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Se ne è andato [...] cardiaca, una morte improvvisa di quelle che [...] a troppe parole, a lunghe cerimo-nie degli [...]. Una morte nel suo [...] eppure intenso. Poche righe gli bastavano per [...] del suo pen-siero, un giudizio, [...] speranza, una nota di pessimismo. Se [...] andato a [...] do-po una vita passata tra [...] sedi di corrispondenza [...] o sulla plancia di comando [...] gior-nali in un mare in burrasca. Dal [...] «Epoca», a «La Stam-pa», [...] «Corriere [...] Sera» a «La Repubblica». A [...] assieme tutti i pezzi della [...] vita, ne esce intatto un affresco della storia [...] di questo dopoguerra. Ma anche del mondo, [...] da Cavallari, in ogni [...] piega. Non solo per il [...] perché la [...] formazione di intellettuale era [...] istintivamente allergico ad ogni nota di provincialismo, [...] settarismo. Il suo era vero [...]. E da vero laico, [...] per il mestiere e per le cose [...] il suo primo mo-mento di vera notorietà [...] a Paolo VI nel 1965, la prima [...] pontefice dal do-poguerra. Fu fatta alla vigilia [...] alle Nazioni Uni-te, in un momento di [...] Vaticano. Il dialogo ecumenico tra [...] le diver-se religioni, la libertà di coscienza [...] nel mondo, lo svilup-po dei popoli e [...] armamenti, tutto questo ribolliva in un mondo [...] la Chiesa si apriva al dialogo. Lo ricordava ieri il [...] Silve-strini, [...] del laico Cavallari da decenni: «Il Concilio Vaticano II, [...] con la deco-lonizzazione, aveva appassionato Cavallari che [...] due eventi capitali nella storia della Chiesa [...]. Amico di [...] e di Nenni fu [...] di [...] e del [...] in tempi non sospet-ti, [...] del garofano dettava legge e alla [...] legge si in-chinavano tante [...]. Di se stesso amava [...] diceva che aveva un «caratterac-cio», ma se [...] trat-tava, lo sfoderava solo con chi non [...] con sagacia come [...] per mettere in im-barazzo [...] non sti-mava. Estraneo a ogni calcolo [...] ricoperto in-carichi importanti e di poltrone scomode [...] più [...]. Diresse il «Gazzettino di Venezia» [...] al [...] nel pieno [...] caldo, quando so-stare sotto le [...] dello storico palazzo veneziano per urlare «Gazzettino servo dei [...] era una tappa [...] per ogni corteo operaio o [...]. Ma ben più dura, [...] fu la [...] esperienza alla guida del «Corriere [...] Sera». Lui stesso ne ricorda gli [...] nel giugno 1981, in [...] di qualche tempo fa: «Era [...] virtualmente disperata». Dispe-rata perché tra gli [...] alla [...] erano comparsi i no-mi [...] Franco Di Bella, direttore del «Corriere» e degli editori [...] Angelo Rizzoli e Bru-no [...]. Ma [...] allora Presidente della Repubblica, Cavallari [...] volle dire di no. Operare il salva-taggio del «Corriere [...] Sera» fu effettivamente [...] quasi disperata. Durò tre anni, sino [...] 1984 quando la-sciò la poltrona di di-rettore. Tre anni in cui [...] «Corriere» [...] di tutto. Fu commissariato, ri-schiò il fallimento, [...] licenziamenti si arrivò quasi [...] le pubblica-zioni furono sospese per [...] giorni, fatto mai [...] se si esclude il 1945. Nel frattempo [...] stato il crack del [...] Ambrosiano [...] Ro-berto Calvi, di fatto proprietario del quo-tidiano [...]. Editori in pri-gione, editori [...] dai sindacati, Calvi penzolante sul ponte londinese, [...] Ca-vallari [...] suo commiato ai lettori il 17 giugno [...]. Quando su-bentrò [...] con-trollata dal tribunale -scrisse Ca-vallari [...] scrivere con sollievo che [...] dei carabinie-ri ci rallegrava. Per quanto sia ri-saputo [...] non sono mai stati dei brillanti editori». Ma, soprattutto, in quegli [...] il duro scontro con [...]. Un edito-riale di Cavallari [...] Andò e la denuncia della politica di [...] di [...] gli procurarono una querela [...] leader socialista con relativa condanna (anche se [...] la diffama-zione) che gli costò cento milioni [...] tasca [...]