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Così Nilde [...] parla delle elezioni del [...] e di come [...]. Onorevole [...] e protagonista [...]. Sono passati [...] ed è tempo di celebrazioni [...] di analisi. È molto diffusa una [...] a fare coin-cidere quella data con la [...] democrazia italiana e la riuni-ficazione del pae-se. [...] « Se proprio vo-gliamo [...] una data io credo che [...] democrazia italia-na sia nata il 2 giu-gno del 1946, [...] pri-me elezioni politi-che in cui, a distan-za di venti [...] fi-nalmente il [...] può esprimersi [...]. Tuttavia il 18 aprile [...] politico che segnò il futu-ro della giovane [...]. Non si può negare [...] dal quel giorno subisce una [...]. Però con la sconfitta [...] Fronte [...] e quel successo del-la [...] comincia [...] che io non direi [...] quella pre-cedente, la fase costituente. /// [...] /// Il processo [...] una battuta [...] il paese è percorso da [...] lacerazioni. Bisogna ricordare i fatti, [...] dopo il 18 aprile. Di fronte a contadini [...] ten-tano di difendere il loro lavoro si [...] armi, si ammazza. A Portella della Ginestra [...] gente che manifestava per il pri-mo maggio. Poi [...] il luglio del [...] a Togliatti [...] del Parlamento. Nel [...] ci sono i movi-menti [...] agraria, ci sono ancora morti a Melissa, Montesca-glioso, Montemaggiore. Nel gen-naio del 1950 [...] sugli operai in sciopero facendo sei mor-ti. Non sono cose di poco [...] ed indicano proprio una svolta [...] del governo nei con-fronti delle [...] dei lavo-ratori. Eravamo in una democrazia [...]. Lei dunque non definirebbe [...] aprile una battaglia di libertà e la [...] ha scritto Agnelli ieri su«La Stampa». Nei fatti il 18 [...] un forte inasprimento della lotta poli-tica e [...]. Insisto, por-tò ad una democrazia [...] per i [...]. E se quel 18 aprile [...] vin-to le sinistre ? Allora la [...] diceva che [...] sarebbe finita [...]. [...] molti a [...]. Lei che ne pen-sa? «È [...]. Però io sono profondamente [...] della sinistra italiana non sa-rebbe stata quella. Basta [...] cono-sciuto Togliatti e Nenni. Avrebbero fatto [...] politica. Togliatti avrebbe ripreso le [...] di [...] nazionale che aveva [...]. Quel 18 aprile si [...] profondo fossato che ha diviso a lungo [...]. Quando si può cominciare a [...] di [...] di quella rottura nel 1976-79 [...] la solidarietà nazionale. Però anche allora con [...] nel momento in cui si pone la [...] del Pci al governo [...] il [...]. Per fortuna [...] stato un movimento dei lavoratori, [...] nelle sue espressioni politiche sia sindacali, molto robu-sto e [...] la spaccatura [...]. Cossiga sostiene che il [...] deve più dividere, ma diven-tare patrimonio di [...]. Alle cele-brazione avrebbe voluto [...] gli sconfitti di allo-ra. Lei si sentirebbe di [...] «Credo [...] questo sia impossibi-le e fuori luogo. Se Cossiga mi dice [...] lo capirei molto bene perché [...] valori che possono [...] unitari. Il 18 aprile non è [...] che ha vin-to, ma la divisione. Tuttavia trovo nella lettera di Cossiga [...] uno sforzo per superare le [...]. Andreotti sostiene che la [...] aprile aiutò il processo di democratizzazione del Pci [...] conseguenza i suoi eredi [...]. Sono stati de-mocristiani e [...] loro vitto-ria. Capisco meno che ora [...] di [...] di tut-te le cose [...] non ha avu-to». E i comunisti italiani come [...] la tentazione di arroccarsi su [...]. Il Pci mantenne ben [...] radici democratiche e nazionali. È proprio in quel [...] al socialismo» riprende vigore ed [...] dalle affermazioni di princi-pio». Berlusconi vuole proporsi co-me [...] aprile e rilancia-re con gli stessi toni [...] le sinistre. Che effetto le fa? «Mi [...] tentativo di creare un clima. Ma ho [...] che non possa [...] granché. Oddio, sul 18 aprile [...] ma debbo onestamente dire che gli uo-mini [...] personaggi po-litici di primo piano e di [...] come De Gasperi che [...] e avevano partecipato alla [...]