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E lui si alzò da [...] panca nel lungo corridoio sonoro, superò una porta, entrò [...]. Non gli pareva più [...] che frequentava da anni. Era un posto nuovo, [...] gli inondava la fronte, il collo, gli [...] del naso. Si asciugò [...] andando verso la tavola [...] Li vedeva come lontani, ignoti. Due, un uomo e una [...] di fronte; gli altri due, pure un uomo e [...] donna, ai bordi. Per lui [...] una sedia. Immaginò che fosse « [...] latino, gliel'avevano detto i compagni che per [...] un professore. Lo guardò appena, con [...] di fare un sorriso per [...] e sedette. Era placida e grassa, con [...] bella faccia materna. [...] avuta agli esami scritti, [...] a caccia di libri che non fossero [...] nonostante [...] dolcezza e indulgenza. Non gli aveva fatto [...] lui non teneva niente, solo il fogliò [...] il vocabolario. Armido? [...] disse la professoressa [...] dolce, con ima sfumatura interrogante [...] il nome strano [...]. Mi dica qualcosa sulla [...] il pensiero del Foscolo [...]. Il sudore di Armido [...] sulla pelle, una gioia, una freschezza lo [...] Foscolo che gli era caro e familiare [...] conoscesse, cosi scuro e triste, al suono [...] nella memoria. Che cosa [...] di comune tra loro? [...] Armido rispose senza esitare: [...] La tristezza [...]. Si, il pessimismo, [...] disse la professoressa, con la [...] faccia malinconica [...] ma con quale [...] pessimismo del Leopardi era senza [...]. Invece la professoressa appariva [...] contenta, gli fece altre domande facili sulle [...] Leopardi, sempre approvando col capo le sue semplici [...] alla storia con disinvoltura, [...] benignamente in una svolta [...]. /// [...] /// Il ragazzo ce la [...] pensandoci un poco, e il professore pazientava. Qualche volta si distraeva [...] e pallido, con i polsi esili nelle [...] della giacca. Armido disse il nome [...] arrossendo. La professoressa di filosofia [...] suo posto e si avviò verso la [...]. Era snella e pareva [...] suo vestito bianco. Armido aveva paura della [...] che finito il latino era quella che [...]. Alzò gli occhi sul professore [...] pareva [...] concluso le sue interrogazioni. Sentivano tutti il caldo [...]. Si asciugarono il sudore [...] di sosta, e intanto rientrò la svelta [...] ra-gazzetta. Armido che [...] vide che invece aveva un [...] biondo e vecchio, doloroso come per una [...] recente, ebbe ancora più pau-' [...] preparò [...] della [...] certo [...] scaraventato in un mondo sconosciuto. Non accadde proprio cosi. Egli emerse dalla prova [...] sconfitto. Nel volto devastato della [...] segno di assenso quando parlò di Hegel, [...] debole sorriso dovuto alla candida ingenuità del [...] che si sforzava di entrare a tasto [...] della filosofia e di [...] poi in parole sensate A [...] poco la riprese il buio della misteriosa [...] le faceva il viso come se avesse [...] piangere, o stesse per ricominciare, e il [...] il riscontro al suo proprio soffrire, pervenne [...] periodo, la senti pronunciare: [...] Basta, per me. [...] orale, per il primo [...]. Armido si ritrovò nel [...] i compagni frementi, intese il nome chiamato, [...] del ragazzo che si avviava a quella [...] partecipò [...]. Gli parve che nessuna [...] importanza. Alle voci che gli dicevano: [...] Come sei andato? [...] Che cosa ti hanno chiestò? [...] Aspetta un momento. La testa gli girava [...] contro lo stipite del portone mentre usciva [...] pesante di sole. Era una strada rumorosa [...] mezzo alla campagna chiara ai margini della [...]. Il traffico di grossi [...] la gremiva di un pericolo sempre presente, [...] acceleravano, sfrecciavano nei sorpassi. Lui sembrava piccolo e [...] ruote, ma [...] e [...] esperto lo guidavano; mai [...] insicuro, nemmeno accanto agli enormi pneumatici ruotanti. Il caldo lo riprendeva [...] anche se era rinfrescato [...] tagliata in corsa. Si sentiva quasi contento, [...] voglia di parlare con qualcuno. A casa, girò nel [...] e la vigna, e subito vide la [...] dalla porta e gli correva incontro, la [...] grassa e più grande di lui di [...]. Sudava sotto il fazzoletto bianco [...] gronda, e la [...] gran voce risuonò fortissima: [...] mi [...]. Era [...] aspro della [...] infanzia, e ci si [...] pur rabbrividendo di una leggera ripugnanza, nata [...] cominciato a vestirsi da uomo, con i [...] la cravatta. Lei se lo staccò [...] guardò [...] per le braccia, pallido, [...]