. Unica soddisfazione, la solidarietà [...] media. Nel frattempo aveva dovuto parere [...] colpi di una lotta «fratricida» [...] della redazione. [...] chiese la [...] testa, la redazione si spaccò, [...] sostituzione, quasi pronta, fu rinviata, [...] allo scadere na-turale del suo mandato ma con un [...] che im-presse una sterzata alla [...] del quotidiano. [...] delle armi fu comunque [...] «La [...] è avvenuta ad oltranza, [...] giudizia-rie», ricorda Cavallari salutando i lettori. E con la coscienza [...] scrivere da Parigi i suoi editoriali e [...] «La Repubbli-ca». A Parigi, dove si era [...] trovò una schie-ra di giovani [...]. Il mondo dei media, [...] impie-tose, erano diventate per lui oggetto di [...] insegnamen-to. Scrisse tanti libri, saggi [...] bellissime pagine sul-la morte di Tolstoj. Il viaggio di Alberto Cavallari [...]. Cittadino del mondo sarà seppel-lito [...] terra [...] vici-no a Piacenza. Vichi De Marchi Alberto Cavallari [...] una foto recente e, a destra, [...] quando si insediò al Corriere. Tanti messaggi anche dal [...] Furio Colombo e De Bortoli: «Il suo rigore [...] Si svolgeranno oggi, alle 17, a [...] Cavallari, il giornalista scomparso [...]. Tanti i messaggi di [...] alla moglie e ai due fi-gli di Cavallari. Quelli del presiden-te del Senato Nicola Mancino, del vicepremier Walter Veltroni che ne ricorda [...] il rispetto per i [...]. Messaggi an-che dal ministro [...] Esteri Lam-berto Dini, dal presidente della Ca-mera Luciano Violante, [...] Bersani. Tutti ri-servano al grande analista [...] di apprezzamento, alcuni ricordano [...] personale con [...] diret-tore del Corriere della sera. A [...] anche [...] direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, ai tempi giovane giornali-sta. Di Ca-vallari ricordo soprattutto [...] civile e professionale. La [...] fu una battaglia in condizioni [...] ma diede anche a noi, che spesso eravamo provati [...] resistere. Aveva un carattere diffici-le, [...]. Ricordo ancora al-cune sue sfuriate [...] mi sembrava-no ingiuste. Noi, spesso, gli rimpro-veravamo [...] sulle vicende giudiziarie dei nostri editori lui [...] pubblicare i dispacci [...] Ansa. Pensavo che [...]. [...] rendo conto che la [...] fu la scelta più giusta [...] quel momento. /// [...] /// [...] anticipo di dieci anni aveva [...] con lucidità i termini [...] per la moralità della cosa [...]. /// [...] /// [...] ricordo di De Bortoli [...] ex direttore è di questi mesi: «Cavallari [...] sopra ogni cosa, più della morte». Tra gli amici che lo [...] in queste ore [...] anche Furio Colom-bo. Oltre che uno straordinario [...] Alber-to Cavallari, era anche un fervido, implacabile conversatore». Per Fu-rio Colombo , con Cavallari scom-pare una figura di giornalista ormai rara [...] panorama dei me-dia, che mette [...] primo posto sem-pre e comunque [...] il coin-volgimento personale, il buttarsi [...] fatto, [...] sulla notizia con un impegno [...] non ha mai nulla della routine professionale. Queste [...] inlui si [...] di scrittura. Certo, era incre-dibilmente dotato [...] Furio Colombo -pochi come lui riusciva-no a semplificare il [...]. Ma Alberto Cavallari è [...] più di una delle firme più pre-stigiose [...]. Molti suoi libri sono [...] questioni del mondo del-la comunicazione di massa, [...] analisi geopolitica di co-me va il mondo. Tanti [...] intelligente», [...] mi-sura», «La Russia contro [...] «Il Vaticano che cambia», «Mao», «La Francia a sinistra», «Vicino e lontano», «La fabbrica del [...] «La fuga di Tolstoj». In queste opere anche [...] così essenziale e pungente, cambia-va [...]. Pur conservando intatta [...]. In questo stava il [...]