. Raffaele Capitani [...] 2. Febbre da 18 aprile: [...] quella lontana vittoria della [...] è stata anche [...] per tutte le forze [...] le lo-ro radici nella vecchia Democra-zia cristiana [...] alla luce [...]. Così a Roma i [...] il teatro Adriano per una manife-stazione a [...] Marini, Bianco, Andreotti e al po-sto [...] Lia De Gasperi. Il suc-co, per il [...] è che quella compiuta [...] non è [...] nostalgia, ma un occasione [...] Mari-ni -per guardare [...] per dire che ci [...] è possibile capovolgere il senso della storia [...] nostro ruolo, come tenta di fare la [...] diffusa insofferenza nei no-stri confronti. Ma noi non ci [...]. Ma [...] è servita anche per una [...] trionfale di Giulio Andreotti, in-fatti proprio mentre il presidente [...] Gerardo Bianco, stava per dare [...] parola a Marini, nella sala è salito un brusio [...] sottofondo che si è trasformato in ovazione. Tutti in piedi, a [...] gridando: «Giulio. /// [...] /// E Andreotti sospinto al [...] deve fare buon viso a cattivo gioco. /// [...] /// Dob-biamo ricordare tutti coloro che [...] quel 18 aprile del [...] anche se non credevano nella Democrazia Cristiana intuirono che era una svolta, altrimenti quella sarebbe [...] una giornata tragica». E a Bianco e Riccardi [...] cita-to le più recenti ricostruzioni se-condo cui [...] Palmiro To-gliatti si rallegrò di quella sconfit-ta elettorale [...] Emilio Colombo: «Se fu così non ce ne [...]. Mi sembra una let-tura elegiaca: [...] sbaraz-zarci di tutta questa melassa. Nel [...] ci fu un vero [...] sistemi di valori contrapposti: una vittoria comunista [...] solo la nostra libertà ma anche il [...] disegnato a [...]. E forse queste prese [...] spinto Marini a spiegare: «Ricor-diamo il 18 [...] voglia-mo tornare al passato. È legittimo [...] per quella vittoria che [...] i drammi di altri pae-si e dalla [...] la democra-zia in cui viviamo». [...] una con-tinuità, secondo Marini, fra [...] del [...] che cercava libertà, demo-crazia e [...] sociale e [...] del [...] con la sinistra. Al 18 aprile si [...] Prodi, intervenendo nel pomerig-gio ad Abano: «Il [...] ha scelto un campo, [...] libertà, ha scelto una ap-partenenza: sono le [...] poi rimangono«. Par-lando di de Gasperi Prodi [...] ri-cordato che il leader [...] venne spesso rimproverato per la [...] ri-cerca di alleanze. Ed è quello che [...] Prodi -ha sostanzialmente fatto [...] richiamandosi a De Gasperi [...] a «una grande coali-zione che mette assieme [...] diversi, come fece De Ga-speri, con un [...] riforma [...] dopo anni di immobilismo». Casini, [...] e Forlani hanno festeggiato [...] Eliseo il loro 18 aprile facendo appello alla [...] degli ex democristiani», rivolgendo un appello in [...] Cossiga e allo stesso [...]. Berlusconi vuole creare un [...] Non [...] uscirà granché [...] presidente della Camera Nilde [...] LA POLEMICA Le reazioni [...] aprile Molti no per [...] Picconatore «La storia non [...] Le critiche dei padri della Costituzione ROMA. [...] di Francesco Cossi-ga espresso in [...] articolo uscito [...] con «spirito unitario e [...] provocato numerose reazioni. Per il senatore a [...] Leo [...] uno dei «padri» della [...] Costituzione, [...] stare attenti a non cadere nella retorica». [...] di [...] nazionale, come lo [...] inve-ce il 25 aprile». Per lo storico Giusep-pe Vacca, [...] Gramsci, «il 18 aprile [...] non può es-sere messo sullo [...] piano del 25 aprile [...] che resta nella memoria nazionale [...] un momento unifi-cante. Il [...] è figlio della guerra fred-da [...] può ricordare solo la stabilizza-zione del quadro politico italiano [...] occidentale». Il filosofo Lucio Colletti, deputato [...] Forza Italia, conferma »grande [...] una nuova celebrazione unitaria» non [...] piace: «Abbiamo già troppe feste formali. È giusto, invece, che [...] festa dei vincitori, di chi sosteneva la [...]