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Per [...] con un neologismo di suo [...] si tratta di [...] un catalizzatore [...] impiegato a far lievitare un [...] di satire graffianti e trame paradossali, addolcito da metafore [...] e chicche di humour. Risultato: un tragicomico divertissement [...] straniamento sul lettore, al quale vengono presentate [...] confini della realtà, dove è problematico orientarsi [...] spunti di cronaca verosimile, tra invenzioni oniriche [...] follia metropolitana. [...] significa mettersi [...] -chiosa Cavalli -cioè «sostare nei [...] nevralgici in cui tutto può succedere». Vuol dire cogliere il [...] esaustiva della ragione, fare emergere contraddizioni e [...] che a prima vista appare coerente e [...] solo colorare di fantasia di grigiore quotidiano. Vuol dire percorrere a [...] fino ai tempi biblici per denunciare «due [...] Dio» commessi a svantaggio [...] -tentare audaci innesti fra [...] -o magari raccontare il fattaccio di un [...] dove un anchorman distratto scopre come [...] sfrenato della menzogna in [...] fa aumentare [...] ma paradossalmente, per una [...] fa emergere la verità più di quanto [...]. Perchè alla fin fine Cavalli [...] fustigatore di costume in incognito, anche se [...] sono rivolti contro il cattivo gusto, la [...] il conformismo. Ma forse, prima ancora [...] egli vuole colpire e mettere alla gogna [...] cui la gente può precipitarsi in trappole [...] consolatorie e sogni impossibili. Come accade nel racconto [...] sovrani che, detestando gli occhi neri, dissipavano [...] tecniche improbabili per far cambiare il colore [...] sudditi. O [...] storia, dove si dimostra [...] della propria immagine non sarebbero certo più [...] sortilegio le belle prendessero ad [...]. Come a dire che rispetto [...] del [...] vivere [...] poco da far conto su [...] velleitarie. Per questo forse il [...] del libro (ed anche il meno enfatico, [...] è giocato [...] di un patetico idillio [...] a coronamento di un progetto di vita [...]. Che poi sarebbe il [...] tanto realizzabile della piccola Lolita: diventare «guardarobiera [...] scelta» con accanto un «inappuntabile consorte». La si-gnorina Brancaccio ha [...] delle critiche e ha se-guito il dibattito [...]. Ha fatto bene, ma [...]. Ci avrà sofferto. Tutti prefe-riamo gli elogi. Uno almeno se lo [...] ama la let-teratura, perchè ha il coraggio [...] propria scrittura, la propria creatività, e di [...] la propria intelligenza. Rac-cogliendo lo slogan di [...] televisioni, chiederemmo di [...] lavorare». /// [...] /// Non a tutti capita [...] Radiguet o, in altro campo, Evaristo [...] precoci. Un tempo il racconto [...] Brancaccio sarebbe ri-masto in un cassetto o sarebbe [...] rivista, sarebbe stato letto e discusso dagli [...] pochi altri. La signorina Brancac-cio avrebbe [...] avrebbe inventato altri rac-conti, magari sarebbe diventata [...] che lo diventi) come Lalla Romano che [...] suo libro forse più bello a [...]. Chi sono i colpevoli [...] infelice tiro al bersaglio? La signorina Brancaccio [...] ambizione? i critici cattivi? gli edi-tori e [...] giornali e tele-visioni chini ad assecondare qual-siasi [...] esaltare gli «in-toccabili»? Pier Vincenzo [...] interviene a proposito del [...] alla fine del Novecento») [...] «Manuale [...] Letteratura italiana. Storia per generi e [...] Bollati Boringhieri e curato da Franco Brioschi [...] Costanzo Di Girolamo (vedi [...] di Giuseppe Gallo a Brioschi [...] 