. Lo sapevo che sei [...]. Ostilio, gran pescatore, gran [...] vita in valle, nella barca, nella tinella, [...] con i vestiti zuppi, alto, grosso, portando [...] o di uccelli palustri, carichi segreti, non [...] per vie misteriose a sconosciuti mercati. Lui, Armido, aveva preso dalla [...] una [...]. Lo raccontavano spesso, in [...] spavento, divenuto terrore nella guerra, quando, « [...] fronte » i paesi erano stati bombardati [...]. Piangeva sempre nei rifugi [...] del fiume, ché se ci fosse caduta [...] sarebbe stata una tomba di vivi, e [...] non più profonde di un metro e [...] un altro colpo di vanga, si trovava [...]. Piangeva anche subito dopo, [...] incinta, come tante altre, [...] «liberazione». Il marito aveva inteso [...] regalo; ora che la vita riprendeva, si [...] bambini Ma lei era già stremata, non [...]. Portò il suo peso [...] lacrime, se ne sgravò con abbastanza coraggio, [...] un mese che mori, in silenzio, smunta [...] una candela, e Ostilio e la nonna [...] stupore che pianto. Tutto il loro dolore [...] il bambino: ma si trovarono tra le [...] copia della mamma, gracile e urlante, e [...] col fiato, nel costante timore di [...] morto Ogni giorno gli [...] conquistato, per quella debole esistenza; eppure passavano [...] lui resisteva Era piccolo, sveglio, bello. Ne erano orgogliosi come [...] fatto dal niente, anche perché li meravigliava [...] fosse tagliato da un altro ceppo e [...] linguaggio. E la nonna fu [...]. Erano felici di [...] i libri, tutti quelli [...] non di scuola. Pareva che non riuscissero a [...] senza un libro in mano. Solitario e ubbidiente si [...] i voti. Faceva più fatica di [...] eppure era pervenuto ad arrampicarsi, quasi sempre [...] fino a questo esame di abilitazione magistrale. E proprio in vista [...] ne poteva più. Era stanchezza, sfiducia, una gros-. Avrebbe voluto essere alto, [...] della valle come suo padre. Gli dispiaceva il rispetto [...] già lo chiamava «il maestro»; i suoi [...] pesavano come pietre. Soltanto il titolo di [...] poteva bilanciare la [...] generica sconfitta di ragazzo. Voleva anche lui [...] come gli altri, e [...] che un assaggio tremante e deludente Doveva [...] in luglio. Il solo pensiero di [...] ottobre gli dava la [...] " libri, dei fogli [...] scrivere temi e traduzioni, dei grossi vocabolari [...] di [...]. Dopo il primo giorno [...] volle più studiare. Si sentiva la -memoria [...] un formicolio di nozioni assorbite per anni, [...] uno schedario. Non poteva più aggiungere [...] è fatto è fatto Tutto stava ad [...] giusta ad una . Andava, da casa [...] agii argini della valle, si [...] in motoretta sulla strada nuova attraverso l'acqua. Il caldo manteneva nel [...] vapori bianchi, che verso sera cadevano in [...]. [...] palude sterminata pareva a [...] te quella del mare, era [...] spesso quasi azzurra, striata da misteriose ! Portava nel fermo specchio [...] colore delle alghe, era bella e falsa [...] i dossi e i borri. Il ragazzo stava lì [...] nel vento: di faccia [...] deserto riusciva a non [...]. E si : sentiva [...]. Sperava di essere tra [...] i minuti ; passavano, si alzava il [...] tra giornata opaca di luglio, già a [...] era immota e spessa. Si sedevano via via [...] panche nel corridoio, pallidi. Le signorinette torcevano nelle [...] umidi, si guardavano intorno con gli occhi [...] nervosamente i capelli sulla fronte. [...] dei professori sollevò un [...]. Anch'essi apparivano affaticati ed [...]. Scomparvero dietro le porte [...] richiuse, e il silenzio si posò di [...] corridoi, pesante e pur vivo. Aspettare: ecco il peggio. La testa vuota, la [...] camicia o alla vestina, il sudore sulla [...]