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Lì due operai hanno portato [...] gabbia, una ve-ra gabbia, come quelle per gli ani-mali [...] mordono, piena di [...]. Sono mille, duemila copie, [...] in inglese, del documen-to che la varia [...] i luoghi del Potere Europeo a Bru-xelles [...]. [...] è grande, si muovono telecamere [...] e spietate, i giornalisti si dànno spinte e gomitate [...] i funzionari sembrano [...] ro-mano sul limes quando comincia-rono [...] invasioni barbariche. Resi-stono, ma senza eroismi. Alle sette in punto [...] lucchetto e rovescia i docu-menti sul tavolo. Il giorno più lun-go [...] svolta verso la [...] prima conclusione. /// [...] /// Mi-gliaia di occhi si [...]. Sulle ultime, le conclusioni, [...] il succo politico del la-voro dei Saggi. E il succo politico [...] alla Commissione, in-chiodata al «serio fallimento» di [...] saputo esercitare il «controllo [...] che era suo compito [...]. La più colpita dalle [...] è la commissaria francese Edith [...] pizzicata, come tutti si [...] rapporto [...] con il dentista del [...] al rango di «esperto scientifico» della Commissione. Ma anche Jacques [...] il presi-dente, ne esce [...]. Non tanto per quel [...] ma per quel-lo che non ha fatto: [...] in fatto di control-li, per la debo-lezza [...]. Toccati-ne per il porto-ghese [...] e la tedesca [...] criticati per as-sunzioni fami-liari [...] ma non illegittime, e per lo spagnolo Marin [...] vigilia tutti davano tra i grandi accusati) [...] Bonino, che avrebbero tardato a prendere le misure [...] si sono accorti che non tutto marciava [...] programmi di loro competen-za. Dura, invece, la mazzata [...] Abel [...] il predecessore di Marin [...] degli Esteri nel go-verno conservatore di [...] lui sì che le [...] vicino le frodi di certi suoi collaboratori. Si legge tutto questo, [...] e si rialzano gli occhi pieni, tutti, [...]. E ora? Che cosa [...] Che cosa farà la Commissione del «serio fal-limento»? Che [...] Che cosa madame [...] E gli altri? La [...] uscita dalla gabbia ha scatenato le domande, [...] -dice a suo modo [...] voi, signori. E allora si capisce [...] più lungo sarà ancora più lungo di [...] pensato fin dal mattino. Da quando -paiono passati [...] intrecciava-no mille e una illazioni, fiorivano i [...] le scommesse. E [...] chi pretendeva di sapere [...] invece non ne aveva azzec-cata una. E [...] fior di giornali che facevano [...] ammazzando reputazioni e [...] a penose marce indietro. Una certezza, una sola, [...]. Per le nove di [...] ha convocato i commissari [...] dice, vuole [...] uno per uno e [...]. Almeno da quella riunione una [...] non può non arrivare. Comincia [...] che si protrarrà fino a [...] sera. Intanto, però, quasi volesse [...] il presidente si rimangia [...] a diffondere una dichiarazione [...] preannunciato prima per le sette, poi per [...] mezza, poi per le otto. La dichiara-zione, dicono i [...] conteneva un apprezzamento (anche esagerato) per gli [...] del rapporto, che lui aveva visto già [...] lasciava trasparire una evidente volontà di re-stare [...]. Il fatto di non [...] dichiara-zione segnala un cambiamen-to di idea? E [...]. Comun-que sia, a tarda [...] alla Commissione una riunione che sarebbe durata [...] nessuno era in grado di fare previsioni. Si sarebbero dimessi? Avrebbero [...] Avrebbero optato, come scrive-va la mattina El Pais [...] Madrid, per una [...] (Per chi non lo [...] di [...] preferirono suicidarsi in massa [...] ai romani). Più chiaro, molto più [...] avrebbero deciso i grup-pi politici del parlamento. Prima i Verdi, poi [...] i sociali-sti: tutti a chiedere le dimissioni [...] e della Commissione. E tutti pronti, se [...] vota-re una mozione di censura che co-stringerebbe [...] a sgombrare il campo. Così la presi-dente del [...] Magda [...] poi il popolare francese [...] (che le dimissioni le [...] subito»), così la capogruppo del [...] Pauline Green («le responsabilità [...] e della Commissione non [...] chiare: il rapporto è una critica devastante [...] lavoro della Commissione»), così il conservatore britannico [...]