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Già, perché? Avrei potuto [...]. Oppure: aggressività verbale spinta [...]. E anche: il gusto barbaro [...] aggredire la persona [...] politico. Di [...] a indossare panni non suoi. Di [...] in un altro da [...] come un pupazzo da impiccare e bruciare. Certo, potevo anche spiegarmi [...]. Eppure, mi venne quella [...] chiara che, da sola, spiegava tutto: fascismo. Fu per essere contro [...] che decisi di votare per Dalla Chiesa [...] primo turno e. Mi fidavo di lui. E sulle prime mi [...] diavolo Nando e la [...] battaglia per Milano. Verso la fine di [...] aveva fatto chiedere se volevo essere uno [...] candidatura, ma gli avevo [...]. Poi, a poco a [...] idea. Ero pronto a [...] per tantissime ragioni. Volete che ve ne [...] caso? Nando era stato uno dei primissimi, [...] Milano, [...] denunciare la corruzione partitica. Anche quella delle cosiddette [...]. E mentre lui e [...] di [...] Civile si svenavano nella [...] piccoli Davide contro i tanti Golia del [...] Bossi si trastullava [...] impresa di cambiare in [...] delle città, con audaci incursioni di vernice [...] i cartelli stradali che ali capitava [...]. Ma la ragione più [...] spingeva a votare per Nando sindaco era [...]. Lui mi sembrava un [...] non si sentiva diverso dal resto del [...]. Un cittadino prestato alla [...] un mestiere al quale poteva tornare in [...]. E, soprattutto, un tipo [...] violento. Mi dicevo: ecco una [...] come questa, dove troppe [...] spazzatura alla pulizia etnica, sono impastate [...] feroce verso chi non [...]. Posso [...] con schiettezza? La Lega, [...] il vertice della Lega, il suo re [...] dei suoi vassalli, mi sembravano diventare, [...]. Le sparate violente del Bossi. Le teorie eli Miglio sul [...] e la pena di morte. Il cappio [...] esibito a Montecitorio. Inutile che ci [...] perché vi ho già [...] per conquistare Milano mi aiutò ad aprire [...] tutto. Grazie, barbari! Qualcuno aveva capito ben [...]. Ricordo un articolo di Luigi Manconi, [...] diretto da Giovanni Valentini, [...] 1991. Il titolo ammoniva: «Sinistra, [...] dalla Lega». Aveva scritto Man-coni: «La Lega [...] sistema di interessi e di valori, ma [...] linguaggio: ovvero comunicazione di messaggi e mobilitazione [...]. Un linguaggio fatto di [...] di gesti aggressivi, di pregiudizi e di [...] perbenismo che si fa tracotanza e di [...] traduce in intolleranza verso tutti i diversi». /// [...] /// Come attesta il biografo [...] Bossi. Vimercati, nel libro scritto [...] con ii [...]. Nel bel mezzo della [...] Bossi aveva [...] «I partiti non ci [...] Lega ce [...] duro. /// [...] /// Commentò poi Manconi: «Quella [...] esibizionismo genitale non era un pittoresco modo [...]. Era una foto pomo con [...] ma anche [...] carta [...]. In quel ritratto si [...] di una cultura corrente che ha, anche, [...] ragioni (gli orrori della partitocrazia, i fallimenti [...] prevaricazioni del centralismo. Questo mi sembra il [...]. La Lega é razzista? Ma [...]. La Lega è fascista? Ma [...]. E, tuttavia, la Lega [...]. Vi sembra sospetta, [...] di Manconi, già pericoloso [...] E [...] sentite che cosa scrisse, dopo la battaglia [...] Milano, Claudio Magris, in un limpido articolo di fondo [...] Corriere [...] 24 giugno, titolo: «Sul Carroccio vincente»: «Timorosi [...] antiquati e ancor più di sentirsi tali, [...] scorgere anche nei gesti, atteggiamenti ed espressioni [...] leader della Lega o di altri suoi [...] pregevolmente concreto, che sarebbe aristocratico o patetico [...] la volgarità consistesse in alcune parole e [...] modo di essere, di sentire la vita [...] agli altri. In molti casi», notò Magris, [...] non erano una vivacità sboccata, che può [...] esprimevano una reale mancanza di rispetto per [...] quale non vi è civiltà né politica [...]