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In prognosi riservata un [...] ferito a colpi di badile. E i presìdi continueranno Milano, [...] «Basta con i marocchini» e il quartiere [...] MILANO. Un palazzone giallo, ri-strutturato [...]. Un gigantesco quadrilatero con 430 [...]. Questa antica periferia è [...] mesi di scaramucce fra residenti e immigrati, [...] la sera si raccol-gono a decine [...] fra via Me-da e [...] Spaventa. Cantano, urlano, bevono. Gira anche droga nella [...]. /// [...] /// E [...] sera la ten-sione ha fatto [...] la scintilla. Duecento, trecento persone, quasi [...] casermone popo-lare, guidate dal «Comitato Spaven-ta», ha [...] bar [...] nel quale avevano trovato [...]. Sono partiti sassi e [...]. È arrivata la polizia [...] mo-do stabile la zona. A tarda notte un giovane [...] è stato tra-sportato [...] con la testa [...] badile. [...]. La tensione, al quartiere Spaven-ta, [...] sosta da mesi. Da quando un gruppo [...] è spostato [...] con via Meda. Ogni sera cento, centocin-quanta [...] parte ma-rocchini, si radunano [...] e lì restano fino [...]. E gira un mucchio [...]. La polizia lo sa ma [...] sono [...]. La convivenza fra resi-denti [...]. [...] solo di razzismo. La zona è uno [...] dello spaccio di dro-ga a Milano. [...] gli extraco-munitari abbiano sottratto il [...] agli indigeni. Difficile esclu-dere che fra coloro [...] chiedono a gran voce [...] degli immigrati figurino anche spaccia-tori [...] intenti a [...]. [...] di Milano Marcello [...] se-condo il quale sulle «tensioni [...] da una convivenza oggettivamente difficile si innestano anche proble-mi [...]. Sappia-mo che la zona, [...] quella, è teatro di spaccio di stupefacenti. E sappiamo anche che fra [...] dimo-stranti di mercoledì sera si muove-vano anche una ventina [...]. Allo «Spaventa» tutto comincia-to [...] un extraco-munitario ubriaco [...] bot-tigliate sette od otto [...]. Quelli del Comitato decidono [...] zona. Da lunedì decine di [...] e delle ca-se [...] sere a fare la [...]. Anche [...] a prendere corpo mentre dieci [...] quindici uomini della polizia sta-zionano poco lontano. Ma col pas-sare del [...] si ingrossa diventando una folla minacciosa. Due o trecento persone [...] al bar [...]. Partono le prime sassate [...] e mi-nacce. In breve una ventina di [...] si trovano stretti [...] mentre la polizia si frap-pone [...] far da cuscinetto fra la folla e le vetrine [...]. [...] continua ad aumentare anche [...] sono pochi, trop-po pochi per contenere la [...]. Di tanto in tanto [...] del «casermone», piovono sassi che gli assediati [...] assedianti. Nel bar ormai dilaga [...] un linciag-gio in massa. Poi, a tarda sera, [...] il bar chiude e molti [...]. Ma il peggio deve ancora [...] perchè nelle vie adiacenti si scatena una silenziosa caccia [...]. È mezzanotte quando la polizia [...] riverso [...] di 21 anni. Accanto a lui due [...] quali qualcuno gli ha fracassato la scatola [...]. Ora il giovane è [...]. Poco distante un altro [...] il setto nasale fratturato e perde molto [...]. Un altro colpi-to con [...] pugno allo stomaco finisce [...]. Ormai la «guerriglia» si [...] quar-tiere. Ne fa le spese [...] Fabio Zerbini, di 32 anni, attivi-sta [...] antirazzista «Tre febbraio» che [...] bar [...] durante la sassaiola. Zer-bini si è preso una [...] in testa. /// [...] /// La «battaglia dello Spaventa» [...]. Ma ieri sera era [...] presidio or-ganizzato dal Comitato. E domani, sabato, arriveranno [...] giovani del Leoncavallo. Il sindaco Albertini, intanto, [...] al questore chiedendo un rafforza-mento della presenza [...] zona e di «istituire un presidio permanente». [...] sostiene che si tratta [...] «che in questo [...]. Elio Spada [...] 