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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1995»--Id 2580159073.

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Comincio a dire di [...] voglio, e discutiamo un bel pezzo. Le scarpe mio padre [...] il letto. C'è sopra un dito [...] a [...] diventano lustre e sono [...] si potranno benissimo vendere. Le avvolgo in un [...] via per la strada, ma tutto ad [...] trovo davanti mio padre che ritorna a [...] «Dove corri con quel fagotto?». Me lo strappa e [...] di picchiarmi a vedere che gli avevo [...] della domenica. Mi colava il sangue [...] non capivo più niente, tanto mi aveva [...] la mamma. Cosi è troppo» dice, [...] alla fontana a lavarmi, ma anche lei [...] scuote per la giacchetta, mentre vengono tutti [...]. Vado al greto dei [...] di [...]. È seduto sul un [...] un ramo di salice «Uh, come t'ha [...]. [...] butto addosso una bella manciata [...] terra. Ci picchiamo secco per un [...] Mi piacerebbe [...] sanguinare il naso, ma scappa, [...] alla fine [...] su un albero. Mi arrampico su un [...]. Si sta bene sugli [...]. ///
[...] ///
[...] si vedono le bambine che [...] nude nel fiume. Sono secche e non [...] un gran gusto a [...] perché sono bambine. Ma si può late 1 [...] e [...] gettare qualcosa. Nella casa Incendiata non [...] c'è n'è soltanto un pezzo [...] muri sono ancora in [...] cresce una bella [...]. Mi distendo [...] e mi metto delle foglie [...] sui lividi. Giovanni toma con una coperta [...] pane. A casa [...] va e viene come [...] soltanto la nonna che è vecchia, e [...] grande, e non gli dicono niente. Lui quando non (a [...] fuori. CI buttiamo addosso la [...]. Abbiamo anche due a [...]. ///
[...] ///
E viene fuori al [...] di rosso, con delle rose rosse, mio [...] raccontato. So già tutta la [...]. ///
[...] ///
Se avessimo del denaro, [...] e per tutto». Di certo toro ne [...]. Vincenza ha un salvadanaio». Dice ci» poi comprerà [...]. Ma non c'è gusto [...] Italo Calvino a Sibilla Aleramo, da Giacomo Debenedetti a Cesare Pavese, [...] Alfonso Gatto a Elio Vittorini. E poi Pasolini, Sciascia, Gianni Rodari [...] tanti altri ancora: erano redattori o collaboratori [...]. Ogni sabato [...] pubblica [...] apparsi su queste stesse pagine. Saranno, appunto, come «lettere [...]. Quella di oggi è [...] racconto sui «giorni avventurosi» (così era titolato) [...] nel primo dopoguerra. Ginzburg L» [...] anni 50 [...] studio Pois e Saltarelli Natalia [...] 1990 [...] al [...] fatti « al [...] sono bambine. Con [...] là del teatro, la giovane, [...] si potesse [...] una volta». L'acqua del [...] è ghiaccia, la manina. Scorre chiara e si [...]. Non e acqua da [...] «io so». È viola dal freddo, [...] sassi, per scaldarsi. Ci infiliamo i calzoni [...] aspettare te bambine, sul sentiero. Vengono [...] pattando fra [...]. A braccetto, e fanno [...]. Strappo il nastro dai [...] Vincenza e scappo, mi rincorre gridando come una [...]. Nei cestini hanno certo [...] non vogliono dame. Stiamo un pezzo a [...] finché tirano fuori un pugno di castagne. La campana della scuola [...] piantano, io non ci sono [...] più da un pezzo, [...]. [...] sempre da scrivere o [...] da imparare storielle, e quando [...] Pasqua o Natale, ti [...] anche le teste, tanto le ne parlavano. La maestra in principio [...] con sorrisi e discorsi, ma poi ha [...] ne aveva un bel niente. E Giovanni una volta ha [...]. S'è versato [...] sui calzoni, tutta quanta la [...]. Gli ricordo come ha [...] ma luì non è [...] dì pensarci «Un paio [...] -, Non è roba per noi di [...]. [...] è tutta bagnata di [...] dentro è freddo più [...]. Ma dove arriva il [...] tiepida. Il sole viene [...] poco lungo il greto del fiume e [...] (anno asciutte e calde, solo nel bosco [...] buio. Vado intorno a beccare [...]. Cerco le nostre lenze [...] pali, nel [...] casa incendiata. Che magnifico fuoco deve [...] bruciare cosi tutta la casa. Adesso non è [...] neanche una casa, con quei [...] muri rolli, e quei [...] c'è rimasta ancora la porta. In un cantuccio ce [...] barattoli vuoti, e c'è odore di piscio [...] più le nostre lenze da pesca. Ce le avranno rubate [...] per dispetto. Spula e bestemmia scortecciando [...] di salice. Far perdere il tempo [...] Ci sediamo ziti a pescare, coi piedi [...]. Tutto ad un [...] mi dice: «Perché non vai [...] alla signorina della villa, i [...]. Mi sono arrampicato dal [...] È [...] E lei era dentro la vasca», [...] vista dentro la [...] gli dico. Andresti là e le [...] e questo e quei lo. [...] dà quanti ne vuoi di [...]. Tante volte si trovano [...]. E certe vanno proprio [...] ragazzi e li pagano. Pagano caro, sai». E sei anche più [...]. Giovanni non è tanto [...]. Ha un [...] di capelli rossi e il [...] per un pugno che si [...] preso da piccolo. Sono [...] di essere il più [...] «Se [...] tacessi [...] un altra cosa con [...] denari». La signorina è nella [...] un quadro. Nel quadro c'è le [...] il sole che tramonta e ogni cosa. La signorina tra un [...] e un grembiule larghissimo, lutto sudicio di [...]. Sulla finestra c'è un uccello [...] in una gabbia. Ha un becco rosso adunco [...] una gran coda. ///
