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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 2930977768.

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Un bambino mi è [...] gli occhi [...]. Non po-tevo immaginare che [...] la stessa situazione a Parigi! Così so-no andata alla [...]. [...] alcuni giornalisti, pochi fotografi e [...] televisio-ni. Eppure erano più di [...] erano lì e che dieci di loro [...] scio-pero della fame. Per prima, ho incontrato Valé-rie Lang. Mi ha abbracciata [...] «Sono contenta che tu ci [...]. È fantastico». Subito ha ag-giunto: «Rimani [...]. Ero molto sorpresa, quasi [...]. Sapevo che erano nati sei [...] della chiesa e avevo inte-so [...] come una madre. Ho una bambina di [...] un altro bambino di tre mesi. Ero andata per aiutare [...]. Non vole-vo andare oltre. Inoltre, mi senti-vo a [...]. Gli africani hanno molto [...] osavo osser-vare tutte quelle famiglie ammas-sate le [...] temendo che ciò fosse scambiato per voyeurismo. CON I BAMBINI era [...] con gli adulti ero imba-razzata, nella chiesa [...] casa loro, e non era facile irrompere [...] a casa della gente. Il primo africano con [...] parlato era un ragazzo, un uomo sui [...] molto cordia-le e mi ha detto con [...] presenterò la mia famiglia. Aveva una moglie e [...] sorri-so alla donna e mi sono inchinata [...] automatici, che si fanno senza pensarci, e [...] qualche cosa ho chiesto da quanto tempo [...] Fran-cia, mi ha risposto da 8 anni [...] continuato sulle diffi-coltà a vivere [...] si è indignato. Un giorno mi hanno [...] dove mi hanno comunicato che ora basta [...] più i documenti! Sono rimasta stu-pefatta dalla [...] ho chiesto se vi erano altre persone [...]. Tutte queste persone, senza [...] lavorato regolar-mente e legalmente in Francia. Al-cune famiglie vi si [...] dieci anni, alcune persone sole vi avevano [...] tasse, vissuto in case. Ero indignata e spa-ventata [...] la defini-zione di «clandestino» era una bu-gia. Non ho mai accettato la [...]. Per due ragioni. La prima, è che [...] può gestire in un regi-me democratico. La seconda è di [...] si può incitare delle persone a rimanere [...] come dei fuorilegge, dove ri-schiano di essere [...] in prigione da un momento [...]. Ma questi africani rifugiati [...] erano dei clandestini. Erano stati esclusi dalla [...] misura amministrativa in-giusta e assurda. Fu in quel momento [...] reagire. Non potevo più tornare [...] quello che avevo visto e saputo: ho [...] la notte in quel rifugio insieme a [...]. Il mio primo contatto [...] con i bambini. Letteralmente mi so-no saltati [...] sui 5-6 anni, che avevano voglia di [...]. Uno di loro mi [...] «Io posso difendermi dalla polizia. Sono molto forte». Mi ha mostrato i [...] stesso tempo potevo sentire il suo piccolo [...] contro il mio pet-to. Allora, durante il giorno, [...] con questi bambini per liberare le loro [...] pau-re. Ma ho visto anche [...] le staffe. Soprattutto tra gli uomini [...]. È incredibile, un uomo [...] di un metro e ottanta o novanta [...] lacrime tra le braccia di una donna [...] e [...]. È brutto da vedere. Credo che fosse la reazione [...] una grandissima stanchezza. Avevano avuto il coraggio [...] la loro situazione irregolare ma sapevano quale [...] da pagare per il loro coraggio. Un ragazzo mi ha [...] «Sono [...]. Mi sento vecchio». Eppure aveva 20 anni! ///
[...] ///
Nessuna si è mai lamentata [...] fronte a me. Quando chiedevo: come va? Mi [...] un gran sorriso. Ho sentito che mi [...] prima sera: [...] dagli occhi blu rimane [...]. Questo è gentile da parte [...]. Non avevo idea che [...] giorni e nove notti assieme a loro. I giorni passavano veloce-mente. ///
[...] ///