. La forma é la sostanza [...] ciò che siamo. Perciò è ridicolo, per timore [...] scavalcati da un nuovo stile, [...] ad [...] e a [...] buone pagelle». Eppure, quanti applausi, in [...] per il leghismo trionfante, bene assalto al Carroccio! Mica per [...]. Fesse pure un posticino. /// [...] /// Un angoletto per sistemarsi [...]. E per [...] dire: Bossi, sono anch'io dei [...]. E molti, a onor [...] si limitarono ad applaudire o a [...] buone pagelle. No, fecero di più, [...] honorem. Fecero la loro parte [...]. Da piccole vedette lombarde. Tutti sul pero a [...] è laggiù, è quello coi baffi, quel [...] quel burattino nelle mani del puparo di Palermo, [...] di Troia del [...] comunista. E strillando questi lumbard [...] scongiuri: guai se dovesse diventare il sindaco [...] Milano! E di tutti i [...]. Laici e cattolici per [...]. Che pena [...] primi, che grigiore! Montanelli, strano! Fece meglio un illustre [...] Vittorio Dotti, il legale di Berlusconi, candidato con i [...] Adriano Teso, ferro di lancia ambrosiano di Ma-riotto Segni: «Milano [...] mano a Dalla Chiesa? È un pericolo [...]. /// [...] /// I professori di sociologia [...]. E lui non ha nulla [...] suo padre! Non c'è malaccio, dite? Bah, [...] acquetta fresca. Come quella che ci [...] Philippe Daverio, famoso mercante d'arte, ingaggiato dallo [...] per fare [...] alla cultura. Con la vittoria giù [...] a Dalla Chiesa una [...] questa chiusa per niente [...] di un intellettuale europeo [...] «Per fortuna di Milano non ce [...] fatta: sarebbe tornata la [...] Baffone». Poi spiegò a Gianni Riotta, [...] intervistava per il Corriere: «Lo lasci dire [...] di tolla come me: il vero snob [...] Bossi, non quelli di Capalbio. Quando Bossi dice [...] è uno snobismo raffinato. E voi giornalisti abboccate». Ma si, [...] tra quelli di vedetta [...] più tosti furono i cattolici. Ecco Mario Segni (al Costanzo Show): «Dalla Chiesa è un fanatico [...]. [...] Fumagalli in Carulli (dappertutto): «È [...]. Giampaolo D Andrea (alto [...] dici con ufficio a [...] Gesù) : «E khomeinista». Caspita, non si poteva [...] Certo che si poteva. Sentite che cosa strillò la [...] Vittorio Messori, star [...] cattolica: «È moralista, [...] di professione nonché sociologo». E poi: «I comunisti [...] sono la maggioranza dietro Dalla Chiesa, vorrebbero [...] di Milano ciò che è ben riuscito [...] Albania, [...] Cambogia, in Angola». Finalmente, un vero grido [...]. Questo studioso, an-ch'egli baffuto [...] stava in cima al pero da superbo [...] Lumbard. Equi ruggì: «Dalla Chiesa? Un [...] dal cognome del padre a cui diede [...]. Alla testa di [...] di dinosauri [...] di verdi schizoidi, di [...]. Imbattibile, vero?, Baffetto Tirchio. /// [...] /// Dopo altri quattro giorni passati [...] far la guardia sul pero. Baffetto Tirchio lanciò il [...] di questa campagna bestiale. /// [...] /// Boeri, persona civile, volle [...] lettera a questo spot da pompe funebri [...] pagina [...]. Ma Baffetto Tirchio, sempre [...] tagliò corto: «Non sono [...] a discutere di ricètte [...] i cannibali». Ma si, persino il Barbaro, [...] suoi proclami da Terza Guerra Mondiale, sembrava [...] confronto di questi suoi cupi tifosi. E lo stesso effetto [...] Cossiga, che pure era [...] in latto di esternazioni [...]. Calato a Milano verso [...] giugno per presentare la pubblicazione dei propri [...] rifiutò di [...] la [...] su Dalla Chiesa e [...]. [...] da Feltri, dipinse così Nando: [...] un poveretto, questo figlio del generale. E gli vogliamo [...] Milano in mano? A uno [...] capisce neanche che stanno gettando palate di fango [...] nome che porta?». Poi, a Emanuela Rossi [...] Giorno, [...] il ritratto così: «È un ragazzo contuso. Nel cuore e nella [...]