. Luigi Colajanni, respon-sabile esteri [...] ha rincarato la dose: «Sarebbe [...] una crisi orizzontale della Commissione, quale risulta [...] risol-vesse nelle dimissioni di uno o più [...]. Previsioni? Se entro le prossime [...] non sarà [...] a dare [...] delle dimissioni collettive, ci penserà [...] Parlamento nella prossi-ma sessione. Questo è chiaro, ma [...] La Commissione, dimissiona-ria o «dimissionata», resterà in cari-ca per [...] Come funzionerà la macchina europea se [...] non sarà nel-la pienezza [...] Che insidie, ancora sconosciute, si sta portando [...] crisi diffici-le? Dubbi da brividi, che si [...] notte che fuori dai palaz-zi del Potere Europeo [...] a farsi fredda, con un ventaccio che [...] il tepore [...] pri-mavera che [...] appena fatta sen-tire. Speriamo che le cattiverie del [...] non siano una premonizio-ne. Scorre insieme a noi [...] conclusione, dove si parla di «un serio [...] Commissione. /// [...] /// Non se ne esce [...] espiatori uno o due commissari. La responsabilità evidente è [...] nel modo in cui è stata esercitata [...] di controllo, ma anche [...] visione politica del presidente. La lezione è evidente: [...] Commissione si di-mette, o se viene [...] alle istitu-zioni comunitarie si [...] di ri-durre gli aspetti tecno-cratici della gestione, [...] progetto politico [...]. Non si tratta di adotta-re [...] logica del [...] Sansone con [...] un problema di direzione politi-ca. Serve una Commissione meno [...] impegni gestionali e molto più forte, più [...] esercitando un suo po-tere, [...] indi-cato dal Trattato, che ha esercitato [...]. Secondo lei che cosa farà, [...] il [...] «Penso che sarà tenta-to di [...] delle con-clusioni drastiche e di ripresentare una mo-zione di [...]. La mia preoccupazione è [...] eventuale conclusione si arrivi senza valutare con [...] quale può essere la conseguenza di una Com-missione [...] dimissionata in questo modo. Anche [...] bisogna badare a non cadere [...] propa-ganda. Bisogna [...] che cosa succede poi? Si [...] Commissione per gli affari correnti fino alle [...] Si aspetta il vertice di Co-lonia, dove si [...] presidente? Oppure si rinnova la Commissione subito, [...] europee. Oppure la si lascia [...] fino alla [...] «E quale parlamento europeo da-rebbe [...] fiducia a una Commissione in scadenza? Insomma, ci sono [...] interrogativi. Personalmente ritengo che se fossimo [...] grado di li-berarci dalle [...] Parlamento europeo dovrebbe dare una [...] di saggezza e di-re in una [...] risoluzio-ne che [...] emergono delle responsabilità evidenti e [...] guardare [...]. Insomma, il capito-lo della Commissione [...] è chiuso: conti-nuino a gestire [...] però noi in-dichiamo dei criteri [...] invitiamo i governi a seguire [...] determi-nati criteri nella designazione del [...] presidente e dei [...] com-missari, invitiamo gli uffici della [...] drastiche, che riguardino la trasparenza [...] i codici di condotta, invitando gli esperti a continuare [...] una tappa del compito che [...] stato [...]. Ci sono anche le [...] di lavoro istituito dai lea-der socialisti e [...]. Sono molte le indica-zioni [...]