Poi tornavo a [...] a giocare coi bambi-ni, [...] madri un poco. Poi tornavo a casa [...] le [...] faccende, telefonare agli amici [...] di me stessa e [...]. ///
[...] ///
IL NOSTRO RUOLO era [...]. A parte la propria [...] definire correttamente in quale misura la nostra [...] utile ai [...]. Ho ten-tato di capire [...] queste persone, di interessarmi profonda-mente ad un [...] a quel momento mi aveva creato di-sagio [...] aveva impedito di vivere. I miei rapporti con [...] quindi più complessi. Allo stesso tempo facevo [...] intervenendo alla radio, alla televisione, rispondendo alle [...] e allo stes-so tempo, quando prendevo un [...] braccia e i flash scat-tavano, avrei preferito [...] qualunque. Era chiaro tut-tavia a [...] nostra presenza aveva attirato i media e [...] mezzo per ritar-dare [...] della polizia o per-ché [...]. Infatti è ciò che è [...]. Questa angoscia di un [...] dal tramonto e raggiungeva il parossismo verso [...] mattino. Inutile spiega-re che erano [...] bian-co, durante le quali ogni rumore esterno [...] di pa-nico. Trascorrevamo le notti a [...] sigarette, parlare pia-no per non svegliare i [...]. Una notte, alle cinque [...] falso allarme ci ha fatto alzare tutti [...]. I bambini svegliati urlavano, [...] cercavano [...]. Alcuni bagagli furono messi [...] uo-mini tremavano, le donne piange-vano e poi [...] terribile paura della violenza. Il panico era tale, [...] ho perso le staffe. Ho chiamato [...] per fare un ultimo tentativo. Mi hanno dato il [...] di [...] (residenza estiva del capo [...] Stato), [...] qualcuno mi ha rispo-sto: «Non possiamo svegliare [...] questo! Ho lasciato il numero [...] ma non sono mai stata richiamata. È [...] volta in cui ho tentato [...] intervenire direttamente. Vi era un accordo [...] uomini politi-ci, le personalità e la gente [...] nostro intervento potesse svolgersi senza [...] dei delegati africani. Che io sappia, questa fiducia [...] è mai stata tradi-ta. Era un movimento africano, [...] africani. Quando dovevano prendere delle [...] tra di loro, in famiglia, cioè con [...]. [...] la dimostrazione di questa [...] il mo-do «maldestro», ingenuo, in cui hanno [...]. Nel senso che essi [...] ricorso a nes-suna malizia politica di fronte [...] che ha utilizzato cinicamen-te tutti i mezzi [...] fine di [...]. Durante questo finto dialogo [...] ha voluto instaurare hanno preso per buono [...] veniva loro promesso senza capire che veniva [...] trappola. Alcuni uomini politici come Alain [...] o altri che godevano [...] avrebbero potuto tentare di [...] al contrario. Tuttavia [...] non lo hanno fatto e [...] è fantastico. Anche se la tentazione era [...] soprattut-to prima [...] quando il governo sembrava [...] adottato un atteggiamento più umanitario. Io stessa ho detto [...] al ge-sto compiuto dal governo bisogna-va rispondere [...] della fame. Ma sono con-vinta che [...] tutti celibi, tranne uno, i quali erano [...] dal rimpatrio, erano pronti ad andare fino [...]. Cre-do che questi uomini [...]. Li capisco, capisco [...] che li spingeva al [...] di salvare la «famiglia». Ma, io, non volevo [...]. Non avevano tattica di [...] che invece aveva una strategia. Così verso le 2 [...] le voci di un intervento della polizia [...] confermate, hanno finalmente lanciato il mes-saggio di [...] sciopero a certe condizioni. Allora io sono crollata. Ho preso un tran-quillante [...] prima volta ho dormito. Il mio ultimo pensiero [...] verrà di nuovo tutto rin-viato. Sono stata svegliata da [...] porta. ///
[...] ///
