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È circa un secolo, [...] d'oro, in cui la civiltà italiana raggiunge [...] di magnificenza, di vitalità, di rinnovato splendore. Che cosa è avvenuto [...] Italia, [...] determinare questo fenomeno? È avvenuto che la [...] fatta strada, si è sviluppata come classe, [...] capitali e questi capitali, prima sparsi largamente [...] grandi e piccoli, rappresentanti degli strati mercantili, [...] concentrando in un numero sempre più ristretto [...]. Abbiamo visto nella Stona [...]. [...] lotta contro le potenze del [...] il Comune, cioè fei borghesia, vinse. A vittoria ottenuta una [...] della classe "vittoriosa: si [...] nel seno di questa classe, vari strati, [...] propri contrastanti più o meno gravemente con [...] strati. Molti mercanti arricchiti avevano [...] terreni: ecco, dunque, una nuova aristocrazia terriera [...] alla vecchia aristocrazia feudale e che ha [...] quelli dei ricchi mercanti urbani; molti dei [...] dati alla speculazione sul danaro, e sorgono, [...] che col mezzo delle finanze cominciano a [...] che hanno bisogno di credito. Alla base c'è un [...] gli artigiani, i bottegai, gli operai, quelli [...] con lo sviluppo del capitalismo, diventeranno ceto [...]. Nel contrasto fra [...] minuto (se ne ricordi, come il più [...] dei Ciompi, n. La classe dei [...] agiati si va restringendo [...] che si valgono del danaro accumulato per [...] potenza economica e imporre la loro potenza [...] armi. Nella lotta tra famiglie [...] chi vince si impossessa del potere, diventa Signore [...] libero Comune subentra la tirannica Signorìa. [...] questi Signori, a cui [...] e la potenza: essi rappresentano in pieno [...] nuova; aprono case di commercio in Francia, [...] in Inghilterra; prendono in [...] prestano danaro ai re. Tutto possono comprare, che [...] bella la loro vita, che è lanciata [...] di godimento: possono comprare grandi e lussuosi [...] le più costose vesti, i più preziosi [...] più belle cortigiane; e, finalmente, possono comprarsi [...] dei poeti degli artisti. La cultura del Rinascimento [...] una conseguenza della ricchezza dei Signori e [...] intellettuali, dal loro desiderio di vita comoda [...] soddisfazione morale. Era ben lontano, ormai, il [...] con la [...] cultura ecclesiastica, e con la [...] «uomo». Ormai [...] di godere [...] pur tra le dure [...] le guerre continue [...] pervadeva i Signori e [...] potevano vivere nella loro scia. Ecco, quindi, i letterati [...] alla ricerca della forma migliore; e per [...] nuovo non era più il caso di [...] e pesante latino ma [...] e viva parlata in [...]. Il linguaggio delle costi [...] certo un linguaggio aristocratico: era un linguaggio, [...] ogni specie di contenuto è messa in [...] cacciata anche dal regno dell' immaginazione, si [...] un nuovo contenuto si va elaborando [...] italiano, e penetra nella [...] ricostruisce un mondo interiore, ricrea una fede [...] ma scientifica, cercando la base non in [...] e so-praumano, ma al di dentro stesso [...] natura. [...] negando [...] degli universali (v. Quando il ma [...] apparve, la società era già [...]. Il materialismo non fu [...] il risultato. Fino a quel punto [...] stato sempre la base della filosofia e [...]. Era un sottinteso che [...] poteva contraddire alla fede, e, quando contraddizione [...] il compromesso, la conciliazione. Così poterono lungamente vivere [...] Cristo [...] Platone, Dio e Giove: tutta la coltura [...] letterati facevano come i [...] servivano chi pagava meglio: il nemico [...] diveniva il protettore del [...]. Erranti per le corti? si [...]. DE [...] conveniva a gente [...] e di lotta. Ma i letterati che [...] loro nuova condizione che sembrava così libera, [...] loro nuova funzione di decoro e di [...] in un primo momento si volgono al [...]