14 ottobre scorso). Per i prossimi mesi [...] pubblicazione di un volu-me di «Apparati» bibliografici. PIER VINCENZO MEN GALDO Scrivere [...] storia letteraria vera e propria [...] è oggi impossibile, se non [...] i ciechi. Manca il collante che la [...] fattibile, e anzi [...] cioè [...] che la storia letteraria potesse [...] per la storia tutta di quella che [...] appena fatta nazione, [...] come suo specchio. Oggi ciò non è più [...] e per molte ragioni. Citerò: la perdita, giusta, [...] la storia [...] comprese le lettere, sia [...] policentrica; il dubbio serio che possa essere [...] a rappresentare tipicamente la vita della na-zione; [...] (anche se poco rea-lizzata) che quel che [...] è la storia letteraria ma sono i [...] in ogni caso questi non incarnano [...] ma stanno per sé, [...] assorbono. Infine, il concetto che [...] Storia è in realtà uno scorrimento di [...]. [...] che storie della letteratura italiana [...] continua, colpevolmente, a [...] ai ragazzi di Superiori e Università si insiste a propinare [...] analitico della [...] storia letteraria, con incremento inqualificabile [...] nozionismo e grave detrimento della lettura dei testi, sola [...] senza dire che questa è una discreta in-dustria per [...] e autori. Ovviamente quanto detto non [...] si possa fare storia della letteratura per [...] partendo da [...] forte anziché dalla stracca [...] categorie come Rinascimento, che non esistono. Recentemente un articolo di Lui-gi Baldacci [...] Corriere intorno a Nord e Sud nella [...] mostrato cosa si possa quando il regista [...] navi-ghi controcorrente. La situazione abbozzata spiega [...] che affrontano la nostra letteratu-ra per prospettive [...]. Caso estremo, le Opere [...] si può rimprove-rare, in linea di principio, [...] abba-stanza osato (ci sono autori che forse [...] toto, primari, ma hanno scritto [...] primaria: penso a Delfini, [...] La Capria). Il Manuale per [...] diretto da Brioschi e Di Girolamo, [...] ora al quarto e ultimo volu-me, cui [...] alla fine del Novecento), [...] «Storia per Ge-neri e Problemi». Ma [...] lettore ha [...] che ci siano pochi problemi [...] ancor meno generi. Attenzione per esempio al [...]. IV, che infilando secondo [...] storica la poesia dal secondo Ottocento a [...] davvero una trattazione [...] genera (tolto il paragrafo [...] competente co-me Vecce sulla poesia latina). Lo stesso si dica [...]. V), il cui primo [...] passo da Nievo a [...] attraver-so Scapigliati, Verga, Capuana, De Roberto, [...] naturalisti, romanzi «alla francese» e scritture femminili [...] un [...] di gene-re), Collodi. Questo pare a me [...] trattazione compilatoria, e non è [...]. Ma non voglio insistere. Qual che sia il [...] variabile come sem-pre sono le opere collettive, [...] anche alte (Berardinelli su una serie di [...] saggistica: ma perchè non [...] Contini?); ma certo è [...] rispetta (abbastanza, come vedremo) il titolo ma [...] che era la promessa più [...] finisce per essere non [...] di una Storia della letteratura italiana un [...]. Le ra-gioni sostanziali del [...] due. Prima: si è troppo [...] della cronologia, che occorreva invece scavalcare continuamente, [...] dei «gene-ri»: la storia è [...]. Seconda e fonda-mentale: quando si [...] un libro [...] dei «generi» bisogna in realtà [...] su quel-lo dei «sottogeneri». E che senso ha [...] articola-zione non storica ma [...] è, ovviamente, Il teatro per musica (schizzato [...] G. Morelli)? Tragedia e commedia [...] cosa? ed esiste un solo tipo di [...] commedia? e caratteristico sia [...] che del Nove non [...] fatto che la commedia vira verso la [...] loro medio, il [...] ca-ratteristica principe della letteratura [...] di mescolare in sé i sot-togeneri: cosa [...] Confessioni [...] Romanzo di formazione? storico? [...] Il [...] e altro, ma solo [...] dalla prospettiva di un [...] aveva la possibilità di cogliere fino in [...] punto è [...] genialmente «mista». E mi chiedo come [...] sia per il secondo Otto che per [...] Nove, [...] casellina del titolo «traduzioni poetiche» (e anche [...]