Alcuni ragazzi tentavano di erigere [...] barricata con delle panche. In quanto agli africani, si [...] uniti [...] accanto [...]. La parola [...] era di non resi-stere. Nel panico un bambino [...] i suoi genitori si è but-tato tra [...]. Lo stringevo contro di [...] quando ho sentito il [...] urlare di-verse volte: «Fate [...]. Fate uscire i bianchi! Sentivo questo corpicino tremare contro [...] me e [...] tremavo. Una donna con [...] mi ha ordinato di [...] fuori. Le ho chiesto come [...] dei gas lacrimogeni in un luogo chiuso [...] dei bambini. Mi ha risposto che [...] il suo compito. Avevo deciso di non [...] rifiutato di separar-mi dal bambino fintantoché non [...] i suoi genitori. La confusione era completa. Una ma-dre ha tentato [...] far re-spirare il suo bambino di tre [...]. Un agente della celere [...] ma fermamente chiesto di sedersi di nuovo. NON VOLEVO lasciarmi an-dare [...] sen-tivo molta rabbia, una vo-glia di prendere [...] urlare. Questo disprezzo nei lo-ro [...] beffardi. E questo orrendo commissario [...] fatta uscire col bambino che si aggrappava [...] «Non [...] con gli uomini, le [...]. Non vo-lendo [...] del male [...] lasciata fare. Mi hanno fatto salire [...] della polizia e sono stata portata al [...]. Mi sen-tivo vuota. Oggi, e questo mi [...] sconforto, ho guar-dato il telegiornale. Non faccio parte di [...] ma sono stata male nel vedere Jacques [...] e Alain [...] esposti al sole sorridenti, [...] che non sarà cambia-ta la politica [...] e le leggi Pasqua. Mi sentivo allo stesso [...] Claire [...] finire il telegiornale con [...] «Alla fine, la storia dei [...] finisce piuttosto bene». Oggi, provo solo dolore. Anche la gente di [...] le leggi Pasqua sono inapplicabili, assurde! Ho visto alcuni magistrati [...] a pratiche in-complete, manomesse, manipola-te [...] momento dalla que-stura. Questa è la legge, [...] legge nel quale il governo ha tentato [...] piccole manovre! Che vergogna! Per quanto mi ri-guarda, [...] il co-raggio di questi uomini e di [...] la lezione di dignità che ci hanno [...]. ///
[...] ///
E voglio che sappiano [...] occhi blu» non li ha abbandonati. Come stanno le cose, [...] fortemente che il Parlamento elabori entro il [...] quella discipli-na che non è riuscito a [...] già trascorsi. Il pro-blema si ripresenterà [...]. Quanto ai criteri della [...] e la [...] mag-gioranza sembrano [...] di-menticato che il tema [...] legislatu-ra è stato quale soluzione da-re al [...]. Vi-sto come questo conflitto [...] si potrebbe [...] sia che, avevano ragione [...] Po-lo, era un tema sollevato sol-tanto per [...] e politica di Ber-lusconi, sia che [...] di un conflitto di [...] utilizzata stru-mentalmente per ostacolare [...]. Se dopo il de-creto, [...] non esulta è soltanto [...] ancora di più. Quanto ai negoziati, [...] di Let-ta, non nelle [...] sedi parlamentari (i presidenti dei due rami [...] Parlamento [...] i presidenti del-le due commissioni di merito [...] sentire la loro opinione al riguardo [...] scavalcamento effettuato delle loro [...] incompren-sibile se non fosse stato fina-lizzato alla [...] testo accettabile per Berlusconi. [...] vicenda è, da un lato [...] emblema-tica. È triste perché rivela [...] agisce [...] vale a dire tenen-do [...] in volta del-le opportunità e non del [...]. Nel caso in esa-me, ha [...] a rendere [...] arrendevole, a co-sto di stracciare [...] impor-tante sentenza della Corte Costituzionale e di lasciare [...] sistema radiotelevisivo nella precarietà. È emblema-tica perché rivela [...] di darsi le priorità giuste. Ha fatto riemergere di-visioni [...] e le ha, almeno [...] e temporaneamente, ricompat-tate soltanto [...] Uli-vo. Costituisce la prova che [...] di fondo del gover-no è [...] da risposte insicure e tentennanti [...]. Infine, la vicenda preoccupa [...] del lavoro che il governo sembra avere [...] la [...] attività e quella del Parla-mento. Non dovrebbe essere il [...] le leg-gi conformemente al suo pro-gramma e [...] Parlamento, [...] la [...] maggioranza in Parla-mento, che [...] con [...] in maniera pubblica e [...] tempi brevi e certi? Se nulla di [...] il meto-do è, come hanno notato amaramente [...] favorevoli [...] già visto, e già [...]. ///