. E poi appartiene a una [...] integralista. A Feltri spiegò: «La Lega [...] un grande partito [...] certo un contenitore anche [...] pure espressione di gente perbene, di operai, [...] professionisti. Poi si concesse il [...] Rossi del Giorno: «La Lega è un [...] massa, un partito [...]. E sarebbe sciocco [...] nel ghetto. E deplorevole [...] fascista, come sembra [...] fare una parte della De». Emanuela Rossi gli chiese: «Tra Dalla Chiesa e [...] per chi voterebbe?». E Cossiga, magnanimo: «Per Dalla Chiesa [...]. Voterei [...] per necessità, ma mi [...] del buon padre di famiglia». [...] da zione o da [...] esibiva, soggiogò anche un [...] classe, Marco Vitale, grintoso, mago dei bilanci, [...] grandi e piccole, combattente di tante battaglie [...]. Nel gennaio 198" aveva [...] Società Civile, la rivista voluta da Nando Dalla Chiesa, [...] rimasto famoso. Correvano i tempi di Pillitteri [...] Palazzo Marino. E il titolo diceva: «Ho [...] Radetzky sindaco». Diceva Vitale: vorrei per [...] prima di essere eletto sia passato attraverso [...] dimostrino, al di là di ogni ragionevole [...] tratta [...] giusto. Anzi, del migliore. Èo non è il [...] una grande, grandissima meravigliosa città?». Era [...] il [...] Oppure esistevano molli «ragionevoli [...] fosse? Ma Vitale non si lasciò catturare [...] da [...]. E accettò di fare [...] al Bilancio. In questi panni, pagò [...] a Bossi. Vitale sparò questo stupefacente [...] «È [...] linguaggio che ha portato chiarezza nel Paese [...]. /// [...] /// Chi [...] ancora sul pero? Ah. Forattini era sempre stato [...]. [...] come Bossi. Affascinato dal sesso aggressivo [...] Bossi. [...] la matita puntata [...] stessi obiettivi di Bossi: [...] ras dei partiti di governo, adesso [...] ras partitico rimasto più [...] Occhetto, con gli annessi e connessi. La vignetta che disegnò per [...] Repubblica, [...] giugno [...] tutto per il presente e [...] il [...]. Bossi, in divisa da [...] a colpi di frusta un cavallo con [...] Dalla Chiesa, sul quale ballava un clown [...] di Cicchetto. La didascalia [...] spiegava: «Teatro alla Scala: [...] Leoncavallo», Chiaro, no? Quando il capo della Lega [...] deciso a partire [...] del Pds e della [...] sangue» (proprio cosi disse Bossi al biografo Vimercati. Anche il secondo dei Giorgi [...] Scalfari, Bocca, era leghista da un pezzo. E continuò a [...]. Il lunedi 7 giugno, [...] turno a Milano, mandò i suoi complimenti [...] Bossi [...] un articolo su Repubblica: «Grazie, barbari». Poi visse giorni di [...]. [...] sindaco lo benedisse. E la borghesia milanese [...] sul Carroccio lo elesse [...] corte di Umberto I da Giussano. A quel punto. Bocca cominciò a confondere [...] personaggi. A Renzo Rosati, di Panorama, [...] «La Lega mi ricorda noi partigiani quando scendemmo [...]. Ci chiedevano che cosa [...] prefetture, delle questure, e noi non capivamo [...] tenevamo fermi due principi: non ruberemo, cercheremo [...]. Nel sogno di questo [...] passato Bocca guardò Scalfari e lo scambiò [...] repubblichino o per un ministro di Salò, [...] nero. Disse, sempre a Rosati: «Scalfari [...] in simbiosi con un [...] ora. E poi, «Scalfari in [...] preso delle cantonate spaventose. Confonde la realtà con [...]. Ma adesso c'è gente [...] Pianura Padana, ha detto decisamente no al [...]. E infine: «Scalfari per [...] con il potere, ogni giorno fa una [...] mentre a Bossi non [...] e con la Lega non ha rapporti. Per questo li tratta [...] piedi». Dunque, fucilazione sulla piazza [...] Dongo [...] il gerarca di piazza Indipendenza? [...] un plotone di partigiani [...] leghista partigiano Bocca? Macché. Giorgio si lamentò ai [...] capito [...] e vergò una lettera [...] Scalfari da stampare su Repubblica: «Ah, la [...]