. Ma sto domandando troppo [...] non ha neppure ritenuto opportuno ammassa-re sotto [...] e racconto. Ho sollevato forti perplessità [...] libro e anche sulla conduzione di alcuni [...]. Ho anche ac-cennato a [...] e stuzzicanti, e pro-seguo. Tutti quelli del capitolo La [...] le forme sono più che onesti: [...] e De Blasi sulla [...] «ricoprono» un [...] sulla letteratura dialettale di [...] mag-giore specialista, e un altro specialista come Beltrami [...] «versificazione» (ma perchè non «metrica»?). Spicca forse il saggio [...] di prosa di Filippo La Porta, già [...] ottimo volume in materia (e da beatifi-care [...] negli anni, con vero spirito di sacrificio [...] tanti narratori recenti scadenti e [...]. La Porta è anche [...] su questo giornale per difendere le sue [...]. A me comunque pare [...] del suo saggio (e la selettivi-tà nel [...] dipendano dalla bontà delle idee ed angolature [...] egli pensa, e con ottime ragioni, che [...] Storia della Morante a riaprire, un trenten-nio [...] al narrare (non importa come); elabora la [...] «Kitsch [...] e degli ammicchi a [...] (ben ci sta, fra altri, la Capriolo). Immediatamente dopo la comparsa del [...] si fece rumore sui giornali a proposito di assenze, [...] giudizi discutibili ecc. Premetto che non è [...] importante, e che avendo pubblicato una ventina [...] della poesia del Novecento, e subìto il [...] e presenze, sono piuttosto allergico su questo [...]. Ma in una certa misura [...] «gioco» è inevitabile e giusto. Non si può far [...] fanciulli che Culicchia sia più importante di Fenoglio, [...] volte di cui due a volo e [...] la qualifica (Guido Guglielmi) di «rea-lista» che [...] tradizione verista» [...]. Inoltre: molti di questi [...] sono puramente compilativi: e allora bisogna compilare [...] com-pilazione può infischiarsi chi ha idee. Non si fa sto-ria [...] valori, e si potranno [...] scrittori importanti solo se [...] vera-mente per problemi e generi. Dunque, coraggio e a [...]. [...] detto di Fenoglio. Non [...] una sola riga da [...] «perchè» Se questo è un uomo e [...] Tregua [...] quel che sono (né, alla faccia dei [...] rinnovi il romanzo picaresco). Al magnifico Casa [...] di [...] (che ha anche scritto qualcosa [...]. Menzogna e sortilegio della Morante, [...] neppure [...] ag-gettivo di valutazione ma [...] riassunto (meritorio, diciamo il vero), e così [...] di Arturo; ma del [...] filmato) Il nome della rosa si dice [...] lingua comunicativa media realizza affasci-nanti programmi narrativi»: [...] ma è anche uno dei tarli. Nei tre romanzi più [...] Tozzi ci sarebbe, accanto al solito «espressioni-smo», «una [...] tutta ottocentesca, rurale e urbana. Più spirabili le aure [...] veramente in fatto di narrativa ormai è [...] con gli eredi della neoavanguardia); chiedo solo [...] tutto il libro non sono nominati Il [...] e Il congedo del viaggiatore ceri-monioso (cioè, [...] avviso, i ca-polavori di Caproni). Salviamo Pinocchio dalla cattiva [...]. Il più grande forse, [...] ci rappre-senta, nel bene e nel male. Far proprio, meccanicamente, il [...] luoghi comuni: Pi-nocchio simbolo, eponimo, della menzogna! Disgraziato chi è povero, [...] disgraziato chi non ha alcuna coscienza della [...] patrimonio culturale, e per ignoranza li di-sprezza [...] via. E infat-ti, se si toglie [...] mise en [...] del li-bro nel libro, Il [...] di [...] è proprio un romanzo «antico», [...] da una [...] ma al contempo trepidante smania [...] narra-re. La [...] postmodernità -vale a dire [...] «giocare» con moduli desueti, con forme nomi [...] temperie culturale -è «debole», tanto quanto è [...] di fumetto gremito di immagini. Come Jonathan Coe in La [...] (Feltrinelli, 1995), Lawrence [...] ci vuol far intendere [...] romanzesco non dipende solo dal grado di [...] riesce a stabilire fra [...] eventi narrati ma anche da una assunzione [...] addirittura -di libertà: in fondo sia in Coe [...] un ab-bandono al gusto [...] viene da molto più lontano delle mediazioni [...]