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Domenica 16 giugno [...] pagina [...] di Gesualdo Bufalino, lo scrittore [...] nel suo ultimo incontro con [...] Pioveva a dirotto quel giorno [...] Comiso. Le ripide strade del [...] torrenti che incutevano paura, ma lui non [...]. Camminava deciso e indifferente [...] e solo si dispiaceva che la [...] òspite avesse ricevuto [...] cosi negativa da parte [...] regione. Perché Gesualdo Bufalino, con [...] quasi segaligno, sembrava non essere sfiorato dal [...] circondava. La bellezza a volte [...] nutriva la [...] scrittura pareva [...] da dentro, e fuori [...] di ulteriori richiami. Questo veniva da pensare [...] casa, un anonimo caseggiato nel centro di Comiso, [...]. Lo diceva con ironia, [...] misto di distaccata compiacenza che riservava a [...]. E aggiunse: «È un [...] sembra [...] di una villa pompeiana». Fu lì, [...] cortile dei pescivendoli che [...] mostrarmi la biblioteca che ora prenderà li [...]. Mi indicava ie [...] le [...] suoi libri in tutte le [...] e [...] e parlava, il [...] raccolse quasi tre ore di [...] che in parte usai per [...] uscita sul [...]. Il resto era rimasto [...]. Con immenso rammarico perché [...] Bufalino avevano una densità cosi rara da [...] Irrilevanti, quasi appannate e insignificanti, quelle che usiamo [...]. Cosi, con un procedimento che [...] stesso scrittore aveva escogitato per la raccolta di [...] deciso di [...] «Si chiamano cere perse i [...] che avanzano dopo [...] fatto i calchi. Cere senza forma, residui [...] che pure conservano ancora un loro fascino», [...]. Come le sue [...] in risposta alle [...] «domande perse» di quel giorno. La [...] retorica, sono componenti essenziali della [...] poetica. Quasi che la [...] si fosse [...] solò in esse. La scrittura è stata una [...] di distanza da me stesso. Ma ho molto vissuto, [...] anni, Poi ho compreso chè si era [...] e potevo [...] il ritorno nelle istituzioni [...] pubblicazione dei miei scritti, ma sono stato [...] puntato tutti i miei [...] della scrittura,. Non mi considero un [...] cioè che non ha Un suo mondo [...] barocco inteso come colui che giochicchia con [...]. Ho voluto scegliere la [...] alto e per questo DALLA PRIMA PAGINA Tra [...] vitati in Dizionario dei personaggi di romanzo [...] Cere [...] (1985), Il matrimonio illustrato (1989) e Sal-di [...]. Sebbene secondarie, risultano inoltre [...] di versi [...] miele, del 1982, e I [...] le furie, del 1995. D'altronde la poesia fa [...] prova narrativa, Tommaso e il fotografo cieco, [...] fa da Bompiani (suo editore da sempre, [...] 1992 con il primo volume delle Opere [...]. Nel corso della narrazione spicca [...] una lirica attribuita [...] narrante. Se il suo titolo, Lettera [...] Capodanno, ricorda [...]. [...] sin [...] il vero ispiratore si rivela [...] quel Paul [...] che il protagonista confessa di [...]. Raffinato, straziante, torturato, anche [...] Bufalino (centrato sulla figura dei fotografo) ci [...] ritratto del suo autore, e allo stesso [...] incidente stradale che lo conclude, sembra far [...] immedicabile rapporto tra arte e vita. Questa [...] è una sorta di cera [...] è ciò che era rimasto nel nastro registrato di [...] lunghissimo incontro con lo scrittore, le parti «inutilizzate» in [...] intervista pubblicata in [...]. Ma se dovessi rinunciare [...] non mi interesserebbe affatto scrivere. Lei come li catalogherebbe? Il [...] sicuramente un romanzo nel quale avevo addensato [...] di malattia in sanatorio. E un Argo che [...] non vede e trasforma il passato in [...]. Cosi quel libro che [...] è [...] dei sogni prodotti dalla [...]. Lei ì intellettuale di [...]. Da quella musicale al [...]. [...] molto la classica. Vede quel cofanetto? Me [...] regalato Claudio Abbado che è [...] a [...] a Comiso. Ma la musica che [...] jazz. Lo amo tutto, anche quello [...] che richiede un approccio intellettualistico. Particolari suggestioni traggo [...] di Bessie Smith, che [...] con quei . [...] lui usa quasi una figura [...]