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Il presidente della Camera: «Ci [...] di cui per anni non si è [...] «Tante memorie, una sola storia» Violante e Fini: «Capire [...] è condividere» [...] TRIESTE. Così, [...] doman-da arriva un [...] perplessa al presi-dente della Camera: [...] e Fini usate lo stesso linguaggio. [...] sardonico di Luciano Violante: «Si [...]. /// [...] /// Il confronto tra i [...] della storia e della memoria, è [...]. Sono [...] lacerata [...]. A Scienze Politiche han [...] «ruolo della me-moria nella politica». [...] ha chiamato il presidente [...] Ca-mera [...] il segretario di An a rispon-dere, nel [...] domande degli studenti. Qualcu-no, non molti. Sondaggio del «Pic-colo»: il [...] dei triestini era [...]. Tocca a Gianfranco Fini [...]. Il do-poguerra è finito, [...] lun-ghissimo. Per decenni gli errori [...] del nostro recente passato non sono stati [...] di tramandare [...] ideologico. [...] vedeva i giovani riferirsi ai [...] dello scontro bellico: [...]. Risponde Luciano Violante: [...] è riconciliata da tempo. Ognu-no ha diritto alla [...] memoria. Le memorie possono essere [...] storia che deve essere unitaria. Cer-te pagine di storia [...] in fretta, per convenienza. Bisogna [...] e [...] anche se non fa piacere». Guarda gli studenti: «Ragazzi, la [...] ognu-no se la conquista per i [...] che fa: non ci sono [...]. Si parla del confine orientale, [...] perché [...] intenda. Di [...] divisa, tormentata, dove si sono [...] i drammi della [...] delle foibe, dove finirono, uccisi [...] partigiani di Tito, migliaia di italia-ni. /// [...] /// Ma sono pagine che [...]. È terri-bile, la [...] delle foibe. Per-ché è stata possibile? Io [...] bassa convenienza internazionale: con Tito schierato contro [...] non [...] fuori questioni che lo [...]. Ma nelle foibe, per [...] italiani, op-positori non comuni-sti, che si ribellavano [...] ter-ritorio diventasse non italiano». Prima lezione, con-seguente, di Luciano Violante: «Una delle cose più terribili è ave-re pezzi [...] si appropriano di pezzi di storia, e [...] roba nostra, guai a [...] guai a capire perché [...]. Così non [...]. [...] può essere gabbia o motore. Se da oggi ri-cordassimo [...] sono stati due genoci-di culturali, prima ver-so [...] verso gli italiani, se non si par-lasse [...] e di San Sabba come di co-se [...] bel passo [...]. E Fini? [...]. Ricorda le parole di Francesco Cossiga, [...] presi-dente della Repubblica, nella stori-ca visita alla [...] Basovizza, le sue accuse a «una classe politica [...] pesava il ricatto comunista», ma solo per [...] a Lu-ciano Violante su un versante spe-culare: «Oggi [...] fer-marsi a quelle parole. Dobbiamo leggere tutte le pagine [...] storia di [...]. [...] tra democrazia, storia e veri-tà. Quando [...] prevale, sto-ria e verità si [...]. Oggi, sono cambiate le condizioni [...] può scrivere [...] volta da [...] senza [...]. Chiosa Fini, ironico: «Si [...] le scuole. Il mini-stro Luigi Berlinguer [...] impegnato a introdurre nei programmi la storia [...] ha usato una prudenza sospetta enu-merando tra [...] nazi-smo, il fascismo ed il [...]. Le differenze tornano sui proble-mi [...] oggi. Sulla minoranza slovena di Trieste, [...]. Violante, al contrario: «La mi-noranza [...] non [...] completa [...]. Educati, con com-posta calorosità [...] toccano ad entrambi in parti uguali. Azzar-da uno studente di Pordenone: «Io [...] in una città governata dalla Lega. Non vi sembra che [...] un [...] in ritardo?». /// [...] /// Seconda lezione di Violante: «In [...] è possibile che ci siano errori solo [...]. /// [...] /// Ora, la Lega esprime [...] sono parte rilevante della cultura italiana: il [...] e la volontà di ricevere servizi corri-spondenti [...]. Su queste [...]. Occhiata obliqua a Fini: «Non [...] brandire il sentimento nazio-nale come coperchio da [...]. Il sentimento nazionale può [...] dalla parte sbagliata. [...] successo ai tempi della [...]. E occhiata, metaforica, al [...] «Non si può con-trapporre alla Lega il [...] stop. Se i treni, gli ospedali, [...] cose non [...]. /// [...] /// Strette di mano, e [...]. Violante affronta i giornalisti. Violante, non è che [...] da presidente della Repubblica? «Guardi [...] a molti anni fa. Ho comin-ciato a [...] su «Panorama» nel 1995. /// [...] /// Presidente, non è che oggi [...] è saldato [...]. E Fini? È corso [...]. Ormai può [...]. Michele Sartori [...] 3. /// [...] /// Ma [...] un razzismo strisciante, molto [...] diffidenza verso chi [...]