. È il periodo del [...] Quattrocento, [...] cui abbiamo parlato. Poi, nella seconda metà [...] Quattrocento, [...] al volgare: che non è più il [...] ma un volgare nobilitato dal periodare latino, [...]. L'italiano del Rinascimento è [...] si va allontanando dai modi vivi del [...] si fissa [...] numero, p. Platonici e aristotelici per diverse [...] proclamavano [...] della scienza, la [...] indipendenza dalla teologia e dal [...]. La Chiesa lasciava libero [...] tutta quella letteratura frivola e oscena e [...] vita licenziosa, della quale era esempio la [...] Leone; ma non [...] senza inquietudine questo risvegliarsi [...] scuole. Il materialismo pratico, [...] religiosa era spettacolo vecchio; [...] nel pensiero, e non si cercava con [...] coesione e con quanta buona fede. In quella corruzione così [...] clero, tutti ridevano, e primi i beffati. Di cose di religione [...] e, quando era il caso, le si [...] se ne osservavano le forme e il [...] antica abitudine, senza darvi alcuna importanza. Sotto il manto [...] ci era la negazione. In quel vuoto immenso [...] in piedi che la coltura come coltura [...] arte. Ed era appunto la negazione [...] appariva [...] sotto forma comica e [...] scuola italiana del sec. A questo fenomeno è [...] questione della lingua che ha assillato grammatici [...] lunghi secoli. Ora è il caso [...] A che cosa porta questo erompere in tutta [...] società italiana, del mondo profano, del mondo [...] Non [...] in letteratura, ma anche in filosofia, e, [...] scienze, proprio il senso della materialità della [...]. Diamo la parola a De [...] quel materialismo alzato a [...] divenuta aperta negazione, con quella ipocrita distinzione [...] secondo la fede e false secondo la [...]. Il concilio lateranense testimonia la [...] inquietudine. Leone decimo proclama eresia [...] di [...] e sottopone i libri [...]. A che prò? Il [...] motto del secolo. Leone decimo stesso era [...] fu Lorenzo con tutto il suo [...] suo contenuto. Che cosa era [...] Era il ritratto dello spirito [...]. Era la contemplazione di [...] nella indifferenza o negazione del contenuto. La società vagheggiava [...] se stessa. Ma era una società [...] che non si era ancora guardata al [...] si [...] fatto ti suo esame [...]. E quando per la [...] entro di sè e [...] Che sono dunque? onde vengo? ove vado? » [...] poteva essere altra [...] « Sono corpo: vengo [...] torno alla terra, V "alma [...] la gran madre antica [...]. Questa risposta dapprima fa [...] scoperta, ed è un risultato. E invade le università [...] i fulmini del concilio. E la cosa rimase [...]. Ci era la cosa, [...] voleva la parola. Materialismo era in tutto: nella [...] nelle lettere, nelle sue applicazioni alla morale, alla politica, [...] e alla natura. Ma non si chiamava [...] si chiama « coltura », « arte [...] », a civiltà », « bellezza », [...] ipocrisia in alcuni, in altri corta intelligenza. Così si viveva tutti [...] e allegramente, e quando veniva la bile [...] sfogatoio: permesso di [...] male de' preti e [...] e di abbandonarsi a [...] piaceri corporali, andando a [...] segno della croce e gridando contro gli [...] contro i signori luterani che con le [...] minacciavano il mondo di una nuova barbarie. Pigliare sul serio la [...]. Il mondo profano domina [...] Quattrocento, e andrà sempre più riempiendo di sé [...] e la filosofia. Citiamo ancora il De [...] Quattrocento ondeggiava tra [...] e il carnevale: omo [...] ozio di città. La quiete idillica era [...] superstite, nella morte di tutti gli altri, [...] sensuale e cinica, la cui vita era [...]. Celebri diventano il carnevale [...] Venezia [...] il carnevale di Roma. I canti carnascialeschi fanno [...]