2. A tre mesi [...] in vigore della nuova legge [...] questo il quadro presentato dal Ministero [...] al Parlamento con una relazione. In Italia, gli stranieri [...] che poi hanno perso i requisiti per [...] nel nostro Paese sono, al 15 aprile [...] i 300 mila e i 200 mila [...] base di dati «incrociati» forniti dal ministero [...] Lavoro, [...] sindacati e dalla [...]. La presenza degli irregolari [...] lontana dalle preoccupanti cifre talora ipotizzate». Tra gli 800 mila [...] in Italia il fenomeno di quelli irregolari [...] spiega la relazione del ministero. Si tratta di una [...] periodi di particolare difficoltà di assorbimento di [...] del mercato del lavoro». Secondo la relazione gli [...] per lo più, da nuove comunità non [...] paesi vicini, per cui da ciò deriva [...] in entrata ed in uscita dal territorio [...]. Un fenomeno da regolamentare [...] «procedure troppo rigide e complesse». Il [...] passa sfer-ragliando lungo via Meda. Scorro-no insieme ai finestrini volti [...] che [...] blindato bianco [...] con via Spaventa. A pochi metri, [...] sera, si è sfiorata [...] guidati dal «Comitato» al bar [...] e alla pattuglia di marocchini [...]. [...] nel piccolo locale gestito da [...] emiliano, sui volti degli avventori è ancora presente la [...]. Ci sono quattro o [...] due don-ne. /// [...] /// In questo bar vengono [...] che lavorano. Ma fuori ci sono [...]. Noi vogliamo so-lo [...] in pace». Veniamo sempre [...] perché negli altri bar ci [...]. Fuori il traffico scorre [...] avvolge lo [...] le cui vetrate sono [...] sassate, la sera prima, insieme ad ogni [...] fra residenti ed extracomunitari. Dalle finestre [...] edificio di fronte al [...] testa canuta. È, quello, il «casermone» [...]. Tre quarti degli alloggi, [...] abusivamente dalla gente che ovunque vive nelle [...]. /// [...] /// [...] cortile, un vero labirinto [...] si vive un atmosfera quasi ir-reale. Aiuole in ostinata attesa [...] molte piante, quasi un giardino botanico: pini, [...] fiore, [...] in maturazione. E soprattutto un [...]. [...] circolo interno sede [...] nazionale combattenti e re-duci che [...] la sera. La metropoli [...]. È persino bello [...] in que-sta quiete. Poi una piccola signora frettolosa [...] riporta alla realtà. E rac-conta di situazioni [...] «continue angherie degli extracomunitari e degli spacciatori. È diventato impossibile vivere. Per le ragazze sole, [...] un atto di coraggio attraversare la strada. Cer-to non tutti gli [...]. Dicono anche che qualche tempo [...] un marocchino abbia cer-cato di violentare una ragazzina proprio [...] nel cortile». /// [...] /// Le finestre al piano [...]. Rumore di stoviglie, la [...] televisore. È ora di pranzo [...]. Eppure bat-te proprio [...] uno dei «due cuori» del [...]. Un universo popola-to da [...] e [...] da regolari e da [...] che vivono di pensioni mini-me e di [...] spacciatori che utilizzano [...] di vialetti come vie [...] caso arrivi la polizia. Nella contesa fra residenti [...] la droga sta fa-cendo la [...] parte. Da questo «forti-lizio» si è [...] una parte delle schiere che hanno stretto [...] lo [...]. Dalle finestre che dan-no [...] Meda sono stati lanciati [...]. Fuori il caldo ti [...]. [...] il titolare del bar pizzeria. Continuiamo a raccogliere firme e [...] autorità petizioni su petizioni. Quelli sono sempre là. Tutte le sere almeno [...]. E ci fanno proprio [...]. Piscia-no, [...] si ubriacano, molesta-no le [...]. Fanno andare gli stereo [...] fino alle quattro del matti-no. Altro che razzismo. Noi non sia-mo razzisti. Vogliamo solo vivere tranquilli». In strada un passante che [...] sera un marocchino ubriaco ha [...] a bottigliate il vetro [...] di mio figlio. /// [...] /// Nata in Friu-li ma [...] Mila-no, dove ha il suo stu-dio base, [...] Aulenti conosce bene questa [...] di Pari-gi, Barcellona o San Francisco dove [...] di lavorare. Conosce le sue virtù e [...]