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Già [...] simile impostazione è inaccettabile: attualmente [...] Italia la mano [...] femminile occupata si aggira sul [...] per cento del tu tale (dato del [...]. Detto questo vanno aggiunte [...] che il Piano si [...] di occupazione femminile non è accompagnato da [...] mezzi da usare per [...] e appare quindi puramente [...] 2) [...] nel Nord non soltanto [...] negli ultimi anni, ma continua c continuerà [...]. Basti dire che in Lombardia [...] oggi raggiunge il [...] per cento e che [...] regionale lombardo dovrebbe invece « [...] » sulla percentuale del [...] « adeguandosi alla media nazionale ». [...] canto il dato attuale del [...] cento lombardo è già il [...] di una espulsione dalla produzione [...] in cinque anni, dal [...] al [...] di un uno per cento [...] di donne occupate. Nel settore industria le. E il fenomeno non [...] a Torino. In Liguria [...] femminile è giunta al [...] per cento. Di una tesi, molto [...] del Piano, occorre subito fare giustizia: non [...] che « lasciano » la produzione preferendo [...]. Basti dire che a Milano [...] per cento dei giovani in cerca di [...] costituito da donne. Negli anni intorno al [...] femminile fu chiamata al [...] o alle attività terziarie con grande entusiasmo [...]. In quella occasione, sulle [...] boom ». Fu in buona parte una [...] perché il movimento per la [...] APPENA [...] si vestirà anche lui di [...] liscio, magari [...] nero, porterà il mantello e II infine, appena potrà, invece [...] di una Ferrari o una [...] I si comprerà un superbo [...] pollo di visone o di lontra, I doppio petto [...] martingala ». [...] è nato per combattere, per [...] ri-I [...] per [...] in pericolo [...] tutto il suo coraggio. Ma la donna [...] è nata per sfracellarti I [...] muro. Per questo [...] bisogna [...] di vivere e, [...] qualche volta, barbaramente [...] morire, da uomo. Perché [...] donna ». I( Flora Antonioni I su [...] 11 Tempo [...] Ora. [...] salariale divenne rapidamente vivacissimo e [...] ricordiamo quanta parte ebbero le ragazze e le donne [...] del [...] e del "53. Le forze economiche dominanti [...] loro conclusioni e ai primi cenni di [...] o dequalificarono la mano [...] femminile. Fu già in sé, [...] sociale: migliaia di donne risospinte alla semi [...] al puro lavoro « nero ». La ripresa industriale cui [...] a assistere, riguarda soprattutto [...] e il rinnovo degli [...] conseguente sviluppo tecnologico che [...] quando non è accompagnato, [...] una lungimirante prospettiva di allargamento della produzione [...] più razionale sfruttamento di tutte le risorse [...] provocare disoccupazione. La ripresa quindi non [...] sostenere il Piano [...] il suo superficiale ottimismo [...] creazione di [...] posti lavoro, anzi avviene [...]. Il fenomeno ha riflessi [...] luogo per la mano [...] femminile. [...] questa che per prima [...] e dal licenziamento: come [...] che con [...] di un processo di [...] di Reggio Emilia, il [...] delle operaie si trovarono dalla mattina alla [...] categorie inferiori; o ancora si può citare [...] provincia di Milano dove per 100 operai [...] sono due sole operaie specializzate, mentre su [...] donne sono 57. C'è poi la nuova c [...] del grande capitale settentrionale. Alle spalle di questa [...] questi concreti danni economici sta una « [...] il Piano (socialisti o non socialisti) avalla [...] con un irresponsabile sorriso di compiacimento. La donna si dice, [...] casa che in fabbrica o in ufficio: [...] benessere è dato proprio dal fatto che [...] ha più bisogno del lavoro delle donne [...] al ruolo « naturale » di madri [...]. Che cosa significhi in [...] culturale e intellettuale questa concezione mielosa e [...] e della società, è inutile [...]. Va detto però qualcosa [...] quella aberrante concezione significa in termini economici. Il lavoro femminile, e [...] sviluppo della istruzione femminile a tutti i [...] esigenza di un più razionale sfruttamento di [...] tutte utilizzabili e a pari grado in [...] e moderno di produzione. Accettare come fatto normale [...] della donna, accettare la donna come [...] di produzione e come [...] invenzione e partecipazione a tutti i livelli [...] porre automaticamente in termini reali il problema [...] società, della [...] organizzazione secondo dimensioni umane, [...]