. E poi la paura [...] come [...] chi più chi meno [...] investiti. Dopo tanto studiare, e [...] delle lezioni, e le rinunce e i [...] discorsi tristi nella famiglia, non si poteva [...] bocciati. Alcuni si sarebbero rovinati [...] ma per altri significava molto di più. Per Armido, in quel [...] era importante quanto la vita stessa. Lo chiamarono che era [...] si ritrovò nella stessa aula, ebbe la [...] alla commissione dei professori, disposti nel medesimo [...] facce erano differenti. Gli parve in un [...] un . La piccola professoressa di matematica [...] stava di fronte, era senza età, con un visetto [...] e contento: [...] Vediamo un [...] e le sue applicazioni in [...] alle frazioni. Veli bianchi ondeggianti di [...] Armido, come laggiù, nella strada [...] eppure il nome straniero [...] il ricordo, e gli vennero alla bocca [...] pur stentate. Subito non rispose. Non poteva rispondere una cosa [...] non sapeva. Si rese conto di essere [...] fine della [...] ostinata resistenza. Non sapeva più [...] niente. [...] era fallito. Invece ritrovò nel fondo [...] forse la professoressa festosa gli porse un [...] si attaccò Il fuscello si ingrossò come [...] Armido venne fuori [...] brutto passo, riprese a [...]. Il baffuto esaminatore di [...] lo pilotò attraverso la storia [...]. Riconobbe Michelangelo, si sbarazzò [...] Donatello, [...] in Raffaello senza cadere. Trasferito nella atmosfera del [...] esercizi con voce un poco rotta, ma [...] moderatamente. Ormai si vedeva verso [...] come chi corre in treno . Il punto [...] fu quando si trovò davanti [...] professore di educazione fisica [...] Sono esonerato [...] mormorò. Ricevette in cambio una occhiata [...] al basso, giudicatrice e pietosa, che voleva dire: « Si vede! Ma non gli fece [...] freddo. Soltanto uscendo nel chiasso [...] senti male. Sedette su una panca, [...] si raffreddò sulla pelle: pur spalancando gli [...] buio. PENSAVA alla morte. Nelle ore vuote, mentre la [...] lo infastidiva andando e venendo dall'orto alla casa, e [...] con la [...] grande voce, Armido si vedeva [...]. Gli pareva un riposo, [...] assenza, la fuga improvvisa da tutti; più [...] la notte se si riesce a dormire. Una notte senza mattina, [...] è la cosa peggiore, riporta addosso il [...]. Incolpava il padre e [...] richiesto tanto da lui. Troppo bene, diceva. Troppe cure: lo trattavano [...] che può rompersi da un minuto [...] ed essi intanto godevano [...] calma, vita di terra e di acqua, [...] semplici conquiste. A volte gli pareva [...] perché credevano in lui come nella più [...] il suo orgoglio di ragazzo non gli [...]. Il caldo lo stremava, [...] lento dei giorni che lo portavano inesorabilmente [...] il risultato degli esami. Era una cosa enorme [...] di lui, il sì o il no, [...] la bocciatura. Non reggeva [...] e andava fino alla [...] con la motoretta a mano, alla porta [...]. Niente: si stavano facendo [...]. Ritornava a casa prima [...] gli rimaneva tutto il pomeriggio da trascorrere, [...] calda e umida, della valle, col sudore [...] asciugava sul corpo. Il pensiero diveniva come [...] da portare: «Che cosa ci vuole per [...] Un [...] di coraggio, e basta. Prendo la rivoltella del [...] si fa a sparare. Loro piangeranno, sarà un gran [...]. Ma non è dolore [...] differente? E se non sono passato, non [...]. Neppure per un solo [...]. Non me ne importa [...] sono più capace di aprire un libro. Se la trovò tra [...] sera, la rivoltella del babbo, aprendo un [...]. La prese cauto come [...] che gli potesse scappare, si mise a [...] luna, in un gran tremito di terrore [...] cercando un angolo di buio. Ma la carica di [...] si andava distruggendo dentro di lui in [...] e bianca. L'acqua era come il [...] di orizzonte, e Armido si accorse di [...] irragionevole, con quella grossa pistola che mai [...] coraggio di sparare. La morte divenne [...] un evento spaventoso, miserabile e [...]. Compassionò se stesso soltanto per [...] desiderata, deciso a [...] volontariamente. A diciassette anni non [...] tanta fatica che aveva fatto per [...] la salute. Si mise a piangere [...] gioia, come uno che ha corso un [...] viene salvato. Se non era stato [...] a ottobre, e ripeteva anche [...]. E se non riusciva [...] maestro di scuola [...] tante altre cose, lo [...] il pescatore di frodo. Tutto, piuttosto che morire. Amava, in quel momento, [...] piccolo corpo, voleva davvero trovare una ragazza, [...] il babbo, come la nonna, come i [...] uomo della valle e della campagna, vivo. Prese la rivoltella per [...] scaglio lontano con tutta forza: fu un [...] come di un uccello palustre, spento dentro [...]. Era un oggetto che [...] niente, nessuno in casa ne avrebbe notato [...]. /// [...] /// Era un oggetto che [...] niente, nessuno in casa ne avrebbe notato [...]. (0) (0) ![]()
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