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Dal suo libro I giorni [...] (Editori Riuniti, 1959, traduzione di Pietro [...] pubblichiamo oggi, nel [...] anniversario delta Rivoluzione [...] queste pagine, che rendono in [...] estremamente drammatico, realistico, umano il clima e le passioni [...] quei giorni [...] del 1917, a Mosca. UNA VOLTA, una notte [...] c« [...] per le vaporazioni dei fido, [...] destai nella mia stanza al seco ido piano per [...] strana sensazione come se qualcuno [...] un istante ie avesse inspirato [...]. Quella sensazione mi tolse [...] secondi. /// [...] /// Il pavimento ora cosparso [...] vetri delle finestre. Essi brillavano alla luce [...] e nebulosa, che si trascinava al di [...] Mosca addormentata. Intorno incombeva un silenzio [...]. Poi echeggiò un breve [...]. Un urlo acuto e [...] livello delle finestre infrante e subito, con [...] crollò [...] della casa accanto alla Porta [...]. Nella stanza del padrone [...] misero a piangere ì bambini. Al primo momento non [...] intuire che si trattava di un cannone [...] zero sulla [...] dal monumento di [...]. Questo si appurò dopo. Dopo la seconda sparatoria [...] il silenzio. La luna continuava a [...] nebbioso cielo notturno i vetri rotti sul [...] alla Porta [...] tambureggiò a lungo una [...]. Cosi cominciò a Mosca la [...] o. Esso si protrasse per [...]. In risposta al fuoco [...] accese un fuoco di fucileria. Una pallottola venne a [...] parete e trapassò il ritratto di Cechov. Ritrovai in seguito il [...] mucchio di calcinacci. La pallottola aveva colpito Cechov [...] trapassando il bianco panciotto di picchè. La sparatoria scricchiolava come [...]. Le pallottole schioccavano fitte sui [...] ferro. Il mio padrone di [...] architetto vedovo, mi gridò di andare da [...] posteriori, che avevano le finestre sul cortile. Sul pavimento stavano sedute [...] la vecchia mania. La vecchia aveva completamente [...] con un pesante scialle. La bambina più grande [...] lo [...]. Ritornai nella mia stanza [...]. [...] si intuivano appena le [...] con le finestre spente. I baleni degli spuri [...] continuo e ie pallottole cantavano a più [...]. A volte era un [...] volte un gemito, a volto [...]. Cercai di videro degli [...] lampi degli spari non facevano abbastanza luce. A [...] dal fuoco, le Guardie Rossi. Oli Junker erano appostati [...] la Porta [...]. [...] con un leggero boa lo. /// [...] /// Alla [...] luco spettrale si poterono [...] uomini che correvano d'albero in albero. Ben presto una [...] fiaccola azzurra si accese al [...] opposto del corso alberato. Erano le [...] eh? colpivano i lampioni a [...] e il gas, ardendo, usciva direttamente [...] tubi. Alla [...] luce incerta ii fuoco immediatamente [...]. Ritornai dal padrone di [...]. /// [...] /// Passando per [...]. [...] le pallottole [...] alte e solo qua [...] i cornicioni colpiti. In fondo al cortile, accanto [...] una piccola portineria, [...] alcune persone. Ci dissero [...] nel vicolo [...] il fuoco era ancora [...] forte che sul boulevard [...]. Il quarto lato del [...] adiacente al muro cieco della casa vicina [...] neppure una finestra. [...] guardò il muro e [...]. La nostra casa è [...] le parti. Non c'è via [...]. Siamo in un i [...]. /// [...] /// Le persone intorno alla [...] della panetteria di [...] che si trovava nella [...]. Un barbuto fornaio bianco di [...] ex soldato di [...] Arthur [...] propose di far venire tutti [...] inquilini in portineria, il luogo meno pericoloso. Gli inquilini non [...] molti, perché tutto il [...] era occupato da negozi » magazzini. Così cominciò la seduta [...] nella portineria Uno dei fornai, un giovanotto, [...] da Ila parie delle Guardie Rosse. Ma, non appena, piegandosi [...]. Bloccati nella portineria, passammo in [...] i giorni precedenti e ci Un grande [...] tutte le [...] scelte 2000 pagine 5000 lire Editori [...] nostro ? cai so in Unto. [...] noi la battaglia era come [...] sorta [...]