. /// [...] /// Quante volte una conversazione co-mincia [...] che non sono raz-zista. [...] Violante: «E magari si con-clude: «Ho un amico ebreo». /// [...] /// [...] tra «ebrei deportati ed [...] a Verona: «Non era un espediente dialettico, [...] sincero di comprendere». Ringrazia «chi, discendendo dai [...] capire le ragioni dei vinti». Certo, perché una sorta di [...] Fini la avverte anche nei confronti dei «vinti»: «Nel [...] era il pensiero di dover fare qualcosa per [...] a muovere tanti giovani. Da una parte o [...] si poteva capitare per un [...]. [...] a Trieste, poi, che scelta [...] tra i te-deschi ed un mondo partigiano che non [...] valori nazionali?». Sul [...] di ragazzi prendevano le armi [...] di-fendere la libertà e [...] del paese: ma su fronti [...]. Capire non vuol dire [...] capi-re, punto e basta. E credo che [...] sarà più forte se verranno [...] i [...]. Un momento del dibattito [...] partecipato Luciano Violante e Gianfranco Fini [...] MILANO. Razzismo «strisciante», di-ce Fini. Il [...] io non sono razzista» e [...] tradisce nei comportamenti e nelle parole la [...] vocazione razzista. Ed è questo [...] e allarmante. [...] comune, [...] facile sul razzismo, do-po la [...] del «razzismo tragico», come ha ancora osservato Gianfranco Fini, [...] razzismo cioè [...] dello sterminio e del genocidio. Ma [...] del razzismo «stri-sciante» è forse [...] forse [...] che [...] e molto più dura e [...]. Riguarda da vicino noi. Laura Balbo, che insegna [...] Ferrara e che insieme con Luigi Manconi [...] di anni fa due libri pubblicati da Feltrinelli, [...] comprensione del razzismo in Italia, «I razzismi [...] «I razzismi reali», illustra i risultati di una [...] Parlamento europeo, un sondaggio condotta nella primavera [...] fa. A un campione di [...] rivolta una do-manda molto semplice: siete o [...] Il 55 per cento in Belgio rispose [...] o abbastanza [...] per cento in Austria, [...]. [...] dei «molto razzisti» oscilla ovunque [...] al dieci per cento. Non si esita più [...] proprio sentimento razzi-sta. [...] uno zoccolo duro che [...] ci sono persone che non hanno paura [...]. Si-gnifica che ha vinto la [...] della legittimazione: il [...] legittimo». Fini insomma e la [...] lui sembrano ragionare come si poteva un [...] nessuno sembra in grado di vedere il [...] fronte a una società che si è [...]. [...] de-cennio è appunto quello [...] decennio che ha visto anche il nostro [...] nuove im-migrazioni (se pure in percentuali molto [...] a Francia e Germania e in un [...] molto più lungo). Il fenomeno ha complicato le [...] di mille altre discriminazioni. La questione merite-rebbe altra [...] una politica che pre-venisse e rimediasse. Ci sono invece, secondo Laura Bal-bo, [...] risposte parziali, occasionali, che non colgo-no la [...]. [...] di [...] insieme con la moneta unica [...] i conti pubblici, chiede [...] passaporto: ogni paese [...] sa che cosa sia immigrazione [...] discriminazione, violenza e razzismo. Il progetto dovrebbe essere comune: «Mi pare di assistere invece [...] dei sentimenti e degli atteggiamenti. Di questo è testimone [...] italiana, che non riesce a proporsi in [...] fuori [...]. Quel sondaggio europeo però [...] trenta per cento razzista italiano è molto [...] della popolazione in Francia. Ma in Italia certe [...] state vissute con anni [...] rispetto ad altri paesi [...] dice che [...] è a ri-schio razzismo, [...] colonialista e razzista, per-chè approvò un giorno [...] e la persecuzione degli ebrei, perchè è [...] perchè discri-mina. [...] abbia cercato di [...] come vivere, come ci si [...] attrezzare se non ricorrendo alla retorica della buo-na volontà, [...] che al momento si parli [...] di or-dine pubblico piuttosto che [...] lavoro. Ma la cultura resta ai [...]. LA SOCIOLOGA Balbo: «Nei [...] xenofobia è sempre più forte» Violante. Spero che il tempo [...] finito Fini. Si legga ogni pagina [...] che fa comodo IN PRIMO PIANO I [...] dopo il dibattito con gli universitari Gli [...] «Ma [...] assoluta è impossibile» Silvio Lanaro: «Giusto parlare [...]. Giovanni [...] «Le storie sono diverse, occorre [...] dialogare fra loro». Il sindaco [...] «Così si può guardare [...] e [...] da non fare ROMA. Memorie divise e storia [...] Violante [...] Fini concorda-no su questa definizione e cercano [...] la ferita [...] Foibe. Ma che cosa [...] formula? Può essere condivisa dagli [...] Silvio Lanaro, [...] autore di un bel volume [...] storia italiana degli [...] con la definizione di «me-morie [...] perchè accetta il [...] vivere e di ricordare gli [...]. Storce però la bocca [...] di «storia unitaria, una espressione che induce [...]