. Mi sono sbagliato e [...] molto perché di Scalfari sono amico, e [...] più di vent'anni». Quindi scrisse una seconda lettera, [...] Panorama, molto, molto dispiaciuta. [...] quattro giorni dopo, stavolta [...] Indipendente, tornò come niente fosse [...] piattonate a Scalfari. Scalfari si trova di [...] politici che lo sorprendono, Scalfari non comprende [...] sa chi sono. In quello che ho [...] c'è nessuna somiglianza con quello che ha [...]. Finito con Repubblica? SI. In piazza Indipendenza si [...] anche un neutralista [...] Massimo Riva, già senatore [...] del [...]. [...] il coraggio rivoluzionario di Bocca, [...] poteva certo votare per lo [...]. Avrebbe, dunque, votato per Dalla Chiesa? Riva, tristissimo, bocciò Nando [...] materie. Guardiamo ii tabellone dei [...] «Un [...] che forse sa anche predicare bene, ma, [...] ha gestito mai neppure una parrocchia», «un [...] a fare «il sindaco di Teheran che [...] Milano», campione di una sinistra «che ha voluto [...] bandiera del radicalismo», insomma il capofila di [...] dilettantismo politico e di improvvisazione amministrativa». Che fare, allora? Riva [...] aspettare [...] migliore, «votando per una [...]. /// [...] /// Brutta la loro fuga, [...]. Andate pure al mare. Ma poi non piangete [...] Milano, [...] che troverete al ritorno. Genova annega di nuovo [...]. [...] e allaga-menti hanno paralizzato [...] Piemonte, [...] Lombardia e la Val [...]. Tre morti in Liguria [...]. Avevamo appena finito di [...] e ora siamo, [...] con l'acqua alla gola [...] d'Italia. Non doveva succedere più, [...] dopo la tracimazione del torrente [...] a [...] settembre scorso, [...] di Poggio a Caiano [...] altre zone. E invece [...] un colabrodo, [...] oltre ogni limite, il paese [...] dissestato [...]. Ma il governo, certi [...] locali, le imprese e a volte purtroppo [...] continuano a non assumere [...] idrogeologico come la priorità [...] uno sviluppo sostenibile al paese. E questo è molto [...]. Quando una tragedia si [...] Genova e in Liguria, per due anni [...] domande precise c trovare risposte convincenti. Quante risorse e quali lavori [...] stati avviati [...] scorso a [...] per pulire e [...] i fiumi e i torrenti [...]. O per ristabilire un [...] in una delle regioni più a rischio? [...] nel dettaglio: Alta Velocità [...]. Non trovo voci e [...] il riassetto del territorio e le necessarie [...] che darebbero molto più lavoro, e immediato, [...] diano le grandi infrastrutture. Forse è necessario che, [...] la giunta regionale della Liguria [...] nuovamente verso Roma con [...] interventi assai diverso! Alcuni di questi disastri [...] si possono evitare facendo le opere necessarie. Chi non fa queste [...] inette in fondo [...] non governa bene e [...] lo sviluppo né il lavoro. Non è questione di [...] vorrebbero le strade, le autostrade e gli [...] superficiale continuare con questo ritornello. Il discorso torna sulla [...] coloro che governano così il territorio non [...] lo sviluppo del paese. [...] come quella di Genova [...] vite umane e [...] il tessuto produttivo: [...] le piccole imprese artigiane [...] il turismo, i traffici portuali, [...] città si ferma per [...] economico è [...]. Se non vogliamo che [...] invertire [...] della priorità. Prima di lutto il [...] poggia qualsiasi tipo di sviluppo. Ragioneremo poi di quali [...] servano e di quali no. Fare il contrario, come [...] finora, riempie le pagine dei giornali di [...] ad uno spreco del denaro pubblico disperso [...] e soprattutto non ci fa lare un [...] terreno della qualità sociale e ambientale dello [...]