. [...] fin dai tempi di [...] e del gruppo di Er-nesto Rogers, [...] ha la-vorato per la Triennale, [...] il Padi-glione [...] contemporanea, per [...] e il design. Ma a Milano [...] Aulenti non è conosciuta [...] più celebre tra gli architetti, la [...] e la creazione del Museo [...]. È anche una delle [...] impegnate, con-crete della città, quando, come oggi, [...] inquietano ed [...]. Intorno al bar dei [...] Meda sta scatenandosi una specie di guerriglia [...]. Intanto arrivano statistiche che dicono [...] questa è la città dove [...] immigrati e contro gli immigrati. Per [...] della Milano ospitale è [...]. /// [...] /// Questo è un destino [...] che tocca a noi come è già [...] nazioni, per altro in anticipo rispetto a [...]. E [...] con questo destino si può [...]. An-che a Londra, a New York, [...] Parigi ci sono momenti di tensione, ma [...] la concordia, perché è [...]. È più difficile proprio [...] poveri e degradati, perché la gente si [...] e indifesa. Dobbiamo accettare gli altri, [...] dimentichiamo che i giudizi e i com-portamenti [...] per-sone che li adottano non solo in [...] stranieri ma in rapporto alla convivenza con [...] i loro cognati, cugini, mo-gli. [...] di fare la guerra [...] di raccolta di marocchini è insoppor-tabile. Ci vorranno anche misure [...] discuto, ma chiudere quel bar non è [...] soluzione. È in gioco una questione [...] cultura profonda». [...] ma questi processi di cultura [...] aiutati in [...]. Io sono conten-ta, per [...] questa nuova [...] Provincia di Milano, a Porta Vene-zia, [...] zona difficile, di residen-za mista, con molti [...]. Diven-terà una sede di [...] sociali, mo-stre, ci sarà un [...] con duecento posti, affidato per cinque giorni alla settimana [...] Cineteca italiana. Ci si faranno anteprime [...] anche incontri, conferenze. Ci sarà una li-breria, dei [...]. Insomma vo-gliamo invitare tutti quanti [...]. Ma nelle città italiane [...] «Fa di più il singolo di quello [...]. Ve-do che nei laboratori [...] immigrati di ogni parte del mondo che [...] si sono in-tegrati. Sono [...] che dovrebbero pensare di più [...] luoghi di accoglienza che facilitino [...] con la gente del quartiere. [...] le case del [...] bisogna [...] con [...]. La crisi dei grandi [...]. Amministrazioni comunali, [...] «Le amministrazioni sono sempre [...] lavoro degli architet-ti, ai quali non viene [...] di rendere i luoghi dove vi-viamo più [...]. Questa è invece una funzione [...] nel nostro me-stiere: creare con [...] ed un equilibrio che aiutano [...] i comportamenti. Non è diffi-cile da [...] luogo è degradato butterai per terra la [...] è de-gradato no; ma ci deve essere [...] i rifiuti, non i sacchi sparsi che [...]. A Milano si è [...] giorni [...] con i suoi mi-nistri. Adesso si an-nunciano gli [...] promossi [...]. Non si parla di [...] «La politica tende a preferire la propagan-da. È una parola orribi-le, che [...] tanto viene [...] con [...] parola orribile: immagine. Bisogna eliminare [...] due queste parole e passare [...] discute-re [...] di via Meda. Non penso a [...] penso a piccoli gruppi di [...] che possono organizzare e raccoglie-re un lavoro analitico, farne [...] sin-tesi e poi depositare i risultati in una specie [...] banca delle necessità di una città. È possibile che una cosa [...] si possa fare subito, ma intanto [...] depositiamo il problema e il [...] per [...]. /// [...] /// Giancarlo Bosetti [...] 1. /// [...] /// Giancarlo Bosetti [...] 1. (0) (0) ![]()
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