[...] ///
Lo stesso Polo di [...] totalmente prigioniero di questa situazione e se [...] si vuole dare a Gianfranco Fi-ni per [...] le elezioni in aprile, [...] questa: il lea-der di An, più ancora [...] centro-sinistra, voleva certifica-re con il voto la [...] Berlusconi. Così non è stato [...] Sil-vio Berlusconi può a buon diritto continuare ad affermare [...] Polo, fino a quando i voti andranno come [...] resta lui. E gli altri, per [...] traina-re. Berlusconi si è messo [...] perché aveva tre fantasmi da esorcizzare: una [...] sotto la quale parec-chi suoi collaboratori sono [...] una situazione debitoria al limite della bancarotta; [...] concessioni televisive parzialmente sanate dal voto refe-rendario [...] che la Cor-te Costituzionale ha ben precisato. È ragionevole credere che Berlu-sconi [...] a palazzo [...] i sette mesi peggiori [...] ma è anche ragionevole credere che ogni [...] denti stretti il lavoro, magari attana-gliato da [...] di nau-sea, egli abbia trovato la spinta [...] tre spettri che se-guitavano a [...] sulla scriva-nia. [...] è perfettamente con-sapevole [...] che rap-presenta, sa di essere [...] poco capace se è al governo, po-liticamente nullo se [...] sa quindi di costituire un peso per la [...] stessa coalizione oltre che un [...] per [...] vita politica del paese. Ma [...] non avrebbe fatto la fortuna [...] ha fatto se non fosse anche perfettamente consapevole della [...] rendita che può ricavare [...] che la [...] figura rappresenta. Il risultato di tutto [...] oltre il decreto sulla tv, il risultato [...] a quando Berlusconi conti-nuerà ad essere il [...] dei due Poli tra i quali dovrebbero [...] della nostra energia politica, non potremo di-ventare, [...] titolo a [...] un paese normale. Infatti non è normale, [...] anormale, che un alto dirigente [...] diventi [...] del presidente del Consiglio [...] provvedimento del governo. Ed è ancora più [...] leggi vengano preparate pensan-do non alla generalità [...] al destino di una singola impresa. Rispetto al marzo del [...] di Berlusconi è peraltro molto migliorata. Un altro dei suoi [...] essendo politicamente così poco dotato, sia riuscito [...] questa attività in un altro investimento positivo: [...] è una solida realtà [...] Borsa, [...] casse è affluito danaro fresco, [...] di nuove tecnologie ren-derà [...] i limiti impo-sti dalla Corte, e quelli [...] norme antitrust finiranno per in-trodurre. Ci si può scandalizzare, [...] che tutto sia stato così facile. Si può addirittura so-spettare [...] oscu-ri scambi sotterranei per facilitare il nuovo [...]. Io non so se [...] siano stati, so però -lo suggerisce il [...] si-tuazione ereditata da [...] era, e in gran [...] insostenibile. Oggi, almeno due dei [...] sono ridotti a povere lar-ve. Resta il terzo, quello [...] sorte è legata a [...] que-stione, la più difficile: [...] ancora disposti a pagare, noi tutti [...] Berlu-sconi torni ad occuparsi serena-mente delle sue aziende [...] vita politica torni finalmente alla normalità. ///
[...] ///
Resta il terzo, quello [...] sorte è legata a [...] que-stione, la più difficile: [...] ancora disposti a pagare, noi tutti [...] Berlu-sconi torni ad occuparsi serena-mente delle sue aziende [...] vita politica torni finalmente alla normalità.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(267)

Città & Regione [1975-1976*]

(261)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(217)


(273)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(267)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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