. Eppure sape [...] di Pi . Il comando della nostra [...] sunto dal fornaio di [...] Arthur. Dal rubinetto della portineria [...] clava un filo d'acqua. Il fornaio ordinò di raccogliere [...] i secchi e i catini degli appartamenti e di [...] una riserva d'acqua. Da un momento [...] poteva mancare. Poi raccogliemmo tutto il [...] prodotti alimentari: non erano molti. Non sapevamo cosa succedesse [...] convinti che i combattimenti si svolgessero in [...]. Eravamo solo consci di essere [...] e di vivere come in una fortezza malsicura. Già dal primo giorno [...] a volare dentro il cortile. Per tutta la prima notte [...] seduti sui gradini della portineria cercando di indovinare [...] del fuoco chi a [...] la [...] io. [...] nel pieno della [...] cessò. /// [...] /// Quel silenzio sembrava [...] pericoloso di un fuoco furibondo. Ben presto nelle tenebre impenetrabili [...] lontane grida prolungate: [...] Riferite al comandante che gli Junker si ammassano sui [...]. Il grido si facevi) [...] e ansioso: [...] Riferite al comandante! Gli Junker si ammassano sui [...]. Immediatamente il fuoco riprese [...] di piombo ricominciò a sferzare le grondaie [...]. Verso 1 a se [...] giorno prese fuoco la casa « sullo [...] la farmacia. Bruciava con una fiamma variopinta: [...] gialla, ora verde, ora azzurra, e ciò evidentemente a [...] dei medicinali. Nelle sue cantine rintronavano sorde [...] che rapidamente la fecero crollare. La fiamma scemò, ma sul [...] vari giorni ancora si librò [...] acre fumo colorato. Nella nostra casa cominciava [...] tetto di ferro e le comici delle [...]. Noi si asfissiava, si [...] fumo. Ci fasciavamo i visi [...] ma poco serviva. Alla terza notte la [...] si spense e si potè sentire che [...] alberato gridava con voce incerta e [...] (cosi allora si chiama [...] Sindacato [...] dei ferrovieri) propone con [...] contendenti di cessare il fuoco e di [...]. [...] trattare una tregua! Non sparate! Non sparate! Allo scialbo chiarore rossastro [...] finiva di bruciare guardai [...]. Tutti mi osservavano in [...]. La lancetta dei secondi [...] quadrante più rapida del solito. Cinque minuti! Sette minuti! Possibile che gli Junker [...]. /// [...] /// Sul tetto della casa, [...] innalzò una colonna di fuoco. Si seppe poi che [...] Junker [...] appiccato il fuoco alfa casa con gli [...] alle Guardie Rosse di [...]. Quella casa, infatti, per [...] dei rapporti militari, dominava sulla zona. Quel secondo incendio era assai [...] pericoloso [...] della farmacia. Già nel nostro cortile [...] di ferro contorte dal fuoco e tizzoni [...] annaffiavamo con le nostre misere riserve d'acqua. Il vecchio fornaio assicurava [...] sarebbe scomparso non appo na avesse cominciato [...] piano della casa vicina, e ciò naturalmente [...] Tosso crollato il muro cieco. Eravamo tutti [...] con lui, benché ci [...] che la nostra situazione era piuttosto [...]. In quella stessa notte, [...] con tanta intensità che [...] granello di polvere sulle pietre, apparve come [...] passando attraverso una finestra lotta del pianerottolo, [...] una giacca grigia stretta da una cintola [...] mauser ni fianco, gli occhiali e una [...]. /// [...] /// Adesso sia noi che [...] fuoco per far uscire le donne e [...] casa. [...] i bambini e le [...]. La vostra situazione è [...]. La casa può incendiarsi [...]. Perciò, secondo me. Ma, corto, solamente dopo [...] le donne e i bambini. Bisogna sortire sulla [...] attraverso il boulevard [...]. Una persona [...] volta. Radunatevi sul portone. Scomparve con la stessa [...] era comparso. Tutti si raccolsero [...]. II fuoco cessò e, [...] a piccoli passetti il [...] la nostra vecchia mania [...] bambine. Dopo di lei p; [...] di corsa lo alti e [...]. [...] che le donno attraversavano [...] Guardie Rosse cominciarono a scambiare grida con [...] voi, [...]. Gettate le armi! [...] di lui dovevo uscire in. Ma, [...] mediatamente, dalla parte dogi; Junker [...] raffica di mitragliatrice che crivellò [...] del portone, Il fornaio [...]