. A un certo punto [...] bellissima, che poi esplode in orchestra. [...] se ne innamora ed [...] teso a [...] ma lui gliela fa [...] gliela toglie di nuovo, come fa il [...] topo. Una tecnica da kamasutra, [...] parte il jazz è sicuramente [...] di più erotico abbia prodotto la musica del [...] con il suo misto di [...] e disperazione. Ecco la retorica che [...]. Sono sempre le stesse [...] oppure ha notato qualche [...] ne sono di nuove. Mi sarebbe piaciuto scrivere [...]. Ce n'è una che [...] alla Marino Corso, celebre calciatore specializzato nel [...]. Tirava la palla che sembrava [...] e, invece, [...] abbassava. Oppure [...] e [...] che io chiamo del [...] ritardata, quella tipica, esilarante, situazione in cui [...] accorge mai del disastro che gli sta [...]. Lei non è mai stato [...] impegnato. Come se la cavò [...] Con un escamotage riuscii a superare [...] da sottotenente senza [...] mai saputo sparare, così [...] Veneto. LI mi colse [...] settembre. Fui arrestato dai tedeschi e [...] in una caserma. Ma una ragazza che avevo [...] in paese riuscì a [...] e a nascondermi nella [...] fattoria, dove rimasi tutto [...] successivo. A un certo punto [...] di unirmi ai partigiani, anche se continuavo [...] sparare. Ma ero già reumatizzato, [...] giacca di cartone, e bisognava andare su [...] Vittorio Veneto, cosi mi trascinai senza molta convinzione fino [...] poi si raggiungeva il monte Grappa con [...] tornai indietro. Poi caddi ammalato di [...] ricoverato in Emilia dove mi raggiunsero i [...]. Gesualdo Bufalino, [...] siciliano scomparso venerdì. Sopra, [...] di Comiso Roberto [...] il nostro incontro si trasformò [...] una Waterloo NELLE CARTINE stradali è indicato col nome [...] statale 115 quel serpentello asmatico [...] che faticosamente [...] da Comiso a Vittoria, Chi [...] è di queste parti rischierebbe di non [...] la strada per lo sfregio [...] vaiuolo [...] le macchie di ficodindia che [...] dietro a ogni [...] i pistacchi vecchi [...] il tempo che, da un [...] della strada, si raggiungono In [...] aerei di rami stesi al sole come panni ad [...]. E uccelli [...] immane che snidano veloci dalle [...] della roccia o da una forra verde di capperi, [...] verde che gli smalti delle chiese e degli ori [...]. Macigni di tufo e [...] grandi, sembianti spaventosi per chi, straniero, vi [...] fidate, [...] ebbre di vaticinio e [...] c'è nato. Gesualdo c'è nato tra [...] che. C'è nato Ira i [...] bruna che accolgono lo strazio della luce [...] suo [...] precipizio tra corone di [...]. /// [...] /// Il suo olocausto. La morte che [...] era da sempre compagna [...] tesoriera discreta, non gli ha dato appuntamento. Gesualdo odiava gli appuntamenti, [...] lei, che lo sapeva per lunga amorevole [...] atteso a un crepuscolo di giugno, intonando [...] pioggia e lampi, seduta su uno spuntone [...] arroccati a stormi, in ottobre i rondoni [...] spie [...] sulle foglie del carrubbo [...] freddo. Era una sera di pioggia [...] di lampi. Da queste parti, per [...] piove mai, l'acqua desta sgomento stupore meraviglia [...] inermi impreparati indifesi. Uomini piante e animali. Ognuno con la [...] siccità, con la [...] zolla secca arata dalla vanga [...] dalla furia della canicola, dalle [...] dello Scirocco. Eppure per divino prodigio [...] fertilità, ingravida di pensieri talenti vocazioni foglie [...]. Eppure la terra, [...] dalla luce che non [...] nemmeno i nostri morti, protegge, [...] Vestale le sue creature e insegna loro a vivere [...] pioggia [...]. A fuggire la supplica [...] che implora [...] del cielo. A ingravidarsi [...] di profumi di colori. Gesualdo era come quelle macchie [...] muschio che [...] sul fusto dei [...] là dove le radici intanano [...] buio. Il sole fatica a [...] a [...] un qualche sentiero, né valgono [...] suoi raggi tracotanti perchè il muschio gli sbarra la [...] protegge le sue ombre, i suoi silenzi. Nella tenzone è il [...] sole, non resta che la mesta ritirata [...]. Lui era proprio cosi. Riparava la luce, si [...] ombre, schivo di cori, di cavee plaudenti, [...] complice delle ombre grandi della roccia e [...]