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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 2866511548.

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Sami [...] è un intellettuale della [...] e sociologo, come Edgar [...] con il quale ha [...] de [...] che apparirà presto anche [...] Italia. È uno di quelli [...] la mondializzazione [...] un processo del quale [...] essere soltanto spettatori. [...] ce [...] con i [...] i tecnocrati di vario [...] esper-ti del [...] per i quali, di [...] critica avanzata nel nome dei valori europei [...] o di fronte alla povertà del Sud [...] nulla da fare; ce [...] che hanno in bocca sempre la stessa [...] Is No Alternative». Lui una alter-nativa la cerca [...] la vuole promuovere. Alla mondializzazione del liberalismo economico [...] una mondializzazione del benes-sere sociale. Che succede? Parigi dopo [...] sta diventando di nuovo [...] della sinistra? Mentre la sinistra in-glese o [...] presentano come sini-stre che devono fare un [...] della [...] «La sinistra francese è [...] una sfida enorme perché, contrariamente a quella [...] quella inglese, non può permettersi di sbagliare [...] volta. Essa ha già una [...] governo, durata dieci anni durante i quattordici [...]. [...] nel 1981 la sinistra [...] potere con [...] di trasformare la società, [...] conto che non poteva [...]. Una volta presa coscienza [...] anziché cercare di far evolvere la società, [...] suo pensiero, ha invece cercato semplice-mente di [...] e si è sottomes-sa al liberismo dominante [...]. Oggi non si può [...] stessa cosa, [...] del liberismo sociale di [...] nostre spalle e non si può ripetere, [...] han-no detto in modo brutale nel 1993 [...]. [...] «Bisogna che inventi qualcosa [...] le possibilità non sono migliaia. Il problema cen-trale è [...] ci sono due vie: [...] nella logica americana che consiste nello sviluppare [...] flessibilità, dalla precarietà, da salari estrema-mente bassi [...] in discussione del si-stema di protezione sociale, [...] dal principio che il nostro modello sociale [...] queste modifiche e di conseguenza bisogna trovare [...]. [...] «La riduzione del tempo di [...] a [...] ore settimanali è una grande [...] che la sinistra porta [...] fin dalla fine degli [...]. [...] ma senza farci illu-sioni: non [...] facile perché [...] del capi-talismo europeo è contrario. Per la sinistra francese è [...] sfida. Ma se questo esempio non [...] seguito anche dai paesi nostri vici-ni, [...] da essere pessimisti [...]. Ridurre [...] è questa la novità che [...] «No, è comunque troppo poco. Fintanto che non saremo [...] europea, di avvia-re una politica comune di [...] il problema [...]. Nessun paese da solo [...]. La crisi [...] oggi nasconde [...] ovvero la crisi del [...] è trasformato, non è più quello fondato [...] organizza-zione e [...] protestante secondo cui il [...] mezzo per realizzarsi. Siamo entrati in [...] civilizzazione, in cui il [...] ad una funzione sempre più strumentale e [...] raro». Che cosa vuol dire non [...] realizzare [...] «Nella società di oggi ci [...] realizza essenzial-mente attraverso reti di comunicazione del tutto nuove, [...] un immenso bisogno di socia-lizzazione. In contrasto con [...] emer-gere [...] di individui senza appartenenza in [...] in tutte le società euro-pee [...] ricerca di comunicazione, di solidarietà, [...] aiuto reciproco. Ha ragione chi come [...] cerca [...] i fondamenti di una nuova [...] per questa fine secolo». Che soluzioni ci sono [...] Nel suo libro lei dice che ci [...] lo sce-nario del liberismo classico cui dobbiamo [...] della mondializzazione, quel-lo misto che coniuga liberismo [...] il terzo, lo scenario socialdemocratico. [...] «Non abbiamo delle soluzioni. Sappiamo che non si [...] globalizzazione, ma anche che globalizzazione vuol dire [...] del ruolo della politica. La mondializzazione del liberismo [...] della tecnocrazia, di gruppi [...]. Il problema è che [...] volontà umana la capacità di [...] pesare sul proprio destino [...] che conosciamo per ottenere questo è la [...]. Anche per questo ci serve [...]. [...] globale? Ma in ogni [...] ci vuole un forte [...]. ///
[...] ///
Credo che [...] ne sia una conseguenza. Per questo sono più [...] specie se guardo alle [...] degli stati nazionali per esempio in Africa». [...] due rendete omaggio al Terzo Mondo del [...] Marcos. In America non ve [...] nessuno, neanche nella sinistra del Partito democratico. E anche [...]. Noi in Francia non ci [...] mai fatti illusioni, né sui democratici né sui repubblicani; [...] che sono della stessa stirpe. Sono entrambi portatori di una [...] dello sviluppo sociale». [...] può rappresentare [...] inte-ressante per [...] perché viene dopo un decennio [...] ed è estremamen-te difficile risollevare [...] dallo stato in cui [...] lasciata la [...] e Major. Il suo compito è [...] per quanto strano possa apparire, di quello [...]