. [...] nuovo echeggiarono spari e [...] mattoni infranti, e vetri i: pozzi di [...]. /// [...] /// Il fornaio lanciò [...] mi [...]. /// [...] /// Ricordo [...] oggi quel negozio. A un filo [...]. I gros si formaggi purpurei [...] banchi erano [...] cosparsi di cren, ver salo [...] b; [...] Ioli . Sul pavimento stagnavano acri [...] misto n cognac e liquori. In quelle pozzanghere nuotavano i [...] duri funghi [...] ma patina rossastra. La grande botto di [...] era andati, in frantumi. Strappai rapidamente alcuni salsicciotti [...] caricai lo braccia come [...] legni. Sopra ci misi un grosso [...] svizzero, rotondo [...] una ruota, e alcune scatole [...] conserva. Quando [...] di corsa il cortile, [...] fragoroso sotto lo inani, ma non ci [...]. Entrai nella portineria e [...] donna rimasta con noi, la [...] dei [...] pallida e malaticcia, [...] improvvisamente un urlo selvaggio. Allora lasciai cadere a [...] e vidi che avevo le mani sporche [...] denso. /// [...] /// Sulla soglia slava [...] uomo anziano con il [...] e un nastro di mitragliai [...] a tracolla. In mano aveva una baionetta. [...] un [...] egli mi guardò in modo [...] o selvaggio, poi imbracciò fulmineamente il fucile e gridò: --Non [...]. Le mani in allo! /// [...] /// Sparava su di noi [...]. Egli mi si accostò [...] I;i mia mano destra ed esaminò allentamento [...]. La mano è nella. [...] « La difesa di [...] » (manifesto del [...] andati fra le Guardie Rosse. Comunque la rigiri, la Russia [...]. La nostra Russia. Mentre la loro già [...]. Ricordai le [...] di poco prima delle Guardie Ro. Io mi [...] fra i mici in [...]. So bene questo. Sino a sera [...] inghiottendo la saliva, Dietro [...] portineria brucava la casa vicina. Nella nostra [...] un piccolo negozio di alimentari. Non restava ormai altro [...]. La porta posteriore del [...] cortile. Il fornaio ne fece [...] con una ascia e, di notte, facemmo [...] incursioni nel negozio, arraffando più che si [...] e formaggio. Il chiarore [...] gettava una luce vivida e [...] nascondersi dietro i banconi affinché gli Junker del cinema [...] a non ci scorgessero attraverso [...] sfondata. [...] sa cosa gli poteva saltare [...] lesta. La prima notte passò [...] seconda un cecchino guardia rossa si installò [...] osa [...] di via [...]. Da quella torre, alla luce [...] si [...] bene il nostro cortile, e [...] cecchino, [...] seduto e fumando, [...] minuto dopo nella portineria tutti [...] ridere, benché non ne fosse [...] il caso data la nostra situazione. Tutti sghignazzavano e mi [...] conserva di pomodori di cui ero tutto [...]. Quando ero tornato indietro di [...] il cecchino era riuscito a sparare, ma la pallottola [...] una scatola di conserva sporcandomi [...] di [...] crema rosso sangue. Non avevamo una briciola di [...]. Mangiavamo senza pane il [...] salsicciotti [...] e le conserve pepate [...] fredda acqua del rubinetto. Il mio padrone di [...] in cucina gli era [...] di tozzi di pan secco. Mi offrii di [...] a prendere. Salii con cautela la [...] ostruita da mattoni rotti, [n cucina, dalla [...] l'acqua e sul pavimento [...] una densa poltiglia di [...]. Mi misi a frugare [...] ricerca del pati secco. In quel momento dal [...] e un calpestio di passi. Mi recai nella mia [...] che cosa succedeva. Vidi allora le Guardie Rosse [...] vano formando una catena lungo il corso, [...] a bilancerò. Gli Junker si ritiravano [...] fuoco. Por la prima volta [...] cosi da vicino, setto la finestra della [...]. Mi stupirono i volti [...] con gli occhi infossati. Mi parve che quegli uomini [...] vedessero e non [...] nulla, [...] dal proprio grido. Abbandonai la finestra quando [...] padronale un calpestio frettoloso di stivali. La porta clic dalla scala [...] si spalancò con fragore e [...] con [...] contro la parete. Dal soffitto caddero dei [...]. Una voce concitata gridò [...]. [...] in cortile! Ero rimasto silenzioso per [...]