. Coe e [...] che scrivono una sta-gione [...] La [...] del tenente fran-cese di John Fowles, dopo Il [...] Maryland di John [...] dopo Cal-vino ed Eco, [...] spalle, in-somma, la messa a fuoco della [...] romanzo ottocentesco. Quando [...] conduce il suo prota-gonista [...] una Londra fan-gosa, affollata e turbinosa, non [...] a Dickens ma reinventa una cit-tà che [...] lettori suona inevitabilmente [...] si gode il piacere [...] non di riscrivere -un romanzo storico. Il bello è che [...] Coe e [...] sembra-no [...] già regolato i conti [...] quaestio del rapporto fra lettera-tura alta e [...] genere e non genere: si lasciano rapire [...] narratore onnisciente e con esso edificano, con [...] molta esuberanza, storie gre-mite di eventi e [...]. La struttura del Dizionario [...] è riconducibile a quella [...] formazione e del puzzle: un giovane studioso [...] di-zionario di mitologia che via via sarà [...] scoprire il mistero della morte del padre [...] a faccia con [...] che da più di [...] maschi della [...] famiglia combattono. Alle spalle delle sventure [...] del giovane [...] vortica una scena storica [...] del porto della Ro-chelle al leggendario trionfo [...] Compagnia delle Indie. Sto-ria e avventure sono [...] en-tro un percorso labirintico dove, ad ogni [...] falsa-no prospettive, e leggi [...] fon-damento che quello della [...] messaggi, evocano figure. Su John [...] pesa un destino e [...] il destino di punire i discendenti di [...] salvare il futuro della loro impresa commerciale, [...] pro-testanti assediati alla Rochelle, e la speranza [...] per la giovane figlia [...] nemici del padre. Destino e speranza rove-sciano [...] chiudono strade, rivelano e confondono rotte, e [...] protagonista fra ve-lieri carichi di merci preziose, [...] bordelli la stessa onomastica partecipa gloriosa ad [...] pieno di risonanze: [...] Nazim, Theo-bald, e naturalmente [...] dei personaggi mitologici del dizionario di [...]. Chi cercasse in un [...] le sofisti-cate campiture della postmodernità deve restare [...]. Restano delle strizzatine [...] intellettuali ma so-no poca [...] al gioco paro-distico di un John Berger [...] Don Giovanni, di Donald [...] alle prese con [...] alle stratificazioni linguistiche di Thomas [...]. Lawrence [...] è pura smania di [...]. Una smania che non [...] meno di prendere delle distanze temporali dal [...]. [...] è del [...] La famiglia [...] è del [...] entrambi gli autori sono in-glesi, [...] tutti e due concepiscono storie monumentali destinate a smascherare [...] e violenza, e ad assaporare il gusto della vendetta. Oh sì, certo, molti [...] Dickens e i romanzi vittoria-ni, ma [...] anche il solletico della [...] Dumas e Hugo, persino Sue. [...] quello scaval-lare da un episodio [...] sicuri di non essere abbandonati, con un oc-chio sempre [...] indietro al lettore. Né il romanzo di Coe, [...] di [...] sono propriamente dei capo-lavori [...] frizzante, un frullare di [...] francamente la sin troppo educata classe di [...] viziata dalla critica e più addestrata a [...] -non conosce benefici ed abban-doni. /// [...] /// Né il romanzo di Coe, [...] di [...] sono propriamente dei capo-lavori [...] frizzante, un frullare di [...] francamente la sin troppo educata classe di [...] viziata dalla critica e più addestrata a [...] -non conosce benefici ed abban-doni. (0) (0) ![]()
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