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Non devi bruciare nel [...] non devi perderti nella scala del tempo, [...] e la schiuma feroce non devono disperderti [...]. Solo, solo devi restare tra [...] una eternità di mani morte [...] d'occhi [...] in una caverna [...] maledetta e [...] mangiare in silenzio putredine e [...]. Anche se hai gli [...] aghi non meriti di dormire: sveglio, devi [...] Generale, nella terra delle giovani spose mitragliate in [...]. Tutti i bambini squartati [...] tuo inferno aspettano questo giorno [...] gelida festa: il tuo [...]. Bambini anneriti dalle esplosioni, [...] membra, corridoi di tenere viscere, tutti ti [...] fossero ancora vivi, come se ancora dovessero [...] giocare a palla, mangiare un frutto, nascere [...]. /// [...] /// E maschere stravolte, volti [...] fantasmi. Sono i [...] e oscuri, che non [...] letto di macerie. [...] passare la notte; affollano i [...] alghe corrotte. Sono nostri! La nostra carne sono [...] salute, b pace, il nostro oceano d'aria [...]. E ti aspettano nel [...]. Poiché la paura e il [...] hanno una [...] dolore o paura. Resterai solo e maledetto ad [...] questi morti, il loro [...] cadrà addosso come pioggia; un [...] lacerati [...] ti fisserà per sempre. La bimba camminava lentamente, [...] per la via stretta e tortuosa dei Mercanti. Ella non guardava nelle [...] gli occhi a quella lunga striscia di [...] Ira le alte case, non guardava neppure [...]. Camminava, senza curarsi del [...] degli urtoni che le davano, di qualche [...]. Quando arrivò alla chiesetta [...] dirimpetto alla statua [...] vestito di rosso, coronato [...] gli occhi pieni di lacrime immobili, la [...] petto macchiati di sangue coagulato, la bimba [...] sguardo indifferente e tornò indietro con la [...]. /// [...] /// Aveva fame, aveva freddo, [...]. Aveva le gambe nude, [...] nella mota. In quel gelido giorno [...] non portava [...] una camicia e un [...] sfrangiato, mantenuto su, alla cinta, da uno [...]. Aggrovigliato al collo, un [...]. /// [...] /// La bimba era molto [...] : dagli strappi della camicia e del [...] una carnagione esangue, cinerea; sotto la ciarpa [...] due ossa clavicolari sporgenti, come se volessero [...] si indovinava la meschinità malaticcia di quel [...] bambina. Le spalle erano aguzze, curve, [...] quel-" le di chi si [...] sempre per freddo o per [...] dello stomaco. Un volto serio e [...] medesima tinta plumbea del cor. Ella aveva sette [...] giorno aveva avuto una madre [...] mendica anche lei. Vagavano ambedue per le vie [...] Porto, cercando [...]. Mangiavano spesso del pane [...] un sottoscala, sulla paglia, la figlia col [...] alla madre. Poi la madre era [...] la bambina era rimasta sola, sul lastrico. Non pianse, non gridò, [...] non ebbe nulla. Per tre anni la [...] non aveva avuto varianti. Ella non sapeva nulla, [...] altro che un lunghissimo giorno in cui [...] fame. Dalla mattina cominciava le sue [...]. La strada dei Mercanti, [...] era la [...] casa, ed ella ne [...] viuzze, i vicoli ciechi, gli angiporti paurosi, [...] i ruscelli fetidi, i portoncini angusti e [...] una luce fioca e grigia, le scalette [...]. Andava e veniva, senza [...] di Portanova, donde [...] punto di partenza, sino [...] era il suo punto [...]. Si fermava a Piazzetta [...] Porto, [...] un [...]. Poi saliva per [...] bagnandosi i piedi nelle [...] violette dei tintori che lavoravano in certi [...] a caldaie nére, agitandovi un miscuglio misterioso. Arrivata su, non osava [...] e ridiscendeva ai Mercanti; non dava neppure [...] aperta sotto un porticato, dove si friggevano [...] dove si espandevano le vivezze rosse del [...] acuti odori delle pastinache in aceto. Voltava a destra per [...] di Santa Barbara, si inerpicava fino al [...] i biscotti le facevano troppo gola e [...]. Quelle viuzze nere, quella [...] quelle case stillanti umidità, quei cattivi odori, [...] quelle tinte cupe, [...] di sole, quelle facce [...] quelle facce losche dei loro mediatori, quelle [...] male femmine, quella merce gretta, impolverata, avariata, [...] suo mondo. Sentiva vagamente che di [...] Santa Barbara, di sopra [...] di sopra il [...] alla fine di via Principessa Margherita, [...] era un altro mondo, ma ella temeva [...] aveva, una paura selvaggia. Anche giù nei Mercanti, [...] le avevano dato nulla, era presa da [...] il capogiro la faceva vacillare, essa si [...] gradini della chiesa di Portanova e vi [...] come un batuffolo di stracci, donde [...] un sordo lamento. Si rialzava per girare [...] lumi che si accendevano, gli operai che [...] e [...] di mangiare che usciva [...]. Allora arrivava a raccogliere [...] una fetta di pane, o un osso [...] uno scampo-letto di trippa, e scappava a [...] bruciore insopportabile allo stomaco. Ma venivano spesso i [...] non aveva nulla é si addormiva in [...] senza [...] mangiato altro che bucce [...] o masticato i baccelli dei piselli. Il sabato era il [...] al sabato una femmina giovine, col fazzoletto [...] intorno al collo, la [...] aveva paura delle altre [...] picchiavano, dei cani che volevano [...] delle guardie che potevano [...] era furba a schermirsi da questi pericoli. Lassù, il pericolo era [...]