. /// [...] /// Evidentemente la mia situazione [...] che semplicemente non aveva senso giustificarsi. Mi avevano trovato in una [...] del primo piano, accanto alla finestra rotta, in una [...] in quello [...] momento dalle Guardie Rosse. Indossavo una giubba da [...] calcina e lorda delle sospette macchie brune [...] pomodoro. Qualunque cosa dicessi, non [...] credulo. Tacevo, rendendomi conto che [...] era un altro grande indizio nei miei [...]. Mi condussero in cortile, La Guardia Rossa giovane mi sospingeva con la canna del [...] schiena. Il cortile era pieno [...] Guardie Rosse, che trascinavano fuori da un deposito le [...] facevano una barricata di traverso il boulevard [...]. Mi trascinarono al muro, Dalla [...] fuori la moglie del [...] a tesla scoperta. [...] si gettò verso le Guardie Rosso [...] cominciò febbrilmente a prendere le loro mani. Della vita a me [...] maiala. /// [...] /// Noi non siamo assassini. [...] non immischiarti. Mai sono riuscito n capire [...] né allora né oggi [...] simulo al muro e sentendo [...] i caricatori, non provassi alcuna sensazione. Era forse [...] sordità [...] 0 una frattura della coscienza, [...] Io so. /// [...] /// Ma [...] del portone mi rimase impresso [...] minimi particolari. Ricordavo selle fori delle [...]. In alto, i fori [...] la [...] e in fondo, rossi [...]. Ricordo la maniglia di [...] bianco, del campanello rollo della portineria, il [...] elettrico attaccato alla maniglia, ima faccia disegnata [...] carbone, con un na. Mi pareva che il tempo [...] fosse [...] l» io fossi immerso in [...] sorta di mutismo universale. Tri realtà, passarono solo [...] udii una voce sconosciuta e al tempo [...] diavolo fucilate! Avete dimenticato gli ordini? Era pallido e non [...]. Non era nella compagnia [...]. Gli Junker avanzano, e voi [...] occupate delle stupidaggini. [...] con il [...] mi af-ferrò per il [...] violentemente e mi disse con [...] della madre tua! Perchè non parlavi? E [...] studente, anche. E il giovane operaio, [...] un colpetto sulla spalla, ammiccò [...] per Dio! Coprendosi dietro la barricata, le Guardie Rosso cominciarono a [...] di [...] sul [...]. La casa rimase vuota, [...] le mitragliatrici riprendevano a tam [...] con irritante costanza. E cosi non seppi [...] giovane comandante con la mauser che aveva [...] e le [...] della nostra casa e [...] me. Non [...] mai più incontrato. /// [...] /// Nella notte del sesto [...] « assedio della [...] » sedevamo tutti come [...] barba lunga e rauchi dal freddo, sui [...] cercando dì [...] quando sarebbe finita la [...]. Sembrava che essa segnasse [...]. Non [...] ancora [...] che venne dopo, durante la [...] civile. [...] Guardie Rosse si battevano [...] della vittoria, sapendo clic presto i nervi [...] Junker [...] ceduto. [...] nuovo governo sovietico aveva assunto [...] potere a [...]. E gli Junker di Mosca [...] erano ai corrente. E la loro causa [...] Le pallottole che sibilavano intorno alla casa, presso [...] erano le loro ultime [...]. Accanto allo bandiera, sotto [...] casa, [...] in fila gli Junker [...] schiacciati e 1 cappotti grigi di calcinacci. Molli di essi sonnecchiavano, [...]. Un uomo disarmato che [...] di cuoi d si avvicinò agli Junker. Dietro di lui si [...] Guardie Rosse. Dagli Junker si fece [...] ufficiale. Si [...] la sciabola e la pistola. Dopo di lui, tulli [...] Junker [...] ad avvicinarsi a turno [...] con il giubbotto dl [...] deporre ni suoi piedi i moschetti e [...]. Poi, nel modo altrettanto [...] del loro ufficiale, si avviarono lungo il [...] verso [...] mentre camminavano, si strappavano [...]. Le Guardie Rosse guardavano [...] Junker [...] silenzio, con i severi volti lesi. Non echeggiò una sola esclamazione. Tulio era finito, Dalla [...] venne, nella fredda tenebra, [...] cimbali e di varie orchestre. Nessuno mai ci darà [...] Dio né lo zar né un eroe, [...] noi con le nostre [...] la liberazione. Konstantin [...] Il celebre critico democratico [...]. /// [...] /// Konstantin [...] Il celebre critico democratico [...]. (0) (0) ![]()
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