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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Rinascita-mensile ('44/'62)-ed. unica - numero di periodico»--Id 2942746150.

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Intanto lo Stato, soltanto [...] ai monopoli far-maceutici 50 miliardi [...] di medicinali, chiedendo uno [...] appena al [...]. Il che significa che [...] regalati [...] farmaceu-tica dal governo mentre [...] di [...] adeguata. Il libro di Berlinguer [...] di cui abbiamo ci-tato [...] ci sembrano più drammaticamente vive, giunge nelle [...] accennare a un piano « per un [...] », che prevede una riforma generale del [...] previdenziale; una produzione diretta di medicinali da [...] Stato per rifornire gli enti mutualistici, e una [...] dei prezzi delle medicine, eliminando finalmente lo [...] su di esse; un piano orga-nico per [...] principale [...] dei posti letto, con [...] ospedali specializzati, psichiatrici, pediatrici, ecc. [...] princi-pale è appunto, secondo Berlinguer [...] quello di capovolgere [...] tendenza [...] sanitaria italiana, che è [...] poco e così male da arrivare ad [...] «piccole malattie» (perchè queste « con la [...] il rendi-mento e la possibilità dei servizi [...] di passare [...] orientamento moderno possibile, che [...] prevenzione dalle malattie. [...] dimostrato nel libro che, [...] potrebbero in Italia avere migliaia di tubercolotici [...] che un terzo delle morti per Cancro [...] da una diagnosi e da una cura [...] più di 20 mila persone potreb-bero essere [...] e al lavoro, guarite. E il costo della [...] assai minore per lo Stato che non [...] malattia. Per tutto questo oc-corre [...] legislatura, eletta il 25 maggio 1958, come [...] Berlinguer e [...] una riforma sanitaria, indilazionabile [...] Italia, deve far leva non solo sui medici, [...] amministratori nonché sui lavoratori e sulle loro [...] del Parlamento, dei legislatori, per-ché se la [...] in Italia « dipende per un terzo [...] è pur vero che per due terzi [...] leggi ». Maria Antonietta [...] OTTIERI, [...] Donnarumma [...]. ///
[...] ///
[...] Ottieri si rivelò due [...] Tempi stretti, [...] un [...] saggistica sul vasto e complesso mondo operaio [...]. Si parlò di lui [...] tra i più vivi scrittori degli ultimi [...] di ricerca sociale e umana che lo [...]. Ottieri torna ora alla [...] nuovo libro, quasi uno studio sociologico condotto [...]. Chi scrive in prima persona [...] uno psicotecnico addetto [...] del personale di una bellissima [...] costruita da una società settentrionale in una arretrata zona [...] Mezzo-giorno (e non è difficile riconoscervi lo stabilimento impiantato [...] Olivetti presso Nàpoli). Ottieri pone al centro [...] una serie di problemi scottanti: le ripercussioni [...] da una fabbrica modernissima in una zona [...] accese nella folla di disoccupati, che assalta [...] dello stabilimento; la crisi morale in cui [...] chi deve scegliere i pochi « eletti [...] di « pescatori senza [...] « contadini senza terra » e manovali [...] accalca [...] del personale (e il [...] Donnarumma [...] diventa quasi il drammatico simbolo); la differenza [...] e [...] settentrionale (il diverso modo [...] considerare il lavoro e il padrone); e [...]. Una problematica ricca, come [...] che, a parte i limiti che vedremo, [...] una gamma di acute notazioni, di situazioni [...] attuali, che cercheremmo invano nella mag-gioranza degli [...]. Ottieri ci dà nettissimo [...] tremendo con-trasto tra il mondo ordinato della [...] circon-data da un giardino, e intorno ad [...] biblioteca, la mensa », e [...] sociale, e il villaggio [...] colorate, da una parte, e il mondo [...] meridionali [...] tra i freddi implacabili [...] che « selezionano » gli [...] assumere, e la folla di manovali analfabeti [...] tra [...] di capitalismo industriale e [...] del Sud. Ottieri avverte [...] dello squilibrio, la soffre [...] ma non sa appro-fondire il problema, e [...] poco i due termini del contrasto gli [...] immutabili, senza una via [...]. Da una parte c'è il [...] cancro » incurabile della disoccupazione, [...] la fabbrica con le leggi [...] «organizzazione» che non le permettono [...] assumere più di quel tanto; da una parte un [...] di arretratezza senza speranza e senza redenzione, e [...] di progresso necessariamente limitato; da [...] parte la « disperazione », [...] la «ragione» (come dice egli [...]. Al centro di questa [...] questa dolorosa necessità, si sviluppa la crisi [...] è poi lo scrittore stesso), con le [...] i suoi sconforti, con la consapevolezza della [...] del suo fallimento. Il fatto è che Ottieri [...] inserire il problema di una prospettiva più [...] e di sviluppo economico. Non sa capire che, [...] «isola» colorata e mitica in un mare [...] è che la riprova più clamorosa di [...] generale, la cui responsabilità gravissima ricade sulle [...] classe dirigente (compreso «il presidente» che Ottieri [...] e che è evidentemente Oli-vetti, con le [...] «comunitarie»); e che in quella stessa « [...] i poveri disoccupati vedono come [...] di felicità, la «alienazione» [...] Ottieri non crede, continuerà a caratterizzare il lavoro, [...] che si profilano [...] non saranno solo rivendicativi, [...] scrive. E [...] parte il rigido contrasto [...] Ottieri [...] tutto il vasto movimento ideale, politico e [...] di cui anche il povero disoccupato del Sud [...] non risentire (se si sappia guardare al [...] singolo uomo [...] definito dai [...] e [...] umano dello scrittore). Ottieri non ignora i [...] li considera solo per [...] come un fenomeno isolato. Ed ecco che (a [...] polemiche, che tralasciamo) il sindacalista comu-nista che [...] al cementifìcio è [...] come un giovane che [...] senza essere «capito» da chi lo circonda; [...] Commissione interna della fabbrica [...] è visto di scorcio, [...] ruolo direttivo: e soprattutto le « sezioni [...] arroccate [...] come dentro un fortino [...] non parte-cipino attivamente e intimamente a tutta [...] città e della zona, del Sud e [...] Paese, [...] siano [...] chiusa e disperata di [...] fatta di polvere e di forni). E alla fine Ottieri, parlando [...] sciopero al cementifìcio, sottolinea che «nessun tessuto lega una [...] e [...] », quasi non ci fossero [...] anche in una zona arretrata e povera di indùstrie [...] legami di classe tra padrone e padrone, tra operaio [...] operaio, tra [...] e disoccupato, più o meno [...] natural-mente. [...] questa mancanza di una visione [...] dei pro-blemi, il [...] del libro. Anche in [...] Tempi [...] Ottieri approdava a una visione pessimistica [...] perchè non sapeva guardare al di là [...] di cedimento dei movimento operaio, non sapeva [...] operaia in una prospettiva più vasta. ///
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Anche in [...] Tempi [...] Ottieri approdava a una visione pessimistica [...] perchè non sapeva guardare al di là [...] di cedimento dei movimento operaio, non sapeva [...] operaia in una prospettiva più vasta.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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