. [...] è rendere [...] della [...] suo potere di iniziativa. Anche per [...] considerazione: qualche [...] stasera può essere ten-tato [...] questa prova di irresponsabilità offerta dal presi-dente [...] Commissione [...] di alcu-ni commissari, ma gli europeisti convinti [...] traverso, quel brindisi, reagendo nel modo giusto. Reagire nel modo giusto, [...] fare con chiarezza questo discorso: un indebolimento [...] Commissione [...] tale è un indebolimento [...]. Che gli scandali, le [...] le irregolarità vengano denunciati è un fatto [...] nessuno ovviamente vuo-le essere secondo ad altri, [...] indebolisca la Commissione come [...]. /// [...] /// [...] GIANNI [...] PARIGI «Quando si annoia nel [...] di una riunione, si vede», confida un collaboratore di Edith [...]. La signora è di [...] cosa nota. Quello stile che, interrogata [...] parlamentare a Strasburgo nel gennaio scorso, la [...] seduta mentre ri-sponde secca secca: «Ho già [...] che avevo da dire». In Parlamento, di grazia, [...] seduti quando si prende la parola. E una deputata tedesca glielo [...] subito notare. Più che una carriera politica Edith [...] ha compiuto una lunga corsa [...] ostacoli, una specie di ciclocross segnato da cadute rovinose [...] rimbalzi inattesi. [...] fu un 15 maggio del [...]. Do-po tre anni Francois [...] ne aveva avuto abbastanza [...] Mi-chel [...] primo ministro e [...] regalmente dimissionato. [...] di [...] e poi la scelta: Edith [...] a [...]. Grande fu la sorpresa [...] le aspettative: era la prima volta di [...] guida del go-verno. Con [...] la [...] era stata fin [...] degli anni [...] saltabeccando da un ministero [...] (agricoltu-ra, industria, commercio estero, affari [...] fin [...]. Voliti-va, competente, militante. Per-ché non primo ministro? Ma [...] aveva trascurato la capacità [...] signo-ra, che aveva da sempre un palli-no [...] nulla peregrino. Si era dimessa da [...] mini-steri precedenti sempre per lo stesso motivo: [...] Francia [...] di iniziativa industriale. Tutto si arenava -aveva [...] del ministero [...]. Il suo sogno era [...] Miti, [...] giapponese che rag-gruppa industria, [...] finanze. /// [...] /// Edith [...] si ritro-vò praticamente sotto [...] nominò il fedelissimo Pierre [...] uno che sapeva tenere [...] borsa. Apparve subito chia-ro che [...] governo, più che a [...] si decideva-no altrove. Non durò più di [...]. Il 2 aprile del [...] Edith [...] abbandonò [...]. [...] conclusione della [...] esperienza non fu estraneo [...] classe politica francese e dei suoi compagni [...] particolare. Le inimici-zie proliferarono come [...]. Lei reagì da par [...]. A [...] negli ultimi tempi, riservava un [...] speciale: [...] lo chiamava. Vale a dire tanto [...]. Con questo caratterino Edith [...] sempre su indicazione di [...] approdò a Bruxel-les. Degli «affari europei» era sta-ta [...] al [...]. Anzi, il ministero era [...] no-vo apposta per lei. Bruxelles ave-va dunque un [...]. Jacques [...] prima che scop-piasse la [...] seno alla Commissione, non era stato avaro [...]. Della [...] aveva salutato più di una [...]. La signora Com-missario aveva [...] sulla ricerca e il famoso programma «Leonardo» [...] professionale. Aveva ottenuto, rispetto alla [...] aumento dei cre-diti pari [...] percento. Per il 1999-2003 gli [...] 15 miliardi di euro, contro i 13 [...]. Il programma di scambi «Erasmus» [...] rivelato un buon successo. Edith [...] aveva portato a Bruxelles [...] di lavoro: staff tecnico e rete [...] personale, quel-la che le [...] maggiori pro-blemi, quella da cui discende [...] esplicita di «favoriti-smo». Nel suo staff si [...] questi anni avrebbe voluto che in Commissione [...] più di politica generale: istituzio-ni, futuro [...]. Le vesti del [...] in altre pa-role, le andavano [...]. Adesso però, a 65 [...] perdere [...]. /// [...] /// Adesso però, a 65 [...] perdere [...]. (0) (0) ![]()
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