. In Francia abbiamo risorse [...] non ha: forze sociali [...] politica repubblicana che oggi è il principa-le [...] del liberi-smo. Vede, la resistenza contro [...] Francia non è stata la sinistra ad [...] comunisti, non i socialisti, ma la repubblica, [...] Stato repubblicano. Le società che non [...] hanno grandi difficoltà a resistere alla mondializza-zione [...]. [...] per il Terzo mondo è [...] Francia [...]. [...] «Il Terzo mondo deve avere [...] posto nella politica europea, perché esso non è più [...] ma interno. Terzo mondo oggi si-gnifica [...] immigrati in Francia, si-gnifica più di un [...] milioni di immigrati in Italia. Chi non vede come [...] il tessuto sociale ed et-nico dei nostri [...] niente. È la struttura etnica [...] trasformando di più. Guardate Londra, completamente multirazzia-le [...] New York. Il Sud è den-tro [...]. Non potremo affrontare il [...] cinesi». [...] «La soluzione ipocrita è quella [...] cre-scere [...] clandestina e ogni due o [...] anni procedere a [...]. Non ri-solve niente. Dobbiamo gestire i flussi [...] paesi di origine, governare il feno-meno senza [...] tra Nord e Sud. In Algeria, nel 1962, [...] 8. Oggi ce ne sono [...]. In Egitto nel 1962 [...] 18 milioni di abitanti, oggi [...] 60 milioni. Fra dieci an-ni, la popolazione [...] costa settentrionale [...] sarà equivalente alla popolazione europea. In un contesto di [...] crisi so-ciale, politica, di sviluppo di dittature, [...] situazioni come quella algeri-na. Possiamo accettare questa situazione a [...] da Roma?». Non sta cambiando qualcosa nella [...] «Finora pensavamo solo [...]. Mentre gli Usa badavano [...] in Asia e in America Latina noi [...] su quel che accadeva a Bonn, Londra, Roma. Le [...] intellettuali si dilettano guardando [...] New York, ma la realtà [...] dovreb-be farci guardare a Sud. [...] non è nord-atlantico». Lei pensa a una fase [...] tra le [...] «La mondializzazione oggi è un [...] vincente perché [...] un certo accordo fra tre [...] di [...] su scala planetaria: quelle poli-tiche, [...] mediatiche e quelle economiche. Le [...] economiche sono favorevoli alla mondializzazione [...] è nel loro interesse, le [...] mediatiche e culturali perché sono [...] da [...] senza [...] , le [...] politiche perché sono sottomesse alle [...] economiche e a quelle mediatiche. Oggi [...] di ogni uomo politico [...] di apparire in televisione» Che mezzi ha [...] sinistra nei [...] «Il [...] è in [...] con la scelta elettorale del meno peggio. Non è che votano [...] Italia [...] Pds o in Francia il [...] perché pensino di trovare [...] geniali. [...] una crisi spaventosa dei rapporti [...] le [...] siano esse politiche, economiche o [...] e il [...]. E questo si rifugia [...] che è la scelta del meno peggio. Guardi che cosa abbiamo [...] Fran-cia: nel 1981 avevamo la sinistra con una [...] 1986 lo stesso [...] gli stessi ceti [...] sinistra; nel 1988 lo stesso [...] gli [...] votano di nuovo per [...] e mandano la sinistra [...]. Nel 1993 votano contro [...] mandano [...] alla Presidenza della repubblica; [...] contro la destra e mandano di nuovo [...] potere. Così stanno facendo resistenza: dal [...] che non esiste una vera alternativa di civilizzazio-ne, non [...] sono più ceti sociali o intellettuali in grado di [...] una direzione storica con-vincente, la soluzione migliore sarà inventata [...] pratica, sarà inventata dai popoli. In Francia, così a [...] cercando di inventare qualche cosa. Non si può essere [...]. In questi anni si [...] in economia, nel mercato, via libera alla [...]. Il motore del progresso sta [...] nella [...] di se stesso anche a [...] degli altri. Ma [...] «Non sono [...] con [...] que-sto problema in modo troppo [...]. Le idee di libertà [...] sono state [...] e combinate insieme alla [...] X VIII secolo in Francia e non sono [...] condiziona la libertà e [...]. [...] parte la concezione burocratica [...] dello sviluppo, quella della pianificazione so-cialista, ha [...] libertà ma anche [...] anche se agiva in [...]. Credo che sia possibile [...] io definirei autenticamente socialista, in base alla [...] deve assolutamente sop-primere la competizione degli individui: [...] diritti, mentre la disugua-glianza delle capacità deve [...]. È vero, queste disomogeneità [...] una funzione di motore della storia. Senza competizione non si [...] par-te, lo aveva capito [...] ma anche il Marx [...] programma di [...]. Ma atten-zione, non bisogna [...] mercato sia la nuova e ultima scoperta [...]. Il mercato è un [...] un fine. Se il mer-cato diventa [...] questo caso sì che dob-biamo dire che [...] finita». ///
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Se il mer-cato diventa [...] questo caso sì che dob-biamo dire che [...] finita».

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(285)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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