. Quando arrivava a quei [...] sguardo sospettoso in su, poi fuggiva, nascondendosi [...] nel braccio, come se la perseguitassero. Chiedeva [...] ma non gliela davano [...]. Tutta quella gente affaccendata [...] dura giornata, bottegai accaniti a [...] i compratori contadini, facchini [...] balle, serve luride e straccione, non badavano [...]. Qualche galantuomo la prendeva per [...] piccola ladra e si tastava le tasche, [...] una parolaccia; qualcuno, anche vestito [...] era povero, la guardava e si stringeva nelle spalle. A qualcuno faceva disgusto, [...] con un gesto di noia. Ella chiedeva prima a [...] imperiosa, un soldo per mangiare, non avendo [...] prima, nella tortura dello stomaco che si [...] voce si abbassava, diventava supplichevole, ansante, lamentosa, [...] lacrime le scendevano per le guance. Essa continuava ad andare [...] per istinto, balbettando parole indistinte, sino a [...] le si seccava nella gola riarsa: allora [...] la intensità dello sguardo. Verso la fine della [...] legata sullo stomaco, la pianella col tacco [...] fiocco verde, la [...] d'argento [...] cocuzzolo dei capelli impomatati, [...] di carminio, le dava un soldo. La giovine femmina stava [...] accantonata a. Ma solo il sabato [...] un soldo: questo per cinque o sei [...]. Poi la donna scomparve. [...] buttata o [...] buttata nel pozzo. In quella giornata di [...] si sentiva morire. Ogni tanto le mancavano [...] si sedeva per terra. Le botteghe erano chiuse, [...] non le davano retta, dirigendosi tutti alle [...] lassù : ella li seguiva macchinalmente, con [...]. Entrò nella chiesa di Portauova. La chiesa era vuota, [...] e paurosa; ebbe una sensazione di freddo, [...] nudi sul marmo; il sagrestano [...] e la mise fuori. Ella riprese la [...] corsa nelle strade popolate; [...] disperata. Tutti erano andati lassù. Allora, dimenticando la [...] paura, spinta dalla fame [...] la frontie-ra, e oltrepassato il laghetto di Rua Catalana, [...] gli scalini di San Giuseppe. Fu stupefatta; vedeva quello [...] mai visto, la strada larga, i magazzini [...] bianchi, i giardini, il cielo. Dimenticava la [...] fame davanti a così [...] vi pensò più [...]. Lassù tutto era bello: [...] la folla che si avviava per Fontana Medina, [...] momento, eccitata, curiosa, scordandosi di chiedere [...]. Solo le carrozze la [...] continuo incrociarsi; ma seguiva il marciapiede. A piazza Municipio, vinta [...] stanchezza, sedette sopra un banco, presso il [...] un poco saltò giù e corse anche [...] San Carlo; là si perdette, piccina com'era, nella [...] trascinò verso San Ferdinando. Non vedeva niente, annullata [...] aveva caldo, stava bene. Ogni tanto vedeva passare [...] di fiori, poi un altro, poi una [...] ogni tanto la folla si gettava da [...] passare un equipaggio con dentro una signora [...] mezzo alle stoffe e ai fiori: visioni [...] che quasi sgomentavano la bambina. Passò il tempo, così. Imbruniva : i fiori [...] il clamore era più basso, la folla [...]. Accanto alla bambina passò [...] di donna, [...] nero, succinto e ricco, [...] e sorridente, dagli enormi brillanti alle orecchie [...] mano un cestino, a mazzetti disciolti. Era una fioraia meravigliosa che [...] denari nel fondo del cestino. E la fioraia, con Un [...] e svelto, lasciò cadere nelle mani della [...] di garofani La bimba sorrise, ficcò un [...] bucherello della [...] camicia e volle anch'essa [...] poiché ne aveva tanti. Ma da lei la [...] comprava. Uno studente le disse: [...] Quando [...] più grande, potrai vendere fiori. La bimba non comprese [...] intese che la maltrattavano. Neppure lassù e-rano buoni [...]. Ella era lacera, scalza, brutta: [...] suoi grandi occhi spalancati mettevano paura, la [...] testolina arruffata [...] selvaggia faceva [...] la fame riappariva feroce, [...] un fuoco nel petto, [...]. Si trovava sotto la [...] donde usciva un odore [...] di pasticcini che la faceva svenire. Offriva i suoi fiori [...] più parlare, con un singhiozzo lento che [...] petto. Un soldato passò e [...]. Dette un [...] bimba entrò nella panetteria [...] panino da un soldo. /// [...] /// Quelle carrozze la stordivano, lei [...] voleva passare [...] parte. Prese la rincorsa, abbassando [...]. Nella carrozza una signora gettò [...] grido e svenne. Ma sulla via presso [...] Una innocente creatura, con la gam-bina sfracellata. Agonizzava, giacente, fra i [...] si erano sparsi dattorno, [...] uno sul petto, tenendo [...] mano, con la faccia bianca e seria, [...] coi grandi occhi meravigliati e dolorosi che [...]. /// [...] /// Agonizzava, giacente, fra i [...] si erano sparsi dattorno, [...] uno sul petto, tenendo [...] mano, con la faccia bianca e seria, [...] coi grandi occhi meravigliati e dolorosi che [...]. (0) (0) ![]()
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