. Lo sfruttamento che ostacola questo [...] e tende a [...] si esercita [...] in un sistema capitalistico [...] più sulla donna che [...] (diceva [...] in una intervista: « l. In effetti il capitalismo [...] consolidata una struttura sociale patriarcale che teneva [...] condì zione di inferiorità e di ciò [...] per accentuare lo sfruttamento fino a livelli [...]. [...] canto, oltre che [...] sta ragione miope di avidità [...] di guadagno che provoca Io sfruttamento [...] tivo. Accettare il lavoro femminile [...] normale e sana della società, significa inevitabilmente [...] di problemi che riguardano di grado in [...] degli asili fino alle nuove strutture della [...] nuovo sistema distributivo, a [...] agraria, al controllo dei monopoli privati) tutta [...]. Un organico e poderoso [...] nella produzione; una riqualificazione massiccia e definitiva [...] non sopporterebbero a lungo gli squilibri del [...] viviamo e finirebbero per diventare una oggettiva [...] fallo inarrestabile. E questa è la [...] la quale tutti, dai padroni ai « [...] Piano, sono [...] su una cosa: non [...] dotato di una carica rivoluzionaria oggettiva cosi [...] decisiva, non mutare nella sostanza i i [...] ». Non per caso del [...] stesse concezioni riposano ancora sistemi capitalistici economicamente [...] nostro (anche se qualcosa di più si [...] concedere » nei paesi avanza ti) per [...] al fondo la stessa regola: ovunque venga [...] socio [...] mico [...] emancipazione [...] o famiglia, produzione o [...] tutto entra in crisi [...] crollare. E questo gioco vale [...] il capitalismo [...] la dispendiosa candela di [...] e sociale distorto, monco e squilibrato. /// [...] /// La maggioranza è fatta [...] che ama la vita semplice, però fino [...] punto è disposta a dimenticare le conquiste [...]. Nei camping ci sono [...] lo spaccio di alimentari, [...] dei giornali, a volte [...]. Ciò non toglie che molte [...] specialmente straniere [...] riescano ad avere una vacanza [...] faticosa, quale deve essere una vera vacanza sportiva. Ma accanto a questi [...] sono incora altri che, come quelli dei [...] Polo e del falco sullo spiedo rappresentano [...] della categoria, rappresentano, come [...]. Sono piccole famiglie che [...] propria, hanno il culto della proprietà privata, [...] fatta con i soldi [...] i metri quadrati di cui dispongono e [...] come un surrogato spiritoso e moderno dello [...] esiste. Pur mettendosi in testa [...] strana e indossando, gli uo-mini. In genere si portano [...] una strana ragazza con grembiulino bianco e [...] una volta anche con la crestina) che [...] la spesa allo spaccio, serve in tavola [...] in co stame, si occupa del pupo [...] spasso in una carrozzi na dalle ruote [...]. Essa non dorme con [...] mica perché è estate si deve arrivare [...]. A proposito di spazio [...] che a certi golosi di comodità questo [...] se hanno una tenda [...] in tutti i modi [...] trasformano le verande in altre stanzette: se [...] creano un tetto con la tenda e [...] di altre tendine minuscole la za na [...] per gli arnesi, quella che fa da [...] stoviglie. C'è anche chi si [...] personale dove riesce a infradiciarsi rapidamente per [...] trasportato dalla doccia pubblica [...] di acqua. Le signore sulla sdraia [...] o cu-ciono graziose tendine [...] per le finestre della [...] lotte, fanno cuscini e [...] casalinghi. La giornata trascorre serena, [...] per andare al mare, per la verità. C'è da mettere in ordine [...] casetta, spazzare [...] ra mia, mi stanco meno [...] pulire la mia casa in città, cin [...] stanze, doppi servizi, perché tenere [...] una tenda [...] o una roulotte [...] costa fatica, sem pre [...] in due. Ci sa un i [...] a volte le lenzuola [...] imbottite da mettere al sole, i tettucci [...] per avere più spazio, le sdraie da [...] la notte si sono messe dentro, insieme [...] a tutto il resto per via [...] e dei topi di [...] (tirano suoli alberi. Poi la spesa, [...] i piatti della sera [...] prima si è state troppo stanche per [...] il pranzo. A mezzogiorno sulla [...]