. La buffoneria, V equivoco [...] grossolano diventano un elemento importante della letteratura [...] in verso, l'impronta dello spirito italiano. Le accademie [...] il semenzaio di lavori simili. Esse rassomigliano quelle liete [...] e fannulloni che ispirarono il [...] modello del genere. Sono letterati ed eruditi [...] intellettuale, che fanno per sollazzarsi versi e [...] più frivoli [...] tanto più ammirati per [...] spirito e la eleganza delle forme quanto [...] più volgare. Queste, le caratteristiche del [...] italiano. E il De Sanctis [...] capitolo sul Cinquecento mostrando le ragioni del [...] secolo di una grande arte letteraria, la [...] è [...] del contenuto e [...] formando di un contenuto [...]. Da una parte, mancati tutti [...] religioso, politico, morale, e non rimasta nella coscienza altra [...] salda che [...] della coltura e [...] il contenuto non ha alcun [...] in se stesso e diviene una materia qualunque trattata [...] libito [...] che ne fa la [...] creatura e spesso anche il [...] gioco; un gioco che ha la [...] idealità [...] ariostesca e trova la [...] dissoluzione nella caricatura della [...]. Mentre [...] produce i suoi miracoli [...] del contenuto, come pura arte, un nuovo [...] e penetra nella coscienza, uno studio [...] e della natura in [...] cerca la [...] base [...] esperienza, e non [...] e non nelle vane [...]. Questo senso profondo del [...] la scienza e la prosa e ti [...] Mandragola un nuovo indirizzo [...]. La disgrazia di essere [...] poeta [...] e commediografo russo, nacque a Mosca il 4 gennaio 1795, da una nobile famiglia di [...] polacca. Fu in giovinezza educato [...] estrema rigidezza ed autorità. Ma il suo interesse [...] e per le lettere, lo portò presto [...] codici. Durante [...] napoleonica [...] combatté coraggiosamente negli ussari. Nel 1816 fece rappresentare I [...] e, [...] dopo, La falsa infedeltà. Nel 1818 la madre, [...] del figlio col mondo del teatro, lo [...] carriera diplomatica. Così [...] fu addetto [...] in Persia, per parecchi [...] i quali lavorò attorno al suo capolavoro, La [...] essere intelligente. La [...] cultura e la [...] intelligenza lo portarono ad [...] liberali: i frequenti contatti che egli ebbe [...] (v. Rimesso in libertà nel [...] seguito delle truppe russe che guerreggiavano in Persia. Finito il conflitto, [...] tornò a Teheran come [...] trovò subito circondato [...] dei persiani, che, il [...] assalirono [...]. [...] fu massacrato dalla folla inferocita. La disgrazia di essere [...] suo capolavoro. Vi è descritta la [...] Russia zarista, in cui dominano [...] la grettezza, [...] servile. Alessandro [...] il protagonista, giovane intelligente [...] a Mosca dopo tre anni di assenza [...] Sofia, che egli ama, innamorata di un meschino [...] padre, Paolo [...]. Tutta la commedia è [...] tra il giovane [...] e la gente della [...] vecchi colonnelli militaristi, principesse, [...] ritrovano tutti in un ballo offerto da Sofia. La scena del ballo [...] più divertente, nel suo tono satirico: di [...] di tutto quel mondo corrotto, [...] esplode con alcune affermazioni, [...] definire pazzo dai presenti. La voce circola su [...] tanto che alla fine tutti sono [...] nel chiedere che [...] sia messo in un [...]. Nelle parole di [...] c'è la condanna, in [...] liberali [...] quegli stessi ideali che [...] scrittori russi della prima metà [...] da Puskin a Gogòl [...] borghesia intellettuale e progressiva della Russia contro [...] una società zarista fradicia e corrotta, dominata [...] dal militarismo. /// [...] /// Nelle parole di [...] c'è la condanna, in [...] liberali [...] quegli stessi ideali che [...] scrittori russi della prima metà [...] da Puskin a Gogòl [...] borghesia intellettuale e progressiva della Russia contro [...] una società zarista fradicia e corrotta, dominata [...] dal militarismo. (0) (0) ![]()
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