. La legge finanziaria di Ciampi [...] certamente assunto come priorità [...] idrogeologico del territorio (unica [...] opera pubblica dei prossimi dieci anni). Ma i latti di [...] a dare ragione a chi, testardamente. E [...] pare proprio di Ironie ad [...] sostanziale battuta [...] se non si attrezzerà, in [...] a lare i conti con [...]. Corrado Morgia, Mario Paraboschi. Onelio [...] Elio Quercioli. Liliana [...] Renato Strada. Luciano Ventura Direttore generale: Amato Mattia Direzione, redazione, amministrazione: 00187 Roma, via dei Due Macelli [...] passante [...]. /// [...] /// Milano -Direttore responsabile Silvio Trevisani [...]. /// [...] /// Hai visto mai», diceva grosso [...] una canzone ossessiva di tempi andati. Non rilevo questa mia [...] angosciosa, ma semmai pericolosa. Nove giorni fa scrivevo [...]. Ma questa è la citazione [...] citazione): «Quante chiacchiere sulla Tv. /// [...] /// [...] Pierluigi Battista su La [...] riporta la frase [...] della conclusione che diceva: «È [...] tutti (mi ci metto dentro anch'io, certo)» [...] per ironizzare e dedurre un «senti chi [...] tutto legittimo in questo caso. /// [...] /// Europeo di questa settimana mi [...] dire una frase che non ho [...] una risposta (su Co-stanzo e Ferrara) era in effetti la domanda [...]. Dio mio [...] un «non credo». Ecco come, [...] del settore che mi riguarda, [...] un [...] un saccente e anche un [...] dente [...] contro la Tv che invece [...] con passione e amore a volte [...] con la polemica che accompagna [...] questi sentimenti tumultuosi e non del tutto corrisposti. Questo per dire quanto [...] deduzioni da informazioni carenti o parziali, come [...] andare ad acquisizioni concettuali ingannevoli o di [...]. Questo accade spesso (troppo [...] scritto o catodico. Prendiamo [...] Panorama (con la [...] di copertina: il termine è [...] e maschista quanto [...] no?). Il settimanale trae, da [...] sembra uscito da mentì datate anni 50, [...] per cui gli uomini più focosi sono [...] seguiti dai campani e quindi dai lombardi, [...]. Situazione quasi analoga per [...] che per il posto [...] che vede [...] sostituire la Campania (le [...] ricordi stravolti dei casini lasciano tracce nella [...] questo paese cosi [...] indagato?). Parlo di questa assai [...] per un motivo pertinente: a supporto delle [...] riportano solo pareri di personaggi Tv di [...] al-la Carlucci a [...]. Ecco come la stampa scritta [...] una volta cerca la sinergia della televisione dichiarando una [...] che ne minimizza ancora una volta il ruolo. Per confermare un risultato [...]. Quando non ci si [...] la [...] detto la Tv», si [...] con un [...] detto quelli della Tv». Ecco un altro «uso perverso» [...] mezzo, ecco [...] lettura della (unzione della televisione [...] dei suoi dintorni assolutamente depistante. In una rubrica come [...] compito di segnalare anche queste storture, pensiamo. Può darsi che [...] di idiozia serva, in questo [...] per bilanciare i problemi veri. Ma [...] può essere letale anche [...]. Forse vale la pena [...] (per un po': facciamo fino ai prossimi [...] Tv e la statistica, due fenomeni che procedono [...] pari passo. Numeri e chiacchiere non [...] cosi bene insieme. [...] sera in un tg, [...] comunicava che ogni abitante del Lazio produce [...] e 200 grammi di rifiuti. Inutile per i laziali [...] e [...] recriminare: i numeri e [...] Tv [...] inchiodano a un verdetto che dovrebbe [...] loro la bocca almeno. Stiamo parlando di spazzatura. /// [...] /// Ecco altri due termini [...]. /// [...] /// Sgarbi E se eravamo [...] te niellavamo in [...] Si [...] mi [...] , ni. /// [...] /// Sgarbi E se eravamo [...] te niellavamo in [...] Si [...] mi [...] , ni. (0) (0) ![]()
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