[...] ///
Hanno profumo, anche". Ti laro portare fa [...]. Vieti la serva con [...] in un piallo C'è scritto qualcosa con [...] C'è [...] passa dentro. Dormo fuori, nei boschi». Voglio andare a lavorare [...]. Dipinge con un lungo [...] piano le mani. Ha le mani e [...] un colore scuro, ma non come di [...] al sole, Certo saranno scure anche le [...] due macchie grandi e molto scure. Non può [...] vero quello che Iva [...] Giovanni, [...] lui [...] vista dentro la vasca [...]. Perchè avrebbe saputo come [...] scura, [...] capelli sono neri e [...] magra e atta e ha il naso [...]. Se ride mostra i [...] cattiva. Ride e mi guarda [...]. ///
[...] ///
Perchè va via? Non [...] vada via, rimanga [...] le dico. E con la mano [...] ginocchio. Come ride! E poi ad un [...] uno schiaffo. Le sto davanti con una [...] sul viso. Era uno [...] tale che mi ha fatto [...] la testa. Le tremano le mani [...] e la [...] faccia è brutta come [...] diavolo. Sfacciato, sporco». Piglio il mio berretto [...] vado. La guancia dello schiaffo [...] non capisco più niente. Apro il cancello e [...] corsa fino al fiume. [...] il tempo ha continuato a [...] seduto sul suo sasso. Arrivo e dice: -Dove [...]. Butta la lenza [...]. Strappo [...] a manciate [...]. Mi son preso uno [...]. Chi ne capisce qualche [...] hai saputo -dice -figlio di cagna. Era meglio se ci [...]. Certo avrà un uomo». C'è un rospo morto, [...] del fiume. Tuffo un braccio e [...]. Servirà da gettare alle [...]. Lo appendo ad un [...] uno spago. Cerco rospi e ne ammazzo [...] al ramo. Se potessi trovare qualche [...] più bello. Deve [...] lei dì denari». Mi viene vicino e [...] -Cosa [...] Non c è gusto nemmeno a farsi [...] la schiena a lavorare come (a tuo [...]. Vale la pena soltanto [...]. ///
[...] ///
[...] PRIMA PAGINA Pene [...] del -chilometro 216 più 100» [...] -dal cavalcavia della Gardesana, che unisce i circondari di [...] e di Bussolengo. Il lancio di pietre [...] stato uno dei «fatti simbolo» della cronaca [...] scorso E fu proprio dopo I uccisione [...] Monica [...] che questa pratica dilagò. La semenza sarà dunque [...] e per qualche giorno sarà [...]. Poi su tutta la [...] silenzio Anche il terreno in cui [...] è stato commesso, la [...] Verona, è considerato un [...] simbolo della prosperità. Operai lutti e tre [...] anni, da quando portarono a termine [...] della istruzione e da [...] li avviarono alla [...]. La perizia psichiatrica li [...] di intendere e di volere, ma limitati [...] conseguenze dei propri atti e pronti a [...] le proprie responsabilità». La legge prescrive che [...] aggravanti per [...] agito «per futili motivi» [...] saremmo arrivati [...] ergastolo. Il [...] nel giungere alla proposta dei [...] anni, ha [...] però anche le "attenuanti» e, [...] ai [...] e ai togati, ha [...] «Oggi [...] processando [...] figli, tre ragazzi normali Non [...] dei mostri». Ferdinando Ca inon ieri su La Stampo ha commentato: «Ventitré anni sono una generazione. E la richiesta di [...]. Con le parole [...] nel! In qualche modo si [...] castigo, oltre a non far rivivere Monica [...]. Si sa che le carceri [...] non hanno mai [...] nessuno, che [...] tre non servirà per [...] cento e che quella limitazione [...] prevedere le conseguenze dei propri atti» è proprio un [...] di questo sviluppo, eli questo benessere. Con suo padre andammo [...] Gardesana, che era piccolo, mentre [...] sotto appariva enorme. Quando confessò [...] quel ragazzo disse di [...] provato un senso di ribrezzo [...] la [...] non aveva provocato il rimbombo [...] faceva di solito quando colpiva il cassone del Tir, [...] un rumore strano [...] un tuffatore in una piscina) [...] disse di [...] che era successo qualcosa di [...]. Se fossi nella camera [...] di considerare quel particolare come segno di [...] E di considerare quanto ormai -la morte a [...] vere o dei telefilm -sia da noi [...] quotidiano [...] ad [...] a [...] e [...] a [...]. Proporrei quindi di [...] tulio ciò come attenuante [...] e [...] avere il coraggio di pensare [...] quei ragazzi a pene alternative alla detenzione in cella. ///
[...] ///
Proporrei quindi di [...] tulio ciò come attenuante [...] e [...] avere il coraggio di pensare [...] quei ragazzi a pene alternative alla detenzione in cella.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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