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Problemi della cultura 5 [...]. Solo il romanzo di Bassani [...] Il giardino dei Finzi Contini [...] si era più o [...] critici e a parecchi lettori, con una [...] un po' chiusa in se stessa, estranea [...]. Un libro non fa [...]. Gli altri piacevano sì [...] no che sì, forse, chissà, magari. E ne avevamo aspettato [...] speranza di [...] via come per sempre [...] incertezze, gli errori legati allo sviluppo di [...] giovane, Giovanni Arpi-no, piemontese di quelli che [...] battaglia ma non hanno mai perso una [...]. /// [...] /// Il romanzo uscito poco [...] Una [...] è nel modo più [...] sembra fatto apposta per [...] ragione ai piccoli sfruttatori [...] elegante e arcaica, secondo la quale i [...] i buoni libri. Insomma, il momento letterario [...]. Certi critici desiderosi di [...] sincera malinconia » su un panorama negativo [...] soddisfatti. Amavano [...] (a tu per tu) [...] nostro Tempo e Paese di [...]. Ma è appena finito [...] Memoriale di Paolo Volponi è venuto alla [...]. Non si parla più [...] Micòl, [...] sofisticata e in fondo sincera raffinatezza [...] di Bassani. Una inattesa fumata bianca [...] per così dire a destra e a [...] vagamente preoccupati di seguire le novità letterarie [...] Case [...] Cultura e alle riviste specializzate. Il romanzo di Bassani [...] non c'è dubbio. Questo di Volponi [...] autore non molto meno adulto [...] Bassani ma assai meno ambientato nel cerchio letterario [...] è stato una di quelle [...] che entrano nel bersaglio come per destino, [...] proprio « al cuore », [...] suscitando tra gli intenditori una serie di reazioni appassionate. Il rapporto con la [...] il libro ne è pienamente meritevole e [...] impegno di lettura. Tra [...] è pieno di significato [...]. Paolo Volponi, che finora [...] soltanto » poesie o libri di poesia [...] è di Urbino, nel 1960 ha ottenuto [...] Premio Viareggio con i versi raccolti nelle Porte [...] è riuscito nel Memoriale [...] la storia di un personaggio altrettanto poetico [...] «eroe del nostro tempo» (alla rovescia se [...] e propriamente narrato. Questo Albino Saluggia è un [...] dei tedeschi [...] guerra, cattolico in qualche modo [...] egocentrico, che diventa operaio in una grandissima fabbrica del Piemonte. [...] chiaramente la Olivetti, a Ivrea, [...] 1956 Volponi dirige i servizi sociali ossia [...] trasporti, le infermerie. Nel romanzo alla sensi-tiva [...] del Saluggia vien sùbito contrapposta [...] fabbrica in questione, gigantesca, [...] pulita, impeccabile nella tecnica industriale così come [...] moderno umanesimo. [...] Saluggia vi è accolto [...] morale, perchè dimentichi le [...] guerra e diventi un buon diavolo in [...]. Pochi mesi dopo lo [...] da tubercolosi in « tutt'e due i [...] è mandato in sanatorio a spese della [...]. Albino Saluggia vi scorge una [...] ai suoi danni. Si era come innamorato, [...] un calore superstizioso dove trovavano compenso le [...] fin quasi alla demenza: «Amavo [...] a poco la fabbrica, sempre di più [...] meno la gente che [...]. Mi sembrava che tutti [...] poco a che fare con la fabbrica, [...] abusivi o dei nemici. Mi appariva sempre più [...] sembrava che si rivolgesse direttamente a me, [...] o uno dei pochi [...] ben disposto a [...]