. Giolitti, uno dei «grandi [...] italiano, sottolinea come «non si possa stravolgere [...] idee bizzarre. Il 18 aprile [...] assurge-re a una funzione [...] fu un momento in cui il fatto-re [...] al perico-lo rosso, non altro, Le date [...] inventano e per [...] re-stano il 25 aprile, [...] e il 2 giugno 1946, proclama-zione della [...]. A parere di Bufalini, [...] di spicco di Botteghe Oscure, la presa [...] Cossiga «merita [...] valutazione e appare valida». Anche per il politologo Giovanni Sartori [...] Cossiga [...] soprattutto perché storica-mente quella ricorrenza [...] che un momento di [...]. Per Ettore Gallo «un [...] le annose divisioni politi-che è sempre opportuno, [...]. Comunque Cossiga ha ragione quando [...] che i comunisti, pur [...] hanno [...]. Caro direttore, il [...] anniversario delle elezioni del [...] è stato ricordato, oltre che da Mastella, Casini [...] anche da un gruppo di comunisti e [...] ex per alcuni di loro, per essere [...] le denominazioni odierne) che [...] fa partecipavano al movimento [...] «Avanguardie [...]. Un movimento che raggruppava [...] ed ex partigiani, [...] per iniziativa di Luigi Longo, [...] di sostenere la campagna eletto-rale del Fronte [...]. In preparazione di questo [...] alcuni documenti [...] e ricordi personali arrivati [...]. Un lavoro «no [...] per [...] di sollecitare i grandi mezzi [...] comunicazione e, in particolare, il servizio pubblico televisivo, a [...] un più se-rio lavoro -rispetto a quello fatto finora [...] dare ai giovani [...] una visione corretta di quello [...] avvenimento e del clima nel quale si svolse. Si trattò delle prime [...] un Paese già rigoro-samente assegnato, dagli accordi [...] al campo occidentale. Si votava in Italia [...] Praga, assegnata [...] e ad Atene, assegnata [...] superpotenze vincitrici della guerra antinazista avevano fatto [...] brutalmen-te che le scelte politiche erano ob-bligate. In queste settimane abbiamo [...] le tv e letto sulla maggioranza dei [...] acritiche e, spesso, spudoratamente di parte di [...]. Le rivendicazioni ru-morose e [...] alla Berlusconi non mi preoccupano più di [...] inquieta seriamente il frago-roso silenzio della sinistra [...]. Oggi ho letto con interesse [...] presidente Cossiga. Un testimone [...] di parte democristia-na. Peccato che non fosse [...] di un rappre-sentante [...] fronte politico. E non per alimentare [...] proprio per capirsi cito, a caso tra [...] quella [...] Rocco [...] uomo del profon-do Sud [...] emigrato a Torino, oltreché per ragioni poli-tiche [...] poi milioni di altri. Ci accu-savano di costituire [...] lo Stato, presi di mira soprat-tutto quelli [...] soldati, che erano rientrati a casa dopo [...] Nord con i parti-giani. Noi insultati ed esclusi [...] mentre mafiosi e fa-scisti venivano coccolati». Rocco racconta, poi, che [...] tante famiglie sincera-mente cattoliche ma militanti a [...] «Non ci battezzavano i figli, non acco-glievano [...] nostri mor-ti. Potrei proseguire citando altre [...] 62 la-voratori italiani uccisi e degli ol-tre [...] un biennio in scontri per la terra [...]. O ricordare che, sempre [...] e il 1950 (compresi gli avveni-menti succedutisi [...] Togliatti, 14 luglio sempre 1948) ci furono [...]. Ma non voglio rubare [...] solo aiutare a non perdere il vizio [...]. /// [...] /// Ma non voglio rubare [...] solo aiutare a non perdere il vizio [...]. (0) (0) ![]()
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