. Amico di [...] e di Nenni fu [...] di [...] uno scontro che gli [...] Ebbe il suo primo momento di notorietà [...] a Paolo VI nel 1965 Il primo [...] Bernardine Evaristo, voce etnica della narrativa britannica Storia [...] «Lara», quando la civiltà rende schiavi La doppia [...] famiglia africana: quella della deportazione forzata nelle [...] in Occidente. Bernardine Evaristo, 39 anni, nata [...] Londra da madre inglese e da [...] nuove voci «etniche» della lette-ratura [...]. Dopo [...] scritto teatro e poesia, [...] nar-rativa con Lara (Angela Royal [...]. Nel romanzo si racconta [...] di una famiglia di nigeriani divenuti cittadini [...] subita allor-ché furono strappati [...] poi quella più subdola [...] processo di anglicizzazione. La storia inizia nel [...] brasiliana dove la fa-miglia originaria fu deportata [...]. I miei urli rimbalzavano [...]. Lui eiaculò sul mio [...]. Divenni uccello, volai sulla [...]. /// [...] /// La famiglia continua nelle [...] invisibili dei vari discendenti («non ci vedono: [...]. Invisibilità che però non [...] vivere, sof-frire e morire continuando a so-gnare [...]. Finché un giorno, uno [...] Baba, non si emancipa e riesce a tornare [...] Africa. Ma ecco che, [...] dopo, nel [...] la storia beffardamente si ripete. [...] nipote di Baba e [...] è di nuo-vo strappato [...] più grazie alle brutali catene dei mercati [...] bensì alle suadenti catene della «civil-tà». Davanti a una radio [...] in inglese, sogna continua-mente i paradisi londinesi: [...]. London [...] the Empire, come in, Nigeria»: Londra chia-ma, vieni Nigeria. [...] ha la te-sta sempre più [...]. Ne scimmiotta la lingua, i [...] tea», la bombetta e [...] funebre [...]. Sogna le ca-sette a [...] Big Ben, la neve. Sogna, soprattutto, una fanciulla [...] lui, bianca come il latte, bionda («. /// [...] /// The United [...]. E la cattività ricomin-cia. Ben presto egli scopre [...] promesso non è il para-diso promesso. E ancora: «il sole [...]. Nella metro ognu-no guarda [...]. La sera si rinserrano [...] come i topi, abbassano le tende, le [...] come [...]. Quando noi di colore [...] severi». E ancora: «Il mio [...] Bill, perché un nome africano ti chiude [...]. Ogni tanto ci chiamano anche [...] Sambo, [...]. [...] sono [...] di [...] a casa ero semplicemente [...]. Forse il paradiso era [...]. Ma è troppo tardi [...]. Bene o male, [...] ha ormai rea-lizzato il suo [...] più importan-te. Ha trovato [...] dai ca-pezzoli rosa. La [...] Ellen: una ra-gazza che dalle [...] in collegio, sognava di andare missionaria in Africa, e [...] sceglieva dalle foto un negretto [...] mante-nere al di là [...]. Presto [...] ha tre figli, poi [...] (una si chiama «Lara»: come la parola [...] «fa-miglia»). Il romanzo va [...] di [...] a quel-la di Ellen [...] iro-nicamente divenuta schiava do-mestica dei suoi otto [...]. A quella di Lara, [...] natio e vergogna della propria pelle scura. Scavan-do [...] tra le vecchie sto-rie di [...] in Brasile. Chia-mando continuamente le voci [...]. Alla fine [...] Ellen e Lara tornano [...] dove tutto era partito, in Nigeria. Ma troveranno solo cupi [...] putride, folle senza anima e dignità. Il bel libro della Evaristo [...] di grande intensità e veri-tà, ironiche, ben [...] ma, al contempo, indi-pendenti nella loro alta [...] fossero sin-goli componimenti poetici. E proprio come nella poesia, [...] lin-gua è idiosincratica, ricca di verbi inventati di fresco: [...] John [...] (la [...] gola rovi-nata dalle sigarette marca John [...] (si lavò i denti col [...] Mac Lean). /// [...] /// E proprio come nella poesia, [...] lin-gua è idiosincratica, ricca di verbi inventati di fresco: [...] John [...] (la [...] gola rovi-nata dalle sigarette marca John [...] (si lavò i denti col [...] Mac Lean). (0) (0) ![]()
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