. Le ossessioni di [...] sottolineato ciò che aiuta a [...] meglio un fondo [...] di Albino per la fabbrica. [...] primitivo e quasi preistorico, [...] essa [...] concreta del prestigio, del [...] che gli mancano dalla nascita. Albino rappresenta finora nel romanzo [...] popolani senza alcuna coscienza di classe nè sviluppo intellettuale, [...] sottoproletariato [...] stretti a un cristianesimo [...] superstiziosa, tra i quali [...] cerca oggi più che mai [...] gli addendi [...] docile maestranza. E [...] fabbrica dove Albino lavora [...] stabilire con lui [...] un rapporto di complicità, [...] « rendimento ». Lo mantiene [...] sia o no capace di [...] nel lavoro [...] come un fanciullo devoto e [...] pronto ad accettare gli ordini [...] e a respingere ogni solidarietà [...]. Ma Albino non è [...] arrendevole, tutt'altro. Nella [...] stessa bizzarria « poetica », [...] orli [...] pazzia vera e propria, è [...] un lento ma acuto registratore dei vizi e difetti [...] in quanti lo circondano. Quella fabbrica modello incomincia a [...] sgradevolmente già prima che il complotto dei medici, dei [...] associati ai suoi [...] così come gli appare [...] lo spedisca in sanatorio. Rimesso in sesto almeno [...] tornato a lavorare, la fabbrica gli si [...] come un ambiente pieno di ostinate assurdità [...] contraddizioni. Potrà [...] un « edificio senza senso, [...] e innaturale ». Ora incomincia a distinguere [...] disvalore degli operai, degli attivisti sindacali, dei [...] medesimo carro; una confusa ma sincera ragione [...] dai miti a cui si era votato, [...] che in lui aveva reso simile quel [...] neocapitalistico a un materno e imponente miraggio [...]. In un uomo davvero esemplare [...] e socialmente [...] il caporeparto Michele [...] socialista per essenza, il cui [...] certi atroci svolgimenti del suo [...] ha una grandezza stoica [...] impara a riconoscere la dignità [...] trascendente della vita. Ma Albino Saluggia resta [...] un mondo fantastico e poetico, [...] dissociato, prelogico, le cui [...] lo trattengono in una specie di sogno. Timido, ossessionato da paure [...] purezza verso le donne; soggetto agli inganni [...] parte di chi lo illude di [...] la guarigione (dalla malattia [...] a [...] i polmoni), la nuova [...] solidarietà umana nella fabbrica si trasforma per [...] smania disordinata di rivincita, quasi di vendetta, [...] ad assumere paradossali atteggiamenti estremistici in occasione [...]. Tollerato fin quando risultava [...] del lavoro e dei problemi sociali nella [...] Albino Saluggia viene immediatamente licenziato, per effetto [...] suo sfogo « giacobino [...]. Ora è veramente solo, [...] disperazione. Tutt'intorno alla vicenda di Albino, [...] una finissima [...] poetici. Il lago e la [...] nella fabbrica e forse specialmente il periodo [...] molte volte al narratore un'intima fantasia lirica, [...] indimenticabili, ma fusa [...] del testo con grande [...]. E non è strano [...] linguaggio di questo operaio « sottosviluppato » [...] tutto il suo modo di vivere, anche [...] spesso « intelligente » nella maniera che [...] liricità tanto forte e precisa? Pasolini ha [...] degna del suo ingegno [...] (Paese Sera del 13 aprile [...] che Volponi nella [...] arte [...] fa pensare a un [...] i medesimi episodi su due lastre di [...] una in modo semplice e ingenuo, [...] con squisita raffinatezza [...] e sovrapponga poi le [...] «che vengano a integrarsi a vicenda, per [...] trasparenza, formando un unico vetro dipinto su [...]. Apparente [...] avrebbe insomma ottenuto un [...] amalgamando due stili profondamente diversi, quello del [...] Albino [...] racconta in prima persona e quello di [...] poeta lirico Paolo Volponi, lasciato libero in [...] di scrivere da poeta. Forse la realtà è [...] ci conduce più dentro al valore anche [...]. L'autore si è riconosciuto [...] la letteratura, si decide a volte ad [...]. /// [...] /// L'autore si è riconosciuto [...] la letteratura, si decide a volte ad [...]. (0) (0) ![]()
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