. Le altre sono dietro [...] ai fornelli a battere il prezzemolo, a [...]. Vero è che [...] o alle due da questi [...] fili di fumo [...] che fanno delirare coloro che [...] no che in vacanza una [...] un insolito spettacolo fra le [...] di Rebibbia LE CANZONI IN CARCERE Sono stato a Rebibbia, il famoso carcere femminile di Roma, aggregandomi alla compagnia [...] Silvano Spadaccino. /// [...] /// Anna [...] e Anna Casa li no. Non «o come, avevano fissato [...] dare quella rappresentazione [...] de! [...] non è mente. /// [...] /// [...] è come un ospedale, con [...] grandi e tinte aiuole fiorite. E poi dei corridoi [...] illuminati. Ma si capisce subito [...] è la parte delle celle. Ti accompagnano delle donne [...] celeste. E dopo ogni porta, [...] chiave dietro di te. Si arriva al teatrino, una [...] lunga e stretta. Spadaccino comincia a preparare [...] altri ripassano il copione, [...]. Le due ragazze, specialmente. Scherziamo con una sorvegliante. Le diciamo se non [...] caso le due ragazze. Ma loro [...] e [...] ve la testa, per indicare [...]. [...] per lo spettacolo cresce. Come accoglieranno queste « [...] La Casa-lino si ricorda improvvisamente che Io [...] di canti del carcere. Penso che capiranno. Cominciano ad arrivare le [...]. Entrano nella saletta vociando, [...] tante ragazzine che vanno a scuola. Si siedono [...]. /// [...] /// Poi molte donne anziane. Nessuna ha abiti particolari. Sono tutti vestiti colorati, [...] la minigonna. Mi dicono che c'è Carmela [...] la donna che uccise il [...] il quale aveva [...] una relazione. Le altre sono tutte [...] vita. Ci [...] due o tre che [...] marito, san di passaggio. Ma sono casi squallidi. Poi qualche caso di [...]. Sono quella che suo-no [...]. Loro hanno [...] soldi. Sento uno strillo di [...]. In fondo, tre donne [...] i loro bambini. Penso che sono stati [...] in [...] rispetto a una volta. Rispetto al personaggio di [...] Ieri oggi domani ». E rispetto alle leggendarie [...] mantellate son delle suore a Roma un [...] celle scure una campana sona [...] tutte [...] ma Cristo non ce [...] mura. Queste strofe, nate chissà [...] do. Eppure, mi dice il [...] Rebibbia le donne canta no. A me interessano invece [...] car cere, quelli veri, di lamento. Ma mi accorgo che [...] vuol parlare. E del resto, quando è [...] il direttore e le donne si [...] alzate In piedi applaudendo fragorosamente, [...] pensato che al teatrino le detenute [...] tra [...] viola /anche un giglio ci [...] bene / noi vogliamo tanto bene / alla madre [...] » mentre magari, [...] do sono in cella, intonano: Dentro Regina Celi c'è [...] possa [...] ammazzalo chi [...] Rebibbia (che esiste da dieci [...] forse non ha ancora canzoni ma chi è passato [...] i carceri femminili dì Calabria o di Sicilia insegna [...] canzoni di laggiù o chi è d: Roma e [...] con la [...] mala » conosce quelle dei [...] romani. Le detenute, intanto, continuano a [...] di posto, a fare confusione. Si zittiscono quando parla [...]. Poi parlo anch'io, spiego [...] di can zoni scritte dal [...] e [...] con un linguaggio sem. Calco sulla parola sbagli. Si comincia e lo spettacolo Ria [...] un brusio continuo. Anna Ca salino [...] Ghibellina o Ghibellina tu mi [...] una sepoltura sempre [...] dentro queste [...] sarebbe la [...] in sala [...] una esplosione di consenso. Le suore zittiscono le [...]. [...] quinto [...] con gli occhi fissi sulla [...] della saletta. La trepidazione sale quando [...] canzoni della mala. Ci dirà poi il direttore [...] ha avuto i [...]. Poi ar riva « Porta Romana »:Prima faceva il ladro e poi [...] é [...] di polizia. La saletta esplode in [...] scrosciante, che continua quando viene cantata una [...] le detenute si uniscono al coro. Poi gli stornelli ciociari, [...]. Al [...] Fiore di pepe. Battono le mani alle ultime [...] zoni. Una detenuta sale sul [...] mazzi di fiori alle due ragazze de! Uno della [...] ricambia il ringraziamento, chiudendo con [...] gaffe del la giornata: « Il prossimo spettacolo spero [...] non [...] per voi. [...] si insomma per le vostre [...]