [...] un equilibrio in-terno in [...] se non è affondata in quegli an-ni [...] che vennero do-po. Le istituzioni sono oggi [...] se ne pretende giustamente la costan-te bonifica [...]. Nelle stesse ore in [...] Moro, Violante e Fini invitano a leggere [...] della sto-ria italiana, nessuna esclusa. Nel gran libro [...] posto anche per la [...] «Oggi per fortuna di tutti [...] politica non ha bisogno di cer-care la [...] legittimazione guar-dando indietro, alla storia. Que-sta può essere esaminata [...] politici. Però la storia non è [...] tutto indistinto, ha una [...] dinamica, fascismo e antifascismo non [...] la stessa cosa. Ho rivisto le imma-gini [...] Mussolini [...] dichiara la guerra, non credo avessero le [...] che in quei giorni erano al confino, [...] che, addirittura, sa-rebbero poi finiti nei forni [...]. [...] chi ha avuto ragio-ne e [...] no. Aveva ragione Jan [...] di fronte al carro [...] ragione il ragazzo ci-nese di fronte a [...]. Non ci sono dubbi. Berlusconi è grottesco, ricorda [...] Fellini quando agita il suo Libro Nero [...]. È grottesco perché io per [...] Fini non prenderei mai in esame [...] di proiettare i film su Hitler. Riconosco oggi a Fini la [...] estraneità rispetto a quel-la storia. Ma, se la politica [...] la storia a fini propa-gandistici, non deve [...] storia a reciproca ras-sicurazione. Siccome dobbiamo reciprocamente riconoscerci [...] far politica, dobbiamo per questo dire che [...] Non credo che le cose stiano così, [...] lo pensi Violante e nem-meno Fini. Però valeva la pena di [...]. /// [...] /// E poi qualcuno ha [...] hanno ammazzato be-ne: [...] Alessandrini, Mo-ro. Non sparavano nel muc-chio, [...] Ruffilli e Ta-rantelli, sparavano tutti a certe idee, [...] Giugni [...] spa-ravano dove sapevano che [...] più dan-no rispetto ad una prospettiva politica. Sono morti uccidendo Moro, [...] il progresso politico e civile di questo [...] anni». Il vicepremier: «Con il [...] Moro [...] in un lungo incubo grigio» Le domande [...] troppe Ma qualcuno sa le risposte La [...] Ci [...] questioni dai confini di sabbia Non credetti [...] fui prigioniero di una [...] rilancia [...] di priorità: «Non ci [...] e non [...] «Riforme prima della legge [...] «Nessun asse con il Cavaliere». Proposta [...] sul Csm. I referendari divisi sul [...]. Dalla Prima Se vive [...] Sud disperato muore ROMA. [...] istituzionali? Silvio Berlusconi, do-po essersi [...] sul predellino, in-deciso se scendere o risalire, pare es-sersi [...] a rimettersi in viaggio. Un [...] per [...] pressione di Gianfranco fini («Le [...] anche a lui»), alla cui alleanza è [...] resta del Polo. E un [...] per la diplomatica opera di [...] di Franco Marini, avversa-rio sì ma un [...] particolare, colloca-to [...] al centro [...] e quindi in grado di [...] una spon-da oppure tenere a freno i moderati in [...] dal centrodestra. Un nuovo «asse», [...] Il popolare Sergio [...] taglia corto: «Sì, vi [...] contatti per ripren-dere con vigore un impegno [...] è un paese fantasioso, se ogni giorno [...] costruire assi privilegiati». E Giuliano Urba-ni, da [...] Forza Italia, gli dà ra-gione, senza però mancare [...] le [...]. In viaggio, dunque, poco [...]. Si tratta, semmai, di [...] treno potrà finalmente procedere velocemente verso lo [...] o continuerà ad arranca-re come un accelerato [...] difficoltà della transizio-ne. Il percorso, del resto, [...] ostacoli. Dalla giustizia alla legge [...]