. Lo conobbi qualche anno [...] insegnante di Ialino e greco in un [...] lui scrittore [...] quanto irritante e ingeneroso, [...] di queste aspre trazzere [...] eletto profeta del mio talento, lui, solenne [...] infinito, lo sguardo duro di chi è [...] in malo modo al ruolo di Sibilla. Per me fu una Waterloo [...] senza conforto di passate vittorie, perchè non [...] vittorie da ricordare. Non [...] vittorie in assoluto. [...] un grido taciuto, una rabbia [...] un accesso [...] sottopelle che non maturava [...] verità era che entrambi, pur [...] almanacco diverso, eravamo figli della [...]. Eravamo creature piene di [...] temono gli umori d'acqua, che si proteggono [...] l'acqua ristora ma può annegare, salva ma [...] ma può uccide re. Bufalino se ne andato [...] d'acqua, sotto un diluvio di lampi e [...] medesimo a [...] e la furia della [...]. Lui, ch'era un gentiluomo, quando [...] Morte [...] grande pietra, scalata dalla luna, [...] Ila chiesto un passaggio, non ha saputo [...] di no. Ma poi, leggendo il [...] che quel professore aveva tante cose da [...] chi studente non era»: Elvira Sellerie ricorda [...] primo incontro con la prosa di quello [...] scontroso, arrivato a [...] senza pubblicare un rigo. Quel libro di foto della [...] Comiso lo [...]. Lo rivelo alla signora Sellerio [...] suo più illustre consigliere, Leonardo Sciascia che [...] «Piacquero [...] tutti quelle pagine . Qualcuno ebbe il sospetto [...] pagine altre ce ne fossero chiuse nei [...]. /// [...] /// Sapientemente occultato [...] un romanzo a cui Bufalino [...] anni Cinquanta. Bufalino «tentò di difendersi»: [...] traduzione, poi [...] che raccontava vita, passione [...] letteratura occidentale. Ma donna Elvira, implacabile, [...]. /// [...] /// Sino a quando venne [...] il romanzo, quello che in molti ritengono [...] dello scrittore di Comiso: Diceria [...] che uscirà nel [...] Sellerio aveva vinto una [...] importanti sulla strada della costruzione di una [...] casa editrice. Aveva scoperto un nuovo [...]. Scoperto? La signora Elvira [...] colpita «da un grandissimo dolore, da una [...] la morte [...] ammette solo: «Chi dice [...] Bufalino [...] scoperto io deve anche aggiungere che si [...] già c'è». Ma è giustamente fiera [...] Sellerio [...] ricorda che, dopo quel primo «incontro» con [...] Comiso Ieri, «venne fuori una collaborazione ed [...] che condussero Bufalino al [...] Colei che convinse lo scontroso scrittore a [...] soffermarsi un poco sulla personalità [...] letterato: «Sembrava che la [...] felicità non facessero parte del suo mondo [...] senso che fosse incapace di [...] ma nel senso che [...] pudore. Quasi non gli spettassero». Gran conoscitore della letteratura [...] Bufalino [...] la [...] Diceria più come romanzo [...]. Poco italiano sì, ma [...] siciliano. E [...] della [...] vita, con la terra che [...] abbandonò mai, coltivava un rapporto doppio, quasi schizofrenico, di [...] -odio. Elvira Sellerio è come Sciascia [...] lui siciliana, quanto pesavano su Bufalino le [...] sue radici? Ecco la risposta: «Era immerso [...] drammatico della vita che accomuna tanti di [...] vissuti in quella terra. La nozione di morte [...] che incombeva su di lui, era un [...] la morte. Per attaccarsi alla vita». Questo senso drammatico [...] è una delle [...] dei siciliani. Del resto Bufalino aveva detto: «Più mi sforzo dì sbucciarmi di dosso la pelle indigena [...] di [...] più tendo a raccogliermi e [...] dentro la mia terra e la mia civiltà. Mi ricordo che un [...] Colonia fui colto da un così straziante crepacuore [...] un cielo che parlava una lingua lontana [...] il Sud a precipizio, sentendo ad ogni [...] mi ci [...] una vampata di felicità». /// [...] /// Mi ricordo che un [...] Colonia fui colto da un così straziante crepacuore [...] un cielo che parlava una lingua lontana [...] il Sud a precipizio, sentendo ad ogni [...] mi ci [...] una vampata di felicità». (0) (0) ![]()
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