. Leoncarlo Settimelli Dal 20 [...] fare questa stravagante ordinazione ai commessi dei [...] Mobili trasparenti e gonfiabili [...] Due creatori dalla moda al disegno industriale La [...] ruba il nome a un pesce del Nilo« Si [...] signora. /// [...] /// [...] il libro, prego: si. Dialoghi come questi, apparentemente [...] destinati a entrare nella nostra vita in [...] prossimo. In Francia addirittura il [...] ai magazzini [...] si aprirà [...] « [...] dei giovani s. Che cosa offrire di meglio [...] ragazzi ilei giorno d'oggi, ormai stanchi di pa tacche [...] saturi di minigonne, se non la prospettiva tangibile di [...] casa [...] con i misteri: [...] ino dunque in chiaro i [...] princìpi (e le nuove parole) sui quali si basa [...] novità di Parigi. [...] o Stinco [...] due personaggi [...] nora noti per le creazioni [...] alta moda [...] hanno inventato i [...] di plastica trasparente, gonfiabile a [...] co me un qualsiasi cuscinetto da viaggio. [...] appunto, [...] del « vuoto articolato». Forme molli, indistinte se [...] che precede la loro fat tura, quando [...] iniettata si trasformano in [...] voli, sgabelli, poltrone cosi [...] dentro, di vani, letti. Dal vuoto articolato si [...] la « casa evolutiva ». Per [...] la prima [...] tu dei suoi pezzi [...] liei è la loro immaterialità. Il mobile trasparente, è [...] proprio nulla: vi si può vedere attraverso. La seconda virtù? [...] sibilo imbrogliare con un mo [...] che traspare. Il minimo difetto, la [...] logica è subito denunciata. Si è per forza [...] Li perfezione ». I giochi di colore [...] « materializzare » certe parti del mobile, [...] anche i giochi di [...]. [...] che viene in [...] può infatti essere sostituita [...] speciale. Dopo due anni di [...] abiti pronti [...]. Stinco, dal canto suo. Si va dalla poltrona [...] ha solo le parti a contatto con [...] vi si ada già. A Parigi la chiamano [...]. Nella mostra [...] anche, oltre ai mo bili [...] non si vedono e quasi non si sentono [...] re. Il suo no me: [...]. E poi uno stadio [...] e una hall per esposizione itinerante. Mancava la città, ma [...] che entro ti 2000 non si sgonfi [...] per [...] in un altro una [...] Roma [...] Parigi, beninteso [...]. Ma le signore sono [...] e mentre i loro [...] giurano che non ce la fanno proprio [...] simile baracca di incoscienti, tutti si divertono [...]. Nel pomeriggio si dorme: [...] riaprendo i tettucci o [...] più . Rossi o la signora Bianchi [...] porta o al telefono da [...]. Oppure all'aperto in una lotta [...] occhi chiusi con le [...] che danno solenni pizzicotti. [...] pomeriggio: le signore si [...] no belle e vanno a [...] due passi con i [...]. La sera in [...] il [...] del mangiare spetta [...] uomini che si divertono [...] e fanno amabili gare fra loro: alla [...] carte tirano le somme: nella pentola a [...] cuocere anche il pesce, il sugo del [...] migliore dello stufato del commendatore. Qualche lavoretto viene portato [...] di notte: lo [...] con specchio incorporato, invenzione [...]. Poi è :l grande [...] (le radioline non si sono mai zittate). Chi ce [...] uno [...] portatile, [...] istallato ben fermo a terra [...] ha provveduto a [...] di teli in torno perché [...] capisca che non può sbafarsi lo spettacolo. Piuttosto si fanno gli inviti: [...] Viene ragioniere da noi a ve [...] Ma che [...] comode, dove le avete comprate? Sì prozie, ma solo un goccio. Domani sera siete da [...]. /// [...] /// [...] considerano ormai il [...] o una cosa per persone [...] una certa età. Voi [...] con i genitori che riempiono [...] la tenda di mobili da [...] p [...] muovere dalle vicinanze delle città [...] tengono la roulotte ferma come una scatola di biscotti [...] anche ! Loro sono autostoppisti con [...] spalle, cittadini del mondo, ospiti degli ostelli, [...] loro coetanei e mandano una cartolina ora [...] Parigi [...] da Londra. Come ma re cogliono [...] do ve si fa la pesca subacquea, [...] dove ci si immerge fra gli urli [...] a non andare lontani! Si sognano le ville. /// [...] /// Si sognano le ville. (0) (0) ![]()
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