. Il primo pare in via [...] rimozione, sul doppio binario della Costituzione per i principi [...] della legislazione ordinaria per [...] il Polo ha presentato una [...] proposta di legge sulla que-stione controversa [...] del [...] che depositerà la propria la [...] settimana, anche que-sta incardinata sul «lodo [...] per cui il confronto potrà [...] sul merito. Il secondo intoppo, pe-rò, [...] ben più insi-dioso per la trasversalità di [...] una parte, il referen-dum contro la quota [...] parte; [...] la propo-sta di trasformare [...] cosid-detto «patto della crostata» di casa Letta, [...] Fausto [...] e a sorpresa sponsorizzata [...] Cava-liere. Ma serve schierarsi subito, ali-mentando [...] contrapposizione [...] riformatore in atto? Massimo [...] non solo non vede [...] ma cerca di ripristinare una [...] co-se vanno fatte [...] giusto: prima le riforme costituzionali, [...] si vedrà il tema della legge elettora-le». Ma come? Il presidente [...] Bi-camerale [...] che «non abbiamo fatto [...] casa Letta», ma [...] un documento sottoscritto in [...] a casa Letta». Per cui, «se stiamo [...] ve-diamo cosa faranno i gruppi che lo [...]. [...] che già incontra il favore [...] popolari. [...] -la proposta emersa dalla Bi-camerale [...] espressione [...] più generale. Tanto più che [...] paese non resterà orfano». Viceversa, «cambiare spesso legge elettorale [...] il politico che [...] -significa tenere il paese [...] continua». Urbani si tiene sulle sue, [...] attesa di valutare [...] delle soluzioni: «Se fosse-ro passi [...] non possono [...]. È il fronte referendario, [...] chiarimento con Mar-co Pannella, ad entrare in [...]. Il leader radicale pretende, [...] confluenza in un uni-co quesito, [...] solenne per il turno [...]. Mentre Antonio Di Pietro [...] doppio turno. Sulla stessa posizione è Giovanni Sartori. Ma [...] Cac-cavale insorgono: «Fra la firma [...] di Sartori e le 400-500 mila fir-me leggere di Pannella preferiamo [...]. /// [...] /// Al Sud si deve [...] giusto e il doveroso. Si tocchi la rigidità [...] si costringa Confindustria a investire. Si faccia [...] capace di urtare la sensibilità [...] tutti i burocrati, si smetta di far finta di [...] o meno [...] pubblico. [...] un mano dello Stato [...] spreca, la si fermi. Ci deve, ci dovrebbe [...] dello Stato che smuove e in-veste. La si liberi, la [...]. Il governo [...] so-prattutto, ma crediamo nes-sun governo [...] può più continuare a convivere con una parte del [...] che lette-ralmente non lavora. Mezza Italia arricchisce ogni giorno [...] metà la guarda allon-tanarsi. Non è solo questione [...] va della so-pravvivenza [...] nazio-nale e della coesione [...]. Non esiste una ricetta [...] per creare lavoro al Sud, la si [...]. [...] un prezzo per tutti [...] morale e civile [...]. Perfino convenienza economica, perchè, [...] lavoreranno mai, la ricchezza degli altri prima [...] chiamata a rispondere, a sal-dare. Domani sera quel corto-metraggio [...] nei telegiornali, vorremmo ascoltare [...] dei luoghi dove si co-mincia: nomi e [...]. Domani sera non vorremmo [...] ministri che stanno stu-diando, di diverse ipotesi [...] sta cercando di unificare, di resistenze più [...] burocratico. Se ci sono, che Prodi [...] sopra. Non abbiamo avuto paura [...] ogni fine setti-mana infatti facciamo [...] conti di quanto ha guadagnato [...] che va in Borsa. Non si è avuto [...] dei redditi, ogni anno chi lavora si [...] il suo salario non si squaglia. Non si può avere [...] nel Sud. E che tutti gli [...] e comparse, registi e figuranti della rap-presentazione [...] escano regalando al Mezzo-giorno una speranza. Dicono lì che chi [...] disperato muore. Ecco, siamo arrivati già [...] del detto po-polare, che non entri in [...] colui che lo recita come [...] fina-le. /// [...] /// Ecco, siamo arrivati già [...] del detto po-polare, che non entri in [...] colui che lo recita come [...] fina-le. (0) (0) ![]()
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