. Nel nostro lavoro esiste -ed [...] componente di onesta parzialità. Quindi le memorie sono [...] le storie sono diverse. [...] non mi trova [...] e ingenera in me anche [...]. Se Lanaro ha più [...] sulla «storia unitaria», Giovanni [...] riconosce che «tutti gli [...] nel loro lavo-ro questo scopo. /// [...] /// [...] confronto queste diversità, [...] dialogare. E poi [...] sto-ria unitaria in bocca al [...] poli-tico appare impropria e, [...] mi procura un [...] di fastidio». [...] inoltre, al contrario di Lanaro, [...] vede di buon occhio nemmeno un discorso sulla me-moria: «La memoria è un fatto [...] che i poteri pubblici dicano [...]. [...] forse la definizione non [...] non soddi-sfa il palato degli specialisti, ma [...] che cosa con-tiene di positivo. In verità, lo scon-tro [...] Foibe ha deter-minato un occultamento, una ri-mozione di [...]. Scrivere una storia unitaria [...] allora non cancella-re più alcune pagine, ma [...]. [...] i fatti come crede. [...] osserva autocritico: «Anche [...] degli infoibati. Certo se avessi scritto [...] specialistico me ne sarei occupato, ma un [...] circolazione media di alcuni [...]. E delle Foibe per [...] livello na-zionale se ne è parlato ben [...]. La colpa è dello scontro [...] Di una cultura comunista che preferiva occultare e di [...] fascista che agitava [...] in chiave [...] «Non è esattamente così. Delle due cultu-re, infatti [...] egemone era la prima [...] seconda. Da [...] il silenzio, o quasi». Lanaro non attribuisce la [...] scontro ideologico, parla anche di «una marginalizza-zione» [...]. Perchè una [...] morti è diventata ad [...] secondaria? «Se fosse solo re-sponsabilità delle ideologie, [...] trovati di fronte a letture profondamente contrastanti. Di fronte a scontri [...]. Ci sareb-be stato chi [...] Foibe come vendetta degli [...] contro i fascisti italiani [...] di snazionalizzare alcu-ni loro territori, quali, ad [...]. E ci sarebbero stati [...] davano tutta la colpa ai titi-ni e [...] deside-rosi di annettere alla Jugoslavia [...]. In parte queste discussione ci [...] state, poi però ha prevalso, almeno [...]. Perchè tanti anni di [...] «Perchè [...] Lanaro -la frontiera fra un mondo e [...] passava più per quelle terre. Quando [...] Stalin e Tito, gli [...] più nella [...] il nemi-co. Il confine si era [...]. In-somma, il silenzio che [...] solo ai comunisti, non veni-va rotto nemmeno [...]. Restavano gli strilli dei [...] credibili dalle motivazio-ni strumentali, nonchè dalle re-sponsabilità [...] quelle zone. [...] finito [...] Pci [...] anche la [...]. Ormai, forse, si può tornare [...] pa-catamente. Cosa furono, dunque, le Foibe? [...] risponde: [...] chi ha sostenuto che fossero [...] sorta di pulizia etnica e chi ha preferito [...] uno dei cri-mini del comunismo. Personal-mente, anche se non [...] pre-ferisco iscrivere questa tragedia nella seconda categoria. I nemici italiani da [...] fasci-sti e gli antifascisti non comuni-sti». Gabriella Mecucci ROMA. Reazioni da prospettive op-poste [...] da parte di [...] e della Fiamma [...] di Trieste mentre il [...] an-nuncia nuove iniziative. [...] contesta a Violante che non [...] con eventi come quello triestino che si combatte il [...] storico la cui [...] una deformazione autoritaria delle democrazia. [...] alle riflessioni storiche di [...] quali sareb-bero il presidenzialismo e la cancel-lazione [...]. Per cui il dibattito [...] è con-nesso [...]. [...] di [...] che sarebbe andato a Trieste [...] la riconciliazione ma per un re-ciproco perdono [...] e comunque il presidente di An «non [...] parola sul fa-scismo dopo la scelta antifascista [...] Fiuggi e ribadita a Vero-na». Insistendo sul fatto che il [...] ha fatto tutto bene e il comuni-smo tutto male, [...] ha esaltato chi si è [...] per [...] di Trieste contro la conquista [...] (dimenticando che, prima delle ri-vendicazioni iugoslave [...] stata la pura e semplice [...] della [...]. Di [...] tenore il commento del [...] il quale ha notato [...] paralleli [...] di-battito) di Violante e Fini [...] il messaggio di distinguere la storia dalla [...] va letta in tutta la [...] estensione oggettiva, la seconda [...] perso-nale. Ma soprattutto egli ha voluto [...] nella «proiezione della città verso [...]. Tanto che lo stesso [...] ha preannunciato un suo [...] un gesto congiunto [...] e della Slovenia per [...]. Forza Italia, un [...] imbarazzata per [...] ha tuttavia registrato, con [...]. Nicco-lini, una «svolta storica», [...]. /// [...] /// Nicco-lini, una «svolta storica», [...]. (0) (0) ![]()
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